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  • Ho partecipato ad un evento Magic: the Gathering dopo 10 anni. La mia esperienza con la Prerelease di Lo Hobbit!

    Ho partecipato ad un evento Magic: the Gathering dopo 10 anni. La mia esperienza con la Prerelease di Lo Hobbit!

    Il titolo direi che parla da sé: dopo dieci anni, sono tornato a giocare dal vivo ad un evento ufficiale organizzato da Wizard of the Coast, casa madre del gioco di carte più bello al mondo: Magic: the Gathering. E non avrei potuto ricongiungermi con un evento dal vivo in un momento migliore, essendo appena uscita sui tavoli la nuova espansione dedicata a Lo Hobbit. Una storia senza tempo, l’avventura delle avventure. Ed io ho voluto esserne parte.

    Aspettative, paura e adrenalina al pensiero di mettermi in gioco con altri giocatori e affrontarli sul campo di battaglia con nani, goblin, elfi e draghi.
    Sarà un articolo lungo, quindi preparate la vostra seconda torta della mattinata da buoni Hobbit, una buona tazza di tè o le vostre migliori varietà di erba pipa, perchè abbiamo molto di cui parlare. Cominciamo!

    Il mio rapporto con Magic: the Gathering

    Era il 2005 quando ho scoperto Magic: the Gathering insieme a mio fratello in una delle tante estati al mare. Al tempo il gioco era fatto di raccoglitori ad anelli con fogli venduti singolarmente, sleeves protettive trasparenti e sabbia che ti mangiava letteralmente le carte più forti del mazzo. Il primo deck? Un bellissimo (e complesso) mazzo Solarizzazione direttamente da Quinta Alba del 2004. Ricordo che mi aveva affascinato sin da subito l’idea di poter giocare un mazzo pentacolore, racchiudendo in 60 carte tutto il potere dei 5 mana -esatto, all’epoca non esisteva l’incolore-. Tra artefatti ed indistruttibilità, l’estate passa tra un partita e quella successiva, e pian piano comincio la costruzione di un mazzo monocolore bianco grazie all’interesse verso l’archetipo Chierico. Nei mesi successivi assistiamo alla storia di Magic, con le espansioni del ciclo di Kamigawa tra ratti ninja e spiriti, per arrivare alle Gilde di Ravnica, che ancora oggi danno il nome alle combinazioni di colore dei mazzi che compongono il meta.

    Flash forward, arriviamo al 2016. Durante la laurea magistrale riprendiamo con un paio di compagni di corso dei mazzi d. All’epoca a far da padrone è Theros, con un mercato delle carte in cui è Yu-gi-oh a dominare la scena. Poco spazio per Wizard of the Coast, che fatica a riempire gli eventi agli LGS (local game store) a causa dei prezzi esorbitanti dei prodotti base. Fatto sta che ci iscriviamo ad un torneo di Modern, e riesco pure a vincere un turno con il mio mazzo precostituito Inspiring Heroes bianco-blu. contro un deck spaccaterre. Ripensandoci col senno di poi, ho avuto decisamente la fortuna del principiante.

    Arriviamo all’autunno 2024, e mi riavvicino a Magic mosso dall’interesse per il mondo del collezionismo. Il gioco di carte di casa Wizard sta avendo un boom, grazie all’espansione Universe Beyond di Lord of the Rings: Tales of the Middle Earth. Un set gigantesco -281 sono solo le carte del set base- che riesce ad affascinare fedeli di Magic e amanti della lore di Tolkien. Seguo con interesse le espansioni e recupero qualche busta di Bloomburrow, e Secrets of Strixhaven. La voglia è tanta ma il tempo e i contatti si sono ridotti, complice il trasferimento in una nuova regione per lavoro ed una responsabilità familiare. E così, quando è stato annunciato il set de Lo Hobbit, ho capito che non avrei dovuto saltare il suo evento di pre-release. La data ufficiale viene ufficializzata da WoTC per il weekend di prerelease del 7-8-9 Agosto. Partecipare all’evento pomeridiano del sabato è fuori discussione: per ottimizzare i tempi e immergersi nella magia della lore, il Friday Night è il momento giusto.

    Magic: the Gathering Lo Hobbit

    Passano i mesi ed entriamo in piena spoiler season per questa espansione tutta a tema nani, elfi e goblins. Da amante dell’avventura di Bilbo, sono rimasto incantato dalle preview delle carte che ripercorrono tutti i momenti della storia con i personaggi che ho amato; le terre poi, meritano una citazione a parte. A partire da Hobbiton passando per le terre selvagge raffigurate mediante illustrazioni full art con tema a stagioni e viaggio della compagnia, si segue il viaggio di Bilbo, lo stregone e i nani fino a Pontelagolungo e da lì passando per Dale sino a Erebor, la dimora perduta da Thorin Scudodiquercia e con lei il tesoro tenuto in ostaggio dal feroce drago Smaug.

