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  • Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    In questa estate torrida, ci pensa Topolino ad abbassare la temperatura con Quattro Note in Nero, storia in quattro parti pubblicata su Topolino 3690 e 3691, quest’ultimo ancora in edicola fino a mercoledì prossimo. I due numeri segnano il ritorno di Macchia Nera, uno dei più celebri e pericolosi nemici di Topolino, protagonista di una vicenda che affonda le proprie radici nel suo passato. Andiamo quindi ad analizzare Quattro Note in Nero, il nuovo -e non ultimo!- lavoro di Marco Nucci illustrato dal maestro Casty.

    Il ritorno tanto atteso di Macchia Nera

    Sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo della sfida tra Mickey Mouse e Macchia Nera, con l’uscita della storia del 2022 Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo su Topolino 3478/3480. Quattro anni di attesa per questo nuovo capitolo che vede il ritorno dell’acerrimo nemico di Topolino che sin dalla prima apparizione nel 1939 in Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot ad opera degli iconici Floyd Gottfredson e Merrill De Maris dà del filo da torcere al commissario Basettoni e al nostro topo preferito.
    A differenza di altri criminali iconici come Gambadilegno, la sua forza risiede negli ideali che porta avanti: la ricerca della gloria e il voler essere ricordato nella storia del crimine. Questo desiderio “alto” e immateriale è il motore di molti degli atti diabolici e contorti di Macchia Nera. E in Quattro Note in nero questa volontà si esprime appieno.

    Una copertina Noir: il vero colpo di Mastantuono

    Il viaggio di Quattro Note in Nero comincia proprio dalla copertina ad opera di Corrado Mastantuono di Topolino 3690. Una composizione in cui sono le ombre a fare da padrone, con un Macchia nera che suona un organo a canne -l’organo della sala teatrale privata di Villa Shabda, come il lettore scoprirà nelle prime pagine-. Il cattivo in primo piano, il nostro eroe sullo sfondo, nascosto a guardare cosa stia tramando. Una scena che infonde tensione, con Macchia Nera che affonda lo sguardo nello spettatore -un po’ come una rottura della quarta parete in ambito cinematografico!-. Le maschere dai volti turbati aumentano il dramma, e le rette oblique dell’organo, delle canne dello stesso e del palco si intrecciano a dar slancio e movimento alla scena. Un vero colpo da Maestro, Mastantuono!

    Copertina di Topolino 3690 ad opera di Corrado Mastrantuono per Quattro Note in Nero di Nucci / Casty
    la bellissima copertina di Corrado Mastrantuono di Topolino 3690

    Se solo si potesse correggere il passato. Analisi della trama di Quattro Note in Nero

    Presente, Topolinia.
    Di Macchia Nera si sono perse le tracce da tempo. Il leggendario ladro sembra sparito nel nulla, come se fosse scomparso dal nostro presente.
    E proprio su questa meccanica si basa la storia che Nucci ci porta in scena, mostrandoci un giovane George Blotter -futuro Macchia Nera- che alle prime armi nella sua carriera di ladro professionista decide di desistere dal commettere il furto della corona dal treno dorato nella tratta da Meyrink a Topolinia. Deciso quindi a porre rimedio al mancato colpo, Macchia Nera è deciso a correggere la linea temporale…

    Nucci ci introduce alla storia attraverso l’incubo di Topolino che sogna Macchia Nera intento a suonare organo a canne, mentre racconta pensieri di vendetta e di ricerca della perfezione del male. Non conosciamo il tempo, ma sappiamo che Topolino vede il suo nemico nella mente in maniera dettagliata come se gli avvenimenti fossero realmente accaduti. Nel secondo passaggio scopriamo, grazie alla chiamata di un vecchio amico di Topolino, il professor Zapotec, che Macchia Nera è stato avvistato grazie alla macchina del tempo ideata proprio dal professore nel passato. La macchina infatti rivela una perturbazione nello spazio tempo che riconduce a due giorni prima del 7 febbraio ti tanti anni addietro, quando la corona fu trasportata con successo a Topolinia. Avendo capito gli intenti del criminale, Topolino torna nel passato, e si imbatte in un giovane Macchia Nera che non lo riconosce -ancora non si sarebbero incontrati- e grazie al prezioso aiuto del Commissario Matusek e del Macchia Nera non ancora malvagio, sembrano riuscire a sventare il colpo ancora una volta, acciuffando il cattivo proprio a Villa Shabda che Topolino riconosce dalle visioni avute.

    Una trama lineare fin qui. E invece sono le ultime pagine della storia su Topolino 3691 ad elevare la trama al rango di capolavoro. Macchia Nera non solo si è fatto volutamente catturare, ma ha invertito sé stesso portando nel futuro la versione giovane di sé. Il vero Macchia Nera che conosciamo nel presente invece rimane nel passato, consapevole di ciò che lo aspetta e capace quindi di evitare gli errori futuri. Il segreto del viaggio temporale si rivela essere, a differenza di quanto sospettato da Topolino, non l’orologio che Macchia Nera porta con sé ma il suo costume, definito da egli stesso…

    oggetto sorprendente,
    in grado di leggere nei miei desideri, ed esaudirli!

    Con questo finale, il lettore ottiene una visione completa della storia ed una nuova prospettiva su ciò che potrà accadere in futuro. Macchia Nera è un passo più vicino alla realizzazione del suo piano, un piano che punta all’eternità.

    Viaggi nel Tempo e un plot twist inaspettato: perché Quattro Note in Nero è un capolavoro

    SONO VICINO, TOPOLINO! COSI’ VICINO!
    POSSO VEDERTI, PERFINO ASCOLTARTI…
    DORMI, E TI ILLUDI DI POTERMI FERMARE
    COME PRESTO TI ILLUDERAI DI AVERLO FATTO DAVVERO!

