In fotografia ci si imbatte spesso in termini che descrivono tecniche di scatto simili fra loro, ma con differenze concettuali sottili che generano confusione. In questo articolo voglio parlarti di quelle tecniche fotografiche che hanno come elemento chiave il tempo di esposizione. Partiremo dalla definizione di lunga esposizione, per poi affrontare le tecniche note come time-lapse e hyperlapse, analizzandone differenze, applicazioni e fasi di realizzazione. Alla fine, sarai perfettamente in grado di creare un time-lapse o un hyperlapse con la tua fotocamera o il tuo smartphone, portando a casa riprese suggestive e ricordi mozzafiato.
Cos’è una Lunga Esposizione
Se non hai chiaro come il tempo di esposizione intervenga nella formazione dell’immagine, ti suggerisco di recuperare il mio articolo dedicato al Triangolo dell’Esposizione, dove descrivo nel dettaglio come ISO, apertura e tempo influenzino la quantità di luce acquisita dal sensore.
Si parla di lunga esposizione quando il tempo t è relativamente lungo in rapporto al soggetto o alla scena da riprendere. La prassi fotografica porta spesso a scegliere tempi brevi per ottenere scatti nitidi e privi di mosso, ma ciò non sempre coincide con l’intento creativo. La lunga esposizione permette infatti di rappresentare il movimento all’interno dell’immagine, trasformando elementi dinamici – acqua, nuvole, luci, stelle – in scie fluide che raccontano il passaggio del tempo.
Time-lapse vs Video
Ora che abbiamo chiarito cos’è una lunga esposizione, introduciamo il time-lapse. Un time-lapse è una sequenza di fotografie scattate da un punto fisso a intervalli regolari. La sequenza, montata come video, comprime un lungo intervallo di tempo in pochi secondi. È la tecnica ideale per mostrare processi lenti come la fioritura di un fiore, un tramonto o l’avanzamento delle nuvole.
Non posso fare un video?
In teoria sì, ma un video continuo comporterebbe:
- file molto pesanti e difficili da gestire;
- qualità inferiore nelle lunghe registrazioni;
- un movimento troppo fluido anche se accelerato, che non esalterebbe il “salto temporale” tipico del time-lapse;
Il time-lapse, invece, mantiene quella cadenza visibile tra un frame e l’altro che rende percepibile l’evoluzione della scena.
Time-lapse vs Hyperlapse
Proseguiamo introducendo l’hyperlapse.
Un hyperlapse è un time-lapse in cui la fotocamera si muove tra uno scatto e il successivo. Il punto di ripresa non è fisso: cambia posizione seguendo un percorso, mantenendo però costante un punto di riferimento nella scena. Questa tecnica genera un movimento fluido e dinamico, molto utilizzato nelle riprese urbane o per valorizzare monumenti e architetture.
In breve:
- Time-lapse = tempo compresso + camera fissa
- Hyperlapse = tempo compresso + movimento nello spazio
Time-lapse: come realizzarlo passo passo
Per realizzare un time-lapse efficace, segui questi step:
1. Fissa la fotocamera o lo smartphone su un supporto stabile: treppiede o base solida per evitare vibrazioni o micromovimenti;
2. Imposta la modalità manuale: mantieni costanti ISO, apertura e tempo per evitare variazioni di esposizione;
3. Blocca la messa a fuoco: metti a fuoco manualmente il soggetto e disattiva l’autofocus;
4. Se hai una lente con stabilizzazione, disattivala: il tuo scopo è ottenere una sequenza statica, senza micromossi indesiderati;
5. Definisci l’intervallo tra gli scatti: dipende dalla scena: 2–3 secondi per nuvole veloci, minuti per processi lenti. Per farlo puoi usare la modalità TIME-LAPSE di iOS per iPhone oppure usare un intervallometro su DSLR o Mirrorless;
6. Scatta in RAW (se possibile): facilita la post-produzione e il bilanciamento colore. Questo vale ormai sia con i recenti smartphone che supportano questo formato che per le macchine fotografiche;
7. Monta la sequenza: usa software come Lightroom, DaVinci Resolve o app specifiche per creare il video finale.
Hyperlapse: come realizzarlo passo passo
Realizzare un hyperlapse richiede precisione e costanza:
1. Scegli un percorso e un punto di riferimento: mantieni un soggetto fisso sempre al centro dell’inquadratura;
2. Avanza a piccoli passi regolari: dopo ogni micro-spostamento, scatta una foto;
3. Utilizza un gimbal o stabilizzazione elettronica (se disponibile): riduce vibrazioni e oscillazioni indesiderate;
4. Blocca tutti i parametri di esposizione: Mantieni coerenza luminosa lungo tutta la sequenza;
5. Stabilizza in post-produzione: software come After Effects o DaVinci Resolve correggono eventuali irregolarità nel movimento.
Time-lapse e Hyperlapse: quando usarli
La scelta tra le due tecniche dipende dal messaggio che vuoi comunicare:
- Se vuoi mostrare il progresso di un fenomeno naturale o un processo lento, usa il time-lapse.
- Se vuoi valorizzare un soggetto come parte di un ambiente dinamico o creare un percorso visivo coinvolgente, l’hyperlapse è la scelta ideale.
Starlapse vs Startrail
Nel mio articolo dedicato allo Startrail trovi la procedura passo passo per ottenere scie luminose continue nel cielo notturno. Qui voglio chiarirti la distinzione fra Startrail e Starlapse:
- Lo startrail è il risultato della somma di lunghe esposizioni che producono un’unica immagine con scie stellari continue;
- Lo starlapse è invece il time-lapse del cielo notturno: una sequenza di scatti montata come video per mostrare dinamicamente il movimento delle stelle;
Adesso che conosci le differenze fra time-lapse e hyperlapse, non ti resta che mettere in pratica quanto appreso ed i consigli per tirar fuori il massimo dalle tue sequenze di ripresa!
Buona Luce