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  • La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    Il sonno attraversa le nostre notti in varie fasi. Ma cosa succederebbe se poco prima dell’alba dovessimo affrontare l’incubo peggiore di tutti? 

    A distanza di un mese dalla magistrale composizione in quattro movimenti dii Quattro Note in Nero, il sodalizio del duo composto da Marco Nucci e Casty torna ancora una volta per chiudere, questa volta definitivamente, la run dedicata a Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero. Addentriamoci quindi in questo Topolino 3695 dai toni decisamente dark per analizzare la conclusione di una storia in cui il cattivo, per stessa ammissione del capo redazione Alex Bertani nel suo editoriale di introduzione, va a riappropriarsi del suo posto d’onore all’interno del ventaglio di villain Disney.

    L’esperimento è giunto al termine: ve ne parlo, come promesso nell’articolo recensione su Quattro Note in Nero, in questo articolo in cui andiamo ad analizzare i passaggi più belli di questa incredibile -e paurosa- storia.

    La copertina definitiva per Macchia Nera

    Come per Quattro Note in Nero, anche la copertina di questo Topolino 3695 è firmata dal talento del maestro Corrado Mastantuono. Una copertina dai toni cupi, dominata da un Macchia Nera il cui mantello funge da squarcio oltre la copertina per avvolgere nell’ombra un Topolino spaventato. La composizione risulta a prima vista ben bilanciata, invitando il lettore ad addentrarsi nel labirinto oscuro che la storia porta avanti. Sebbene gli elementi visivi non siano inclusi nella storia come il gancio e la macchina della polizia di Topolinia, questa copertina mi risulta ancor più gradevole di quella di Quattro Note in Nero. 

    L’ultimo incubo prima del risveglio

    Il mantello di Macchia Nera è diventato un cimelio da esporre al Museo del Crimine, donato dal carcere dell’Isola di Corallo per l’esposizione. Topolino, eroe che ha contribuito alla cattura di Macchia Nera, cerca di lasciarsi gli avvenimenti narrati in Quattro Note in Nero alle spalle. Malgrado i suoi sforzi però, il destino lo conduce alla pasticceria I Biscotti della sfortuna, gestita dal famigerato Dottor Piuma. Un destino oscuro, quello che viene rivelato attravers i magici biscotti acquistati all’emporio, che si innesca con la chiamata a Topolino da parte del direttore del carcere dove Macchia Nera è detenuto. Il criminale infatti ha richiesto un colloquio esclusivo con il nostro protagonista. Con la promessa che sarà di ritorno per l’una di notte, Topolino accetta.

    Arrivato sulla tetra Isola di Corallo, il nostro eroe si ritroverà a fuggire dal mantello di macchia nera, dotato di poteri oltre ogni immaginazione, per attraccare infine in una Topolina caduta in un incubo senza risveglio. A salvarlo sarà la sua astuzia con un pizzico di fortuna, che faranno sciogliere il mantello in un incontro tra passato e presente che non possono coesistere. 

    L’analisi di una fine degna di un capolavoro

    Partiamo con la dichiarazione fatta dallo stesso Nucci, che cita il regista horror/thriller John Carpenter come diretta ispirazione di questa ultima, cupa avventura.

    L’intero plot de La notte Bianca dell’uomo Nero è infatti un thriller con una struttura a labirinto, in cui man mano che il protagonista procede le opzioni si riducono fino a condurlo ad un vicoloo cieco. Tra le nebbie dell’Isola di Corallo, attraversando il mare fino al porto di Topolinia per poi perdersi tra i vicoli di una città caduta nel sonno, il lettore ha la sensazione di entrare in un vortice di ansia in cui il nemico ci osserva dal buio pronto all’agguato.

    Altro elemento che segna la drammaticità del ritorno verso casa di Topolino è dato dal coltello. I lettori della testata lo sanno bene: non capita tutti i giorni di vedere un personaggio Disney con un’arma in mano, specialmente se questo è il nostro topo preferito.

    Vignette tratte da La Notte Bianca dell'Uomo in Nero tu Topolino 2965
    Topolino impugna il coltello (credits: Panini Comics)

    Una lotta, quella contro il mantello di Macchia Nera, che rivela l’essenza del criminale e l’oggetto che gli ha dato spessore sin dalla sua prima apparizione.

    Sul comparto illustrazione, i disegni di Casty mantengono il livello di Quattro Note in Nero e dei precedenti capitoli della run, L’assenza di splash pages come per la storia in due parti uscita su Topolino 3690-3691 mi fa pensare che La Notte Bianca dell’Uomo in Nero sia stata inizialmente concepita come terza parte del precedente capitolo. Il forte legame con il finale di Quattro Note in Nero lo fa intuire, e il peso minore del Macchia Nera fisico nella storia in termini di vignette fa pensare che maggior spazio gli sarebbe stato riservato sullo stesso numero qualche pagina prima.

    Il Dottor Piuma: il personaggio che merita uno Spin-Off

    In quest’ultimo capitolo della storia compare anche il Dottor Piuma, con il quale Topolino si trova per la prima volta faccia a faccia. Dal suo emporio escono gli oggetti più strabilianti, proprio come il Mantello magico che permette a Macchia Nera di commettere i più grandi crimini della storia.

    Dottor Piuma nella storia La Notte Bianca dell'Uomo in Nero
    Il Dottor Piuma (credits: Panini Comics)

    Il Dottor Piuma, con i suoi occhi penetranti ed il suo sorriso decisamente poco invitante, sarebbe un personaggio perfetto per la serie di X-Mickey. Personalmente, mi piace immaginarlo come collega di Toppersby, il bottegaio di Topolinia che mette in collegamento Topolino -e Pipwolf- con il mondo dell’impossibile. Anche lui, come il Dottor Piuma, ha una bottega -la Bottega degli Errori- , e svolge un ruolo principale nella serie di inizio anni 2000. Piuma è un personaggio di recente creazione, nato proprio dalle mani di Nucci e Casty nel 2022 e apparso anche nelle storie di altri personaggi come Minni e Zio paperone. In questo contesto, uno spin-off sul Dottor Piuma sarebbe un modo ulteriore di espandere l’universo disneyano aprendo a storie legate agli oggetti magici potenti con i quali i nostri personaggi hanno a che fare. Speriamo che un simile lavoro veda la luce prima o poi!

