Categoria: Fumetti

  • La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    La Macchia Nera si dissolve: recensione de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Nucci e Casty

    Il sonno attraversa le nostre notti in varie fasi. Ma cosa succederebbe se poco prima dell’alba dovessimo affrontare l’incubo peggiore di tutti? 

    A distanza di un mese dalla magistrale composizione in quattro movimenti dii Quattro Note in Nero, il sodalizio del duo composto da Marco Nucci e Casty torna ancora una volta per chiudere, questa volta definitivamente, la run dedicata a Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero. Addentriamoci quindi in questo Topolino 3695 dai toni decisamente dark per analizzare la conclusione di una storia in cui il cattivo, per stessa ammissione del capo redazione Alex Bertani nel suo editoriale di introduzione, va a riappropriarsi del suo posto d’onore all’interno del ventaglio di villain Disney.

    L’esperimento è giunto al termine: ve ne parlo, come promesso nell’articolo recensione su Quattro Note in Nero, in questo articolo in cui andiamo ad analizzare i passaggi più belli di questa incredibile -e paurosa- storia.

    La copertina definitiva per Macchia Nera

    Come per Quattro Note in Nero, anche la copertina di questo Topolino 3695 è firmata dal talento del maestro Corrado Mastantuono. Una copertina dai toni cupi, dominata da un Macchia Nera il cui mantello funge da squarcio oltre la copertina per avvolgere nell’ombra un Topolino spaventato. La composizione risulta a prima vista ben bilanciata, invitando il lettore ad addentrarsi nel labirinto oscuro che la storia porta avanti. Sebbene gli elementi visivi non siano inclusi nella storia come il gancio e la macchina della polizia di Topolinia, questa copertina mi risulta ancor più gradevole di quella di Quattro Note in Nero. 

    L’ultimo incubo prima del risveglio

    Il mantello di Macchia Nera è diventato un cimelio da esporre al Museo del Crimine, donato dal carcere dell’Isola di Corallo per l’esposizione. Topolino, eroe che ha contribuito alla cattura di Macchia Nera, cerca di lasciarsi gli avvenimenti narrati in Quattro Note in Nero alle spalle. Malgrado i suoi sforzi però, il destino lo conduce alla pasticceria I Biscotti della sfortuna, gestita dal famigerato Dottor Piuma. Un destino oscuro, quello che viene rivelato attravers i magici biscotti acquistati all’emporio, che si innesca con la chiamata a Topolino da parte del direttore del carcere dove Macchia Nera è detenuto. Il criminale infatti ha richiesto un colloquio esclusivo con il nostro protagonista. Con la promessa che sarà di ritorno per l’una di notte, Topolino accetta.

    Arrivato sulla tetra Isola di Corallo, il nostro eroe si ritroverà a fuggire dal mantello di macchia nera, dotato di poteri oltre ogni immaginazione, per attraccare infine in una Topolina caduta in un incubo senza risveglio. A salvarlo sarà la sua astuzia con un pizzico di fortuna, che faranno sciogliere il mantello in un incontro tra passato e presente che non possono coesistere. 

    L’analisi di una fine degna di un capolavoro

    Partiamo con la dichiarazione fatta dallo stesso Nucci, che cita il regista horror/thriller John Carpenter come diretta ispirazione di questa ultima, cupa avventura.

    L’intero plot de La notte Bianca dell’uomo Nero è infatti un thriller con una struttura a labirinto, in cui man mano che il protagonista procede le opzioni si riducono fino a condurlo ad un vicoloo cieco. Tra le nebbie dell’Isola di Corallo, attraversando il mare fino al porto di Topolinia per poi perdersi tra i vicoli di una città caduta nel sonno, il lettore ha la sensazione di entrare in un vortice di ansia in cui il nemico ci osserva dal buio pronto all’agguato.

    Altro elemento che segna la drammaticità del ritorno verso casa di Topolino è dato dal coltello. I lettori della testata lo sanno bene: non capita tutti i giorni di vedere un personaggio Disney con un’arma in mano, specialmente se questo è il nostro topo preferito.

    Vignette tratte da La Notte Bianca dell'Uomo in Nero tu Topolino 2965
    Topolino impugna il coltello (credits: Panini Comics)

    Una lotta, quella contro il mantello di Macchia Nera, che rivela l’essenza del criminale e l’oggetto che gli ha dato spessore sin dalla sua prima apparizione.

    Sul comparto illustrazione, i disegni di Casty mantengono il livello di Quattro Note in Nero e dei precedenti capitoli della run, L’assenza di splash pages come per la storia in due parti uscita su Topolino 3690-3691 mi fa pensare che La Notte Bianca dell’Uomo in Nero sia stata inizialmente concepita come terza parte del precedente capitolo. Il forte legame con il finale di Quattro Note in Nero lo fa intuire, e il peso minore del Macchia Nera fisico nella storia in termini di vignette fa pensare che maggior spazio gli sarebbe stato riservato sullo stesso numero qualche pagina prima.

    Il Dottor Piuma: il personaggio che merita uno Spin-Off

    In quest’ultimo capitolo della storia compare anche il Dottor Piuma, con il quale Topolino si trova per la prima volta faccia a faccia. Dal suo emporio escono gli oggetti più strabilianti, proprio come il Mantello magico che permette a Macchia Nera di commettere i più grandi crimini della storia.

    Dottor Piuma nella storia La Notte Bianca dell'Uomo in Nero
    Il Dottor Piuma (credits: Panini Comics)

    Il Dottor Piuma, con i suoi occhi penetranti ed il suo sorriso decisamente poco invitante, sarebbe un personaggio perfetto per la serie di X-Mickey. Personalmente, mi piace immaginarlo come collega di Toppersby, il bottegaio di Topolinia che mette in collegamento Topolino -e Pipwolf- con il mondo dell’impossibile. Anche lui, come il Dottor Piuma, ha una bottega -la Bottega degli Errori- , e svolge un ruolo principale nella serie di inizio anni 2000. Piuma è un personaggio di recente creazione, nato proprio dalle mani di Nucci e Casty nel 2022 e apparso anche nelle storie di altri personaggi come Minni e Zio paperone. In questo contesto, uno spin-off sul Dottor Piuma sarebbe un modo ulteriore di espandere l’universo disneyano aprendo a storie legate agli oggetti magici potenti con i quali i nostri personaggi hanno a che fare. Speriamo che un simile lavoro veda la luce prima o poi!

