5 oggetti da collezione che ho portato dal Colorado

Quando si viaggia, si sa, si vogliono vivere esperienze e portare a casa ricordi. Fotografie, souvenir, piccoli oggetti capaci di riportarci per qualche istante nei luoghi che abbiamo visitato.
Nel caso dei collezionisti, però, gli oggetti particolari incontrati durante un viaggio assumono un significato ancora più importante dei semplici souvenir da turisti. Viaggiare diventa infatti anche un’occasione per scoprire piccoli tesori difficili da reperire altrove o dei quali, in molti casi, non si conosceva neppure l’esistenza.
Durante la mia settimana in Colorado -U.S.A- non potevo quindi tornare a casa a mani vuote. Ecco cinque oggetti da collezione che sono entrati nel mio bagaglio durante questo viaggio negli Stati Uniti.

1. Un frammento di roccia delle montagne del Colorado

Partiamo da un oggetto semplice e all’apparenza scontato, ma che per me nasconde molto più di quanto sembri.
Non ne ho mai parlato su questo blog, ma negli anni ho messo insieme una piccola collezione di rocce provenienti dai luoghi che ho visitato. Dalla Norvegia all’Inghilterra, passando per il Portogallo e arrivando infine alle montagne del Colorado: portare a casa un frammento di roccia è un po’ come portare con sé un minuscolo pezzo di mondo.
Sono frammenti di forme, colori e composizioni differenti che, messi uno accanto all’altro, raccontano viaggi molto lontani tra loro.
Nel caso di questo piccolo sasso raccolto sulle colline nei dintorni di Glenwood Springs, a risaltare immediatamente è il caratteristico colore rossastro, legato alla presenza di ossidi di ferro nelle rocce.

Il colore rosso tipico delle montagne del Colorado, dovuto alla ferrite contenuta in esse
il rosso tipico delle pareti rocciose del Colorado

Sono le stesse tonalità che contribuiscono a rendere così affascinanti molti canyon e paesaggi rocciosi dell’Ovest americano, entrati ormai nell’immaginario collettivo legato al western.

Il valore economico? Praticamente nullo. Quello affettivo, invece, è tutt’altra storia.

2. Una Copper Round con un Apatosauro

Appena arrivato all’hotel dove ho soggiornato durante la settimana a Glenwood Springs, ho recuperato da una rivista locale una mappa della cittadina con l’elenco delle principali attività. Tra queste c’erano Bullocks, storico negozio di abbigliamento e forniture western situato nell’edificio legato agli ultimi giorni di Doc Holliday, e High Country Gems & Minerals, nel quale decido immediatamente di fare un salto alla ricerca di qualche fossile o minerale particolare.

High Country Gems&Minerals, Glenwood Springs -U.S.A-
High Country Gems&Minerals, Glenwood Springs -U.S.A-

Il negozio, come mi racconta la commessa, è aperto da oltre cinquant’anni. Durante un primo giro tra gli scaffali, la mia attenzione viene però attirata da alcune copper round raffiguranti dinosauri, orsi e altri soggetti.
Chiedo se quelle esposte siano le uniche disponibili e, pochi secondi dopo, la commessa tira fuori da dietro il bancone una scatola piena di altri esemplari. Tra questi ne trovo uno raffigurante un Apatosauro.

copper round oz .999 con raffigurazione di un Apatosauro
il retro del copper round raffigurante l’Apatosauro

Amore a prima vista: questo viene a casa con me!

Per chi non le conoscesse, le round sono oggetti simili nell’aspetto a una moneta, ma privi di valore nominale e non emessi come valuta. Possono essere realizzate in diversi metalli e pesi. Nel mondo dei metalli preziosi uno dei riferimenti più comuni è l’oncia troy, equivalente a circa 31,1 grammi.
La mia round è realizzata in rame fino .999, cioè con una purezza del 99,9%, e pesa per l’appunto un’oncia troy.
Non la considero naturalmente un investimento, come potrebbe avvenire per alcuni prodotti in oro o argento: l’ho scelta esclusivamente per il soggetto.
L’Apatosauro è infatti uno dei grandi dinosauri sauropodi vissuti durante il Giurassico Superiore nel Nord America occidentale, noto attraverso i fossili della celebre Formazione Morrison. E poi diciamocelo: con quel collo lunghissimo è difficile non pensare ai grandi dinosauri che hanno popolato l’immaginario della nostra infanzia -chi ricorda Piedino de Alla Ricerca della Valle Incantata?-

3. Una piccola ammonite

Per il fossile, invece, la storia è diversa e ha radici decisamente più lontane.
Quando ero piccolo ricordo di essermi fatto acquistare dai miei genitori durante una vacanza al mare una piccola ammonite sezionata. Ritrovarmi anni dopo dall’altra parte dell’oceano, davanti a uno scaffale pieno di fossili, ha inevitabilmente riacceso quel ricordo.