    Una run che merita un formato Deluxe

    Come accade spesso per molte storie che ricevono il pubblico consenso, Panini si muove qualche mese dopo la conclusione dell’arco narrativo raccogliendo l’opera in un volume cartonato formato Deluxe: per questa run su macchia Nera di Nucci e Casty sogno di vedere un volume unico con le tavole preparatorie ed editoriali che diano ulteriore contesto al lavoro. Un’operazione diversa dai 3 formati cartonati già pubblicati per Io sono macchia Nera, Il Bianco e il Nero e Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo.
    Parlo di un’opera Omnia di un capitolo lungo 5 anni, contenente magari anche la storia bonus Topolino e il Mondo senza Macchia.
    Un elemento renderebbe questa edizione davvero degna dell’acquisto: una galleria dedicata alle copertine di Mastantuono, Celoni e Freccero, rese godibili dalla caratteristica carta con grammatura maggiore e finitura lucida delle Deluxe Edition.

    La Notte Bianca dell’Uomo in Nero: il finale da non perdere

    Non sappiamo se in futuro la run di Marco Nucci e Casty darà vita a spin off o a un seguito, ma possiamo con certezza affermare che ci troviamo di fronte ad uno degli archi narrativi più belli degli ultimi decenni. Con queste premesse, il personaggio di Macchia Nera va a riacquistare il posto che ha sempre meritato e che da troppo non gli era stato dato.

    E tu? Hai già letto La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Marco Nucci e Casty? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    In questa estate torrida, ci pensa Topolino ad abbassare la temperatura con Quattro Note in Nero, storia in quattro parti pubblicata su Topolino 3690 e 3691, quest’ultimo ancora in edicola fino a mercoledì prossimo. I due numeri segnano il ritorno di Macchia Nera, uno dei più celebri e pericolosi nemici di Topolino, protagonista di una vicenda che affonda le proprie radici nel suo passato. Andiamo quindi ad analizzare Quattro Note in Nero, il nuovo -e non ultimo!- lavoro di Marco Nucci illustrato dal maestro Casty.

    Il ritorno tanto atteso di Macchia Nera

    Sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo della sfida tra Mickey Mouse e Macchia Nera, con l’uscita della storia del 2022 Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo su Topolino 3478/3480. Quattro anni di attesa per questo nuovo capitolo che vede il ritorno dell’acerrimo nemico di Topolino che sin dalla prima apparizione nel 1939 in Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot ad opera degli iconici Floyd Gottfredson e Merrill De Maris dà del filo da torcere al commissario Basettoni e al nostro topo preferito.
    A differenza di altri criminali iconici come Gambadilegno, la sua forza risiede negli ideali che porta avanti: la ricerca della gloria e il voler essere ricordato nella storia del crimine. Questo desiderio “alto” e immateriale è il motore di molti degli atti diabolici e contorti di Macchia Nera. E in Quattro Note in nero questa volontà si esprime appieno.

    Una copertina Noir: il vero colpo di Mastantuono

    Il viaggio di Quattro Note in Nero comincia proprio dalla copertina ad opera di Corrado Mastantuono di Topolino 3690. Una composizione in cui sono le ombre a fare da padrone, con un Macchia nera che suona un organo a canne -l’organo della sala teatrale privata di Villa Shabda, come il lettore scoprirà nelle prime pagine-. Il cattivo in primo piano, il nostro eroe sullo sfondo, nascosto a guardare cosa stia tramando. Una scena che infonde tensione, con Macchia Nera che affonda lo sguardo nello spettatore -un po’ come una rottura della quarta parete in ambito cinematografico!-. Le maschere dai volti turbati aumentano il dramma, e le rette oblique dell’organo, delle canne dello stesso e del palco si intrecciano a dar slancio e movimento alla scena. Un vero colpo da Maestro, Mastantuono!

    Copertina di Topolino 3690 ad opera di Corrado Mastrantuono per Quattro Note in Nero di Nucci / Casty
    la bellissima copertina di Corrado Mastrantuono di Topolino 3690

    Se solo si potesse correggere il passato. Analisi della trama di Quattro Note in Nero

    Presente, Topolinia.
    Di Macchia Nera si sono perse le tracce da tempo. Il leggendario ladro sembra sparito nel nulla, come se fosse scomparso dal nostro presente.
    E proprio su questa meccanica si basa la storia che Nucci ci porta in scena, mostrandoci un giovane George Blotter -futuro Macchia Nera- che alle prime armi nella sua carriera di ladro professionista decide di desistere dal commettere il furto della corona dal treno dorato nella tratta da Meyrink a Topolinia. Deciso quindi a porre rimedio al mancato colpo, Macchia Nera è deciso a correggere la linea temporale…

    Nucci ci introduce alla storia attraverso l’incubo di Topolino che sogna Macchia Nera intento a suonare organo a canne, mentre racconta pensieri di vendetta e di ricerca della perfezione del male. Non conosciamo il tempo, ma sappiamo che Topolino vede il suo nemico nella mente in maniera dettagliata come se gli avvenimenti fossero realmente accaduti. Nel secondo passaggio scopriamo, grazie alla chiamata di un vecchio amico di Topolino, il professor Zapotec, che Macchia Nera è stato avvistato grazie alla macchina del tempo ideata proprio dal professore nel passato. La macchina infatti rivela una perturbazione nello spazio tempo che riconduce a due giorni prima del 7 febbraio ti tanti anni addietro, quando la corona fu trasportata con successo a Topolinia. Avendo capito gli intenti del criminale, Topolino torna nel passato, e si imbatte in un giovane Macchia Nera che non lo riconosce -ancora non si sarebbero incontrati- e grazie al prezioso aiuto del Commissario Matusek e del Macchia Nera non ancora malvagio, sembrano riuscire a sventare il colpo ancora una volta, acciuffando il cattivo proprio a Villa Shabda che Topolino riconosce dalle visioni avute.