    Partiamo dal chiarire che non serve aver letto le storie precedenti per godersi a fondo la trama. Questa storia si legge benissimo da sola, pur calandosi in una sequenza di storie che esplorano il personaggio di Macchia Nera permettendo al lettore di approfondire il personaggio come mai si era tentato prima. 
    Chi non ricorda il Giratempo usata da Hermione in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, o l’auto di Doc nella trilogia di Ritorno al Futuro? Da sempre i viaggi temporali sono al centro di espedienti narrativi che rendono le trame avvincenti. E in questo Quattro Note in Nero non fa eccezione, anzi…fa di più.
    Macchia Nera ha ordito un piano davvero diabolico, come si apprende solo nel finale della quarta parte su Topolino 3691. La sostituzione con il sé stesso del passato è un vero colpo di genio da parte di Nucci, capace di rendere rendere una trama apparentemente semplice e a tratti piatta una vera perla. La seconda parte con il professor Zapotec infatti è davvero densa di dialoghi troppo esplicativi, il che rende difficile per il lettore andare avanti. Superato questo scoglio, la seconda parte risulta avvincente e il finale non lascia disattesi i lettori.

    Una nota di merito va ad un dettaglio che sottolinea la cura di Nucci e Casty per i dettagli. Parlo dei baffi alla Salvador Dalì di Macchia Nera, che rendono il personaggio iconico e anche al centro di teorie che coinvolsero nientedimeno che Walt Disney. Speculazioni associano da sempre il volto Phantom Blot a quello del padre Mickey Mouse. Si vocifera nel fandom il volto di Macchia Nera sia per anni stato nascosto volontariamente per via della la somiglianza con Walt Disney. L’associazione sarebbe anche da imputarsi alla comune volontà, quella del fondatore della Disney e dell’acerrimo nemico di Topolino, di mantenere il controllo su ciò che li circonda. Che siano fondate o meno, queste suggestioni rendono il personaggio di Macchia Nera ancora più affascinante, considerando il legame dei due personaggi -quello reale e quello immaginario- con Topolino.

    Collage che mostra somiglianza tra Walt Disney e Macchia Nera
    Walt Disney e Macchia Nera: una strana somiglianza

    Passato e Ricordi: il potere del fumetto

    Proprio mentre mi perdevo tra le pagine di Quattro Note in nero, la mia mente ha cominciato a vagare nel tempo e nello spazio per atterrare su un’immagine di tanti anni fa: una macchina nero giocattolo che lanciava missili rossi e chiazze d’olio. Con una ricerca online ho capito: era la macchina di Macchia Nera, i cui pezzi erano disponibili in quattro uscite tra Novembre e Dicembre 2003. Sono passati più di vent’anni, ma il modo in cui una storia oggi possa portarti indietro per riscoprire angoli perduti nella mente è la dimostrazione di quanto il fumetto sia capace di trasportarci in altre dimensioni, un po’ come il costume di Macchia Nera in questa bellissima storia dal finale.

    Casty o non Casty? Vi dico la mia

    Voglio approfittare di questo articolo per aprire una parentesi e parlarvi del mio odi et amo per Casty -esagero volutamente-. Il Casty che adoro è quello delle tavole elaborate, come si può vedere in quella estesa di p.34 del 3690 o in quella introduttiva della terza parte della storia, su Topolino 3691. 

    Spash Page con vignette a tutta pagina di Casty per Quattro Note in Nero
    Tavole di Casty da Topolino n.3691, pp.97-98

    Un artista capace di emozionare vignetta dopo vignetta, ritenuto da molti colui che ha saputo dare nuova linfa vitale al carattere di Topolino dopo l’operazione anni ‘90 a cura di Faraci e Ziche. Nonostante questo però, il mio gusto visivo fa sempre molta difficoltà a rimanere appagato dalle vignette classiche. La definizione delle curve dei personaggi disegnati da Casty risulta a mio avviso troppo vintage, e al tempo stesso non interessante come nel caso del tratteggiato di Don Rosa. Diverso da qualsiasi altro tratto, la mia percezione lo incasella in uno stile da fumetto Disney degli anni passati che talvolta non mi appaga. Ciò nonostante, credo sia chiaro come ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro di un Maestro che ha saputo portare avanti la fiaccola tenuta in altro da leggende come Romano Scarpa e Floyd Gottfredson. Potessimo assistere ad una storia interamente disegnata con lo stile sopra riportato, credo che saremmo davanti ad una delle storie più nelle del secolo.

    La fine di Macchia Nera?

    Negli anni il personaggio di Macchia Nera è evoluto da muto e ironico a una personalità complessa. In questo senso, siamo fortunati a vedere il prosieguo di una linea portata avanti da Nucci / Casty nell’esplorazione di questo malvagio e delle sue infinite sfaccettature.
    E adesso? Il finale di Quattro Note in Nero non è che la fine di un capitolo, il penultimo a quanto annunciato dalla stessa testata. Dal 16 Settembre infatti su Topolino tornerà Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero, nuovo e ultimo capitolo di una saga che è destinata a rimanere nella storia del fumetto Disney.
    Non ci resta che aspettare l’uscita del finale, e io ci sarò per parlarvene!

    Pubblicità per la storia in uscita dal 16 Settembre 2026 su Topolino intitolata La Notte Bianca dell'Uomo in Nero, di Casty e Nucci
    locandina de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero

    E tu? Hai già letto Quattro Note in Nero di Marco Nucci e Casty? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • 500 Piedi: analisi (senza spoiler) della serie a fumetti sci-fi di Enna e Cesarello

    500 Piedi: analisi (senza spoiler) della serie a fumetti sci-fi di Enna e Cesarello

    Ci sono storie che ti fanno perdere tra le loro tavole; ti immergi entrando in apnea, per poi tirare un respiro d’aria a pieni polmoni quando riaffiori in superficie nel finale. 500 Piedi, di Bruno Enna e Davide Cesarello, è una di queste storie. 
    Ve ne parlo -senza spoiler- in questo articolo in cui analizziamo passi e tratti della saga sci-fi Disney perfetta. 

