In questa estate torrida, ci pensa Topolino ad abbassare la temperatura con Quattro Note in Nero, storia in quattro parti pubblicata su Topolino 3690 e 3691, quest’ultimo ancora in edicola fino a mercoledì prossimo. I due numeri segnano il ritorno di Macchia Nera, uno dei più celebri e pericolosi nemici di Topolino, protagonista di una vicenda che affonda le proprie radici nel suo passato. Andiamo quindi ad analizzare Quattro Note in Nero, il nuovo -e non ultimo!- lavoro di Marco Nucci illustrato dal maestro Casty.
Il ritorno tanto atteso di Macchia Nera
Sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo della sfida tra Mickey Mouse e Macchia Nera, con l’uscita della storia del 2022 Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo su Topolino 3478/3480. Quattro anni di attesa per questo nuovo capitolo che vede il ritorno dell’acerrimo nemico di Topolino che sin dalla prima apparizione nel 1939 in Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot ad opera degli iconici Floyd Gottfredson e Merrill De Maris dà del filo da torcere al commissario Basettoni e al nostro topo preferito.
A differenza di altri criminali iconici come Gambadilegno, la sua forza risiede negli ideali che porta avanti: la ricerca della gloria e il voler essere ricordato nella storia del crimine. Questo desiderio “alto” e immateriale è il motore di molti degli atti diabolici e contorti di Macchia Nera. E in Quattro Note in nero questa volontà si esprime appieno.
Una copertina Noir: il vero colpo di Mastantuono
Il viaggio di Quattro Note in Nero comincia proprio dalla copertina ad opera di Corrado Mastantuono di Topolino 3690. Una composizione in cui sono le ombre a fare da padrone, con un Macchia nera che suona un organo a canne -l’organo della sala teatrale privata di Villa Shabda, come il lettore scoprirà nelle prime pagine-. Il cattivo in primo piano, il nostro eroe sullo sfondo, nascosto a guardare cosa stia tramando. Una scena che infonde tensione, con Macchia Nera che affonda lo sguardo nello spettatore -un po’ come una rottura della quarta parete in ambito cinematografico!-. Le maschere dai volti turbati aumentano il dramma, e le rette oblique dell’organo, delle canne dello stesso e del palco si intrecciano a dar slancio e movimento alla scena. Un vero colpo da Maestro, Mastantuono!

Se solo si potesse correggere il passato. Analisi della trama di Quattro Note in Nero
Presente, Topolinia.
Di Macchia Nera si sono perse le tracce da tempo. Il leggendario ladro sembra sparito nel nulla, come se fosse scomparso dal nostro presente.
E proprio su questa meccanica si basa la storia che Nucci ci porta in scena, mostrandoci un giovane George Blotter -futuro Macchia Nera- che alle prime armi nella sua carriera di ladro professionista decide di desistere dal commettere il furto della corona dal treno dorato nella tratta da Meyrink a Topolinia. Deciso quindi a porre rimedio al mancato colpo, Macchia Nera è deciso a correggere la linea temporale…
Nucci ci introduce alla storia attraverso l’incubo di Topolino che sogna Macchia Nera intento a suonare organo a canne, mentre racconta pensieri di vendetta e di ricerca della perfezione del male. Non conosciamo il tempo, ma sappiamo che Topolino vede il suo nemico nella mente in maniera dettagliata come se gli avvenimenti fossero realmente accaduti. Nel secondo passaggio scopriamo, grazie alla chiamata di un vecchio amico di Topolino, il professor Zapotec, che Macchia Nera è stato avvistato grazie alla macchina del tempo ideata proprio dal professore nel passato. La macchina infatti rivela una perturbazione nello spazio tempo che riconduce a due giorni prima del 7 febbraio ti tanti anni addietro, quando la corona fu trasportata con successo a Topolinia. Avendo capito gli intenti del criminale, Topolino torna nel passato, e si imbatte in un giovane Macchia Nera che non lo riconosce -ancora non si sarebbero incontrati- e grazie al prezioso aiuto del Commissario Matusek e del Macchia Nera non ancora malvagio, sembrano riuscire a sventare il colpo ancora una volta, acciuffando il cattivo proprio a Villa Shabda che Topolino riconosce dalle visioni avute.
Una trama lineare fin qui. E invece sono le ultime pagine della storia su Topolino 3691 ad elevare la trama al rango di capolavoro. Macchia Nera non solo si è fatto volutamente catturare, ma ha invertito sé stesso portando nel futuro la versione giovane di sé. Il vero Macchia Nera che conosciamo nel presente invece rimane nel passato, consapevole di ciò che lo aspetta e capace quindi di evitare gli errori futuri. Il segreto del viaggio temporale si rivela essere, a differenza di quanto sospettato da Topolino, non l’orologio che Macchia Nera porta con sé ma il suo costume, definito da egli stesso…
oggetto sorprendente,
in grado di leggere nei miei desideri, ed esaudirli!
Con questo finale, il lettore ottiene una visione completa della storia ed una nuova prospettiva su ciò che potrà accadere in futuro. Macchia Nera è un passo più vicino alla realizzazione del suo piano, un piano che punta all’eternità.
Viaggi nel Tempo e un plot twist inaspettato: perché Quattro Note in Nero è un capolavoro
SONO VICINO, TOPOLINO! COSI’ VICINO!
POSSO VEDERTI, PERFINO ASCOLTARTI…
DORMI, E TI ILLUDI DI POTERMI FERMARE
COME PRESTO TI ILLUDERAI DI AVERLO FATTO DAVVERO!
Partiamo dal chiarire che non serve aver letto le storie precedenti per godersi a fondo la trama. Questa storia si legge benissimo da sola, pur calandosi in una sequenza di storie che esplorano il personaggio di Macchia Nera permettendo al lettore di approfondire il personaggio come mai si era tentato prima.
Chi non ricorda il Giratempo usata da Hermione in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, o l’auto di Doc nella trilogia di Ritorno al Futuro? Da sempre i viaggi temporali sono al centro di espedienti narrativi che rendono le trame avvincenti. E in questo Quattro Note in Nero non fa eccezione, anzi…fa di più.
Macchia Nera ha ordito un piano davvero diabolico, come si apprende solo nel finale della quarta parte su Topolino 3691. La sostituzione con il sé stesso del passato è un vero colpo di genio da parte di Nucci, capace di rendere rendere una trama apparentemente semplice e a tratti piatta una vera perla. La seconda parte con il professor Zapotec infatti è davvero densa di dialoghi troppo esplicativi, il che rende difficile per il lettore andare avanti. Superato questo scoglio, la seconda parte risulta avvincente e il finale non lascia disattesi i lettori.
Una nota di merito va ad un dettaglio che sottolinea la cura di Nucci e Casty per i dettagli. Parlo dei baffi alla Salvador Dalì di Macchia Nera, che rendono il personaggio iconico e anche al centro di teorie che coinvolsero nientedimeno che Walt Disney. Speculazioni associano da sempre il volto Phantom Blot a quello del padre Mickey Mouse. Si vocifera nel fandom il volto di Macchia Nera sia per anni stato nascosto volontariamente per via della la somiglianza con Walt Disney. L’associazione sarebbe anche da imputarsi alla comune volontà, quella del fondatore della Disney e dell’acerrimo nemico di Topolino, di mantenere il controllo su ciò che li circonda. Che siano fondate o meno, queste suggestioni rendono il personaggio di Macchia Nera ancora più affascinante, considerando il legame dei due personaggi -quello reale e quello immaginario- con Topolino.