    Una trama lineare fin qui. E invece sono le ultime pagine della storia su Topolino 3691 ad elevare la trama al rango di capolavoro. Macchia Nera non solo si è fatto volutamente catturare, ma ha invertito sé stesso portando nel futuro la versione giovane di sé. Il vero Macchia Nera che conosciamo nel presente invece rimane nel passato, consapevole di ciò che lo aspetta e capace quindi di evitare gli errori futuri. Il segreto del viaggio temporale si rivela essere, a differenza di quanto sospettato da Topolino, non l’orologio che Macchia Nera porta con sé ma il suo costume, definito da egli stesso…

    oggetto sorprendente,
    in grado di leggere nei miei desideri, ed esaudirli!

    Con questo finale, il lettore ottiene una visione completa della storia ed una nuova prospettiva su ciò che potrà accadere in futuro. Macchia Nera è un passo più vicino alla realizzazione del suo piano, un piano che punta all’eternità.

    Viaggi nel Tempo e un plot twist inaspettato: perché Quattro Note in Nero è un capolavoro

    SONO VICINO, TOPOLINO! COSI’ VICINO!
    POSSO VEDERTI, PERFINO ASCOLTARTI…
    DORMI, E TI ILLUDI DI POTERMI FERMARE
    COME PRESTO TI ILLUDERAI DI AVERLO FATTO DAVVERO!

    Partiamo dal chiarire che non serve aver letto le storie precedenti per godersi a fondo la trama. Questa storia si legge benissimo da sola, pur calandosi in una sequenza di storie che esplorano il personaggio di Macchia Nera permettendo al lettore di approfondire il personaggio come mai si era tentato prima. 
    Chi non ricorda il Giratempo usata da Hermione in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, o l’auto di Doc nella trilogia di Ritorno al Futuro? Da sempre i viaggi temporali sono al centro di espedienti narrativi che rendono le trame avvincenti. E in questo Quattro Note in Nero non fa eccezione, anzi…fa di più.
    Macchia Nera ha ordito un piano davvero diabolico, come si apprende solo nel finale della quarta parte su Topolino 3691. La sostituzione con il sé stesso del passato è un vero colpo di genio da parte di Nucci, capace di rendere rendere una trama apparentemente semplice e a tratti piatta una vera perla. La seconda parte con il professor Zapotec infatti è davvero densa di dialoghi troppo esplicativi, il che rende difficile per il lettore andare avanti. Superato questo scoglio, la seconda parte risulta avvincente e il finale non lascia disattesi i lettori.

    Una nota di merito va ad un dettaglio che sottolinea la cura di Nucci e Casty per i dettagli. Parlo dei baffi alla Salvador Dalì di Macchia Nera, che rendono il personaggio iconico e anche al centro di teorie che coinvolsero nientedimeno che Walt Disney. Speculazioni associano da sempre il volto Phantom Blot a quello del padre Mickey Mouse. Si vocifera nel fandom il volto di Macchia Nera sia per anni stato nascosto volontariamente per via della la somiglianza con Walt Disney. L’associazione sarebbe anche da imputarsi alla comune volontà, quella del fondatore della Disney e dell’acerrimo nemico di Topolino, di mantenere il controllo su ciò che li circonda. Che siano fondate o meno, queste suggestioni rendono il personaggio di Macchia Nera ancora più affascinante, considerando il legame dei due personaggi -quello reale e quello immaginario- con Topolino.

    Collage che mostra somiglianza tra Walt Disney e Macchia Nera
    Walt Disney e Macchia Nera: una strana somiglianza

    Passato e Ricordi: il potere del fumetto

    Proprio mentre mi perdevo tra le pagine di Quattro Note in nero, la mia mente ha cominciato a vagare nel tempo e nello spazio per atterrare su un’immagine di tanti anni fa: una macchina nero giocattolo che lanciava missili rossi e chiazze d’olio. Con una ricerca online ho capito: era la macchina di Macchia Nera, i cui pezzi erano disponibili in quattro uscite tra Novembre e Dicembre 2003. Sono passati più di vent’anni, ma il modo in cui una storia oggi possa portarti indietro per riscoprire angoli perduti nella mente è la dimostrazione di quanto il fumetto sia capace di trasportarci in altre dimensioni, un po’ come il costume di Macchia Nera in questa bellissima storia dal finale.

    Casty o non Casty? Vi dico la mia

    Voglio approfittare di questo articolo per aprire una parentesi e parlarvi del mio odi et amo per Casty -esagero volutamente-. Il Casty che adoro è quello delle tavole elaborate, come si può vedere in quella estesa di p.34 del 3690 o in quella introduttiva della terza parte della storia, su Topolino 3691. 