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    Leon Tukker – The Lonely Mountain (credits: Wizard of the Coast)

    Il tempo passa, cambia solo una cosa: tutto

    Tornando al torneo del 2016, era stato parecchio divertente: ci si registrava lasciando i dati e il titolare del negozio ti rilasciava la DCI Membership Card, tessera cartacea con il codice a barre identificativo che ti permetteva di tenere traccia a sistema dei tuoi punti in lega. Un sistema in stile ELO come si usa per gli Scacchi o gli e-Games.

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    la mia tessera DCI

    è bastato fare una breve ricerca online per scoprire che il sistema DCI oggi è obsoleto e non più gestito. al suo posto, vi è una gestione basata sull’uso di un account ufficiale Wizard insieme ad una MTG Companion App per supporto durante eventi ufficiali. Nel caso di una prerelease, l’app tiene traccia dei risultati dei turni per i vari giocatori fornendo classifica e accoppiando i players per il turno successivo.

    La mia preparazione per la Prerelease

    In Prerelease si gioca il formato Sealed. In breve: si aprono 6 bustine da 14 carte per un pull totale di 84 carte. La carta promo che si trova nel prerelease kit può essere usata come 85esima carta.
    Il formato vuole essere studiato per far partire tutti i giocatori dalla stessa base comune. Ovviamente la fortuna di un buon pull può influenzare le performance dei turni, ma la gestione delle sinergie tra le varie carte di un set va a bilanciare le possibilità di vittoria verso il 50/50.

    Nonostante non abbia grandi aspettative per il risultato, decido nelle due settimane prima dell’evento di dedicare qualche sessione alla lettura del testo delle carte. Hobbit, Nani, Elfi: ogni archetipo punta su una meccanica particolare. Provo ad analizzare il meta del set, e da subito capisco che la best practice è costruire un mazzo bicolore, con preferenza in ordine -puramente soggettiva- per: 

    • Bianco-Rosso Nani: nani per creare token tesori e invocare il potente Smaug ed un incremento delle abilità delle singole carte con Nella Storia -Storied-;
    • Rosso-Nero Goblins: al cuore di questa combinazione c’è Reclutare -Amass-, che permette di creare e far crescere l’armata di Goblins tramite
    • Bianco-Blu Umani: la meccanica Assoldare -Recruit- permette di far girare il mazzo pescando carte e di creare pedine umano 1/1 se si scarta una carta non terra;
    • Verde-Blu Elfi: una combinata che punta a rampare e creare elfi tramite la meccanica Landfall, introdotta per la prima volta con Zendikar;
    • Verde-Nero Lupi: le bestie vengono potenziate grazie alla presenza di una creatura con forza maggiore o uguale a 4 con Ferocia -Ferocious-;

    C’è un elemento che mi preoccupa sin da subito: il tempo a disposizione per costruire il proprio mazzo.
    Decido quindi di preparare, ispirandomi al video sul formato Limited di Brian Lewis aka Tolarian Community College, una tabella per tenere traccia della costruzione del mazzo.

    A partire da una settimana prima dell’evento visito il sito di DraftSim per simulare il formato Limited Sealed. Ammetto che alle prime tornate faccio fatica ad assemblare un mazzo, soprattutto perchè nonostante il bicolore sia ottimale per questo tipo di formato, a volte mi trovo costretto ad aggiungere un terzo colore splash per completare la lista di 40 carte.

    Scorro anche l’elenco delle carte del set filtrando quelle che si possono trovare nelle buste da gioco. per ognuna di essere cerco di capire se è una carta che vorrei includere nel mazzo o meno, facendo affidamento alla mia memoria visiva. 

    Il giorno della Prerelease: ecco come è andata

    Ci siamo, è il grande giorno. Porto con me tutto l’occorrente: 

    • Pacchetto di 100 sleeve regular di Gamegenic; 
    • Playmat molto cheap ma che fa il suo dovere;
    • Tokens da sbustate di edizioni precedenti;
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    meglio arrivare preparati!

    Per le terre avrei potuto attingere dalla land station che lo store mette a disposizione per i giocatori durante l’evento, ma decido comunque di portare le mie, non si sa mai. Ho portato il set di terre dal Bundle di Kaldheim: l’ambientazione norrena si sposa bene con il mondo di Tolkien del resto!-

    Appuntamento alle 20:45 al Checkpoint di Gallarate. L’evento -sold out!- inizia alle nove, e lo store pullula di giocatori. La passione per Magic si avverte tra gli scambi dei partecipanti, nella voglia di costruire un deck performante e soprattutto di divertirsi.
    Sullo schermo del negozio viene proiettato il codice evento da inserire nell’app MTG Companion. Mi metto in fila ed in 5 minuti ho ritirato il mio kit prerelease. Mi sposto nella saletta e mi siedo al tavolo dove arrivano tutti i giocatori. Alle 21:10 circa si comincia a sbustare ed aprire il mazzo.
    Il mio timore sul tempo di costruzione del mazzo si materializza presto: nonostante i 50 minuti a disposizione, arrivo tirato per il collo ad assemblare la mia lista e a imbustare le carte. Giusto in tempo per l’inizio dei giochi!