    Gli U.F.O, Bruno Enna e il Paranormale 

    Kansas, USA, 1971. Nel territorio di Delphos un fattore che sta facendo rientrare le pecore all’ovile nota un oggetto a forma di fungo ricoperto da luci multicolori. Il passaggio di quello che ad oggi viene ritenuto un U.F.O lascia un cerchio nel campo della fattoria, provocando strani effetti su chi lo aveva toccato. È proprio da questo genere di episodi che Enna getta le basi del suo racconto, ambientandolo proprio tra Topolinia, il Guatemala e le praterie del Kansas. Ci sono poi i riferimenti classici a film come Signs [2002] di M. Night Shyamalan e l’ispirazione del personaggio del Professor Fox Spector a Spock di Star Trek. La trama esplora il mondo del contatto con esseri extraterrestri riprendendo tutti gli elementi canoni di questa lore, senza mai rimanere incastrata in riferimenti fini a sé stessi. D’altronde, il Maestro Enna non è nuovo al raccontarci la dimensione paranormale in chiave Mistery. Passando per la collaborazione con X-Mickey -saga che ha sancito il mio amore per l’universo fumettistico Disney e alla quale ha contribuito in ben 6 numeri!- e la trilogia gotica affiancato da Fabio Celoni, Bruno Enna catalizza in 500 Piedi le sua espressività per una storia che teletrasporta il lettore tra cerchi nel grano, sinapsi aliene e aree di decontaminazione in pieno stile E.T.

    la fattoria diventa un’area di decontaminazione (credits: Panini Comics)
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    scena decontaminazione da E.T – Steven Spielberg [1982]

    Viaggio nella Paranoia di Topolino

    Man mano che la storia prende forma, capiamo da subito che l’intreccio va oltre la classica storia che si può leggere sul settimanale di Topolino. L’intento va oltre quello di raccontare una storia in maniera lineare, ma è quello di mettere in campo uno alla volta i tasselli di una narrazione complessa che converge lentamente per poi risolversi nel finale. Nei primi episodi assistiamo ad un climax ascendente di paranoia ed ossessione da parte di Topolino, che fatica ad accettare la realtà che lo circonda. I suoi amici sembrano diversi, come sostituiti. Nonostante i tentativi di chi gli sta attorno di quietare i suoi dubbi, Topolino dimostra al lettore cosa significhi tirare dritto quando il mondo cerca di convincerti del contrario. D’altronde, come recita il poster del celebre X-Files: I want to believe

    500-piedi-serie-fumetti-sci-fi-enna-cesarello-x-files
    X-Files, I want to believe

    E Topolino si affida al suo sesto senso, fino in fondo. La sua inquietudine raggiunge l’apice in una vignetta che chiaramente ricorda il Mickey Mouse fuori di sé di Runaway Brain [1995] di Chris Bailey. 

    Quando i colori raccontano più delle parole

    Le tavole sono permeate da colorazioni vivaci. Davide Cesarello ha svolto una lavoro egregio nella supervisione alla colorazione. I toni sabbia delle calde giornate in Kansas lasciano il posto intensi tramonti e notti stellate.

    Un luogo sospeso tra la dimensione reale e l’onirico, dove il lettore si sente subito a casa. Diversa è invece la natura del Guatemala dove hanno base gli Oscuri, alla disperata ricerca di evolvere come specie. Qui la vegetazione fa da padrona, un ambiente perfetto per nascondere un terribile segreto. Toccherà ai nostri amici svelarlo!

    Un cast d’eccezione

    Partiamo col dire che Orazio è senz’altro la figura chiave di questa storia; è famoso per le sue doti da meccanico riparatore, abilità che verranno sfruttate durante in questa serie. Ma è proprio la sua semplicità, se vogliamo, a renderlo inconsapevole motore della narrazione. Passando per la nostalgia delle estati con il suo amico d’infanzia Tony, misteriosamente scomparso, e l’amore per gli zii Wanda e Carpazio, Orazio ci svela quanto possa essere grande il contributo delle persone comuni per un disegno più grande.
    Una buona parte della storia si svolge in movimento. Topolino, Minnie e Pippo vanno alla ricerca di Orazio, ma vengono pedinati dai 500 Piedi, un team di investigazione che ricerca la verità sulle forme di vita aliena. Con un mix tra Scooby Doo e Dustin Davis da Twister di Crichton, il team composto dal Professor Fox Spector, sua figlia Drew e John Smith lega da subito con i nostri amati personaggi e la comitiva si allarga, non senza problemi. 

    il team 500 Piedi si presenta! (credits: Panini Comics)


    Tra tutti i personaggi quello di Smith -o così si fa chiamare- è forse il più affascinante. Ispirato all’aspetto dei cantanti country, l’omone forzuto spiega a Topolino che, per sfuggire agli Oscuri che vogliono celare la Verità, debba mantenere nascosta la sua identità. Cambiare in continuazione Hotel, usare solo contanti per non essere tracciati e niente cellulare per essere contattati. Sono questi gli escamotage che Topolino si ritrova ad usare nella fase oscura di questa storia per raggiungere la fattoria dei Cavezza.

    Gli Oscuri: la Verità arriva solo dal cielo?

    Gli Oscuri di profilano da subito come i cattivi di 500 Piedi. Esseri umanoidi evoluti da una specie animale terrestre -scoprite quale!-, lavorano in sinergia tra loro per precludere agli umani la presenza di UFO, sfruttando la forma di vita aliena per i loro scopi evolutivi. Regina, la loro leader, farà di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai nostri protagonisti.
    L’aspetto degli Oscuri, il loro precludere a spettatori le scene degli avvistamenti ed i loro abiti sembrano usciti direttamente da un film di M.I.B -Man in Black-. L’organizzazione sembra avere la meglio, ma come scoprirete, i nostri protagonisti sapranno dare loro del filo da torcere!

    Un volume davvero ben fatto

    Ho recuperato questa storia acquistando il nuovo volume che contiene la saga integrale in formato cartonato, pubblicata lo scorso 30 Aprile da Panini Comics, portando questa storia in sei puntate sugli scaffali delle librerie. E ve lo anticipo, è stato uno degli acquisti migliori che potessi fare!

