In Business Class verso gli USA: la mia esperienza tra Lufthansa, Air Dolomiti e United Polaris

Ed eccomi quattro anni dopo a raccontare di nuovo un modo diverso di affrontare un viaggio intercontinentale: la Business Class.
Dopo la mia esperienza con Air Canada nel 2022, quest’anno il viaggio di Agosto verso il gli Stati Uniti mi ha permesso di provare tre prodotti molto diversi tra loro all’interno dello stesso itinerario: la Business Class di Air Dolomiti tra Milano Malpensa e Francoforte, la United Polaris Business Class sul lungo raggio verso Denver e, al ritorno, la Business Class Lufthansa a bordo dell’Airbus A350.
Tre compagnie, quattro tratte e modi piuttosto diversi di intendere un viaggio premium.
Tra lounge, sedili, catering, Wi-Fi, amenities e qualche sorpresa non sempre positiva, in questo articolo vi racconto l’intera esperienza e provo soprattutto a rispondere a una domanda: quanto cambia davvero un viaggio intercontinentale quando si vola in Business Class?
Fasten your seatbelts. Cominciamo.

Il viaggio comincia prima del volo: app Lufthansa e Wi-Fi

L’esperienza in Business comincia giorni prima del decollo. Nei giorni precedenti alla partenza utilizzo l’app Lufthansa per preparare il viaggio e, il giorno prima, effettuo il check-in.
L’app permette di tenere a portata di mano la prenotazione e di consultare informazioni e servizi disponibili per i propri voli, dagli e-Journals al menù di bordo. Nel mio caso riesco a visualizzare in anticipo il menù della tratta di ritorno operata da Lufthansa: un piccolo dettaglio, ma quando si vuole provare l’esperienza completa anche queste cose fanno piacere.
Mi interesso anche alla connessione a bordo e acquisto un voucher FlyNet da 25 euro. Qui, però, occorre distinguere il servizio Lufthansa da quello dei voli operati da altre compagnie: avere un biglietto Lufthansa non significa trovare lo stesso Wi-Fi su tutte le tratte.
Sui voli Lufthansa, FlyNet distingue la messaggistica dalla navigazione più completa. Il messaging gratuito per gli iscritti Travel ID e Miles & More consente di usare le app di messaggistica; per navigare e utilizzare altri servizi occorre acquistare i pacchetti disponibili in funzione della tratta.

Schermata App Flynet con Voucher Wi-Fi

La lounge Lufthansa a Malpensa: partire con il piede giusto

Il viaggio verso gli Stati Uniti comincia alle quattro del mattino, al Terminal 1 degli scali internazionali di Milano Malpensa. Superati i controlli, attraverso i corridoi dei negozi, molti ancora chiusi, alla ricerca della lounge Lufthansa per una colazione decisamente anticipata.
L’apertura della Lounge è prevista alle 4:30 e arrivo con cinque minuti di anticipo. Per una volta posso dire di essere il primo cliente! Ne approfitto per fotografare gli ambienti ancora vuoti, prima che inizi il movimento della giornata.
La prima impressione è molto positiva. La parete con gli orologi dei diversi fusi orari e la libreria retroilluminata rendono l’atmosfera elegante, senza farla sembrare fredda o impersonale.

Scelgo un cappuccino e un pain au chocolat, poi apro il computer e lavoro all’articolo sul ritorno di Macchia Nera su Topolino. Rimango in lounge per circa un’ora e mezza: abbastanza per fare colazione con calma e iniziare il viaggio senza la sensazione di essere già in ritardo.
Una nota di merito va all’angolo dedicato alle letture e all’intrattenimento dei più piccoli. Da quando sono papà presto più attenzione a questi dettagli: quando si viaggia con bambini, possono fare la differenza.
Brava Lufthansa!

Air Dolomiti Business Class: un piccolo piacere tra Malpensa e Francoforte

È il momento di imbarcarmi sul volo EN8817, operato da Air Dolomiti, con partenza prevista alle 6:30 e arrivo previsto a Francoforte alle 7:50.

Sedile e spazio a bordo

Su questo Embraer 190 la Business occupa la parte anteriore della cabina. Nella disposizione a due sedili per lato, il posto accanto viene lasciato libero: si viaggia quindi in due per fila, pur avendo quattro sedili fisici.
Chi immagina una poltrona trasformabile in letto deve però ridimensionare le aspettative. Qui il comfort deriva soprattutto dal posto adiacente libero e dal servizio. Nel mio caso, la prima fila offre anche uno spazio per le gambe che rende la tratta particolarmente comoda.