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    finalmente, il kit Prerelease!

    Maledetti Goblins! Tanto carini quanto odiosi!

    Dall’apertura delle sei buste e della promo card capisco subito che i primi due colori da togliere sono il bianco e il blu. Non ho abbastanza carte per andare a formare il mio sealed deck, figuriamoci per innescare meccaniche archetipiche forti. Niente mazzo uomini o nani quindi: devo optare per una combinazione più malefica…
    Le verdi sono forti ma hanno un costo di mana troppo elevato e non ho abbastanza carte per calare velocemente mana –rampare in gergo- , quindi niente bestie pesanti. Mi concentro quindi su una combinazione rosso-nero che non avevo preso in considerazione durante le simulazioni di sealed nei giorni precedenti. Ho parecchi goblin e un mazzo che sfrutti la meccanica reclutare grazie ad Azog, la Rovina di Moria , Bold del Nord e stregonerie come Irrompere nella Valle sembra la scelta giusta. Inoltre, cosa non da poco, tra rosso e nero ho qualche rimozione da poter sfruttare come Fendente Mortale di Bilbo a costo 3. Alla fine del tempo a disposizione arrivo con una lista che vi riporto sotto in figura e in formato testo.

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    il mazzo Goblins rosso-nero che ho montato alla Prerelease

    Cominciamo il primo dei quattro turni dell’evento.
    Il primo mazzo contro il quale gioco è un Nero-Verde che sfrutta Ferocia. Dopo i primi turni mi impasto: la mia mano ha troppi mana. Dopo la prima sconfitta, decido di mulligare la prima mano perchè ho sempre troppe terre, come mi rendo conto durante lo sviluppo del gioco. Qualcosa decisamente non va.
    Dopo un sonoro 0-2-0 al primo turno, decido di rimuovere 3 terre al mazzo:

    – 1x Montagna
    – 1x Palude
    – 1x Buco-Hobbit

    Come mi renderò conto dal secondo turno, si è rivelata una scelta corretta. La curva di mana del mazzo che ho costruito ha un picco a 2, il che mi permette con buona probabilità di riuscire a giocare magie al secondo turno; tutte quelle terre non servono!

    Nonostante la piccola modifica, perdo comunque anche il secondo turno 0-2-0. Da giocatore occasionale di Magic, mi porto dietro uno stile di gioco molto primitivo. Lo sviluppo del turno cambia radicalmente le sorti di una partita. Il semplice stappo – pesco – gioco – combat prima di passare non basta. Serve una strategia che permetta di lasciare respiro verso la seconda fase di mantenimento, e io questo approccio non ce l’ho…non ancora.

    Il cuore di Magic: the Gathering, la community

    Il terzo turno va meglio, e vinco 2-0-0, complice qualche mano migliore. Nell’attesa del terzo turno parlo con un ragazzo che ha costruito il mazzo Nani bianco-rosso. Come un po’ tutti, si è portato Magic negli anni tra alti e bassi. Ha iniziato con Assalto -espansione del 2000-, per poi uscire con Kamigawa e ritornare con Ikoria nel 2020. Da allora si è allontanato nuovamente per riavvicinarsi al formato Commander lo scorso anno.
    Parliamo del percorso da giocatori amatoriali ed è subito un ritorno a quando di era ragazzini. Sì perchè al cuore di un gioco come Magic ci sono ragazzi ormai adulti che conservano la passione per questo gioco che fa della sua evoluzione -e dell’inclusione- il suo punto di forza. La Prerelease inoltre, come qualsiasi altro evento non competitivo, è molto tollerante verso chi commette errori e vuole imparare. L’ho vissuto in prima persona durante il secondo turno, quando ho dimenticato di assegnare +1/+1 alla mia armata goblin tramite l’abilità del mio Schiamazzatore Rumoroso . Solo dopo aver fatto passare il danno, l’avversario mi ha permesso di correggere la forza e costituzione dell’armata, permettendomi di infliggergli un ulteriore danno. Non è scontato, ma è il gioco nella sua vera essenza: divertirsi!