    500 Piedi: il volume cartonato

    Con ben 203 pagine di storia ed un’intervista a fondo volume a Bruno Enna, il cartonato di 500 piedi si allinea alla collana delle edizioni deluxe di Paperone in Atlantide di Celoni –trovate la mia recensione qui– e il Mago di Oz di Mottura. La copertina blu con la finitura soft touch e la grafica traslucida danno un effetto di pregio al fumetto. Belli anche gli sketch su prima, seconda, terza e quarta di copertina.

    prima e seconda di copertina con sketch

    Unica osservazione sul prodotto che mi sento di fare verso Panini Comics è per il formato della costina. La disposizione dei loghi Disney e Panini Comics sono coerenti con altri volumi usciti di recente, ma è chiaro guardando ad altri prodotti usciti negli anni scorsi come Toporecord [2021] che la casa editrice stia cercando di trovare una coerenza per la presentazione dei volumi quando riposti sullo scaffale. E speriamo che abbiano trovato la soluzione definitiva quest’anno!

    Un mondo che merita di  espandersi

    La trama, sebbene autoconclusiva, lascia spazio a possibili espansioni della serie. Personalmente, mi piacerebbe vedere uno spin-off di 500 Piedi incentrato proprio sulla formazione del team di investigazione, magari scavando sul passato di John Smith e sulla sua carriera di investigatore di fenomeni paranormali. Chissà che Enna e Cesarello non ci abbiano già pensato e che abbiano in programma di regalarci, nei prossimi anni, un seguito a questa bellissima storia! 

    Nel frattempo, se volete recuperare questa storia la potete trovare sul sito panini o a QUESTO LINK. 

    E tu? Hai già letto 500 Piedi di Bruno Enna e Davide Cesarello? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Hai deciso di iniziare a collezionare Topolino ma non sai da dove cominciare? Allora questo articolo fa per te.
    Dopo le ultime uscite a tema natalizio di Topolino 3656 e 3657, voglio iniziare questo nuovo anno all’insegna del collezionismo e dei fumetti tornando alle basi.

    Voglio darti le informazioni essenziali che ti serviranno per iniziare la tua collezione di Topolino e suggerirti alcune idee di collezionismo da poter intraprendere senza spendere una fortuna.

    Comincio subito col dirti che il collezionismo di Topolino deve essere semplice. Mi spiego meglio: quando iniziamo a collezionare, la nostra mente è portata a pensare che più informazioni abbiamo, più saremo in grado di compiere le scelte giuste ed evitare errori.
    La verità è che esistono una miriade di aspetti e considerazioni da fare quando ci si approccia all’acquisto di un numero di Topolino, ed è inutile pensare di non commettere qualche errore.

    Per ridurre al minimo queste spiacevoli esperienze — e talvolta lo spreco di soldi — voglio condividere con te alcune informazioni fondamentali che ti permetteranno di approcciarti al collezionismo di Topolino nel modo corretto.

    Impara a riconoscere i Formati

    Topolino in formato libretto spillato nasce con il Numero 1 nel 1949 e vede alcune principali fasi editoriali. Ho riassunto per te nella seguente tabella gli step principali che hanno portato all’evoluzione di questa testata:

    N. cambio editorialeEditorePeriodoN. albo del cambioFormato (in teso)RilegaturaDimensioni
    1Mondadori1949 – 1952n. 1LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    2Mondadori1953n. 74LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    3Mondadori1954 – 1987n. 75LibrettoBrossura
    (costa gialla dal 1967)
    circa 13 × 18 cm
    4Mondadori1988 – 1994n. 1721Libretto (formato maggiorato)Brossuracirca 14 × 19 cm
    5Disney Italia1995 – 2013n. 2050LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    6Panini Comics2013 – oggin. 3019LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    Tabella riassuntiva cambi editoriali Topolino

    Con questa tabellina riuscirai ad orientarti tra i vari annunci e potrai a colpo d’occhio riconoscere un topolino moderno da uno vintage. Ti basterà solo un po’ di pratica e riuscirai a navigare tra le varie uscite.

    Impara ad analizzare un albo

    Uno step che spesso viene sottovalutato è lo studio delle parti che compongono un fumetto.
    Se ti parlo di costina, quarta di copertina, tipo di rilegatura o condizioni di conservazione, mi riferisco a elementi ben precisi dell’albo.

    Prendere dimestichezza con questi concetti ti permetterà di valutare lo stato di un Topolino partendo da un annuncio online o, ancora meglio, osservandolo di persona.

    Colleziona le Variant 

    Il mercato fumettistico made in U.S.A ci ha abituato da tempo al concetto di Variant. Una variant è una versione alternativa di numero Regular di un fumetto con una grafica differente. è il collezionismo allo stato puro: stai pur certo che un collezionista vorrà ogni variant possibile di una testata che ama. Questo concetto è stato portato in Italia e Topolino da qualche anno aderisce a questo approccio, creando variant per eventi speciali o fiere. 

    Sebbene una variant, nuova o in usato, costi di più di un numero regular, una collezione di queste conterrà, almeno per Topolino, un numero limitato di numeri, con un costo nel totale tutto sommato contenuto!

    Colleziona per Copertine

    Questa è la collezione che più mi piace portare avanti. Quando cerco su Ebay o Vinted quale sarà il prossimo numero di Topolino da recuperare, la prima cosa che faccio ancor prima di andare a contestualizzare quell’uscita è osservarne la copertina per capire le emozioni che mi trasmette. Voglio farti un esempio pratico con queste due copertine che adoro:

    La prima è molto semplice, un’illustrazione frontale del volto di Zio Paperone con un cappello invernale. Che c’è di tanto speciale, direte voi? Forse nulla. O forse tutto: in ogni caso avreste ragione.Perchè quello che ti attrae di una copertina non è sempre descrivibile a parole. è un’emozione che nasce dentro osservandola, scoprendone nuove sfumature ogni volta.

    La seconda invece è il tipo di illustrazione moderna, complessa se vogliamo in cui intervengono elementi prospettici e di composizione. In questo caso possiamo non solo apprezzarne la bellezza a livello globale ma anche l’equilibrio tra gli elementi che la compongono.