Colazione e servizio

Appena si sale a bordo vengono distribuite salviette rinfrescanti; durante il servizio arrivano anche acqua naturale e un dolce siciliano firmato Carollo.
Circa venti minuti dopo il decollo viene servita la colazione, con frutta e formaggio. Da bere scelgo un tè: un bel modo di accompagnare la vista delle Alpi illuminate dalle prime luci del mattino.

Il servizio è semplice, ma attento ed efficiente. Su un volo così breve non mi aspetto una lunga sequenza di portate: mi basta che tutto arrivi con i tempi giusti e che l’equipaggio faccia sentire il passeggero seguito. In questo caso succede, e il ricordo della tratta è decisamente positivo.

Lo scalo a Francoforte: Lounge Lufthansa, ma solo nel nome

Il volo per Denver è previsto alle 11:30, quindi ho circa tre ore e mezza per lo scalo. Provo a raggiungere la Panorama Lounge, ma il personale mi indirizza verso i controlli passaporti e l’area non Schengen.
Le lounge che trovo dopo i controlli sono molto affollate. Quella in cui entro, nell’area B, presenta anche elementi dedicati al centenario di Lufthansa, ma l’esperienza non ha la stessa piacevolezza di Malpensa.

A pesare sul giudizio sono soprattutto le condizioni dei bagni, che durante la mia visita non mi sembrano all’altezza di uno spazio Business. L’affollamento può aver inciso, ma resta un aspetto sul quale mi sarei aspettato maggiore attenzione.
È un’impressione riferita a quella visita, non a tutte le lounge di Francoforte; non ho provato la Senator Lounge per ovvie ragioni e non posso valutarla. Nell’attesa riesco comunque a continuare a scrivere e a leggere uno dei quotidiani messi a disposizione dei passeggeri.

United Polaris Business Class: comoda la postazione, deludente il servizio

Dopo un ulteriore controllo del passaporto al gate, procedo all’imbarco per Denver. Una breve tratta in navetta ci porta fino all’aereo e, una volta entrato nella cabina Business, la prima impressione torna positiva.

La postazione e l’intrattenimento

La seduta a bordo di questo Boeing 787-9 è confortevole. Il pannello laterale ospita una luce da lettura e uno scomparto dove riporre piccoli oggetti; qui trovo anche le cuffie, da collegare al sistema di intrattenimento tramite la doppia presa jack. Il tavolino esce dal bracciolo ed è regolabile nella distanza dal sedile.
La luce da lettura è utile quando l’illuminazione della cabina viene abbassata, mentre la lampada della postazione aggiunge un tocco elegante. Il divisorio regolabile tra i due posti centrali offre un po’ di separazione, ma nella posizione in cui viaggio non mi dà la sensazione di una privacy completa.

Lo schermo si controlla con il touch oppure con il telecomando. Quando sono seduto preferisco toccare direttamente il display, che trovo più immediato; da reclinato, invece, il telecomando diventa necessario per evitare di rialzarmi ogni volta.
La selezione comprende film internazionali e contenuti musicali, incluse playlist Spotify dedicate ai diversi generi. Su quelle che provo non riesco a saltare liberamente da un brano all’altro. Mancano anche i classici minigiochi, non essenziali ma comunque piacevoli in un viaggio di lunga durata.
Il problema principale riguarda però la mappa del volo: sulla mia postazione procede a scatti, rendendo poco piacevole seguire la rotta. Guardando gli schermi vicini non noto lo stesso comportamento, perciò potrebbe trattarsi di un malfunzionamento dell’unità della mia unità.
Il bagno mi sembra leggermente più piccolo di quello provato sul volo per Montréal nel 2022, ma lo trovo pulito e ben fornito.

Amenity kit e dotazione per il riposo

La trousse distribuita a bordo è firmata Brooks Brothers. A questa si aggiunge la dotazione tessile per il riposo: utilizzo un elemento per rendere più morbida la seduta e l’altro come coperta.
Ne approfitto per lanciare una proposta alle compagnie aeree: nelle future cabine Business vorrei vedere spazi più pratici per riporre queste dotazioni quando non servono. Tra coperte, cuffie e oggetti personali, anche una postazione ampia può diventare ingombra, soprattutto nelle fasi in cui bisogna sistemare tutto per il decollo o l’atterraggio.