    Ultimo turno: la stanchezza comincia a farsi sentire. Sembra banale, ma giocare la sera tardi e per più di tre è impegnativo per chi non è abituato. Anche quest’ultima tornata la perdo contro il mazzo bianco-blu di un ragazzo che è riuscito a qualificarsi ai regionali! Come mi spiega lui stesso, a causa delle mani pescate nei primi due turni, ha perso le precedenti partite. Questo sottolinea ancor di più che in un evento sealed la fortuna vuole la sua parte, ma allo stesso tempo i neofiti possono brillare!

    Chiudiamo all’una e mezza. Con molte sconfitte e poche vittorie, sono comunque al settimo cielo per come è andata la serata. L’app riporta la classifica finale: sono in posizione 30 su 39.

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    Daje, non sono ultimo!

    Ad evento finito, ritiro in cassa la mia busta di partecipazione, che sbusto mentre vado a prendere la macchina. Niente book cover artwork, sarà per la prossima!

    Magic: the Gathering prerelease: ne vale la pena?

    Assolutamente si!
    Quella del 7 Agosto è stata la mia prima Prerelease in assoluto, ed è un evento che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi o tornare a giocare a Magic: the Gathering. Un evento amatoriale semplice ma che richiede tanta voglia di mettersi in gioco, uscendo dal classico schema di gioco con carte conosciute ed avventurandosi in un mondo che da più di trent’anni appartiene a chiunque voglia esplorarlo.

    E tu? Hai partecipato o parteciperai ad un evento Prerelease di Magic? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Aprire Bustine di Carte Collezionabili è Gambling? La Sottile Linea tra Collezionismo e Gioco d’Azzardo

    Aprire Bustine di Carte Collezionabili è Gambling? La Sottile Linea tra Collezionismo e Gioco d’Azzardo

    C’era un tempo in cui aprire un booster pack di carte era un modo per entrare in contatto con i propri personaggi preferiti. Che fosse Magic: The Gathering o Pokémon poco importava; si apriva la bustina con cura maniacale per conservarla dopo l’esperienza, e si scoprivano una ad una le carte nella speranza di trovare quella che oggi viene definita la chase card – o headliner– della collezione. L’accesso a internet era limitato, e si andava alla ricerca di carte leggendarie delle quali i compagni di banco ci raccontavano a scuola. Tutto questo accade anche oggi a distanza di anni, e chi è cresciuto negli anni ‘90 continua ad aprire bustine di carte per rivivere queste emozioni.

    Ma oggi aprire una bustina di carte collezionabili è ancora puro e semplice piacere, o c’è qualcosa di più -e preoccupante- dietro questo gesto? E chi spacchetta, è un adulto che è rimasto bambino o un adulto disilluso con tendenza al gioco d’azzardo? 
    In questo articolo proviamo a fare qualche riflessione a riguardo, tracciando un paio di scenari implementazioni correttive per vedere se funzionano.

    L’esplosione del mercato Collectibles

    La prima considerazione dalla quale bisogna partire è la crescita che il mercato dei Trading Card Games, ed in generale dei beni collezionabili -collectibles- hanno visto negli ultimi anni. Si prevede che il mercato dei TCG, stimato a 15.11 miliardi di USD nel 2026, si espanderà portandosi a 24.36 miliardi nel 2031. Un aumento di più del 160% in 6 anni, che vede il baricentro del consumo spostarsi dai detentori storici di questo settore come Magic: the Gathering, Pokemon e Yu-Gi-Oh verso nuove realtà come Lorcana e One Piece.

    Eppure in questo scenario di espansione, non sono mancati momenti di naturale contrazione a seguito di eventi economici. Il market crash del 2008 ha portato a 5 anni di calo del valore delle carte collezionabili, che hanno visto riguadagnare posizione e valore percepito solo un decennio dopo. 
    L’avvento del Covid, la chiusura dei servizi e i millennials rinchiusi in casa hanno fatto il resto. Una tempesta perfetta che ha portato l’effetto nostalgia per i giochi di carte della nostra infanzia alle stelle. Io stesso ho ri-acquistato a Febbraio 2021 -in pieno lockdown- il mio primo mazzo di Magic (Quinta Alba, Solarizzazione), mosso dalla voglia di rivivere l’esperienza di unboxing.
    Un bisogno di riconnettersi con una parte di sé che il mondo stava definitivamente strappando, ma che oggi cominciamo a pagare a caro prezzo.

    Ma il mercato dei collectibles non è solo limitato a figurine o carte da gioco. La piattaforma video numero uno al mondo YouTube si è fatta portavoce di questo fenomeno globale tra le nuove generazioni, e documentari Netflix come King of Collectibles o Pawn Stars della Leftfield Pictures hanno portato il collezionismo al pubblico di massa. Scheletri di dinosauro, orologi, pupazzetti di plastica. Ogni bene è stato declinato a collezionabile, ed i produttori -e come vedremo i distributori- hanno saputo cavalcare questa euforia per trarne il massimo vantaggio.