    Una run che merita un formato Deluxe

    Come accade spesso per molte storie che ricevono il pubblico consenso, Panini si muove qualche mese dopo la conclusione dell’arco narrativo raccogliendo l’opera in un volume cartonato formato Deluxe: per questa run su macchia Nera di Nucci e Casty sogno di vedere un volume unico con le tavole preparatorie ed editoriali che diano ulteriore contesto al lavoro. Un’operazione diversa dai 3 formati cartonati già pubblicati per Io sono macchia Nera, Il Bianco e il Nero e Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo.
    Parlo di un’opera Omnia di un capitolo lungo 5 anni, contenente magari anche la storia bonus Topolino e il Mondo senza Macchia.
    Un elemento renderebbe questa edizione davvero degna dell’acquisto: una galleria dedicata alle copertine di Mastantuono, Celoni e Freccero, rese godibili dalla caratteristica carta con grammatura maggiore e finitura lucida delle Deluxe Edition.

    La Notte Bianca dell’Uomo in Nero: il finale da non perdere

    Non sappiamo se in futuro la run di Marco Nucci e Casty darà vita a spin off o a un seguito, ma possiamo con certezza affermare che ci troviamo di fronte ad uno degli archi narrativi più belli degli ultimi decenni. Con queste premesse, il personaggio di Macchia Nera va a riacquistare il posto che ha sempre meritato e che da troppo non gli era stato dato.

    E tu? Hai già letto La Notte Bianca dell’Uomo in Nero di Marco Nucci e Casty? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    Topolino si tinge di noir per il ritorno di Macchia Nera: recensione di Quattro Note in Nero

    In questa estate torrida, ci pensa Topolino ad abbassare la temperatura con Quattro Note in Nero, storia in quattro parti pubblicata su Topolino 3690 e 3691, quest’ultimo ancora in edicola fino a mercoledì prossimo. I due numeri segnano il ritorno di Macchia Nera, uno dei più celebri e pericolosi nemici di Topolino, protagonista di una vicenda che affonda le proprie radici nel suo passato. Andiamo quindi ad analizzare Quattro Note in Nero, il nuovo -e non ultimo!- lavoro di Marco Nucci illustrato dal maestro Casty.

    Il ritorno tanto atteso di Macchia Nera

    Sono passati più di quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo capitolo della sfida tra Mickey Mouse e Macchia Nera, con l’uscita della storia del 2022 Topolino e l’Incubo dell’Isola di Corallo su Topolino 3478/3480. Quattro anni di attesa per questo nuovo capitolo che vede il ritorno dell’acerrimo nemico di Topolino che sin dalla prima apparizione nel 1939 in Mickey Mouse Outwits the Phantom Blot ad opera degli iconici Floyd Gottfredson e Merrill De Maris dà del filo da torcere al commissario Basettoni e al nostro topo preferito.
    A differenza di altri criminali iconici come Gambadilegno, la sua forza risiede negli ideali che porta avanti: la ricerca della gloria e il voler essere ricordato nella storia del crimine. Questo desiderio “alto” e immateriale è il motore di molti degli atti diabolici e contorti di Macchia Nera. E in Quattro Note in nero questa volontà si esprime appieno.

    Una copertina Noir: il vero colpo di Mastantuono

    Il viaggio di Quattro Note in Nero comincia proprio dalla copertina ad opera di Corrado Mastantuono di Topolino 3690. Una composizione in cui sono le ombre a fare da padrone, con un Macchia nera che suona un organo a canne -l’organo della sala teatrale privata di Villa Shabda, come il lettore scoprirà nelle prime pagine-. Il cattivo in primo piano, il nostro eroe sullo sfondo, nascosto a guardare cosa stia tramando. Una scena che infonde tensione, con Macchia Nera che affonda lo sguardo nello spettatore -un po’ come una rottura della quarta parete in ambito cinematografico!-. Le maschere dai volti turbati aumentano il dramma, e le rette oblique dell’organo, delle canne dello stesso e del palco si intrecciano a dar slancio e movimento alla scena. Un vero colpo da Maestro, Mastantuono!

    Copertina di Topolino 3690 ad opera di Corrado Mastrantuono per Quattro Note in Nero di Nucci / Casty
    la bellissima copertina di Corrado Mastrantuono di Topolino 3690

    Se solo si potesse correggere il passato. Analisi della trama di Quattro Note in Nero

    Presente, Topolinia.
    Di Macchia Nera si sono perse le tracce da tempo. Il leggendario ladro sembra sparito nel nulla, come se fosse scomparso dal nostro presente.
    E proprio su questa meccanica si basa la storia che Nucci ci porta in scena, mostrandoci un giovane George Blotter -futuro Macchia Nera- che alle prime armi nella sua carriera di ladro professionista decide di desistere dal commettere il furto della corona dal treno dorato nella tratta da Meyrink a Topolinia. Deciso quindi a porre rimedio al mancato colpo, Macchia Nera è deciso a correggere la linea temporale…

    Nucci ci introduce alla storia attraverso l’incubo di Topolino che sogna Macchia Nera intento a suonare organo a canne, mentre racconta pensieri di vendetta e di ricerca della perfezione del male. Non conosciamo il tempo, ma sappiamo che Topolino vede il suo nemico nella mente in maniera dettagliata come se gli avvenimenti fossero realmente accaduti. Nel secondo passaggio scopriamo, grazie alla chiamata di un vecchio amico di Topolino, il professor Zapotec, che Macchia Nera è stato avvistato grazie alla macchina del tempo ideata proprio dal professore nel passato. La macchina infatti rivela una perturbazione nello spazio tempo che riconduce a due giorni prima del 7 febbraio ti tanti anni addietro, quando la corona fu trasportata con successo a Topolinia. Avendo capito gli intenti del criminale, Topolino torna nel passato, e si imbatte in un giovane Macchia Nera che non lo riconosce -ancora non si sarebbero incontrati- e grazie al prezioso aiuto del Commissario Matusek e del Macchia Nera non ancora malvagio, sembrano riuscire a sventare il colpo ancora una volta, acciuffando il cattivo proprio a Villa Shabda che Topolino riconosce dalle visioni avute.

    Una trama lineare fin qui. E invece sono le ultime pagine della storia su Topolino 3691 ad elevare la trama al rango di capolavoro. Macchia Nera non solo si è fatto volutamente catturare, ma ha invertito sé stesso portando nel futuro la versione giovane di sé. Il vero Macchia Nera che conosciamo nel presente invece rimane nel passato, consapevole di ciò che lo aspetta e capace quindi di evitare gli errori futuri. Il segreto del viaggio temporale si rivela essere, a differenza di quanto sospettato da Topolino, non l’orologio che Macchia Nera porta con sé ma il suo costume, definito da egli stesso…

    oggetto sorprendente,
    in grado di leggere nei miei desideri, ed esaudirli!

