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  • La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    Il sonno attraversa le nostre notti in varie fasi. Ma cosa succederebbe se poco prima dell’alba dovessimo affrontare l’incubo peggiore di tutti? 

    A distanza di un mese dalla magistrale composizione in quattro movimenti dii Quattro Note in Nero, il sodalizio del duo composto da Marco Nucci e Casty torna ancora una volta per chiudere, questa volta definitivamente, la run dedicata a Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero. Addentriamoci quindi in questo Topolino 3695 dai toni decisamente dark per analizzare la conclusione di una storia in cui il cattivo, per stessa ammissione del capo redazione Alex Bertani nel suo editoriale di introduzione, va a riappropriarsi del suo posto d’onore all’interno del ventaglio di villain Disney.

    L’esperimento è giunto al termine: ve ne parlo, come promesso nell’articolo recensione su Quattro Note in Nero, in questo articolo in cui andiamo ad analizzare i passaggi più belli di questa incredibile -e paurosa- storia.

    La copertina definitiva per Macchia Nera

    Come per Quattro Note in Nero, anche la copertina di questo Topolino 3695 è firmata dal talento del maestro Corrado Mastantuono. Una copertina dai toni cupi, dominata da un Macchia Nera il cui mantello funge da squarcio oltre la copertina per avvolgere nell’ombra un Topolino spaventato. La composizione risulta a prima vista ben bilanciata, invitando il lettore ad addentrarsi nel labirinto oscuro che la storia porta avanti. Sebbene gli elementi visivi non siano inclusi nella storia come il gancio e la macchina della polizia di Topolinia, questa copertina mi risulta ancor più gradevole di quella di Quattro Note in Nero. 

    L’ultimo incubo prima del risveglio

    Il mantello di Macchia Nera è diventato un cimelio da esporre al Museo del Crimine, donato dal carcere dell’Isola di Corallo per l’esposizione. Topolino, eroe che ha contribuito alla cattura di Macchia Nera, cerca di lasciarsi gli avvenimenti narrati in Quattro Note in Nero alle spalle. Malgrado i suoi sforzi però, il destino lo conduce alla pasticceria I Biscotti della sfortuna, gestita dal famigerato Dottor Piuma. Un destino oscuro, quello che viene rivelato attravers i magici biscotti acquistati all’emporio, che si innesca con la chiamata a Topolino da parte del direttore del carcere dove Macchia Nera è detenuto. Il criminale infatti ha richiesto un colloquio esclusivo con il nostro protagonista. Con la promessa che sarà di ritorno per l’una di notte, Topolino accetta.

    Arrivato sulla tetra Isola di Corallo, il nostro eroe si ritroverà a fuggire dal mantello di macchia nera, dotato di poteri oltre ogni immaginazione, per attraccare infine in una Topolina caduta in un incubo senza risveglio. A salvarlo sarà la sua astuzia con un pizzico di fortuna, che faranno sciogliere il mantello in un incontro tra passato e presente che non possono coesistere. 

    L’analisi di una fine degna di un capolavoro

    Partiamo con la dichiarazione fatta dallo stesso Nucci, che cita il regista horror/thriller John Carpenter come diretta ispirazione di questa ultima, cupa avventura.

    L’intero plot de La notte Bianca dell’uomo Nero è infatti un thriller con una struttura a labirinto, in cui man mano che il protagonista procede le opzioni si riducono fino a condurlo ad un vicoloo cieco. Tra le nebbie dell’Isola di Corallo, attraversando il mare fino al porto di Topolinia per poi perdersi tra i vicoli di una città caduta nel sonno, il lettore ha la sensazione di entrare in un vortice di ansia in cui il nemico ci osserva dal buio pronto all’agguato.

    Altro elemento che segna la drammaticità del ritorno verso casa di Topolino è dato dal coltello. I lettori della testata lo sanno bene: non capita tutti i giorni di vedere un personaggio Disney con un’arma in mano, specialmente se questo è il nostro topo preferito.

    Vignette tratte da La Notte Bianca dell'Uomo in Nero tu Topolino 2965
    Topolino impugna il coltello (credits: Panini Comics)

    Una lotta, quella contro il mantello di Macchia Nera, che rivela l’essenza del criminale e l’oggetto che gli ha dato spessore sin dalla sua prima apparizione.

    Sul comparto illustrazione, i disegni di Casty mantengono il livello di Quattro Note in Nero e dei precedenti capitoli della run, L’assenza di splash pages come per la storia in due parti uscita su Topolino 3690-3691 mi fa pensare che La Notte Bianca dell’Uomo in Nero sia stata inizialmente concepita come terza parte del precedente capitolo. Il forte legame con il finale di Quattro Note in Nero lo fa intuire, e il peso minore del Macchia Nera fisico nella storia in termini di vignette fa pensare che maggior spazio gli sarebbe stato riservato sullo stesso numero qualche pagina prima.