    Spash Page con vignette a tutta pagina di Casty per Quattro Note in Nero
    Tavole di Casty da Topolino n.3691, pp.97-98

    Un artista capace di emozionare vignetta dopo vignetta, ritenuto da molti colui che ha saputo dare nuova linfa vitale al carattere di Topolino dopo l’operazione anni ‘90 a cura di Faraci e Ziche. Nonostante questo però, il mio gusto visivo fa sempre molta difficoltà a rimanere appagato dalle vignette classiche. La definizione delle curve dei personaggi disegnati da Casty risulta a mio avviso troppo vintage, e al tempo stesso non interessante come nel caso del tratteggiato di Don Rosa. Diverso da qualsiasi altro tratto, la mia percezione lo incasella in uno stile da fumetto Disney degli anni passati che talvolta non mi appaga. Ciò nonostante, credo sia chiaro come ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro di un Maestro che ha saputo portare avanti la fiaccola tenuta in altro da leggende come Romano Scarpa e Floyd Gottfredson. Potessimo assistere ad una storia interamente disegnata con lo stile sopra riportato, credo che saremmo davanti ad una delle storie più nelle del secolo.

    La fine di Macchia Nera?

    Negli anni il personaggio di Macchia Nera è evoluto da muto e ironico a una personalità complessa. In questo senso, siamo fortunati a vedere il prosieguo di una linea portata avanti da Nucci / Casty nell’esplorazione di questo malvagio e delle sue infinite sfaccettature.
    E adesso? Il finale di Quattro Note in Nero non è che la fine di un capitolo, il penultimo a quanto annunciato dalla stessa testata. Dal 16 Settembre infatti su Topolino tornerà Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero, nuovo e ultimo capitolo di una saga che è destinata a rimanere nella storia del fumetto Disney.
    Non ci resta che aspettare l’uscita del finale, e io ci sarò per parlarvene!

    Pubblicità per la storia in uscita dal 16 Settembre 2026 su Topolino intitolata La Notte Bianca dell'Uomo in Nero, di Casty e Nucci
    locandina de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero

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  • Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Hai deciso di iniziare a collezionare Topolino ma non sai da dove cominciare? Allora questo articolo fa per te.
    Dopo le ultime uscite a tema natalizio di Topolino 3656 e 3657, voglio iniziare questo nuovo anno all’insegna del collezionismo e dei fumetti tornando alle basi.

    Voglio darti le informazioni essenziali che ti serviranno per iniziare la tua collezione di Topolino e suggerirti alcune idee di collezionismo da poter intraprendere senza spendere una fortuna.

    Comincio subito col dirti che il collezionismo di Topolino deve essere semplice. Mi spiego meglio: quando iniziamo a collezionare, la nostra mente è portata a pensare che più informazioni abbiamo, più saremo in grado di compiere le scelte giuste ed evitare errori.
    La verità è che esistono una miriade di aspetti e considerazioni da fare quando ci si approccia all’acquisto di un numero di Topolino, ed è inutile pensare di non commettere qualche errore.

    Per ridurre al minimo queste spiacevoli esperienze — e talvolta lo spreco di soldi — voglio condividere con te alcune informazioni fondamentali che ti permetteranno di approcciarti al collezionismo di Topolino nel modo corretto.

    Impara a riconoscere i Formati

    Topolino in formato libretto spillato nasce con il Numero 1 nel 1949 e vede alcune principali fasi editoriali. Ho riassunto per te nella seguente tabella gli step principali che hanno portato all’evoluzione di questa testata:

    N. cambio editorialeEditorePeriodoN. albo del cambioFormato (in teso)RilegaturaDimensioni
    1Mondadori1949 – 1952n. 1LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    2Mondadori1953n. 74LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    3Mondadori1954 – 1987n. 75LibrettoBrossura
    (costa gialla dal 1967)
    circa 13 × 18 cm
    4Mondadori1988 – 1994n. 1721Libretto (formato maggiorato)Brossuracirca 14 × 19 cm
    5Disney Italia1995 – 2013n. 2050LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    6Panini Comics2013 – oggin. 3019LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    Tabella riassuntiva cambi editoriali Topolino

    Con questa tabellina riuscirai ad orientarti tra i vari annunci e potrai a colpo d’occhio riconoscere un topolino moderno da uno vintage. Ti basterà solo un po’ di pratica e riuscirai a navigare tra le varie uscite.

    Impara ad analizzare un albo

    Uno step che spesso viene sottovalutato è lo studio delle parti che compongono un fumetto.
    Se ti parlo di costina, quarta di copertina, tipo di rilegatura o condizioni di conservazione, mi riferisco a elementi ben precisi dell’albo.

    Prendere dimestichezza con questi concetti ti permetterà di valutare lo stato di un Topolino partendo da un annuncio online o, ancora meglio, osservandolo di persona.

    Colleziona le Variant 

    Il mercato fumettistico made in U.S.A ci ha abituato da tempo al concetto di Variant. Una variant è una versione alternativa di numero Regular di un fumetto con una grafica differente. è il collezionismo allo stato puro: stai pur certo che un collezionista vorrà ogni variant possibile di una testata che ama. Questo concetto è stato portato in Italia e Topolino da qualche anno aderisce a questo approccio, creando variant per eventi speciali o fiere. 

    Sebbene una variant, nuova o in usato, costi di più di un numero regular, una collezione di queste conterrà, almeno per Topolino, un numero limitato di numeri, con un costo nel totale tutto sommato contenuto!

    Colleziona per Copertine

    Questa è la collezione che più mi piace portare avanti. Quando cerco su Ebay o Vinted quale sarà il prossimo numero di Topolino da recuperare, la prima cosa che faccio ancor prima di andare a contestualizzare quell’uscita è osservarne la copertina per capire le emozioni che mi trasmette. Voglio farti un esempio pratico con queste due copertine che adoro:

    La prima è molto semplice, un’illustrazione frontale del volto di Zio Paperone con un cappello invernale. Che c’è di tanto speciale, direte voi? Forse nulla. O forse tutto: in ogni caso avreste ragione.Perchè quello che ti attrae di una copertina non è sempre descrivibile a parole. è un’emozione che nasce dentro osservandola, scoprendone nuove sfumature ogni volta.