Passato e Ricordi: il potere del fumetto
Proprio mentre mi perdevo tra le pagine di Quattro Note in nero, la mia mente ha cominciato a vagare nel tempo e nello spazio per atterrare su un’immagine di tanti anni fa: una macchina nero giocattolo che lanciava missili rossi e chiazze d’olio. Con una ricerca online ho capito: era la macchina di Macchia Nera, i cui pezzi erano disponibili in quattro uscite tra Novembre e Dicembre 2003. Sono passati più di vent’anni, ma il modo in cui una storia oggi possa portarti indietro per riscoprire angoli perduti nella mente è la dimostrazione di quanto il fumetto sia capace di trasportarci in altre dimensioni, un po’ come il costume di Macchia Nera in questa bellissima storia dal finale.
Casty o non Casty? Vi dico la mia
Voglio approfittare di questo articolo per aprire una parentesi e parlarvi del mio odi et amo per Casty -esagero volutamente-. Il Casty che adoro è quello delle tavole elaborate, come si può vedere in quella estesa di p.34 del 3690 o in quella introduttiva della terza parte della storia, su Topolino 3691.

Un artista capace di emozionare vignetta dopo vignetta, ritenuto da molti colui che ha saputo dare nuova linfa vitale al carattere di Topolino dopo l’operazione anni ‘90 a cura di Faraci e Ziche. Nonostante questo però, il mio gusto visivo fa sempre molta difficoltà a rimanere appagato dalle vignette classiche. La definizione delle curve dei personaggi disegnati da Casty risulta a mio avviso troppo vintage, e al tempo stesso non interessante come nel caso del tratteggiato di Don Rosa. Diverso da qualsiasi altro tratto, la mia percezione lo incasella in uno stile da fumetto Disney degli anni passati che talvolta non mi appaga. Ciò nonostante, credo sia chiaro come ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro di un Maestro che ha saputo portare avanti la fiaccola tenuta in altro da leggende come Romano Scarpa e Floyd Gottfredson. Potessimo assistere ad una storia interamente disegnata con lo stile sopra riportato, credo che saremmo davanti ad una delle storie più nelle del secolo.
La fine di Macchia Nera?
Negli anni il personaggio di Macchia Nera è evoluto da muto e ironico a una personalità complessa. In questo senso, siamo fortunati a vedere il prosieguo di una linea portata avanti da Nucci / Casty nell’esplorazione di questo malvagio e delle sue infinite sfaccettature.
E adesso? Il finale di Quattro Note in Nero non è che la fine di un capitolo, il penultimo a quanto annunciato dalla stessa testata. Dal 16 Settembre infatti su Topolino tornerà Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero, nuovo e ultimo capitolo di una saga che è destinata a rimanere nella storia del fumetto Disney.
Non ci resta che aspettare l’uscita del finale, e io ci sarò per parlarvene!

E tu? Hai già letto Quattro Note in Nero di Marco Nucci e Casty? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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