    Avere nella propria libreria tutte le copertine di Topolino che ami è un ottimo modo per avvicinarsi alla testata e chissà, magari espandere in un secondo momento la collezione! 

    • Colleziona un Personaggio: se sei amante di un personaggio in particolare, puoi decidere di prendere tutte le copertine in cui questo personaggio compare. Avere sul proprio scaffale le apparizioni di Paperinik, Fantomius o Paperina dimostrerà che sei un vero intenditore di questi personaggi.
    • Numeri tondi: la storia di Topolino ha traguardato momenti importanti in occasione dell’uscita di numeri tondi come il 500, 1000, 1500. Questi numeri sono recuperabili facilmente e sono pietre miliari della storia editoriale della testata. Recuperarli tutti é un’ottimo modo per incominciare una collezione.
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    Topolino Libretto 500
    • Colleziona Albi di Natale: Il periodo di Natale è da sempre un momento speciale per la testata di Topolino, che prepara sempre novità e albi straordinari per questo periodo. Recuperare tutti gli albi natalizi può essere una bella avventura, come possedere il Topolino 578 con la lettera di addio a Walt Disney.
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    Topolino 578 di Natale con lettera morte Walt Disney

    Colleziona Vintage

    Se sei amante del sapore vintage, allora vorrai recuperare albi che cristallizzano un’epoca. Ma cosa si intende per Vintage? In questa categoria ricadono tutti i Topolino usciti più di venti anni fa. Gli albi degli anni 50′ e 60′ sono un ottimo esempio di Vintage con tratti classici e senza tempo.

    I primi Cento: si fa sul serio!

    Hai deciso di collezionare i Graals dei humeri di Topolino? Bene allora devi fare molta attenzione a quello che cerchi e a come lo valuti. Il mio consiglio è di non approcciarti all’acquisto di questi albi ma di studiarli bene prima, riuscendo magari a trovare la loro versione digitale online -alcuni utenti hanno scansionato questi tesori!- . Se invece sei già deciso di lanciarti nell’acquisto di uno di questi primi numeri, allora:

    • Chiedi sempre foto circa i dettagli dello stato delle copertine;
    • Verifica l’autenticità del fumetto che intendi acquistare;
    • Occhio alle truffe: trovare numeri Topolino nella fascia 1-100  in buone condizioni a meno di 50 euro è davvero sospetto. Cerca di controllare la provenienza dell’albo chiedendo aiuto a collezionisti esperti nel settore.
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    Topolino Libretto Vintage 81

    Colleziona un intero Anno di Topolino

    Un’ottima alternativa per stabilire un legame emotivo con la storia editoriale di Topolino può essere quella di collezionare un intero anno di uscite. 52 numeri dell’anno al quale sei legato – magari l’anno di cui avevi tanti numeri da bambino o l’anno in cui sei nato!

    Tieni traccia della tua Collezione

    Per ultimo ma non meno importante: tieni traccia della tua collezione. Se entri nel mondo del collezionismo ti capiterà più spesso di quanto tu creda di imbatterti in un numero che potresti non ricordare di avere, quindi un rapido check ti aiuterà a capire se l’esemplare che stai consultando di manca o è in condizioni migliori di quello che hai a casa. Avere a portata di mano la tua libreria digitale è fondamentale!

    Voglio ringraziarti per essere arrivato sin qui. Se sei interessato a seguire le mie pubblicazioni su collezionismo e fumetti, non dimenticarti di iscriverti al sito per rimanere sempre aggiornato sugli articoli pubblicati e alla Newsletter dove pubblicherò contenuti periodici extra. 

  • Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Acquistare -o ricevere con abbonamento- il proprio numero di Topolino é sempre un’occasione speciale. E se questo accade il 24 Dicembre, la Vigilia di Natale, il tutto é ancora più magico. In questa Recensione del Topolino 3657 andiamo a celebrare le festività grazie a cinque storie di cui quattro a tema Natalizio. Un numero, aperto dal consueto editoriale di Alex Bertani, il cui intento è sicuramente quello di far divertire ma anche scaldare i cuori per un momento dell’anno davvero unico. Nell’articolo non accenneremo all’ultima storia, Paperhon il Navigatore, per due principali motivazioni: é l’unica trama non a tema Natalizio. Inoltre, é il primo di due episodi -la seconda parte uscirà con il numero 3658 di fine anno-.

    Analisi della Copertina 

    Paperino vestito da Babbo Natale é arrivato a destinazione dopo il viaggio sulla slitta in questo Topolino 3657 e sta festeggiando con i nipotini Qui Quo e Qua. La Copertina di questo libretto mantiene lo stile di Andrea Freccero già dal numero precedente del -trovate qui la recensione del Topolino 3656– per un effetto di continuità narrativa. Al centro della composizione troviamo la renna, che traspone il concetto di albero di Natale con i regali raccolti attorno a sé e le campanelle suonate dai nostri personaggi amati.

    Copertina di Topolino 3657 (Credits: Panini Comics)

    Nel complesso questa copertina risulta piacevole considerata a sé stante. Forse rimarranno a bocca asciutta i collezionisti e i fan di questa testata Disney, che vedranno una soluzione “di comodo” ereditata da una variant appena uscita. Ad ogni modo questa soluzione permette di accontentare un pubblico di acquirenti occasionali e non con una grafica davvero di effetto. Una prima di copertina da avere sicuramente in libreria!

    Doppio colpo quasi riuscito per Tito Faraci, tra Paperino e Paperoga

    Tito Faraci contribuisce a ben due storie di questo numero, la prima e la terza. In Quell’Ultimo Pacco a Paperino viene affidato il compito di consegnare un pacco mai recapitato da Babbo Natale, ora socio di Zio Paperone. Come scoprirà Paperino stesso, la sfida si rivelerà più ardua di quanto si pensi, a causa del fare burbero del vecchio che respinge -solo in apparenza- l’atmosfera delle feste. Una trama con qualche buco e di bassa intensità, che racconta in 22 pagine molto poco, perdendosi in atmosfere statiche e di scarso impatto. Un esempio é la mancanza del ritorno a casa dell’eroe, tipica di ogni conclusione degna di un racconto. Paperone e Babbo Natale non tornano a fine narrazione, lasciando al lettore solo immaginare un vero finale al netto della redenzione del vecchio.  