    Con questo finale, il lettore ottiene una visione completa della storia ed una nuova prospettiva su ciò che potrà accadere in futuro. Macchia Nera è un passo più vicino alla realizzazione del suo piano, un piano che punta all’eternità.

    Viaggi nel Tempo e un plot twist inaspettato: perché Quattro Note in Nero è un capolavoro

    SONO VICINO, TOPOLINO! COSI’ VICINO!
    POSSO VEDERTI, PERFINO ASCOLTARTI…
    DORMI, E TI ILLUDI DI POTERMI FERMARE
    COME PRESTO TI ILLUDERAI DI AVERLO FATTO DAVVERO!

    Partiamo dal chiarire che non serve aver letto le storie precedenti per godersi a fondo la trama. Questa storia si legge benissimo da sola, pur calandosi in una sequenza di storie che esplorano il personaggio di Macchia Nera permettendo al lettore di approfondire il personaggio come mai si era tentato prima. 
    Chi non ricorda il Giratempo usata da Hermione in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, o l’auto di Doc nella trilogia di Ritorno al Futuro? Da sempre i viaggi temporali sono al centro di espedienti narrativi che rendono le trame avvincenti. E in questo Quattro Note in Nero non fa eccezione, anzi…fa di più.
    Macchia Nera ha ordito un piano davvero diabolico, come si apprende solo nel finale della quarta parte su Topolino 3691. La sostituzione con il sé stesso del passato è un vero colpo di genio da parte di Nucci, capace di rendere rendere una trama apparentemente semplice e a tratti piatta una vera perla. La seconda parte con il professor Zapotec infatti è davvero densa di dialoghi troppo esplicativi, il che rende difficile per il lettore andare avanti. Superato questo scoglio, la seconda parte risulta avvincente e il finale non lascia disattesi i lettori.

    Una nota di merito va ad un dettaglio che sottolinea la cura di Nucci e Casty per i dettagli. Parlo dei baffi alla Salvador Dalì di Macchia Nera, che rendono il personaggio iconico e anche al centro di teorie che coinvolsero nientedimeno che Walt Disney. Speculazioni associano da sempre il volto Phantom Blot a quello del padre Mickey Mouse. Si vocifera nel fandom il volto di Macchia Nera sia per anni stato nascosto volontariamente per via della la somiglianza con Walt Disney. L’associazione sarebbe anche da imputarsi alla comune volontà, quella del fondatore della Disney e dell’acerrimo nemico di Topolino, di mantenere il controllo su ciò che li circonda. Che siano fondate o meno, queste suggestioni rendono il personaggio di Macchia Nera ancora più affascinante, considerando il legame dei due personaggi -quello reale e quello immaginario- con Topolino.

    Collage che mostra somiglianza tra Walt Disney e Macchia Nera
    Walt Disney e Macchia Nera: una strana somiglianza

    Passato e Ricordi: il potere del fumetto

    Proprio mentre mi perdevo tra le pagine di Quattro Note in nero, la mia mente ha cominciato a vagare nel tempo e nello spazio per atterrare su un’immagine di tanti anni fa: una macchina nero giocattolo che lanciava missili rossi e chiazze d’olio. Con una ricerca online ho capito: era la macchina di Macchia Nera, i cui pezzi erano disponibili in quattro uscite tra Novembre e Dicembre 2003. Sono passati più di vent’anni, ma il modo in cui una storia oggi possa portarti indietro per riscoprire angoli perduti nella mente è la dimostrazione di quanto il fumetto sia capace di trasportarci in altre dimensioni, un po’ come il costume di Macchia Nera in questa bellissima storia dal finale.

    Casty o non Casty? Vi dico la mia

    Voglio approfittare di questo articolo per aprire una parentesi e parlarvi del mio odi et amo per Casty -esagero volutamente-. Il Casty che adoro è quello delle tavole elaborate, come si può vedere in quella estesa di p.34 del 3690 o in quella introduttiva della terza parte della storia, su Topolino 3691. 

    Spash Page con vignette a tutta pagina di Casty per Quattro Note in Nero
    Tavole di Casty da Topolino n.3691, pp.97-98

    Un artista capace di emozionare vignetta dopo vignetta, ritenuto da molti colui che ha saputo dare nuova linfa vitale al carattere di Topolino dopo l’operazione anni ‘90 a cura di Faraci e Ziche. Nonostante questo però, il mio gusto visivo fa sempre molta difficoltà a rimanere appagato dalle vignette classiche. La definizione delle curve dei personaggi disegnati da Casty risulta a mio avviso troppo vintage, e al tempo stesso non interessante come nel caso del tratteggiato di Don Rosa. Diverso da qualsiasi altro tratto, la mia percezione lo incasella in uno stile da fumetto Disney degli anni passati che talvolta non mi appaga. Ciò nonostante, credo sia chiaro come ci troviamo davanti all’ennesimo capolavoro di un Maestro che ha saputo portare avanti la fiaccola tenuta in altro da leggende come Romano Scarpa e Floyd Gottfredson. Potessimo assistere ad una storia interamente disegnata con lo stile sopra riportato, credo che saremmo davanti ad una delle storie più nelle del secolo.

    La fine di Macchia Nera?

    Negli anni il personaggio di Macchia Nera è evoluto da muto e ironico a una personalità complessa. In questo senso, siamo fortunati a vedere il prosieguo di una linea portata avanti da Nucci / Casty nell’esplorazione di questo malvagio e delle sue infinite sfaccettature.
    E adesso? Il finale di Quattro Note in Nero non è che la fine di un capitolo, il penultimo a quanto annunciato dalla stessa testata. Dal 16 Settembre infatti su Topolino tornerà Macchia Nera con La Notte Bianca dell’Uomo in Nero, nuovo e ultimo capitolo di una saga che è destinata a rimanere nella storia del fumetto Disney.
    Non ci resta che aspettare l’uscita del finale, e io ci sarò per parlarvene!

    Pubblicità per la storia in uscita dal 16 Settembre 2026 su Topolino intitolata La Notte Bianca dell'Uomo in Nero, di Casty e Nucci
    locandina de La Notte Bianca dell’Uomo in Nero

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  • Come conservare fumetti e libri: guida pratica per proteggere la tua collezione

    Come conservare fumetti e libri: guida pratica per proteggere la tua collezione

    Hai una collezione di libri e fumetti e ti stai chiedendo come conservarli al meglio? in questo articolo ti fornirò consigli pratici per mettere al sicuro la tua collezione fumettistica e di libri. Vedremo insieme gli accorgimenti principali per la loro conservazione e per evitare che tempo e altri fattori li danneggino. Ti fornirò inoltre qualche consiglio su come evitare l’usura dei tuoi albi e dei tuoi libri, prendendo a riferimento anche fonti autorevoli del settore. Cominciamo!