    Non solo TCG: dai loot boxes alle blind bags

    Il business è più serio e trasversale di quanto si creda. Il mondo dei comics conosce da anni la potenzialità delle blind bags, buste chiuse in cui poter trovare una delle versioni alternative di copertine di un numero di una run fumettistica, ognuna di esse in una tiratura limitata e diversa. Comprare un albo non significa quindi solo leggere la storia, ma potersi accaparrare un disegno, magari anche autografato dal suo autore, per un pezzo da collezione che in pochi riusciranno ad aggiudicarsi. E poco importa che abbiate già letto la storia e che vi ritroverete stampata più volte allo stesso identico modo. Quel che cambia è la copertina, magari con una rappresentazione estesa. e non volete essere voi quelli lasciati indietro.
    Andando oltre la nona arte, il meccanismo di vendita a scatola chiusa non è certamente unico di questo genere di prodotto. I Lego propongono da anni le serie a sorpresa minifigures, e i Kinder Gran Sorpresa fanno dell’ignoto -la sorpresa, appunto- il loro punto di forza.
    Ma allora se è un meccanismo tanto diffuso, dove sta il problema?

    F.O.M.O: la paura di perdere il treno

    Avrete sicuramente sentito parlare del termine F.O.M.O. Acronimo di Fear Of Missing Out -tradotto paura di essere esclusi-, questo termine è stato coniato nel 2004 da Patrick J. McGinnis per definire quello stato di inquietudine indotto dal pensiero che altre persone accanto a noi -e quindi confrontabili- possano vivere esperienze migliori che noi stiamo perdendo.

    All’interno di uno scenario di scarsità del prodotto, chi si mette per primo in fila avrà la probabilità di accaparrarsi quel bene, e gli altri rimarranno con le mani vuote -e forse, le tasche piene-. Questa percezione viene volutamente alterata a vantaggio di chi produce per generare il profitto extra dovuto all’aumento consequenziale dei prezzi. Chi vuole arrivare ad un determinato prodotto difficile da reperire, sarà disposto a pagarlo di più per possederlo. E questo vale tanto più il bene viene considerato esclusivo. Nei TCG, lo vediamo espansione dopo espansione. Le strategie di marketing portano ad un esubero di richiesta di produzione rispetto l’effettiva capacità di stampa dei set, scatenando la corsa ai preorder non appena questi si aprono. Per determinate categorie di prodotti considerate premium -collector boosters, gift bundles- le prenotazioni sono andate esaurite in poche ore.

    Attorno alla F.O.M.O si è costruita un’intera economia di scala sui collezionabili, con tirature limitate ma infiniti modi di accaparrarsi gli oggetti del desiderio. E in uno scenario di ascesa dei prezzi, l’infrastruttura che permette ai collezionisti, investitori e scalpers di commerciare, ha il vantaggio maggiore. Fino a quando i prezzi continueranno a correre, il grande gioco delle sedie andrà avanti. Ma allo scadere del tempo, chi rimane in piedi verrà tagliato fuori.

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    Su queste premesse si eBay Live, arrivato in Italia il 3 Febbraio di quest’anno; offerte in real time su una piattaforma che da vendita è diventata fast betting. Pacchetti di carte Pokemon che vengono aperti sul momento dal creator o dal venditore dopo che l’acquirente da casa se le è aggiudicate tramite asta. Lo sbusto avviene in dal vivo, proprio come accadrebbe a casa vostra. Stessa dinamica, ma gusto completamente diverso. Non c’è fisicità. Una pura scommessa davanti al PC o allo smartphone.

    Lo stesso si può dire nuove realtà come Courtyard.io, dove si possono sbustare pacchetti contenenti beni collezionabili gradati “a garanzia” del loro valore. Il prezzo per tipo di busta è diverso in base alla possibilità di trovare qualcosa, e il bottino vale sempre più del niente. Che sia poi superiore o minore alla spesa, questo è un altro paio di maniche.

    Lo sbusto: pura passione o gioco d’azzardo?

    Se tutto questo vi sta cominciando a sembrare un giro di ruota della fortuna beh, sappiate che non siete fuori strada. Ma cosa cambia tra aprire un pacchetto di figurine e un giro di roulette russa? Secondo Mark Griffiths, viene definito gioco d’azzardo –gambling in inglese- 

    the staking of money (or something of financial value) on a future event where the outcome is unknown at the time of staking the money

    Proviamo declinare questa definizione allo sbusto di un pacchetto di figurine: 

    • the staking of money (or something of financial value): questo avviene. Un appassionato acquista al negozio o su una piattaforma un prodotto in cambio di denaro. Sta quindi scambiando denaro;
    • on a future event where the outcome is unknown at the time of staking the money: anche questa situazione si verifica. Il ritorno atteso (expected value – EV) del pacchetto è sconosciuto. Il prezzo del pacchetto è una promessa da parte del produttore di un ritorno non garantito.