Il pasto e le disattenzioni dell’equipaggio

Prima della partenza arriva il drink di benvenuto, insieme al menù. Scelgo acqua frizzante. Il pasto principale comprende un antipasto a base di gamberi, pollo con purè di patate e gelato per concludere.
Il cibo è complessivamente adeguato. Il pollo si accompagna bene al purè, decisamente ricco di burro: una combinazione che apprezzo.
È sul servizio che l’esperienza perde punti.
Durante il volo chiedo un cappuccino, senza aver controllato che non fosse disponibile. Il personale me lo fa presente e ripiego su un caffè. Fin qui nessun problema: quello che mi lascia perplesso è il tono dello scambio, che percepisco come poco disponibile. È una sensazione personale, ma mi ha lasciato un po’ spiazzato.
L’episodio peggiore però arriva con il pasto prima dell’atterraggio: il mio posto viene saltato. Sono sveglio e non sto guardando un film, ma il servizio prosegue senza che mi venga offerto nulla.
Richiamo l’assistente, che mi porta il piatto senza chiedermi che cosa desideri bere. Devo quindi richiamare nuovamente l’equipaggio per avere una bevanda: non benissimo.
Un errore può capitare, intendiamoci. In business class però mi aspetto che venga recuperato con un minimo di attenzione, senza dover inseguire ogni parte del servizio. Peccato, perché la postazione mi aveva convinto molto più dell’esperienza con l’equipaggio.

Il ritorno con Lufthansa: il valore del letto, i limiti della privacy

Sul lungo raggio di ritorno provo una Business Lufthansa a bordo dell’A350-900. Un layout tradizionale, con disposizione 1-2-1. La differenza più evidente rispetto alla postazione dell’andata è la minore separazione dal passeggero accanto.
È utile precisare che non ho volato con la nuova Allegris, introdotta da Lufthansa nel 2024 e presente su una parte della flotta. Il nome della compagnia, da solo, non identifica la cabina che si troverà a bordo: il prodotto effettivo va verificato per il singolo volo. Lufthansa Group: Allegris.

Sedile e intrattenimento

La possibilità di sdraiarsi resta il vantaggio principale, soprattutto su una tratta notturna. A convincermi meno è la privacy: nella mia postazione manca un divisorio che mi faccia sentire separato dal vicino, e durante la notte la vicinanza si avverte. Nel mio caso, anche perché il passeggero accanto russa.
Lo schermo può essere orientato lateralmente, ma i riflessi ne rendono meno piacevole la visione. La scelta di contenuti mi sembra comparabile a quella dell’andata; questa volta, almeno, la mappa del volo funziona senza problemi.
Il sedile dispone di posizioni preimpostate e di comandi per regolarne le singole sezioni. Per muoverlo bisogna tenere premuti i pulsanti: una soluzione che trovo poco immediata quando voglio fare diverse piccole regolazioni. Anche qui il tavolino è a scomparsa nel bracciolo.

Dotazioni e servizio

A bordo viene distribuita una trousse Lufthansa, che considero un complemento piacevole all’esperienza. Su un volo notturno, però, il mio giudizio dipende soprattutto da quanto riesco a riposare e da come vengono gestiti i tempi del servizio.
Prima del decollo arrivano il menù e il drink di benvenuto; seguono uno snack e la raccolta delle ordinazioni per la cena. Il servizio è nel complesso corretto e più lineare rispetto a quello dell’andata.
Al risveglio viene servita la colazione che avevo scelto la sera precedente. Poco prima dell’atterraggio ricevo anche una scatolina Lufthansa con della pasticceria: un piccolo gesto che lascia un buon ricordo dell’ultima parte del volo.
Brava Lufthansa: sono attenzioni semplici, ma funzionano.

Francoforte–Malpensa con Lufthansa: l’ultima tratta verso casa

La stanchezza si fa sentire e la voglia di tornare a casa è tanta. Manca soltanto il collegamento da Francoforte a Malpensa, con partenza alle 16:40 e arrivo alle 18:00.

La Business europea, tra spazio e servizio

Sull’A320 ritrovo una Business di corto raggio: sedili tradizionali e posto centrale libero. Nella disposizione 3-3 si viaggia quindi al massimo in quattro per fila nella sezione Business.
Il sedile è sostanzialmente quello dell’Economy. Il vantaggio percepito sta nel maggiore agio e nel servizio, non in una poltrona paragonabile a quelle del lungo raggio. Per un’ora e venti di volo è una sistemazione piacevole, anche se non mi trasmette lo stesso entusiasmo della prima tratta con Air Dolomiti.

Il pasto a bordo

Alla partenza viene distribuita una salvietta per le mani. Il menù è piccolo, pieghevole ed essenziale; il piatto freddo comprende roast beef con salsa barbecue, cavolo cappuccio e ananas grigliato, accompagnato da pane e burro. Per dessert arriva una tartelletta al limone.
La selezione di bevande comprende acqua, bibite, birra, tè e liquori.

È una conclusione gradevole del viaggio. Guardando di nuovo le Alpi, questa volta sulla strada di casa, al piacere del volo si mescolano la stanchezza e quella nostalgia che accompagna la fine di una trasferta.