    Paperoga Notte in Bianco invece è una formula più che azzeccata, con la complicità dei disegni di Nico Picone, che mi hanno riportato ad ambientazioni oniriche dal sapore di X-Mickey. A ricordarle é il pupazzo di neve di Paperoga che, stanco di sciogliersi ed essere riformato ogni anno, vuole scappare in luoghi freddi. Ad aiutarlo sarà lo stesso Paperoga, accompagnandolo verso il famoso Monte Orso per scappare dai Controllori -gli elfi di Babbo Natale- . Ma sarà proprio nel rifugio offerto da un vecchio signore che il pupazzo capirà la bellezza di poter continuare ad essere sè stesso con i suoi limiti. 

    Paperoga Notte in Bianco (Credits: Panini Comics)

    La magia di questa storia trova fondamenta nella dimensione onirica i cui si colloca. La prima pagina, con il risveglio di Paperoga in piena notte, si chiude con l’invito del suo amico di avventura ad andare a dormire e a concludere il suo sogno. Sì perche questa storia che ha del fantastico é espressamente frutto dell’immaginazione e della capacità di sognare di Paperoga, che per sua stessa ammissione crede nei sogni. Un doppio invito quindi, rivolto anche al lettore, che rimane anch’egli appeso al mondo del fantastico. Un piccolo capolavoro, non c’è che dire! 

    Topolinia Christmas Carol

    E passiamo alla storia Topolinia Christmas Carol, in cui vediamo Topolino, Minni e i suoi amici ritrovarsi nella villa di un famoso attore durante un doppio furto. Il titolo della trama prende il nome dalla tradizione dei Canti Natalizi che proprio la comitiva dei protagonisti porta avanti per scaldare i cuori degli abitanti di Topolinia durante la Vigilia. L’espediente usato da Marco Bosco, accompagnato da Ottavio Panaro ai disegni, rimane a mio avviso un motore debole per la storia che manca del giusto dinamismo. Nel complesso i colori rimangono piacevoli, ma del luogo dell’azione si apprezza ben poco, troppo intenti a scaldare un Pippo raffreddato dalla neve. Menzione speciale va alla presenza di Clarabella e Orazio, figure spalla che non appaiono spesso sulla testata.

    Topolinia Christmas Carol (Credits: Panini Comics)

    Tornano gli Spiriti 

    Si sa che la tradizione natalizia Disneyana è ormai permea di richiami a Dickens e le sue storie di fantasmi. É il caso di Paperino e gli Spiriti del Natale, storia scritta da Knut Nærum per i disegni di Arild Midthun. Incorniciata nelle classiche pagine gialle che indicano pubblicazioni estere, questa storia Egmont é davvero un piccolo capolavoro. I fantasmi ai quali Lonesome Ghosts -cortometraggio del 1937- ci ha affezionato tornano, e sono annoiati. Per dare una svolta al loro tempo decidono di attrarre visitatori nella loro casa infestata facendola sembrare abitata. Sarà proprio Paperino, alla ricerca di donazioni per i cuccioli abbandonati, a cercare di incontrare i proprietari di casa spiritosi , riuscendo a farsi elargire il tesoro del precedente proprietario della dimora, rinominata per l’occasione in Villa Host -da Ghost-. 

    Paperino e gli Spiriti del Natale (Credits: Egmont)

    3656 e 3657: due Numeri da avere in Collezione?

    In conclusione, Topolino 3656 e 3657 sono una degna celebrazione del Natale, che sarebbe potuta essere ancora più speciale se alcune storie fossero state selezionate meglio. Nel totale fra i due numeri ci sono delle perle che meritano l’acquisto di entrambi i libretti, ma che non rendono nessuna delle due uscite iconica da ricordare negli anni a venire della testata. Le copertine rimangono gli elementi centrali attorno ai quali ruotano queste uscite: la redazione di Topolino, grazie ai suoi artisti, riesce a tirar fuori il meglio di sé in prossimità delle feste.

  • Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    È in edicola da Mercoledì 17 Dicembre l’ultimo numero di Topolino Magazine, che con il numero  3656 dà ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie del 2025 in casa Disney!

    numero di Topolino si presenta come un libretto dedicato al Natale, composto da cinque storie a tema festivo, ognuna caratterizzata da uno stile narrativo e da un’atmosfera diversa. Un mix riuscito di emozioni, avventura e spirito natalizio che rende l’albo davvero interessante.

    In questa recensione di Topolino 3656 analizziamo nel dettaglio i contenuti del numero, soffermandoci sugli elementi che lo rendono un’uscita speciale e consigliata, sia per i lettori storici sia per chi vuole avvicinarsi al mondo Disney durante il periodo natalizio. Pronti? Cominciamo.

    Una Cover Festosa: Stitch arriva in copertina

    Partiamo dalla copertina, che con le sue tonalità di blu regala un insieme con un primo impatto davvero magico. A comunicarcelo è proprio lo strillo Libera la Meraviglia, sovrastante un Paperino vestito da Babbo Natale che tutto si aspetta fuorché che Stitch esca dal camino. Una composizione azzeccata, che vede il ritorno di un personaggio Disney alternativo agli ormai habitué paperi e topi. Un richiamo al passato senza dubbio, quando i protagonisti dell’universo Disney a tutto tondo trovavano posto nelle copertine di Topolino per l’uscita di un film al cinema o un evento promozionale.

    Copertina Topolino 3646

    Personalmente ho amato questa copertina, che rispetto alla bozza annunciata sui canali ufficiali settimane fa vede l’aggiunta di stelle e un gradiente di luce che parte proprio dal nostro amato alieno. Il logo dorato con finitura lucida impreziosisce questo 3656, dandogli un connotato diverso dalle uscite regular dell’anno. Unica nota dissonante è lo strillo, che con la ripetizione del trademark Disney a mio avviso ha sporcato la resa finale di una cover che sarebbe potuta essere perfetta. Come si legge a pagina 6, lo slogan lancia una campagna retail per le feste, ma se l’intento deve essere spiegato credo decreti già il mancato effetto.