    La seconda invece è il tipo di illustrazione moderna, complessa se vogliamo in cui intervengono elementi prospettici e di composizione. In questo caso possiamo non solo apprezzarne la bellezza a livello globale ma anche l’equilibrio tra gli elementi che la compongono.

    Avere nella propria libreria tutte le copertine di Topolino che ami è un ottimo modo per avvicinarsi alla testata e chissà, magari espandere in un secondo momento la collezione! 

    • Colleziona un Personaggio: se sei amante di un personaggio in particolare, puoi decidere di prendere tutte le copertine in cui questo personaggio compare. Avere sul proprio scaffale le apparizioni di Paperinik, Fantomius o Paperina dimostrerà che sei un vero intenditore di questi personaggi.
    • Numeri tondi: la storia di Topolino ha traguardato momenti importanti in occasione dell’uscita di numeri tondi come il 500, 1000, 1500. Questi numeri sono recuperabili facilmente e sono pietre miliari della storia editoriale della testata. Recuperarli tutti é un’ottimo modo per incominciare una collezione.
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    Topolino Libretto 500
    • Colleziona Albi di Natale: Il periodo di Natale è da sempre un momento speciale per la testata di Topolino, che prepara sempre novità e albi straordinari per questo periodo. Recuperare tutti gli albi natalizi può essere una bella avventura, come possedere il Topolino 578 con la lettera di addio a Walt Disney.
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    Topolino 578 di Natale con lettera morte Walt Disney

    Colleziona Vintage

    Se sei amante del sapore vintage, allora vorrai recuperare albi che cristallizzano un’epoca. Ma cosa si intende per Vintage? In questa categoria ricadono tutti i Topolino usciti più di venti anni fa. Gli albi degli anni 50′ e 60′ sono un ottimo esempio di Vintage con tratti classici e senza tempo.

    I primi Cento: si fa sul serio!

    Hai deciso di collezionare i Graals dei humeri di Topolino? Bene allora devi fare molta attenzione a quello che cerchi e a come lo valuti. Il mio consiglio è di non approcciarti all’acquisto di questi albi ma di studiarli bene prima, riuscendo magari a trovare la loro versione digitale online -alcuni utenti hanno scansionato questi tesori!- . Se invece sei già deciso di lanciarti nell’acquisto di uno di questi primi numeri, allora:

    • Chiedi sempre foto circa i dettagli dello stato delle copertine;
    • Verifica l’autenticità del fumetto che intendi acquistare;
    • Occhio alle truffe: trovare numeri Topolino nella fascia 1-100  in buone condizioni a meno di 50 euro è davvero sospetto. Cerca di controllare la provenienza dell’albo chiedendo aiuto a collezionisti esperti nel settore.
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    Topolino Libretto Vintage 81

    Colleziona un intero Anno di Topolino

    Un’ottima alternativa per stabilire un legame emotivo con la storia editoriale di Topolino può essere quella di collezionare un intero anno di uscite. 52 numeri dell’anno al quale sei legato – magari l’anno di cui avevi tanti numeri da bambino o l’anno in cui sei nato!

    Tieni traccia della tua Collezione

    Per ultimo ma non meno importante: tieni traccia della tua collezione. Se entri nel mondo del collezionismo ti capiterà più spesso di quanto tu creda di imbatterti in un numero che potresti non ricordare di avere, quindi un rapido check ti aiuterà a capire se l’esemplare che stai consultando di manca o è in condizioni migliori di quello che hai a casa. Avere a portata di mano la tua libreria digitale è fondamentale!

    Voglio ringraziarti per essere arrivato sin qui. Se sei interessato a seguire le mie pubblicazioni su collezionismo e fumetti, non dimenticarti di iscriverti al sito per rimanere sempre aggiornato sugli articoli pubblicati e alla Newsletter dove pubblicherò contenuti periodici extra. 

  • Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Acquistare -o ricevere con abbonamento- il proprio numero di Topolino é sempre un’occasione speciale. E se questo accade il 24 Dicembre, la Vigilia di Natale, il tutto é ancora più magico. In questa Recensione del Topolino 3657 andiamo a celebrare le festività grazie a cinque storie di cui quattro a tema Natalizio. Un numero, aperto dal consueto editoriale di Alex Bertani, il cui intento è sicuramente quello di far divertire ma anche scaldare i cuori per un momento dell’anno davvero unico. Nell’articolo non accenneremo all’ultima storia, Paperhon il Navigatore, per due principali motivazioni: é l’unica trama non a tema Natalizio. Inoltre, é il primo di due episodi -la seconda parte uscirà con il numero 3658 di fine anno-.

    Analisi della Copertina 

    Paperino vestito da Babbo Natale é arrivato a destinazione dopo il viaggio sulla slitta in questo Topolino 3657 e sta festeggiando con i nipotini Qui Quo e Qua. La Copertina di questo libretto mantiene lo stile di Andrea Freccero già dal numero precedente del -trovate qui la recensione del Topolino 3656– per un effetto di continuità narrativa. Al centro della composizione troviamo la renna, che traspone il concetto di albero di Natale con i regali raccolti attorno a sé e le campanelle suonate dai nostri personaggi amati.

    Copertina di Topolino 3657 (Credits: Panini Comics)

    Nel complesso questa copertina risulta piacevole considerata a sé stante. Forse rimarranno a bocca asciutta i collezionisti e i fan di questa testata Disney, che vedranno una soluzione “di comodo” ereditata da una variant appena uscita. Ad ogni modo questa soluzione permette di accontentare un pubblico di acquirenti occasionali e non con una grafica davvero di effetto. Una prima di copertina da avere sicuramente in libreria!