    Esporre in libreria o conservare in scatole?

    Quando vuoi conservare la tua collezione di libri o fumetti, devi farti alcune semplici domande: ho abbastanza spazio? Voglio che la mia collezione sia visibile? Qual è il luogo più adatto che dispongo per conservare la mia collezione?
    Con questi quesiti in testa, voglio guidarti nel trovare le risposte che cerchi. Se disponi di uno spazio in casa dove creare un angolo o zona collezione, una libreria è la scelta classica e consigliata per goderti appieno i tuoi libri e fumetti. Prediligi librerie con scaffali spessi in funzione della loro lunghezza. Se il tuo scaffale è da 60cm o più, considera una struttura più solida per evitare che le i pianali si imbarchino sotto il peso dei volumi nel tempo. La libreria IKEA Billy è considerata a livello mondiale soluzione low cost di partenza, ma voglio darti un consiglio: sostituisci il pannello sul retro in compensato con un pianale di legno laccato se il tuo ambiente soffre di problemi di umidità: solitamente è la parte più fredda e la prima ad essere “attaccata” dalla muffa. Inoltre sempre per il modello Billy prediligi i moduli da 40cm di larghezza. Ricorda inoltre di pulire regolarmente i ripiani della tua libreria, facendo attenzione a non usare prodotti aggressivi che possano danneggiare i tuoi volumi.

    scatola con albi di topolino protetti dentro buste acid-free
    come ho conservato i miei albi di Topolino: buste e scatole

    Se invece vuoi conservare la tua collezione in un luogo dove non devi necessariamente fruire dei tuoi libri e fumetti ogni giorno, valuta di mettere i tuoi fumetti e i tuoi volumi in posizione verticale -per far lavorare correttamente le coste- dentro a scatole da archivio. Un esempio possono essere le scatole a basso costo della linea PAPPIS di IKEA, disponibili in diversi formati.

    scatole IKEA ideali per conservazione collezioni fumetti e libri
    soluzioni a basso costo per la conservazione da IKEA

    Libri e Fumetti: corretta disposizione ed uso

    Per salvaguardare lo stato dei fumetti, il consiglio è quello di disporli in verticale in modo da scaricare il loro peso lungo la costa. Per albi con formato americano (16,8 x 26cm), considera l’acquisto di cartoncini ad hoc che aiutino il fumetto sostenersi in posizione verticale senza gravare sulla rilegatura. Nelle scatole, disponi fumetti e libri in verticale avendo cura di riempire tutto il volume disponibile nella scatola, riempiendo gli spazi vuoti con fogli di carta per il trasporto.

    L’illuminazione: un fattore chiave per la conservazione dei tuoi fumetti e libri

    I raggi ultravioletti -UV- incidono sulla carta di libri e fumetti degradandola e provocando il classico effetto di ingiallimento che ne abbassa la qualità. Inoltre, se esponi un libro aperto alla luce del sole, rischierai lo sbiancamento dell’inchiostro delle pagine. 
    Una volta tolta la tua collezione dalla luce diretta del sole, scegli la corretta tipologia di illuminazione che hai in casa. Per illuminare i tuoi scaffali, prediligi fonti a bassa emissione di UV alle vecchie lampade ad incandescenza; i LED minimizzano il rischio di ingiallimento della carta nel lungo tempo grazie alla ridotta emissione nella banda dell’ultravioletto.
    Inoltre, tieni sempre la tua collezione lontana da fonti di calore come termosifoni: la carta soffre lo sbalzo termico, che la degrada col tempo!

    Umidità e Temperatura: i veri nemici della tua collezione

    L’illuminazione è solo il primo dei fattori che possono intervenire al deterioramento della carta. Umidità relativa -UR- e temperatura -T- sono altri due parametri che devi monitorare e, se possibile, controllare intervenendo sulla protezione. Ogni incremento di 10°C si stima infatti che aumenti sensibilmente il deterioramento della carta a parità di tempo. Cerca di mantenere la stanza ad un livello di umidità relativa basso e ad una temperatura stabile: per intenderci, una temperatura nell’intervallo 18-22°C con UR non superiore al 55% -in accordo a quanto raccomandato dalla Library of Congress-. Per ridurre l’UR nel tuo ambiente, arieggia la stanza regolarmente e valuta l’impiego di dispositivi di deumidificazione.
    Se vuoi conoscere le condizioni ambiente per la tua collezione di libri o fumetti, considera l’acquisto di un sensore come questo igrometro certificato IP65 di Switchbot per interni ed esterni che ho usato per monitorare le condizioni ambientali nei vari punti del mio appartamento.

    Valuta protezioni ad hoc per i tuoi fumetti

    Se sei già intervenuto su tutti i precedenti punti, c’è ancora un’azione che puoi fare per proteggere i tuoi fumetti: utilizzare buste protettive. Disponibili nei vari formati di fumetti in commercio, queste buste proteggono aiutano a proteggere i tuoi fumetti da raggi UV ed umidità. Nota bene: per quanto efficaci le buste non sostituiscono un controllo dell’ambiente, quindi se riponii i tuoi fumetti in buste all’interno di una cantina umida e fredda, stai pur certo che nessuna protezione potrà salvarli!
    Per essere sicuro di ottenere il massimo da questo tipo di protezione, acquista sempre buste acid-free come quelle della McDaison, marca che uso per i miei albi di Topolino!
    Inoltre, imbusta i fumetti solo dopo che questi sono completamente asciutti, specialmente se li hai appena recuperati dal tuo garage o cantina umida.

    Come maneggiare la tua collezione di libri e fumetti

    Se sei arrivato fin qui con la lettura dell’articolo, voglio darti qualche consiglio in più sul come maneggiare i tuoi libri e fumetti. La comunità internazionale infatti è allineata sulla posizione che per maneggiare libri e volumi, soprattutto quelli rari e antichi, basti usare le mani pulite e senza guanti! Nonostante sembri controintuitivo, la presenza di guanti in interposizione fra la pelle e la carta ridurrebbe la sensibilità della mano, portando a movimenti meno controllati e ad un’usura più alta dei volumi nel tempo, come si legge in questo articolo della British Library
    Ti lascio anche un reel della divulgatrice ed esperta di libri rari Rebecca Romney con il quale spiega perché i guanti non sono raccomandati per maneggiare libri antichi e di valore.