Fossili dell'High Country Gems&Minerals di Glenwood Springs, Colorado -U.S.A-
un sacco di fossili!

Decido quindi di prendere una piccola ammonite, questa volta intera, per la cifra decisamente contenuta di 4$.

Ammonite del Madagascar presa all'High Country Gems & Minerals di Glenwood Springs, Colorado -U.S.A-
ammonite del Madagascar

Nulla di raro o particolarmente prezioso, devo ammetterlo. Ma i fossili hanno sempre esercitato su di me un fascino particolare: tenere tra le mani qualcosa che conserva la traccia di un organismo vissuto milioni di anni fa regala una sensazione difficile da spiegare.
È come portarsi a casa una piccola eco di un tempo lontanissimo.

4. “The Explorers”

Durante il viaggio di rientro verso l’aeroporto di Denver ne ho approfittato per fare qualche breve sosta lungo il tragitto.
Nell’ultimo tratto di un percorso di oltre tre ore in auto si incontrano alcune cittadine dal fortissimo sapore di frontiera, come Idaho Springs, strettamente legata agli inizi della corsa all’oro del Colorado — e qui il mio amore per Zio Paperone è inevitabilmente venuto fuori! — e Georgetown, con i suoi edifici storici e la celebre Georgetown Loop Railroad.
Proprio a Georgetown decido di fermarmi per una trentina di minuti, giusto il tempo di percorrere la strada principale.
Dopo essere entrato al Georgetown Rock Shop, dove ho potuto osservare anche alcuni affascinanti frammenti di meteoriti, faccio una visita alla John Tomas Memorial Library pubblica del paese.

Georgetown Rock Shop, Colorado -U.S.A-
Georgetown Rock Shop, Colorado -U.S.A-

Mosso dalla ricerca di qualche libro particolare, chiedo alla bibliotecaria se ci siano volumi dismessi dalla biblioteca e messi in vendita. Mi conferma che al piano inferiore esiste un’intera sezione dedicata proprio a questi libri.
E considerando i prezzi, parlare di vendita è quasi riduttivo.
Tra gli scaffali trovo due volumi della collana The Epic of Flight, edita dalla Time-Life Books Inc. negli anni ‘80 e dedicata alla storia dell’aviazione. Il primo è “The Explorers”, dedicato al rapporto tra volo, esplorazione e scoperta.
Prezzo: appena 3$.
Per un ingegnere appassionato di aeronautica era praticamente impossibile lasciarlo lì.

copertine "Bush Pilots" e "The Explorers" della serie The Epic of Flight
copertine dei volumi “Bush Pilots” e “The Explorers”

5. “Bush Pilots”

Accanto a Explorers trovo anche “Bush Pilots”, dedicato a quei piloti che operano nelle regioni più remote e selvagge, spesso utilizzando piccoli velivoli per raggiungere luoghi altrimenti difficilmente accessibili.
Anche questo viene via per 3$.

dettaglio della costa dei due volumi "Explorers" e "Bush Pilots" della Time-Life Books, Inc.
dettaglio della costa dei due volumi della Time-Life Books, Inc.

Probabilmente sono proprio questi due libri gli oggetti che meglio collegano il viaggio al mio interesse personale per l’aviazione. Raccontano infatti quell’idea di volo legata all’avventura, all’esplorazione e agli enormi spazi selvaggi che durante la mia settimana in Colorado ho avuo modo di vedere.

seconda di copertina di Bush Pilots con illustrazione a tutta pagina
le bellissime illustrazioni di Bush Pilots

L’unico rimpianto è non aver avuto con me un bagaglio da stiva al momento del rientro: con più spazio a disposizione, probabilmente sarei uscito da quella biblioteca con molti più libri!

Cinque piccoli ricordi dal Colorado

Alla fine sono piuttosto soddisfatto del piccolo bottino che ho portato a casa.
Nessuno di questi oggetti ha un valore economico particolarmente elevato e, in fondo, è proprio questo il punto. Ciò che mi interessa è il legame che ciascuno di essi conserva con un luogo, un momento o una piccola storia vissuta durante il viaggio.
Varcare la soglia di casa dopo giorni lontano e vedere le proprie collezioni crescere con nuovi pezzi è sempre una bella sensazione.
Perché una fotografia può ricordarci un luogo, ma a volte basta prendere in mano un vecchio libro, osservare una moneta di rame o guardare un semplice frammento di roccia per ritrovarsi, anche solo per qualche secondo, dall’altra parte del mondo.

E tu? Quali oggetti da collezione porti a casa dai tuoi viaggi? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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