    Ci sono poi alcuni aspetti secondari da tenere in considerazione. Sebbene il ritorno possa essere non nullo in quanto anche la carta dal valore più basso sia in realtà prezzata dal mercato almeno un centesimo, sul medio-lungo termine la distribuzione dei pacchetti è studiata, come in tutti i giochi d’azzardo, nel fornire al giocatore un ritorno inferiore rispetto al reale valore. Se così non fosse del resto, i rivenditori sarebbero forzati ad aprire i prodotti per trovare le chase cards e rivenderle nel mercato secondario, cosa che avviene con i cosiddetti scalpers.

    Hard Gambing e Soft Gambling

    Capite bene che quindi che ci si muove in un’area grigia al confine con un soft gambling, ma ancora in una declinazione di unboxing come esperienza ludica. Questo accade perché Wizard of the Coast e i produttori di carte collezionabili non riconoscono ufficialmente il mercato secondario. Settano l’expectation su un prodotto carta tramite collocamento nella lore, definizione delle meccaniche nel meta e contributo artistico dovuto all’illustrazione -più trattamenti speciali come laminature-; il mercato farà tutto il resto. In più, l’effetto sorpresa non è visto al pari di un esito aut-aut di vinci o perdi. Il ritorno, seppur minore al corrisposto, non è mai nullo. 
    Eppure quello che sta avvenendo all’interno di questo mercato in preda all’euforia equivale ai suoni e alle luci delle slot machine. Lo abbiamo visto nei giochi per dispositivi mobile con i Loot Boxes. Scrigni che forniscono vantaggi competitivi al giocatore in cambio di denaro. Una forma legalizzata di scommessa che molti paesi stanno provvedendo a tassare al pari di un biglietto del gratta e vinci. L’aggiunta di musiche epiche ed effetti speciali durante il processo di reveal del “bottino” è stato dimostrato che attivano diversi substrati neurali per un livello di engagement superiore. Un meccanismo studiato per massimizzare la ripetitività del gesto.

    Esistono modi per contrastare il soft gambling?

    Viene quindi da chiedersi come sarebbe possibile attuare politiche che facciano da deterrente allo sviluppo di una tendenza compulsiva allo sbusto. Immaginate di essere lo stato e voler prevenire il fenomeno su scala nazionale. Quali strumenti potete attuare? Ho provato a riflettere con un paio di azioni, immaginando quali potrebbero essere le conseguenze.

    Tassazione Progressiva

    Si potrebbe pensare ad un modello di tassazione crescente al crescere della spesa annua dell’acquirente -in stile IRPEF- con tracciamento relativo al codice fiscale. Al raggiungimento di determinate soglie annuali, il prezzo totale per l’acquirente crescerebbe. Questo metodo mira al contrasto sul numero di acquisto, ma penalizza chi compra prodotti costosi e non la frequenza di acquisto. Inoltre, la diminuzione conseguente delle vendite porterebbe i produttori e i distributori a ritirare dal commercio nazionale i prodotti. Insomma, non una soluzione ottimale.

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    Beni collezionabili: modello tassazione progressiva

    Tassazione con media mobile 

    Una variante al modello della tassazione progressiva potrebbe risultare incentrata sul tassare l’acquirente solo nell’effettivo rilievo di una spesa sistematica e continua in un arco specifico di tempo. Con un sistema a media mobile -per esempio a 60 giorni- si potrebbe pensare di concentrare l’aliquota maggiore nei periodi di spesa più intensa. Questa soluzione punta alla frequenza di acquisto, ma anche qui il rischio è di impattare pesantemente il mercato libero.

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    Beni collezionabili: modello media mobile

    Tassazione con sistema a punti 

    Associare ogni acquisto a un sistema di punteggio come risultato combinato tra categoria di prodotto e quantità, il tutto basato su media mobile temporale, sarebbe una soluzione ancor più adattata per rilevare comportamenti compulsivi sugli acquirenti medi. Al prodotto booster pack associamo +10 punti, al prodotto premium -collector booster box- associamo +200 punti e così via. In questo modo lo stato potrebbe distinguere gli acquirenti non solo per la frequenza di acquisto, ma anche per la tipologia e la quantità di acquisto di una determinata tipologia di prodotto nel tempo.

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    Beni collezionabili: modello combinato punti più media mobile

    Un’opzione meno invasiva e socialmente accettata potrebbe essere inserire una dicitura sui prodotti di carte collezionabili l’avviso “l’apertura di questo prodotto può generare dipendenza” -come per i pacchetti di sigarette e i biglietti della lotteria-.
    In definita, il meccanismo del soft gambling è ormai esteso nel mondo dei collezionabili e delle carte da gioco, mosso da chi fa della F.O.M.O e dell’ansia della perdita del posto il motore della propria strategia marketing.