    Menzione a parte merita il discorso su come prendere e riporre i libri ed i fumetti dallo scaffale: bisogna evitare il più possibile di estrarre il volume dal dorso, per evitare che questo si indebolisca con il tempo. Se il libro o fumetto è conservato nelle buste che abbiamo citato nei precedenti paragrafi, ti sarà sufficiente tirarlo per la piega di queste ultime. In alternativa, se hai abbastanza spazio sul tuo scaffale sopra i volumi, il consiglio è quello di allungare la mano per spingere il libro dal lato intero piuttosto che tirarlo. Dopo averlo fatto uscire all’esterno rispetto agli altri, sarà più facile estrarlo per la consultazione o la lettura!

    Adesso hai tutti gli strumenti per conservare al meglio la tua collezione di libri e fumetti. Ricorda anche che conservare in maniera accurata non comporta per forza spendere. Anche i più semplici accorgimenti si rivelano efficaci per salvaguardare la tua collezione dal tempo!

    E tu? Quali tecniche adotti per preservare la tua collezione di libri o fumetti? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • 500 Piedi: analisi (senza spoiler) della serie a fumetti sci-fi di Enna e Cesarello

    500 Piedi: analisi (senza spoiler) della serie a fumetti sci-fi di Enna e Cesarello

    Ci sono storie che ti fanno perdere tra le loro tavole; ti immergi entrando in apnea, per poi tirare un respiro d’aria a pieni polmoni quando riaffiori in superficie nel finale. 500 Piedi, di Bruno Enna e Davide Cesarello, è una di queste storie. 
    Ve ne parlo -senza spoiler- in questo articolo in cui analizziamo passi e tratti della saga sci-fi Disney perfetta

    Gli U.F.O, Bruno Enna e il Paranormale 

    Kansas, USA, 1971. Nel territorio di Delphos un fattore che sta facendo rientrare le pecore all’ovile nota un oggetto a forma di fungo ricoperto da luci multicolori. Il passaggio di quello che ad oggi viene ritenuto un U.F.O lascia un cerchio nel campo della fattoria, provocando strani effetti su chi lo aveva toccato. È proprio da questo genere di episodi che Enna getta le basi del suo racconto, ambientandolo proprio tra Topolinia, il Guatemala e le praterie del Kansas. Ci sono poi i riferimenti classici a film come Signs [2002] di M. Night Shyamalan e l’ispirazione del personaggio del Professor Fox Spector a Spock di Star Trek. La trama esplora il mondo del contatto con esseri extraterrestri riprendendo tutti gli elementi canoni di questa lore, senza mai rimanere incastrata in riferimenti fini a sé stessi. D’altronde, il Maestro Enna non è nuovo al raccontarci la dimensione paranormale in chiave Mistery. Passando per la collaborazione con X-Mickey -saga che ha sancito il mio amore per l’universo fumettistico Disney e alla quale ha contribuito in ben 6 numeri!- e la trilogia gotica affiancato da Fabio Celoni, Bruno Enna catalizza in 500 Piedi le sua espressività per una storia che teletrasporta il lettore tra cerchi nel grano, sinapsi aliene e aree di decontaminazione in pieno stile E.T.

    la fattoria diventa un’area di decontaminazione (credits: Panini Comics)
    500-piedi-serie-fumetti-sci-fi-enna-cesarello-area-decontaminazione-et
    scena decontaminazione da E.T – Steven Spielberg [1982]

    Viaggio nella Paranoia di Topolino

    Man mano che la storia prende forma, capiamo da subito che l’intreccio va oltre la classica storia che si può leggere sul settimanale di Topolino. L’intento va oltre quello di raccontare una storia in maniera lineare, ma è quello di mettere in campo uno alla volta i tasselli di una narrazione complessa che converge lentamente per poi risolversi nel finale. Nei primi episodi assistiamo ad un climax ascendente di paranoia ed ossessione da parte di Topolino, che fatica ad accettare la realtà che lo circonda. I suoi amici sembrano diversi, come sostituiti. Nonostante i tentativi di chi gli sta attorno di quietare i suoi dubbi, Topolino dimostra al lettore cosa significhi tirare dritto quando il mondo cerca di convincerti del contrario. D’altronde, come recita il poster del celebre X-Files: I want to believe

    500-piedi-serie-fumetti-sci-fi-enna-cesarello-x-files
    X-Files, I want to believe

    E Topolino si affida al suo sesto senso, fino in fondo. La sua inquietudine raggiunge l’apice in una vignetta che chiaramente ricorda il Mickey Mouse fuori di sé di Runaway Brain [1995] di Chris Bailey

    Quando i colori raccontano più delle parole

    Le tavole sono permeate da colorazioni vivaci. Davide Cesarello ha svolto una lavoro egregio nella supervisione alla colorazione. I toni sabbia delle calde giornate in Kansas lasciano il posto intensi tramonti e notti stellate.

    Un luogo sospeso tra la dimensione reale e l’onirico, dove il lettore si sente subito a casa. Diversa è invece la natura del Guatemala dove hanno base gli Oscuri, alla disperata ricerca di evolvere come specie. Qui la vegetazione fa da padrona, un ambiente perfetto per nascondere un terribile segreto. Toccherà ai nostri amici svelarlo!

    Un cast d’eccezione

    Partiamo col dire che Orazio è senz’altro la figura chiave di questa storia; è famoso per le sue doti da meccanico riparatore, abilità che verranno sfruttate durante in questa serie. Ma è proprio la sua semplicità, se vogliamo, a renderlo inconsapevole motore della narrazione. Passando per la nostalgia delle estati con il suo amico d’infanzia Tony, misteriosamente scomparso, e l’amore per gli zii Wanda e Carpazio, Orazio ci svela quanto possa essere grande il contributo delle persone comuni per un disegno più grande.
    Una buona parte della storia si svolge in movimento. Topolino, Minnie e Pippo vanno alla ricerca di Orazio, ma vengono pedinati dai 500 Piedi, un team di investigazione che ricerca la verità sulle forme di vita aliena. Con un mix tra Scooby Doo e Dustin Davis da Twister di Crichton, il team composto dal Professor Fox Spector, sua figlia Drew e John Smith lega da subito con i nostri amati personaggi e la comitiva si allarga, non senza problemi. 

    il team 500 Piedi si presenta! (credits: Panini Comics)


    Tra tutti i personaggi quello di Smith -o così si fa chiamare- è forse il più affascinante. Ispirato all’aspetto dei cantanti country, l’omone forzuto spiega a Topolino che, per sfuggire agli Oscuri che vogliono celare la Verità, debba mantenere nascosta la sua identità. Cambiare in continuazione Hotel, usare solo contanti per non essere tracciati e niente cellulare per essere contattati. Sono questi gli escamotage che Topolino si ritrova ad usare nella fase oscura di questa storia per raggiungere la fattoria dei Cavezza.

    Gli Oscuri: la Verità arriva solo dal cielo?