    Il Dottor Piuma: il personaggio che merita uno Spin-Off

    In quest’ultimo capitolo della storia compare anche il Dottor Piuma, con il quale Topolino si trova per la prima volta faccia a faccia. Dal suo emporio escono gli oggetti più strabilianti, proprio come il Mantello magico che permette a Macchia Nera di commettere i più grandi crimini della storia.

    Dottor Piuma nella storia La Notte Bianca dell'Uomo in Nero
    Il Dottor Piuma (credits: Panini Comics)

    Il Dottor Piuma, con i suoi occhi penetranti ed il suo sorriso decisamente poco invitante, sarebbe un personaggio perfetto per la serie di X-Mickey. Personalmente, mi piace immaginarlo come collega di Toppersby, il bottegaio di Topolinia che mette in collegamento Topolino -e Pipwolf- con il mondo dell’impossibile. Anche lui, come il Dottor Piuma, ha una bottega -la Bottega degli Errori- , e svolge un ruolo principale nella serie di inizio anni 2000. Piuma è un personaggio di recente creazione, nato proprio dalle mani di Nucci e Casty nel 2022 e apparso anche nelle storie di altri personaggi come Minni e Zio paperone. In questo contesto, uno spin-off sul Dottor Piuma sarebbe un modo ulteriore di espandere l’universo disneyano aprendo a storie legate agli oggetti magici potenti con i quali i nostri personaggi hanno a che fare. Speriamo che un simile lavoro veda la luce prima o poi!

    Una run che merita un formato Deluxe

    Come accade spesso per molte storie che ricevono il pubblico consenso, Panini si muove qualche mese dopo la conclusione dell’arco narrativo raccogliendo l’opera in un volume cartonato formato Deluxe: per questa run su macchia Nera di Nucci e Casty sogno di vedere un volume unico con le tavole preparatorie ed editoriali che diano ulteriore contesto al lavoro. Un’operazione diversa dai 3 formati cartonati già pubblicati per Io sono macchia Nera, Il Bianco e il Nero e Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo.
    Parlo di un’opera Omnia di un capitolo lungo 5 anni, contenente magari anche la storia bonus Topolino e il Mondo senza Macchia.
    Un elemento renderebbe questa edizione davvero degna dell’acquisto: una galleria dedicata alle copertine di Mastantuono, Celoni e Freccero, rese godibili dalla caratteristica carta con grammatura maggiore e finitura lucida delle Deluxe Edition.

    La Notte Bianca dell’Uomo in Nero: il finale da non perdere

    Non sappiamo se in futuro la run di Marco Nucci e Casty darà vita a spin off o a un seguito, ma possiamo con certezza affermare che ci troviamo di fronte ad uno degli archi narrativi più belli degli ultimi decenni. Con queste premesse, il personaggio di Macchia Nera va a riacquistare il posto che ha sempre meritato e che da troppo non gli era stato dato.

    E tu? Hai già letto La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Marco Nucci e Casty? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    In questa estate torrida, ci pensa Topolino ad abbassare la temperatura con Quattro Note in Nero, storia in quattro parti pubblicata su Topolino 3690 e 3691, quest’ultimo ancora in edicola fino a mercoledì prossimo. I due numeri segnano il ritorno di Macchia Nera, uno dei più celebri e pericolosi nemici di Topolino, protagonista di una vicenda che affonda le proprie radici nel suo passato. Andiamo quindi ad analizzare Quattro Note in Nero, il nuovo -e non ultimo!- lavoro di Marco Nucci illustrato dal maestro Casty.

    Il ritorno tanto atteso di Macchia Nera

    Sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo della sfida tra Mickey Mouse e Macchia Nera, con l’uscita della storia del 2022 Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo su Topolino 3478/3480. Quattro anni di attesa per questo nuovo capitolo che vede il ritorno dell’acerrimo nemico di Topolino che sin dalla prima apparizione nel 1939 in Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot ad opera degli iconici Floyd Gottfredson e Merrill De Maris dà del filo da torcere al commissario Basettoni e al nostro topo preferito.
    A differenza di altri criminali iconici come Gambadilegno, la sua forza risiede negli ideali che porta avanti: la ricerca della gloria e il voler essere ricordato nella storia del crimine. Questo desiderio “alto” e immateriale è il motore di molti degli atti diabolici e contorti di Macchia Nera. E in Quattro Note in nero questa volontà si esprime appieno.

