Oggi voglio parlarvi di una lente che mi ha conquistato, e non solo per il suo prezzo. Parliamo del Canon 50mm f/1.8 STM, alias Ninty Fifty.
In ogni disciplina o arte, lo sappiamo, esistono strumenti che vengono considerati dalla community all’unanimità come dei must have. Non è detto che debbano costare un occhio della testa, e costituiscono punto di riferimento per quella disciplina. È il caso di questa ottica fissa, ormai in commercio. Questa prime lens a focale fissa è essenziale per fotografi amatori e non. Ho testato quest’ottica abbastanza a fondo, cogliendone le sfumature e cercando di comprendere il feeling che la lente trasmette scatto dopo scatto. Per tutti i dettagli su questa lente, vi rimando alla seguente pagina di Juzaphoto, dove potrete trovare tutti i dettagli tecnici.

Va detto che rispetto al fratello maggiore f/1.4 USM e al cugino laureato con lode f/1.2 USM di serie L lascia entrare meno luce durante la posa a parità di parametri di scatto, ma il prezzo rende questa lente entry level perfetta per gli appassionati di fotografia. Con qualche pecca, ma ci arriviamo.
Anticipo che montando quest’ottica sulla mia EOS 80D DSLR con formato sensore APS-C, ho ottenuto scatti con una lunghezza focale equivalente di 80mm. Il mio consiglio è quindi di prendere gli scatti come pieno riferimento se andrete a montare la lente sulla vostra macchina con lo stesso formato di sensore della mia. Se invece il vostro intento è di montarla su una full frame, otterrete scatti a 50 millimetri puri.
Il piacere dell’esplorare
Partiamo con ordine. Non possedendo un’ottica fissa, ho da subito potuto notare un cambio nel modo di fare fotografia. Intendiamoci, adoro la libertà che mi regala il 18-135mm f/3.5-5.6 IS USM, ma con il Ninty Fifty qui mi sono trovato a dover cambiare la concezione di scatto. Se ruotando la ghiera dello zoom riesco ad avvicinarmi al soggetto con il minimo sforzo, adattando l’inquadratura con la semplice rotazione della mano, con questa prime lens il mio corredo fotografico viene a perdere la capacità di ingrandimento. Al contrario, mi sono ritrovato a muovermi nell’ambiente circostante, riscoprendo il piacere (e perché no, le sfide) di spostarsi per cercare la composizione più adatta. Esplorare nuovi punti di vista fornisce un nuovo stimolo creativo, forzandomi ad uscire dalla comfort zone.

Parola d’ordine: Leggerezza
Il peso e gli ingrombi di questo obiettivo sono i suoi punti di forza. La lente pesa 159gr, e quando me la porto dietro sento una bella differenza rispetto al tuttofare 18-105mm da quasi mezzo chilo. Non c’è da dirvi che la mia schiena ha ringraziato. Inoltre, le sue dimensioni contenute (69x39mm) la rendono la lente perfetta da portare in viaggio. Considerazione a parte merita la sensazione al tatto che regala quest’ottica. Il materiale plastico non soddisfa l’occhio, tenendo ben lontani i look professionali delle lenti di casa Canon delle fasce alte. Tuttavia, per una lente dai volumi così ridotti il grip non deve essere garantito da materiali particolari, in quanto buona parte dell’impugnatura si scarica sul corpo macchina e non sull’obiettivo.
Mano ferma
Parliamo di una tecnologia che tutte le lenti oltre una certa lunghezza focale dovrebbero possedere: la stabilizzazione. Questa lente non presenta compensazione di movimento dell’inquadratura, e quindi tanti saluti agli scatti stabili senza troppi sforzi. Mi sono dovuto armare di buona pazienza e ho lavorato sulla posizione delle braccia per ottenere pose ferme. In questo, come avrete già capito, la leggerezza del materiale plastico che compone la lente aiuta. Inoltre, più si scatta con quest’ottica più si presta attenzione al tempo di scatto da usare nelle varie condizioni per eliminare il micromosso.
Nitido si, ma con compromessi
Se avete già sentito parlare di quest’ottica, allora quasi sicuramente sarete incappati nel termine fast lens. Il termine “lente veloce” viene usato per quelle ottiche con un’apertura massima tale da permettere di catturare una quantità di luce tale da poter andare ad accorciare i tempi di esposizione per ottenere foto nitide. Occhio però alla massima apertura: per valori al di sotto di f/1.8 l’aberrazione cromatica si fa sentire, e lo sfocato si avverte nelle aree periferiche dell’immagine. Dopo averci giocato un po’ ho realizzato che per ottenere un dettaglio abbastanza uniforme vi dovrete spostare su valori di f/2.8 o maggiori.

Che ci crediate o no, questa lente mi ha messo una voglia matta di cimentarmi nella ritrattistica. Così ho speso qualche istante del viaggio in Sicilia con mia moglie per sfruttare i dolci riflessi naturali dell’agrigentino al tramonto. I volti sono pieni di dettaglio donando una tridimensionalità emozionale alle pose che mi ha davvero soddisfatto.

Bokeh garantito
Le foto nitide ci fanno perdere alla ricerca dei dettagli, ma i bokeh regalano un’aura onirica alla composizione. Personalmente adoro quegli scatti in cui viene messo a fuoco un piano distante e davanti viene interposto un elemento naturale sfocato, come se l’osservatore fosse nascosto e osservasse in completa solitudine quel che gli si mostra davanti. Questa lente entry level si dimostra ottima anche a questo scopo: i contorni delle aree out of focus risultano molto morbidi grazie al diaframma a 7 lamelle.

Messa a fuoco non sempre ottima
Così come non si può parlare di una macchina senza trattarne il motore, lo stesso vale per il sistema di messa a fuoco per le lenti fotografiche. Abituato al meccanismo USM, il motorino di messa a fuoco del Ninty-Fifty mi è da subito sembrato rumoroso, specialmente durante i continui aggiustamenti comandati dalla modalità AF+tracking. La condizione peggiore però si ottiene in condizioni di scarsa luminosità. Il motore passo-passo entra in una condizione di loop dal quale fa difficoltà ad uscire. Il risultato è un continuo rimbalzare fra piani adiacenti di messa a fuoco, costringendomi più di una volta a passare in modalità manual focus per raggiungere il soggetto.
Ninti-Fifty: Ne vale la pena?
Inutile girarci intorno. La luminosità del 50mm f/1.8 STM rende questa lente Canon un must have per chiunque voglia divertirsi a fotografare. Per chi di voi si sia addentrato nel mondo della fotografia con le mirrorless, faccio presente che dal 2020 questa lente è stata riproposta ad un prezzo leggermente superiore anche per la famiglia RF. Personalmente, avrei preferito trovare in confezione il suo paraluce abbinato, ma per quel prezzo non possiamo chiedere miracoli.
Sicuramente continuerò a scattare con il cinquantino, anche perché non l’ho ancora messo alla prova nell’astrofotografia a largo campo. Pubblico i miei scatti più recenti sul profilo Instagram, quindi se volete vedere altri momenti catturati con il Ninty Fifty, vi invito a fare un salto sul mio profilo.