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata

    Una delle due storie che più mi sono piaciute é Topolino e il Caso della Slitta Slittata. Scritta da Tito Faraci e con i disegni di Giuseppe Zironi, ci proietta in una Topolinia innevata la vigilia di Natale. Grazie all’aiuto di Pietro Gambadilegno Topolino, l’ispettore Manetta e i suoi colleghi aiuteranno il vero Babbo Natale a recuperare la sua slitta che si rivelerà non rubata ma semplicemente rimossa. Una storia spensierata, che ci trasporta nell’atmosfera notturna di attesa del Natale grazie anche alle vignette mute con l’effetto bokeh della città illuminata sullo sfondo. Approvata!

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata (Credits: Panini Comics)

    La fortuna di essere sé stessi: Paperino e la Fortuna Rubata

    E veniamo alla storia che più di tutte mi ha incantato, ovvero Paperino e la Fortuna Rubata. Una storia con un semplice espediente, ma di una resa davvero d’impatto, complice la sceneggiatura di Giovanni Eccher e i disegni di Blasco Pisapia. La trama in due righe é la seguente: Paperino attraversa un personaggio misterioso ad attraversare la strada, e riceve in cambio una moneta che gli porterà fortuna finì a quando la porterà con sé. Ecco come lo quattrinato nipote di Paperone vedrà la dea bendata giocare in suo favore, a discapito però di quella che vedrà abbandonare la vita del cugino Gastone, noto per i suoi colpi di fortuna. A fare emozionare è una commistione di elementi che concorrono ad un risultato davvero egregio. La costruzione della trama, unita ai valori trasmessi, rendono questa storia degna di essere ricordata. Qui vi riporto i due elementi. La prima, che ci viene raccontato, è l’incapacità di Gastone, che ha poggiato la sua stessa esistenza sulla fortuna, di vivere in autonomia quando si trova a dover fare i conti con il destino avverso.

    Il secondo punto va invece ricercato in un parallelismo nascosto che vale quanto un tesoro del Klondike. Verso la fine della storia, vediamo Paperino gettare la moneta della fortuna dal ponte dopo essersi dichiarato meritevole di fortuna. Lo splash della moneta nel mare e quel Bah esclamativo ci catapulta ad un altro momento chiave della narrazione dei paperi, ad opera di Don Rosa. Io ci ho visto un chiaro riferimento al finale de Il leggendario Papero del deserto d’Australia (Dreamtime Duck of the Never Never), del 1993. Nel settimo capitolo della Saga di Paperon de Paperoni vediamo infatti Scrooge McDuck lasciare , con le stesse dinamiche del nipote anni dopo, l’opale sacro nella grotta dopo essersi domandato il valore di una ricchezza ricevuta e non guadagnata con sacrificio.

    Parallelismo tra Paperino e Paperone

    Tale zio, tale nipote verrebbe da dire. Una cosa però é certa: nel mare delle storie recenti si possono ancora trovare gemme capaci di trasmettere valori che superano la prova del tempo.

    Altra menzione va fatta a Archimede, Nonna Papera e l’Aiutante Robot. Questa storia interamente realizzata da Arild Mithun, famoso cartoonist Norvegese noto per i suoi lavori con Egmont. Una storia breve dai sapori classici ed i tratti definiti e sottili che adoro, perché mi riportano ad un passato nostalgico in cui amo sempre perdermi.

    Estratto da Archimede, Nonna Papera e l’Aiutate Robot (Credits: Panini Comics)

    Una variant Cover per un Numero speciale

    Quest’anno Topolino ha abbandonato la formula delle copertine componibili che siamo soliti vedere da 2 anni -un trittico nel 2023 e un dittico nel 2024- . Questa iniziativa é stata molto apprezzata dal pubblico, perché permetteva di godere di un’illustrazione estesa risultato di un intero periodo Natalizio. Quest’anno invece Panini ci ha regalato non solo la regular , ma anche una variant, anch’essa dai toni vintage. L’illustrazione, realizzata dal Maestro Andrea Freccero, gira oltre la prima di copertina per terminare sul retro, andando a racchiudere il volumetto in una coperta argentata per un effetto holo dai toni decisamente suggestivi. I disegni riprendono un biglietto di auguri di Natale firmato da Walt Disney! Come potete vedere sotto, nella composizione originale manca Paperino che cavalca la renna.

    Sarà interessante comparare la variant – l’ho preordinata a inizio Dicembre sul sito ma la devo ancora ricevere – con prossimo Topolino 3657, la cui illustrazione si preannuncia essere simile. Ve ne parlerò nella recensione del prossimo numero, il 3657, in uscita il prossimo 24 Dicembre.

  • Il Destino di Paperone: recensione di una Saga Paperoniana Perfetta (no spoiler)

    Il Destino di Paperone: recensione di una Saga Paperoniana Perfetta (no spoiler)

    Nuovo articolo, e parliamo sempre di fumetti. Dopo il mio ultimo pezzo su Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca, parliamo ancora del Papero più ricco del mondo, alias Scrooge McDuck. Di tutti i personaggi che costellano l’universo Disneyano, in pochi hanno ricevuto una così grande attenzione sull’evoluzione del loro personaggio quanto “Lo Zione”, che sin dalla sua prima apparizione nel Four Color numero 178 del 15 Dicembre 1947 ad opera del leggendario Carl Barks ha visto approfondire e rinnovare il suo spettro di emozioni pur mantenendo salda l’iconografia della sua figura. Da Il Natale di Paperino sul Monte Orso di acqua ne è passata sotto i ponti si sono avvicendate storie, dalle più semplici alle più complesse, che hanno delineato una struttura complessa del personaggio che lo rende tra i più affascinanti dell’universo fumettistico mondiale. In questo articolo voglio recensire -senza svelarvi la trama- il Destino di Paperone, che lo scorso mese è entrato nella mia collezione personale e che da subito ha occupato un posto speciale in libreria.