    Una copertina Noir: il vero colpo di Mastantuono

    Il viaggio di Quattro Note in Nero comincia proprio dalla copertina ad opera di Corrado Mastantuono di Topolino 3690. Una composizione in cui sono le ombre a fare da padrone, con un Macchia nera che suona un organo a canne -l’organo della sala teatrale privata di Villa Shabda, come il lettore scoprirà nelle prime pagine-. Il cattivo in primo piano, il nostro eroe sullo sfondo, nascosto a guardare cosa stia tramando. Una scena che infonde tensione, con Macchia Nera che affonda lo sguardo nello spettatore -un po’ come una rottura della quarta parete in ambito cinematografico!-. Le maschere dai volti turbati aumentano il dramma, e le rette oblique dell’organo, delle canne dello stesso e del palco si intrecciano a dar slancio e movimento alla scena. Un vero colpo da Maestro, Mastantuono!

    Copertina di Topolino 3690 ad opera di Corrado Mastrantuono per Quattro Note in Nero di Nucci / Casty
    la bellissima copertina di Corrado Mastrantuono di Topolino 3690

    Se solo si potesse correggere il passato. Analisi della trama di Quattro Note in Nero

    Presente, Topolinia.
    Di Macchia Nera si sono perse le tracce da tempo. Il leggendario ladro sembra sparito nel nulla, come se fosse scomparso dal nostro presente.
    E proprio su questa meccanica si basa la storia che Nucci ci porta in scena, mostrandoci un giovane George Blotter -futuro Macchia Nera- che alle prime armi nella sua carriera di ladro professionista decide di desistere dal commettere il furto della corona dal treno dorato nella tratta da Meyrink a Topolinia. Deciso quindi a porre rimedio al mancato colpo, Macchia Nera è deciso a correggere la linea temporale…

    Nucci ci introduce alla storia attraverso l’incubo di Topolino che sogna Macchia Nera intento a suonare organo a canne, mentre racconta pensieri di vendetta e di ricerca della perfezione del male. Non conosciamo il tempo, ma sappiamo che Topolino vede il suo nemico nella mente in maniera dettagliata come se gli avvenimenti fossero realmente accaduti. Nel secondo passaggio scopriamo, grazie alla chiamata di un vecchio amico di Topolino, il professor Zapotec, che Macchia Nera è stato avvistato grazie alla macchina del tempo ideata proprio dal professore nel passato. La macchina infatti rivela una perturbazione nello spazio tempo che riconduce a due giorni prima del 7 febbraio ti tanti anni addietro, quando la corona fu trasportata con successo a Topolinia. Avendo capito gli intenti del criminale, Topolino torna nel passato, e si imbatte in un giovane Macchia Nera che non lo riconosce -ancora non si sarebbero incontrati- e grazie al prezioso aiuto del Commissario Matusek e del Macchia Nera non ancora malvagio, sembrano riuscire a sventare il colpo ancora una volta, acciuffando il cattivo proprio a Villa Shabda che Topolino riconosce dalle visioni avute.

    Una trama lineare fin qui. E invece sono le ultime pagine della storia su Topolino 3691 ad elevare la trama al rango di capolavoro. Macchia Nera non solo si è fatto volutamente catturare, ma ha invertito sé stesso portando nel futuro la versione giovane di sé. Il vero Macchia Nera che conosciamo nel presente invece rimane nel passato, consapevole di ciò che lo aspetta e capace quindi di evitare gli errori futuri. Il segreto del viaggio temporale si rivela essere, a differenza di quanto sospettato da Topolino, non l’orologio che Macchia Nera porta con sé ma il suo costume, definito da egli stesso…

    oggetto sorprendente,
    in grado di leggere nei miei desideri, ed esaudirli!

    Con questo finale, il lettore ottiene una visione completa della storia ed una nuova prospettiva su ciò che potrà accadere in futuro. Macchia Nera è un passo più vicino alla realizzazione del suo piano, un piano che punta all’eternità.

    Viaggi nel Tempo e un plot twist inaspettato: perché Quattro Note in Nero è un capolavoro

    SONO VICINO, TOPOLINO! COSI’ VICINO!
    POSSO VEDERTI, PERFINO ASCOLTARTI…
    DORMI, E TI ILLUDI DI POTERMI FERMARE
    COME PRESTO TI ILLUDERAI DI AVERLO FATTO DAVVERO!

    Partiamo dal chiarire che non serve aver letto le storie precedenti per godersi a fondo la trama. Questa storia si legge benissimo da sola, pur calandosi in una sequenza di storie che esplorano il personaggio di Macchia Nera permettendo al lettore di approfondire il personaggio come mai si era tentato prima. 
    Chi non ricorda il Giratempo usata da Hermione in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, o l’auto di Doc nella trilogia di Ritorno al Futuro? Da sempre i viaggi temporali sono al centro di espedienti narrativi che rendono le trame avvincenti. E in questo Quattro Note in Nero non fa eccezione, anzi…fa di più.
    Macchia Nera ha ordito un piano davvero diabolico, come si apprende solo nel finale della quarta parte su Topolino 3691. La sostituzione con il sé stesso del passato è un vero colpo di genio da parte di Nucci, capace di rendere rendere una trama apparentemente semplice e a tratti piatta una vera perla. La seconda parte con il professor Zapotec infatti è davvero densa di dialoghi troppo esplicativi, il che rende difficile per il lettore andare avanti. Superato questo scoglio, la seconda parte risulta avvincente e il finale non lascia disattesi i lettori.