    La prevenzione può solo passare dal singolo, capendo che prima di tutto il collezionismo, come qualsiasi hobby, è un bene non necessario e come tale da tenere sotto controllo.

    E tu? Pensi che spacchettare comporti il rischio di dipendenza? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Lo scandalo dell’Unico Anello di Magic: The Gathering Lo Hobbit e perché deve preoccuparci

    Lo scandalo dell’Unico Anello di Magic: The Gathering Lo Hobbit e perché deve preoccuparci

    Chiunque abbia seguito i recenti annunci di Wizard of The Coast in merito all’uscita dell’espansione Universe Beyond de Lo Hobbit, avrà saputo della controversia nata attorno alla carta l’Unico Anello (The One Ring). Per chi non fosse sul pezzo, ecco un breve recap della collaborazione tra Magic: The Gathering e il mondo di J.R.R Tolkien:

    Il 23 Giugno 2023 WOTC rilascia l’espansione dedicata al Signore degli Anelli, dal titolo decisamente evocativo Lord of The Rings: Tales of the Middle Earth. Il set si compone di più di 800 carte tra regular, versioni borderless e alternative impreziosite da artwork davvero speciali.
    Il set riceve un generale consenso di critica e diventa virale la notizia della presenza nei Collector Booster della carta The One Ring serializzata (001/001). Un unico esemplare che, trovato da un Brook Trafton è stato acquistato da Post Malone per 2.6 milioni di USD nell’Agosto dello stesso anno;

    Tralasciando la versione serializzata e le varie versioni con diverse finiture foil e artwork estese, gli artisti che hanno lavorato alla realizzazione dell’Anello di Sauron sono principalmente tre:

    • Marta Nael, che ha realizzato la versione di The One Ring facente parte della composizione di 4 carte con la scena del Monte Fato;
    • Veli Nistrom , che ha curato la versione “standard” con uno sfondo infuocato;
    • Justine Jones, che si è sbizzarrito nella versione extra (e decisamente spaventosa) di questa carta.

    Tutte queste tre varianti sono diventate iconiche tra gli appassionati, tanto da portare il prezzo minimo per le P 0451 e M 0246 a 79-80EUR [Fonte: Cardmarket 11/05/2026].

    Universe  Beyond: The Hobbit e la notizia che ha sconvolto il pubblico

    All Magicon di Las Vegas, tenutosi lo scorso 1-3 Maggio, Wizards ha svelato qualche dettaglio in più sui prossimi set previsti per quest’anno. Gli annunci sono stati incentrati sui prossimi set Universe Beyond: Lo Hobbit e Reality Fracture. Sulla pagina dedicata all’espansione della Terra di Mezzo sono state pubblicate alcune preview delle carte in uscita, tra le quali una versione de The One Ring ad opera del leggendario artista di Magic Dan Frazier, che ha dato vita alle prime illustrazioni dei 5 Moxes, parte delle iconiche Power Nine del TGC di Garfield.

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    Dan Frazier: The One Ring (Credits: Wizards of the Coast)

    Se questa rappresentazione dell’Unico Anello vi sembra familiare, sappiate che non è gioco della vostra mente. Come scoperto dopo poco dalla community e dichiarato dallo stesso Frazier, la “nuova” illustrazione altro non sarebbe che una modifica di quella originale ad opera di Marta Nael. L’immagine sorgente è stata infatti capovolta attorno alla verticale, decontestualizzata dallo sfondo e collocata nascondendo le scritte in rune elfiche per un risultato non solo banale, ma anche di scarso valore artistico. A tradire sono stati i riflessi all’interno dell’anello, identici alla versione del Monte Fato.

    WOTC è corsa subito ai ripari dopo l’ammissione di plagio di Frazier, rilasciando uno statement a difesa di Marta Nael e comunicando che la nuova carta sarà attribuita ad entrambi gli artisti. Riporto sotto le comunicazioni complete.

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    Messaggio di scuse da parte di Dan Frazier e WOTC

    Cosa ne sarà ora dell’Unico Anello? Ecco cosa ne penso

    Lasciamo ora la terra dei fatti per addentrarci nell’ignoto mondo delle speculazioni. In questa seconda parte dell’articolo farò qualche considerazione, sulla quale potremo tornare solo una volta che l’onda de Lo Hobbit sarà passata, presumibilmente a fine 2026. 
    Nel formulare qualche ipotesi, partiamo da alcuni elementi:

    Primo, esiste già una carta The One Ring, e quella di Dan Frazier è una ristampa con un artwork alternativo. In uno scenario in cui non vedremo un reprint futuro del set Tales of the Middle Earth, la carta di Nael dovrebbe vedere aumentare il suo valore a seguito del lancio della nuova versione. Questo accade perché la stampa originale viene percepita come affetta da scarsità, e quindi più desiderabile. Ciò nonostante, in soli 3 anni il numero di carte non può definirsi ridotto al punto tale da condizionare il valore. Nei periodi seguenti all’uscita, l’inserimento della carta nei formati di gioco e quindi la sua giocabilità nel meta è un fattore determinante per il suo apprezzamento o deprezzamento. In questa dinamica i giocatori fanno da padroni, spostando le curve di domanda ed offerta verso nuovi target prices.
    Secondo, visto l’anticipo con cui si è mossa WOTC sarà improbabile che vengano immesse nel mercato versioni de The One Ring con la sola attribuzione a Dan Frazier. E questo ci porta ad una riflessione importante sui tempi che stiamo vivendo nel mondo del collezionismo TCG. 

    L’uscita della notizia ai primi di Maggio si colloca a circa 3 mesi dalla data di rilascio del set de Lo Hobbit. Questo arco temporale torna con il tempo necessario per WOTC per mandare in stampa la prima tiratura dei prodotti (in accordo con un thread di Reddit, ci vorrebbero dai 3 ai 5 mesi). Il motivo è che Wizard lancia gli annunci in parallelo ai preorder in modo da acquisire una prima stima degli ordini di stampa, e tarare eventualmente il fabbisogno alla richiesta di mercato. Questo in uno scenario ordinario, almeno. La verità è che il mercato dei TGC negli ultimi anni è esploso, andando a saturare la capacità di produzione da parte dei giganti del gioco. Wizard infatti potrebbe essersi mossa in anticipo rispetto ai tempi usuali, considerando l’hype e la F.O.M.O che l’universo Tolkeniano genera da sempre sul pubblico amante dell’high fantasy. 

    E se per qualche errore dovesse uscire anche solo una carta con l’attribuzione al solo Frazier, ci si troverebbe di fronte ad uno scenario difficilmente gestibile. La nuova artwork, oggetto di polemiche, diventerebbe a suo modo iconica perché oggetto di discussione, segnando per i collezionisti un cimelio da custodire proprio come Gollum nei meandri delle Montagne Rocciose. Sebbene questo scenario risulti alquanto improbabile, alla Wizard off the Coast non sono nuovi a scherzi del genere (pensate a quanto successo con le carte di TNMT durante la prerelease di Lorwyn Eclipsed a inizio 2026). 
    Errori a parte, credo che questa nuova stampa dell’Unico anello sarà comunque considerato una carta collezionabile, proprio per questi avvicendamenti che la vedono protagonista.

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    My Precious (credits: Wizards of the Coast)

    Il plagio: uno scenario davvero preoccupante

    Di fronte all’ammissione di Frazier, Wizards non ha preso le distanze dall’artista, limitandosi a bilanciare l’effetto di percezione dell’opinione pubblica nei confronti della svalutazione del lavoro di Nael. Una mossa d’obbligo, perché prendere le distanze da Frazier avrebbe voluto dire minare il valore di alcune delle carte iconiche di Magic: The Gathering. Viene da chiedersi però se la reazione da parte di WOTC sarebbe stata la stessa qualora a copiare un’illustrazione esistente fosse stato un artista emergente e non affermato quale Da Frazier. In più, viene difficile credere come WOTC non abbia colto i chiari riferimenti fra le due immagini quando la seconda è stata sottoposta a valutazione.

    Quando i numeri diventano un problema

    Questa vicenda apre a considerazioni circa un limite che comincia a farsi evidente nella produzione sebbene molto prolifica del mondo ideato da Richard Garfield. Guardando infatti al numero di stampe uniche prodotte per il gioco nel corso dei decenni, è chiaro come MTG stia subendo un’inflazione nella produzione di carte, che non può non mettere in difficoltà il comparto artistico.

    DecennioCarte Uniche Stampate
    1990-19994234
    2000-20096547
    2010-20198956
    2020-202511574

    Il valore raggiunto solo a metà di questo decennio per le stampe uniche sta suscitando molte discussioni tra gli amanti del gioco, che hanno difficoltà nel gestire formati con un numero sempre più grande di carte da poter giocare, e spesso ridondate nelle meccaniche. Rischia quindi di venir meno il valore del gioco stesso e delle illustrazioni, con le conseguenze (rare, per fortuna) che abbiamo appena visto. La quantità eccessiva rischia di far perdere qualità sul meta e sul prodotto come insieme di regole e appeal visivo.

    Non rimane quindi che aspettare il rilascio dell’espansione a tema Lo Hobbit per scoprire gli effetti di questa vicenda sul valore del The One Ring e come reagirà il mercato.

    E tu? cosa pensi di questa vicenda? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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