Miles & More: miglia premio e punti status sono due cose diverse

In fase di prenotazione associo i voli al mio numero socio Miles & More. Nel resoconto del viaggio risultano 18.764 miglia premio, che si aggiungono alle possibilità offerte dal programma fedeltà.
Qui vale la pena distinguere due meccanismi: le miglia premio si possono utilizzare per i premi disponibili nel programma, mentre Points e Qualifying Points servono per lo status. Inoltre, i voli delle compagnie Star Alliance non danno tutti diritto agli stessi tipi di punti: conta anche il vettore che opera la tratta. Le regole sono descritte nella pagina ufficiale Miles & More.
Attraverso il catalogo utilizzo poi delle miglia per ottenere buoni per un totale di 65 euro, ricevuti via e-mail.

Air Dolomiti, Lufthansa e United Polaris: la mia classifica

Dopo quattro tratte, mi accorgo che il ricordo migliore non coincide necessariamente con il sedile più sofisticato. Per me contano anche l’atmosfera e la sensazione di essere seguito.
Questa è quindi una classifica delle esperienze vissute, rapportate alla durata e al tipo di volo, non una graduatoria assoluta dei prodotti delle tre compagnie.

PosizioneTrattaChe cosa mi è rimasto
1Air Dolomiti, Malpensa–FrancoforteServizio attento, prima fila comoda e colazione sulle Alpi: la partenza migliore che potessi desiderare.
2Lufthansa, Denver–FrancoforteLa possibilità di dormire sdraiato e un servizio corretto, pur con una privacy poco convincente.
3Lufthansa, Francoforte–MalpensaUna tratta piacevole, con un buon pasto, ma un salto di comfort limitato rispetto all’Economy.
4United Polaris, Francoforte–DenverUna postazione confortevole penalizzata dalle disattenzioni del servizio.

La Business europea e quella intercontinentale rispondono a esigenze diverse. Quella sull’A320 resta una Business di corto raggio, non comparabile le lunghe tratte. Mi aspetto però qualcosa di più di una Premium Economy, se si associa la parola “Business” soltanto ai letti e alle cabine dei voli intercontinentali.
Quanto a United, spero di avere l’occasione di ricredermi, ma per ora non ci siamo proprio. Una singola esperienza non descrive tutta una compagnia, ma gli episodi di questo volo hanno pesato molto sul mio giudizio.

Vale la pena volare in Business Class nel 2026?

Da questo viaggio torno con un’idea più precisa di ciò che cerco in una classe Business. Dopo l’esperienza del 2022, provare altri vettori mi ha aiutato a distinguere l’entusiasmo per la novità dai vantaggi che contano davvero.
Sul lungo raggio, per me, il beneficio principale è poter riposare sdraiato. Quando si viaggia per lavoro e all’arrivo aspettano riunioni o giornate impegnative, avere più spazio e la possibilità di dormire può rendere il trasferimento meno faticoso. Viaggiare in Business Class non elimina il jet lag e non garantisce una notte perfetta, ma cambia il modo di affrontare molte ore in aereo.
Questo, però, non basta a dire che la Business convenga a qualsiasi prezzo. Senza confrontare il costo effettivo con quello delle alternative, non si può preferire la Business all’Economy sempre e comunque.
Per un viaggio di piacere valuterei soprattutto durata del volo, orario, cabina prevista e sovrapprezzo. A meno di viaggi di lunga tratta, e soprattutto per viaggi insieme ad altre persone, continuerei a scegliere l’Economy per viaggi di piacere.

Esiste però un’alternativ: la vera Premium Economy, come la Premium Economy Lufthansa o la United Premium Plus: entrambe offrono sedili e spazio superiori all’Economy, mancando comunque dell’esperienza di un letto Business. Non le ho provate durante questo itinerario ma le prenderei come opzioni intermedie da considerare prima di acquistare il biglietto.
Quando si viaggia in famiglia, poi, il sovrapprezzo si moltiplica per il numero dei passeggeri. Personalmente confronterei quella spesa con ciò che potrebbe offrire una volta arrivati: più giorni di vacanza, un alloggio migliore o un’esperienza da fare insieme.
La Business mi piace ancora, ma oggi la valuto con aspettative più precise. Il letto conta, il servizio conta e il nome sulla carta d’imbarco, da solo, non basta. Da questo viaggio mi porto a casa soprattutto questo: il lusso che apprezzo di più è arrivare meno stanco e sentirmi seguito, anche nei piccoli dettagli.

E voi? Per un volo intercontinentale investireste in una Business Class oppure preferireste dedicare quella parte del budget al viaggio una volta a destinazione? Fatemelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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