    Una nota di merito va ad un dettaglio che sottolinea la cura di Nucci e Casty per i dettagli. Parlo dei baffi alla Salvador Dalì di Macchia Nera, che rendono il personaggio iconico e anche al centro di teorie che coinvolsero nientedimeno che Walt Disney. Speculazioni associano da sempre il volto Phantom Blot a quello del padre Mickey Mouse. Si vocifera nel fandom il volto di Macchia Nera sia per anni stato nascosto volontariamente per via della la somiglianza con Walt Disney. L’associazione sarebbe anche da imputarsi alla comune volontà, quella del fondatore della Disney e dell’acerrimo nemico di Topolino, di mantenere il controllo su ciò che li circonda. Che siano fondate o meno, queste suggestioni rendono il personaggio di Macchia Nera ancora più affascinante, considerando il legame dei due personaggi -quello reale e quello immaginario- con Topolino.

    Collage che mostra somiglianza tra Walt Disney e Macchia Nera
    Walt Disney e Macchia Nera: una strana somiglianza

    Passato e Ricordi: il potere del fumetto

    Proprio mentre mi perdevo tra le pagine di Quattro Note in nero, la mia mente ha cominciato a vagare nel tempo e nello spazio per atterrare su un’immagine di tanti anni fa: una macchina nero giocattolo che lanciava missili rossi e chiazze d’olio. Con una ricerca online ho capito: era la macchina di Macchia Nera, i cui pezzi erano disponibili in quattro uscite tra Novembre e Dicembre 2003. Sono passati più di vent’anni, ma il modo in cui una storia oggi possa portarti indietro per riscoprire angoli perduti nella mente è la dimostrazione di quanto il fumetto sia capace di trasportarci in altre dimensioni, un po’ come il costume di Macchia Nera in questa bellissima storia dal finale.

    Casty o non Casty? Vi dico la mia

    Voglio approfittare di questo articolo per aprire una parentesi e parlarvi del mio odi et amo per Casty -esagero volutamente-. Il Casty che adoro è quello delle tavole elaborate, come si può vedere in quella estesa di p.34 del 3690 o in quella introduttiva della terza parte della storia, su Topolino 3691. 

    Spash Page con vignette a tutta pagina di Casty per Quattro Note in Nero
    Tavole di Casty da Topolino n.3691, pp.97-98

    Un artista capace di emozionare vignetta dopo vignetta, ritenuto da molti colui che ha saputo dare nuova linfa vitale al carattere di Topolino dopo l’operazione anni ‘90 a cura di Faraci e Ziche. Nonostante questo però, il mio gusto visivo fa sempre molta difficoltà a rimanere appagato dalle vignette classiche. La definizione delle curve dei personaggi disegnati da Casty risulta a mio avviso troppo vintage, e al tempo stesso non interessante come nel caso del tratteggiato di Don Rosa. Diverso da qualsiasi altro tratto, la mia percezione lo incasella in uno stile da fumetto Disney degli anni passati che talvolta non mi appaga. Ciò nonostante, credo sia chiaro come ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro di un Maestro che ha saputo portare avanti la fiaccola tenuta in altro da leggende come Romano Scarpa e Floyd Gottfredson. Potessimo assistere ad una storia interamente disegnata con lo stile sopra riportato, credo che saremmo davanti ad una delle storie più nelle del secolo.

    La fine di Macchia Nera?

    Negli anni il personaggio di Macchia Nera è evoluto da muto e ironico a una personalità complessa. In questo senso, siamo fortunati a vedere il prosieguo di una linea portata avanti da Nucci / Casty nell’esplorazione di questo malvagio e delle sue infinite sfaccettature.
    E adesso? Il finale di Quattro Note in Nero non è che la fine di un capitolo, il penultimo a quanto annunciato dalla stessa testata. Dal 16 Settembre infatti su Topolino tornerà Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero, nuovo e ultimo capitolo di una saga che è destinata a rimanere nella storia del fumetto Disney.
    Non ci resta che aspettare l’uscita del finale, e io ci sarò per parlarvene!

    Pubblicità per la storia in uscita dal 16 Settembre 2026 su Topolino intitolata La Notte Bianca dell'Uomo in Nero, di Casty e Nucci
    locandina de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero

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