    Il Destino di Paperone: breve storia editoriale

    E veniamo a Il Destino di Paperone, opera -preferisco questo termine a saga- in quattro capitoli più prologo iniziale pensata e disegnata dal Maestro Fabio Celoni e uscita in più parti sui numeri di Topolino dal 3499 al 3503. Vediamo insieme una carrellata delle principali pubblicazioni di questa storia: 

    • Prima pubblicazione Prologo: Topolino 3599 del 14 Dicebre 2022;
    • Pubblicazione Prima Parte: Topolino 3500 del 21 Dicembre 2022;
    • Pubblicazione Seconda Parte: Topolino 3501 del 28 Dicembre 2022;
    • Pubblicazione Terza Parte: Topolino 3502 del 4 Gennaio 2023;
    • Pubblicazione Quarta Parte: Topolino 3503 dell’11 Gennaio 2023;
    • Pubblicazione della versione Deluxe: 25 Maggio 2023;
    • Pubblicazione della versione Storyboard Edition: 15 Maggio 2025
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    Editoriale a fondo volume

    Un viaggio dentro il viaggio

    Ho avuto il piacere di recuperare in quest’opera solo recentemente, ma avevo già letto online ottime recensioni che parlavano di questo prodotto come di altissima qualità. La sua fruizione sul formato cartonato della Deluxe Edition sicuramente ha contribuito alle sensazioni che vi sto per descrivere. Tutto, a partire dalle copertine rigide con finitura soft touch e disegno di un Paperone ormai caduto in disgrazia che elemosina monete suonando il banjo fino alle pagine di cortesia di un rosso scuro che invitano il lettore ad accomodarsi nel salotto della dimensione onirica della storia, rende l’esperienza immersiva convincente. La stampa su carta spessa e di più alta qualità rispetto al tradizionale topolino libretto, con le pagine di dimensione 18.3×24.5 cm  che permettono di godere a pieno dei disegni e dei colori di Luca Merli, fanno scorrere queste ben 216 di racconto più editoriale davvero in fretta, seguendo le vicende del vecchio taccagno, accompagnato dai suoi nipoti Paperino e Qui, Quo e Qua per le peripezie. Ed è proprio in ognuna di queste quattro avventure che compongono i quattro capitoli principali della storia che Zio Paperone dovrà compiere un viaggio interiore, non solo fisico, alla riconquista di sé stesso e dei suoi averi. Come si apprende dal prologo e a più riprese all’incipit di ogni capitolo infatti il fantasma del Destino di presenta a Zio Paperone dopo che egli si ritrova confinato in spazi limitati concessi dalla Banda Bassotti a seguito della perdita di tutti i suoi averi per la scommessa sulle Lenticchie di Babilonia. La storia quindi si presenta come un sequel What If del racconto di Paperino e le Lenticchie di Babilonia ad opera di Romano Scarpa, uscito per la prima volta su Topolino libretto 250-251 nel settembre del 1960. Le ultime vignette di questa storia lasciavano un gancio che fino al 2022 nessuno aveva preso in considerazione di afferrare. Celoni ce ha raccolto la sfida, ipotizzando un futuro in cui Paperone si ritrova a dover ricominciare da zero. 

    Il fantasma del Destino e i canoni Dickensiani

    Per chi conosce Il Canto di Natale di Charles Dickens, il riferimento a quest’opera non può che balzare alla mente nel momento in cui il fantasma del Destino di presenta al cospetto del vecchio Zio ormai giù di morale per la sua pecuniaria. Se nella favola di Dickens il vecchio Scrooge – da cui proprio Scrooge McDuck prende il nome! – veniva visitato dai fantasmi dei natali Passati, presente e futuri, qui il fantasma del Destino non gli lancia un monito, bensì lo sfida a recuperare tutti i suoi averi in un mese. Se Paperone non dovesse riuscire a provare di essere l’intrepido papero di un tempo, non solo sarebbe rimasto senza soldi, ma il fantasma gli avrebbe sottratto anche quanto ha di più caro: i ricordi delle sue avventure e di ciò che lo ha portato fin qui.

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    Una scommessa con il Destino (credits: Panini Comics)

    Il motore quindi narrativo nasce da una scommessa, che come si scoprirà alla conclusione dell’arco narrativo porterà a Paperone a vincere non tanto dal punto di vista materiale, quando personale. Il fantasma del destino si scoprirà infatti essere Paperone stesso, con tutte le sue paure di non farcela ed i suoi incubi. Ecco quindi che il vecchio rinnovato sconfiggerà i suo timori, rendendoli sempre più piccoli fino a farli scomparire del tutto. 

    Quattro Viaggi, dalla Terra al Cielo

    Il viaggio che percorre la comitiva di Zio Paperone e parenti spazia dal centro della terra allo spazio, passando per città sopra le nuvole e torri della discordia. Quello che però scopriranno lungo il cammino vale molto di più del valore della fortuna accumulata dall’intrepido Zione in passato. Un tesoro fatto di legami con le persone che amiamo e di fiducia in sé stessi, la vera base delle ricchezze di Paperone de Paperoni.

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    Il Destino di Paperone: un finale coraggioso (credits: Panini Comics)

    Un Destino compiuto? Zio Paperone in Atlantide

    Per gli amanti delle saghe di Paperone, le novità non sono finite. Al Lucca Comics & Games 2025 di questo Novembre Fabio Celoni e Panini hanno annunciato il ritorno del suo Paperone per una nuova, imperdibile avventura. Questa volta la destinazione sarà Atlantide! Il prologo di questa nuova storia sarà disponibile questa settimana fino al 12 Dicembre nelle fumetterie aderenti all’iniziativa Free Comics Book Week

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    Paperone in Atlantide, preview (Credits: Panini Comics)

    Paperone in Atlantide uscirà sui Topolino 3660 e 3661 a Gennaio 2026. Non ci resta che attendere questo nuovo capitolo della fantastica vita del Papero più ricco del mondo.
    Nel frattempo, vi consiglio caldamente di recuperare questo tesoro fumettistico nella versione Deluxe. State certi che la vostra attesa verrà ripagata.