    Gli Oscuri di profilano da subito come i cattivi di 500 Piedi. Esseri umanoidi evoluti da una specie animale terrestre -scoprite quale!-, lavorano in sinergia tra loro per precludere agli umani la presenza di UFO, sfruttando la forma di vita aliena per i loro scopi evolutivi. Regina, la loro leader, farà di tutto per mettere i bastoni tra le ruote ai nostri protagonisti.
    L’aspetto degli Oscuri, il loro precludere a spettatori le scene degli avvistamenti ed i loro abiti sembrano usciti direttamente da un film di M.I.B -Man in Black-. L’organizzazione sembra avere la meglio, ma come scoprirete, i nostri protagonisti sapranno dare loro del filo da torcere!

    Un volume davvero ben fatto

    Ho recuperato questa storia acquistando il nuovo volume che contiene la saga integrale in formato cartonato, pubblicata lo scorso 30 Aprile da Panini Comics, portando questa storia in sei puntate sugli scaffali delle librerie. E ve lo anticipo, è stato uno degli acquisti migliori che potessi fare!

    500 Piedi: il volume cartonato

    Con ben 203 pagine di storia ed un’intervista a fondo volume a Bruno Enna, il cartonato di 500 piedi si allinea alla collana delle edizioni deluxe di Paperone in Atlantide di Celoni –trovate la mia recensione qui– e il Mago di Oz di Mottura. La copertina blu con la finitura soft touch e la grafica traslucida danno un effetto di pregio al fumetto. Belli anche gli sketch su prima, seconda, terza e quarta di copertina.

    prima e seconda di copertina con sketch

    Unica osservazione sul prodotto che mi sento di fare verso Panini Comics è per il formato della costina. La disposizione dei loghi Disney e Panini Comics sono coerenti con altri volumi usciti di recente, ma è chiaro guardando ad altri prodotti usciti negli anni scorsi come Toporecord [2021] che la casa editrice stia cercando di trovare una coerenza per la presentazione dei volumi quando riposti sullo scaffale. E speriamo che abbiano trovato la soluzione definitiva quest’anno!

    Un mondo che merita di  espandersi

    La trama, sebbene autoconclusiva, lascia spazio a possibili espansioni della serie. Personalmente, mi piacerebbe vedere uno spin-off di 500 Piedi incentrato proprio sulla formazione del team di investigazione, magari scavando sul passato di John Smith e sulla sua carriera di investigatore di fenomeni paranormali. Chissà che Enna e Cesarello non ci abbiano già pensato e che abbiano in programma di regalarci, nei prossimi anni, un seguito a questa bellissima storia! 

    Nel frattempo, se volete recuperare questa storia la potete trovare sul sito panini o a QUESTO LINK

    E tu? Hai già letto 500 Piedi di Bruno Enna e Davide Cesarello? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Paperone protagonista su Topolino 3662: Fabio Celoni e Jason Aaron a confronto

    Paperone protagonista su Topolino 3662: Fabio Celoni e Jason Aaron a confronto

    Aaron e Celoni: stesso Paperone, due universi diversi

    Questo Topolino 3662 racchiude due volti della stessa medaglia. Quella di una narrazione Disney che da un lato ha visto la prosecuzione di un canone classico, portato avanti da autori nostrani che arricchiscono l’universo dei personaggi con nuove sfumature, storia dopo storia. Dall’altra parte, separata fisicamente dall’ennesima flip cover che accompagna ogni uscita di questo Earth’s Mightiest Duck, troviamo Jason Aaron impegnato nella preparazione di un distillato dell’essenza di Paperon de Paperoni. La prima storia Marvel con protagonista un personaggio originale Disney che non veste i panni di un supereroe, ma che ne incarna valori ed essenza.

    Earth’s Mightiest Duck Parte 2 e 3: la speranza è l’ultima a svanire

    Una soluzione diretta, che aveva mostrato nel 2024 l’amore di Aaron proprio per quel mondo che ancora oggi fa da motore a nuovi stimoli creativi sul Papero più ricco del mondo.  Paperone e il Decino dell’Infinito era risultato un esperimento piacevole, e l’unico punto debole che veniva imputato alla storia era il suo sviluppo troppo veloce, quasi come a voler chiudere senza spiegare alcuni dei passaggi principali.
    In questo contesto l’annuncio di Earth’s Mightiest Duck si è da subito proposto come una promessa, da parte di Aaron, di tornare alle chine di un Paperone che avrebbe visto uno sviluppo ed una profonfità maggiori rispetto all’opera precedente. Un completamento e chissà, magari anche un richiamo proprio alla storia che aveva introdotto Aaron al pubblico Disney.

    Estratto da Il Papero più Potente della Terra in cui Paperone dimentica Doretta Doremi
    Paperone perde la memoria (credits: Panini Comics)

    Rileggendo la storia dall’incipit fino alla terza parte non si estrarre profondità dal personaggio. Ed é alla domanda che cosa ci lascerà questa saga? che dovremo rispondere con la quarta ed ultima parte, la cui uscita non è ancora stata annunciata in Italia. Per ora però della trama resta ben boco, se non un raffazzonato tentativo di liberarsi dalla propria mente salvando il salvabile.

    Copertina di Earth's Mightiest Duck di Gabriele dell'Otto
    Copertina di Earth’s Mightiest Duck #3 (credits Marvel Comics)

    Torneremo su Il Papero più potente della terra nel finale, per tirare le dovute conclusioni. La speranza è l’ultima a svanire, ma rischia di fare la stessa fine dei ricordi di Paperone.

    Paperone in Atlantide: si aprono le strade

    Se il prologo e la prima parte della nuova creatura di Fabio Celoni ci avevano fatto emozionare, il secondo capitolo di Paperone in Atlantide ci porta dentro le stanze e le strade della mitica civiltà perduta. Abbiamo lasciato Qui, Quo, Qua e Paperino mentre sprofondavano negli abissi dell’oceano Atlantico al largo delle Colonne d’Ercole. Li vediamo salvarsi, catturati da guardie di Atlantide che portano i visitatori fatti prigionieri al cospetto di niente di meno che…Paperone in persona!
    Ma come ha fatto Paperone ad arrivare a diventare re dell’antica civiltà che tutti ritenevano perduta in così poco tempo? Celoni ci spiega da subito che il tempo scorre diversamente ad Atlantide, ed una sola settimana nel mondo sopra il pelo dell’acqua è corrisposto ad un intero anno per gli Atlantidei. Un Paperone che non sembra riconoscere la sua famiglia, corrotto dal desiderio di grandezza e alla ricerca dell’antico metallo rosso, l’Oricalco, e delle sue miniere che solo i Disillusi di Atlantide sembrerebbero conoscerne la collocazione. Ed è proprio grazie ad uno dei Disillusi, Fallister, che i quattro riusciranno ad evadere dalle prigioni dei sotterranei. Nel frattempo però, il misterioso inseguitore della ciurma, svelatosi con il nome di Aldebrack, è sfuggito alla cattura e cerca di raggiungere un luogo misterioso dal quale far scatenare un attacco…proprio ad Atlantide?