    Doppio colpo quasi riuscito per Tito Faraci, tra Paperino e Paperoga

    Tito Faraci contribuisce a ben due storie di questo numero, la prima e la terza. In Quell’Ultimo Pacco a Paperino viene affidato il compito di consegnare un pacco mai recapitato da Babbo Natale, ora socio di Zio Paperone. Come scoprirà Paperino stesso, la sfida si rivelerà più ardua di quanto si pensi, a causa del fare burbero del vecchio che respinge -solo in apparenza- l’atmosfera delle feste. Una trama con qualche buco e di bassa intensità, che racconta in 22 pagine molto poco, perdendosi in atmosfere statiche e di scarso impatto. Un esempio é la mancanza del ritorno a casa dell’eroe, tipica di ogni conclusione degna di un racconto. Paperone e Babbo Natale non tornano a fine narrazione, lasciando al lettore solo immaginare un vero finale al netto della redenzione del vecchio.  

    Paperoga Notte in Bianco invece è una formula più che azzeccata, con la complicità dei disegni di Nico Picone, che mi hanno riportato ad ambientazioni oniriche dal sapore di X-Mickey. A ricordarle é il pupazzo di neve di Paperoga che, stanco di sciogliersi ed essere riformato ogni anno, vuole scappare in luoghi freddi. Ad aiutarlo sarà lo stesso Paperoga, accompagnandolo verso il famoso Monte Orso per scappare dai Controllori -gli elfi di Babbo Natale- . Ma sarà proprio nel rifugio offerto da un vecchio signore che il pupazzo capirà la bellezza di poter continuare ad essere sè stesso con i suoi limiti. 

    Paperoga Notte in Bianco (Credits: Panini Comics)

    La magia di questa storia trova fondamenta nella dimensione onirica i cui si colloca. La prima pagina, con il risveglio di Paperoga in piena notte, si chiude con l’invito del suo amico di avventura ad andare a dormire e a concludere il suo sogno. Sì perche questa storia che ha del fantastico é espressamente frutto dell’immaginazione e della capacità di sognare di Paperoga, che per sua stessa ammissione crede nei sogni. Un doppio invito quindi, rivolto anche al lettore, che rimane anch’egli appeso al mondo del fantastico. Un piccolo capolavoro, non c’è che dire! 

    Topolinia Christmas Carol

    E passiamo alla storia Topolinia Christmas Carol, in cui vediamo Topolino, Minni e i suoi amici ritrovarsi nella villa di un famoso attore durante un doppio furto. Il titolo della trama prende il nome dalla tradizione dei Canti Natalizi che proprio la comitiva dei protagonisti porta avanti per scaldare i cuori degli abitanti di Topolinia durante la Vigilia. L’espediente usato da Marco Bosco, accompagnato da Ottavio Panaro ai disegni, rimane a mio avviso un motore debole per la storia che manca del giusto dinamismo. Nel complesso i colori rimangono piacevoli, ma del luogo dell’azione si apprezza ben poco, troppo intenti a scaldare un Pippo raffreddato dalla neve. Menzione speciale va alla presenza di Clarabella e Orazio, figure spalla che non appaiono spesso sulla testata.

    Topolinia Christmas Carol (Credits: Panini Comics)

    Tornano gli Spiriti 

    Si sa che la tradizione natalizia Disneyana è ormai permea di richiami a Dickens e le sue storie di fantasmi. É il caso di Paperino e gli Spiriti del Natale, storia scritta da Knut Nærum per i disegni di Arild Midthun. Incorniciata nelle classiche pagine gialle che indicano pubblicazioni estere, questa storia Egmont é davvero un piccolo capolavoro. I fantasmi ai quali Lonesome Ghosts -cortometraggio del 1937- ci ha affezionato tornano, e sono annoiati. Per dare una svolta al loro tempo decidono di attrarre visitatori nella loro casa infestata facendola sembrare abitata. Sarà proprio Paperino, alla ricerca di donazioni per i cuccioli abbandonati, a cercare di incontrare i proprietari di casa spiritosi , riuscendo a farsi elargire il tesoro del precedente proprietario della dimora, rinominata per l’occasione in Villa Host -da Ghost-. 

    Paperino e gli Spiriti del Natale (Credits: Egmont)

    3656 e 3657: due Numeri da avere in Collezione?

    In conclusione, Topolino 3656 e 3657 sono una degna celebrazione del Natale, che sarebbe potuta essere ancora più speciale se alcune storie fossero state selezionate meglio. Nel totale fra i due numeri ci sono delle perle che meritano l’acquisto di entrambi i libretti, ma che non rendono nessuna delle due uscite iconica da ricordare negli anni a venire della testata. Le copertine rimangono gli elementi centrali attorno ai quali ruotano queste uscite: la redazione di Topolino, grazie ai suoi artisti, riesce a tirar fuori il meglio di sé in prossimità delle feste.

  • Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    È in edicola da Mercoledì 17 Dicembre l’ultimo numero di Topolino Magazine, che con il numero  3656 dà ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie del 2025 in casa Disney!

    numero di Topolino si presenta come un libretto dedicato al Natale, composto da cinque storie a tema festivo, ognuna caratterizzata da uno stile narrativo e da un’atmosfera diversa. Un mix riuscito di emozioni, avventura e spirito natalizio che rende l’albo davvero interessante.

    In questa recensione di Topolino 3656 analizziamo nel dettaglio i contenuti del numero, soffermandoci sugli elementi che lo rendono un’uscita speciale e consigliata, sia per i lettori storici sia per chi vuole avvicinarsi al mondo Disney durante il periodo natalizio. Pronti? Cominciamo.

    Una Cover Festosa: Stitch arriva in copertina

    Partiamo dalla copertina, che con le sue tonalità di blu regala un insieme con un primo impatto davvero magico. A comunicarcelo è proprio lo strillo Libera la Meraviglia, sovrastante un Paperino vestito da Babbo Natale che tutto si aspetta fuorché che Stitch esca dal camino. Una composizione azzeccata, che vede il ritorno di un personaggio Disney alternativo agli ormai habitué paperi e topi. Un richiamo al passato senza dubbio, quando i protagonisti dell’universo Disney a tutto tondo trovavano posto nelle copertine di Topolino per l’uscita di un film al cinema o un evento promozionale.

    Copertina Topolino 3646

    Personalmente ho amato questa copertina, che rispetto alla bozza annunciata sui canali ufficiali settimane fa vede l’aggiunta di stelle e un gradiente di luce che parte proprio dal nostro amato alieno. Il logo dorato con finitura lucida impreziosisce questo 3656, dandogli un connotato diverso dalle uscite regular dell’anno. Unica nota dissonante è lo strillo, che con la ripetizione del trademark Disney a mio avviso ha sporcato la resa finale di una cover che sarebbe potuta essere perfetta. Come si legge a pagina 6, lo slogan lancia una campagna retail per le feste, ma se l’intento deve essere spiegato credo decreti già il mancato effetto.

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata

    Una delle due storie che più mi sono piaciute é Topolino e il Caso della Slitta Slittata. Scritta da Tito Faraci e con i disegni di Giuseppe Zironi, ci proietta in una Topolinia innevata la vigilia di Natale. Grazie all’aiuto di Pietro Gambadilegno Topolino, l’ispettore Manetta e i suoi colleghi aiuteranno il vero Babbo Natale a recuperare la sua slitta che si rivelerà non rubata ma semplicemente rimossa. Una storia spensierata, che ci trasporta nell’atmosfera notturna di attesa del Natale grazie anche alle vignette mute con l’effetto bokeh della città illuminata sullo sfondo. Approvata!

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata (Credits: Panini Comics)

    La fortuna di essere sé stessi: Paperino e la Fortuna Rubata

    E veniamo alla storia che più di tutte mi ha incantato, ovvero Paperino e la Fortuna Rubata. Una storia con un semplice espediente, ma di una resa davvero d’impatto, complice la sceneggiatura di Giovanni Eccher e i disegni di Blasco Pisapia. La trama in due righe é la seguente: Paperino attraversa un personaggio misterioso ad attraversare la strada, e riceve in cambio una moneta che gli porterà fortuna finì a quando la porterà con sé. Ecco come lo quattrinato nipote di Paperone vedrà la dea bendata giocare in suo favore, a discapito però di quella che vedrà abbandonare la vita del cugino Gastone, noto per i suoi colpi di fortuna. A fare emozionare è una commistione di elementi che concorrono ad un risultato davvero egregio. La costruzione della trama, unita ai valori trasmessi, rendono questa storia degna di essere ricordata. Qui vi riporto i due elementi. La prima, che ci viene raccontato, è l’incapacità di Gastone, che ha poggiato la sua stessa esistenza sulla fortuna, di vivere in autonomia quando si trova a dover fare i conti con il destino avverso.

    Il secondo punto va invece ricercato in un parallelismo nascosto che vale quanto un tesoro del Klondike. Verso la fine della storia, vediamo Paperino gettare la moneta della fortuna dal ponte dopo essersi dichiarato meritevole di fortuna. Lo splash della moneta nel mare e quel Bah esclamativo ci catapulta ad un altro momento chiave della narrazione dei paperi, ad opera di Don Rosa. Io ci ho visto un chiaro riferimento al finale de Il leggendario Papero del deserto d’Australia (Dreamtime Duck of the Never Never), del 1993. Nel settimo capitolo della Saga di Paperon de Paperoni vediamo infatti Scrooge McDuck lasciare , con le stesse dinamiche del nipote anni dopo, l’opale sacro nella grotta dopo essersi domandato il valore di una ricchezza ricevuta e non guadagnata con sacrificio.

    Parallelismo tra Paperino e Paperone

    Tale zio, tale nipote verrebbe da dire. Una cosa però é certa: nel mare delle storie recenti si possono ancora trovare gemme capaci di trasmettere valori che superano la prova del tempo.

    Altra menzione va fatta a Archimede, Nonna Papera e l’Aiutante Robot. Questa storia interamente realizzata da Arild Mithun, famoso cartoonist Norvegese noto per i suoi lavori con Egmont. Una storia breve dai sapori classici ed i tratti definiti e sottili che adoro, perché mi riportano ad un passato nostalgico in cui amo sempre perdermi.

    Estratto da Archimede, Nonna Papera e l’Aiutate Robot (Credits: Panini Comics)

    Una variant Cover per un Numero speciale

    Quest’anno Topolino ha abbandonato la formula delle copertine componibili che siamo soliti vedere da 2 anni -un trittico nel 2023 e un dittico nel 2024- . Questa iniziativa é stata molto apprezzata dal pubblico, perché permetteva di godere di un’illustrazione estesa risultato di un intero periodo Natalizio. Quest’anno invece Panini ci ha regalato non solo la regular , ma anche una variant, anch’essa dai toni vintage. L’illustrazione, realizzata dal Maestro Andrea Freccero, gira oltre la prima di copertina per terminare sul retro, andando a racchiudere il volumetto in una coperta argentata per un effetto holo dai toni decisamente suggestivi. I disegni riprendono un biglietto di auguri di Natale firmato da Walt Disney! Come potete vedere sotto, nella composizione originale manca Paperino che cavalca la renna.

    Sarà interessante comparare la variant – l’ho preordinata a inizio Dicembre sul sito ma la devo ancora ricevere – con prossimo Topolino 3657, la cui illustrazione si preannuncia essere simile. Ve ne parlerò nella recensione del prossimo numero, il 3657, in uscita il prossimo 24 Dicembre.