    Vale la pena spendere qualche parola per sottolineare alcuni passaggi che ho trovato davvero intensi. Primo fra tutti il momento in cui rivediamo Paperone nei panni di re di Atlantide. Come il Kurts interpretato da Marlon Brando in Apocalypse Now, rimaniamo catturati dall’aura divina che sembra aver acquisito il nostro eroe – o villain? – per gli Atlantidei. Ma è davvero rispetto quello provato dalle guardie, o solo attesa di ribellione?

    Vignetta tratta da Paperone in Atlantide, in cui Paperone diventa Re della civiltà perduta
    Il Re di Atlantide (credits: Panini Comics)

    Abbiamo poi il finale di questa seconda parte, in cui Celoni ci racconta di un Paperone che si reca oltre la terza cerchia di mura per tuffarsi nell’Oceano della Memoria, che ricopre i resti sommersi di Atlantide.

    Vignetta da Paperone in Atlantide, con Paperone che si prepara a tuffarsi nel fiume della memoria
    Paperone pronto a tuffarsi nell’Oceano della Memoria (credits: Panini Comics)

    Questa sequenza, in cui Paperone si ritrova confuso e in bilico tra i suoi desideri e i suoi ricordi, rende il finale di questa seconda parte uno specchio nell’anima di tutti noi lettori.

    Con ancora metà della storia davanti, sono tanti i bivi aperti che siamo fiduciosi riusciranno a risolversi nelle due puntate che ci attendono nei Topolino 3663 e 3664, in uscita le prossime settimane. Appuntamento al prossimo numero per scoprire il destino riservato ai nostri eroi!

    E tu? cosa pensi di queste due saghe dedicate a Paperon de Paperoni? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Paperone in Atlantide: il ritorno di Fabio Celoni e la grande narrazione Disney

    Paperone in Atlantide: il ritorno di Fabio Celoni e la grande narrazione Disney

    Copertina Topolino 3661 per la storia Paperone in Atlantide
    Illustrazione Copertina Topolino 3661 (credits: Panini Comics)

    Paperone in Atlantide: un’opera annunciata

    Copertina del mini libro in omaggio con la Free Comics Week con Prologo di Paperone in Atlantide

    Le grandi idee richiedono tempo

    Un prologo che tiene in apnea

    Splash Page senza titolo per l'opera Paperone in Atlantide
    Paperone in Atlantide: splash Page senza titolo (credits: Panini Comics)

    Primo Atto

    Ora lo so!
    Conosco finalmente il punto esatto!
    Ciò che per millenni è rimasto un mito per tutta l’umanità sarà presto nelle mie mani,
    con i suoi tesori e le sue leggendarie ricchezze!
    Le sue strade mi aspettano…le strade d’oro di Atlantide!

    Zio Paperone

    Il primo atto si apre con la notizia della scomparsa del magnate del Klondike da parte del telegiornale di Paperopoli. Ad apprenderne la notizia in diretta sono Qui, Quo, Qua e Paperino che corrono subito da Battista, già al corrente di tutto. Come si avrà modo di scoprire, Zio Paperone è andato alla ricerca di Atlantide, riuscendo a decifrare la posizione esatta dell’antica civiltà perduta a partire da appunti portati da un misterioso visitatore, la cui identità rimane ci rimane nascosta. Nel tentativo di andare in soccorso dello Zione, l’improvvisata ciurma capitanata da Paperino salpa a bordo di Carabattola -nome d’ironia a suggerire il pessimo stato dell’imbarcazione- . I nostri eroi si troveranno presto in balia della stessa burrasca che ha volto di sorpresa Paperone, finendo anche loro ingoiati da Atlantide.

    Vignetta raffigurante lo studio di Paperone in Paperone in Atlantide
    Paperone in Atlantide: lo studio di Paperone
    Paperino malinconico parla con Zio Paperone
    Paperone in Atlantide: passaggio a p.16 (credits: Panini Comics)

    In queste sei vignette c’è racchiuso un rapporto, quello tra Paperino e Paperone, che non solo Celoni ma tutti i disegnatori Disney hanno saputo creare ed approfondire in anni ed anni di narrazione. Ed è in questi momenti che lo spettatore riconosce in Paperino tutto l’affetto che ha sempre provato per suo Zio, una guida spirituale nonostante la scorza dura.

    I membri dell’equipaggio però non sono soli. Uno misterioso avventuriero li insegue con la sua barca, rimanendo anche lui travolto nel mare in tempesta.

    Non ce l’ho fatta, Zio Paperone…Atlantide ci ha rapiti tutti…
    Paperino

    Un inizio di storia emozionante. Non resta che aspettare i prossimi numeri di Topolino per leggere le prossime puntate e per capire che fine ha fatto quel grande avventuriero di Paperon de Paperoni!

    Aggiornamento Maggio 2026: Paperone in Atlantide Deluxe Edition e il mio incontro con Fabio Celoni al SalTo 2026

    Un aggiornamento dovuto, questo, per raccontare cosa è successo dopo la pubblicazione di questo articolo sul mio blog. In maniera del tutto inaspettata, il pezzo ha riscosso un buon riscontro da parte di voi lettori -cosa che mi onora-, arrivando fino al Maestro Celoni che ne ha parlato su un suo post sul suo profilo Instagram!
    A distanza di poco più di tre mesi, il Maestro Celoni è stato ospite per Panini Comics al Salone del Libro di Torino (SalTo) 2026 per la presentazione della versione cartonata Deluxe de Paperone in Atlantide. Un momento per incontrare da vicino un autore che sa far emozionare e ringraziarlo per la ricondivisione di questo articolo. Non ho mancato l’occasione per mettersi in coda per la sessione di firmacopie al mattino della seconda giornata e per acquistare la mia copia del volume dedicato al papero più coraggioso di sempre!

    E tu? cosa ne pensi di Paperone in Atlantide? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!

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  • Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Iniziare a collezionare Topolino: consigli per neofiti

    Hai deciso di iniziare a collezionare Topolino ma non sai da dove cominciare? Allora questo articolo fa per te.
    Dopo le ultime uscite a tema natalizio di Topolino 3656 e 3657, voglio iniziare questo nuovo anno all’insegna del collezionismo e dei fumetti tornando alle basi.