  • Recensione Topolino 3653:  Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Recensione Topolino 3653: Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Partenze e ritorni in questo nuovo Topolino 3653 uscito il 26 Novembre scorso, che con la sua flip cover vede i due principali protagonisti di questo numero contendersi la prima e la quarta di copertina. Ad accompagnare il celebre logo della testata troviamo infatti un Topolino in pieno mood da viaggiatore con un motorino carico di bagagli e lo sguardo sognante. I toni del blu ricordano l’atmosfera nordica e dell’avventura, confermata dal cartello indicante l’indicazione per la punta settentrionale del continente europeo, North Cape.

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    Copertina del Topolino 3653

    Topolino a Capo Nord

    L’illustrazione di copertina con il disegno di Davide Cesarello che richiama la prima storia di questa uscita: Topolino e la Promessa Ripromessa. Il racconto grafico fa parte del ciclo di storie Topolino Giramondo, basate sul viaggio e la ricerca di storie. Questa volta Topolino, inviato dal suo direttore per catturare le aurore boreali, si dirigerà verso alte latitudini. La destinazione è Capo Nord, ma nel suo percorso il nostro giornalista rimarrà “bloccato” nel paese di Snippo Snappo dove aiuterà il sindaco a far luce sulla storia del vecchio motorino recuperato dalle acque e a restituirlo al suo legittimo proprietario per permettergli concludere una promessa da mantenere dopo quaranta anni. Una trama sul viaggio, sulla curiosità ma anche sul valore della condivisione dei momenti con le persone che amiamo. Un pezzo davvero riuscito, completamente disegnato e scritto da Giuseppe Zironi che merita la storia principale. Complimenti.

    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3
    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3. Credits Panini Comics

    Il Ritorno di Jason Aaron: Earth’s Mightiest Duck

    E veniamo al vero motivo del mio acquisto, ovvero Zio Paperone Il Papero più Potente della Terra. A circa un anno e mezzo dalla sua uscita in Italia con Zio paperone e il Decino dell’Infinito nel Topolino 3579, Jason Aaron torna con una nuova saga dedicata al papero più ricco della terra. La sua precedente opera sullo zione ha ricevuto apprezzamenti e critiche. Venti contrastanti, dovuti forse alla brevità della storia e alla sua scarsa articolazione nel tentativo di comprimere una trama complessa e molto valida in poche pagine. Le giuste premesse, con il mancato Natale su Monte Orso di Carl Barks che noi tutti conosciamo, c’erano eccome. Su questa storia centrata a metà poggiano le fondamenta di un nuovo ritorno di Aaron, che promette una saga più strutturata in quattro parti. In questo numero vediamo Prologo e Parte Prima. Ma andiamo con ordine.

    Una copertina stellare

    La quarta di copertina di questo numero del settimanale Disney è, come molti altri numeri prima di questo in occasione di crossover con Marvel, una copertina secondaria a tutti gli effetti. Troviamo raffigurato un Zio Paperone accerchiato da malvagi robot, mentre cerca di difendere un Paperino che sembra essere stato congelato nella carbonato in pieno stile Han Solo, il leggendario contrabbandiere di Guerre Stellari. Lo stile pittorico di Gabrielle dell’Otto coglie appieno la drammaticità di questo incipit di saga, proiettata in un futuro apocalittico per mano di una specie proveniente dallo spazio.

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    Cover Variant Gabriele dell’Otto. Credits: Marvel

    Parte Prima – L’Inizio della Fine

    La Paperopoli che conosciamo non esiste più. La razza aliena, anch’essa col becco, conosciuta con il nome di Gli Intenditori, ha depredato i beni culturali del mondo dei paperi. Tutto è stato razziato e imbustato per la conservazione – che Aaron voglia alludere ai collezionisti con una critica al mondo odierno e alla Bubble of everything? – . Solo un bene manca all’appello, e sembra introvabile: le monete del deposito di Zio Paperone. Sparite nel nulla, gli alieni le cercano in ogni angolo del globo, persino nella testa di Scrooge McDuck, che si ritrova collegato ad un macchinario in pieno stile Matrix mentre gli invasori cercano di estogliere ogni indizio possibile sulla collocazione del tesoro. Una guerra che si combatte fuori e dentro la mente dello Zione, che però non è solo. Là fuori, Le Giovani Marmotte lottano per liberare un Paperino imprigionato e pronto per essere sacrificato nel tentativo di recuperare l’oro dello zio da un vulcano attivo. Un Donald, per quel poco che compare, con il giusto timbro comico che mi ha ricordato Pikappa.

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    Estratto tavole 14-15. Credits: Panini Comics

    La catarsi emozionale vede l’incontro del Paperone della timeline principale con sé stesso da piccolo lustrascarpe di Glasgow. Un incontro assurdo, intenso proprio nella sua tradizionale impossibilità. Due linee temporali dello stesso personaggio che si ricongiungono, con il vecchio Zio che mette in salvo il sé stesso bambino come un quinto nipote per preservare il suo ricordo.

    Che sia la volta buona?

    Attendiamo gli sviluppi di questa saga, che vede ben 5 disegnatori condividere le matite per una prova di forza complessiva che inizia con uno stile draft e spigoloso con Mamhud Asrar per le tavole 1-7, seguendo con lo stile quasi pikappiano della timeline principale con Ciro Giancalosi nei blocchi 8-17 e 24-25 e per concludere con un richiamo al passato, grazie al tratteggio Donrosiano viene ritrovato nelle tavole 18-23 ad opera di Giuseppe Camuncoli e Daniele Orlandini.
    Una nuova promessa, quella di Aaron, che punta a lasciare definitivamente il segno nella storia di Paperon de Paperoni. Che sia la volta buona? Dalle premesse, potremmo esserci.

    Ps: Il Topolino 3653 è disponibile anche nella variant cover presentata alla Milano Games Week 2025 e realizzata da Fraffrog. Un numero che vale la pena possedere in qualsiasi delle due versioni, e da leggere tutto d’un fiato: lo trovate in edicola e sul sito Panini.it!