    Voglio darti le informazioni essenziali che ti serviranno per iniziare la tua collezione di Topolino e suggerirti alcune idee di collezionismo da poter intraprendere senza spendere una fortuna.

    Comincio subito col dirti che il collezionismo di Topolino deve essere semplice. Mi spiego meglio: quando iniziamo a collezionare, la nostra mente è portata a pensare che più informazioni abbiamo, più saremo in grado di compiere le scelte giuste ed evitare errori.
    La verità è che esistono una miriade di aspetti e considerazioni da fare quando ci si approccia all’acquisto di un numero di Topolino, ed è inutile pensare di non commettere qualche errore.

    Per ridurre al minimo queste spiacevoli esperienze — e talvolta lo spreco di soldi — voglio condividere con te alcune informazioni fondamentali che ti permetteranno di approcciarti al collezionismo di Topolino nel modo corretto.

    Impara a riconoscere i Formati

    Topolino in formato libretto spillato nasce con il Numero 1 nel 1949 e vede alcune principali fasi editoriali. Ho riassunto per te nella seguente tabella gli step principali che hanno portato all’evoluzione di questa testata:

    N. cambio editorialeEditorePeriodoN. albo del cambioFormato (in teso)RilegaturaDimensioni
    1Mondadori1949 – 1952n. 1LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    2Mondadori1953n. 74LibrettoSpillatocirca 13 × 18 cm
    3Mondadori1954 – 1987n. 75LibrettoBrossura
    (costa gialla dal 1967)
    circa 13 × 18 cm
    4Mondadori1988 – 1994n. 1721Libretto (formato maggiorato)Brossuracirca 14 × 19 cm
    5Disney Italia1995 – 2013n. 2050LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    6Panini Comics2013 – oggin. 3019LibrettoBrossuracirca 14 × 19 cm
    Tabella riassuntiva cambi editoriali Topolino

    Con questa tabellina riuscirai ad orientarti tra i vari annunci e potrai a colpo d’occhio riconoscere un topolino moderno da uno vintage. Ti basterà solo un po’ di pratica e riuscirai a navigare tra le varie uscite.

    Impara ad analizzare un albo

    Uno step che spesso viene sottovalutato è lo studio delle parti che compongono un fumetto.
    Se ti parlo di costina, quarta di copertina, tipo di rilegatura o condizioni di conservazione, mi riferisco a elementi ben precisi dell’albo.

    Prendere dimestichezza con questi concetti ti permetterà di valutare lo stato di un Topolino partendo da un annuncio online o, ancora meglio, osservandolo di persona.

    Colleziona le Variant 

    Il mercato fumettistico made in U.S.A ci ha abituato da tempo al concetto di Variant. Una variant è una versione alternativa di numero Regular di un fumetto con una grafica differente. è il collezionismo allo stato puro: stai pur certo che un collezionista vorrà ogni variant possibile di una testata che ama. Questo concetto è stato portato in Italia e Topolino da qualche anno aderisce a questo approccio, creando variant per eventi speciali o fiere. 

    Sebbene una variant, nuova o in usato, costi di più di un numero regular, una collezione di queste conterrà, almeno per Topolino, un numero limitato di numeri, con un costo nel totale tutto sommato contenuto!

    Colleziona per Copertine

    Questa è la collezione che più mi piace portare avanti. Quando cerco su Ebay o Vinted quale sarà il prossimo numero di Topolino da recuperare, la prima cosa che faccio ancor prima di andare a contestualizzare quell’uscita è osservarne la copertina per capire le emozioni che mi trasmette. Voglio farti un esempio pratico con queste due copertine che adoro:

    La prima è molto semplice, un’illustrazione frontale del volto di Zio Paperone con un cappello invernale. Che c’è di tanto speciale, direte voi? Forse nulla. O forse tutto: in ogni caso avreste ragione.Perchè quello che ti attrae di una copertina non è sempre descrivibile a parole. è un’emozione che nasce dentro osservandola, scoprendone nuove sfumature ogni volta.

    La seconda invece è il tipo di illustrazione moderna, complessa se vogliamo in cui intervengono elementi prospettici e di composizione. In questo caso possiamo non solo apprezzarne la bellezza a livello globale ma anche l’equilibrio tra gli elementi che la compongono.

    Avere nella propria libreria tutte le copertine di Topolino che ami è un ottimo modo per avvicinarsi alla testata e chissà, magari espandere in un secondo momento la collezione! 

    • Colleziona un Personaggio: se sei amante di un personaggio in particolare, puoi decidere di prendere tutte le copertine in cui questo personaggio compare. Avere sul proprio scaffale le apparizioni di Paperinik, Fantomius o Paperina dimostrerà che sei un vero intenditore di questi personaggi.
    • Numeri tondi: la storia di Topolino ha traguardato momenti importanti in occasione dell’uscita di numeri tondi come il 500, 1000, 1500. Questi numeri sono recuperabili facilmente e sono pietre miliari della storia editoriale della testata. Recuperarli tutti é un’ottimo modo per incominciare una collezione.
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    Topolino Libretto 500
    • Colleziona Albi di Natale: Il periodo di Natale è da sempre un momento speciale per la testata di Topolino, che prepara sempre novità e albi straordinari per questo periodo. Recuperare tutti gli albi natalizi può essere una bella avventura, come possedere il Topolino 578 con la lettera di addio a Walt Disney.
    iniziare-a-collezionare-topolino-consigli-per-neofiti-topolino-578
    Topolino 578 di Natale con lettera morte Walt Disney

    Colleziona Vintage

    Se sei amante del sapore vintage, allora vorrai recuperare albi che cristallizzano un’epoca. Ma cosa si intende per Vintage? In questa categoria ricadono tutti i Topolino usciti più di venti anni fa. Gli albi degli anni 50′ e 60′ sono un ottimo esempio di Vintage con tratti classici e senza tempo.

    I primi Cento: si fa sul serio!

    Hai deciso di collezionare i Graals dei humeri di Topolino? Bene allora devi fare molta attenzione a quello che cerchi e a come lo valuti. Il mio consiglio è di non approcciarti all’acquisto di questi albi ma di studiarli bene prima, riuscendo magari a trovare la loro versione digitale online -alcuni utenti hanno scansionato questi tesori!- . Se invece sei già deciso di lanciarti nell’acquisto di uno di questi primi numeri, allora:

    • Chiedi sempre foto circa i dettagli dello stato delle copertine;
    • Verifica l’autenticità del fumetto che intendi acquistare;
    • Occhio alle truffe: trovare numeri Topolino nella fascia 1-100  in buone condizioni a meno di 50 euro è davvero sospetto. Cerca di controllare la provenienza dell’albo chiedendo aiuto a collezionisti esperti nel settore.
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    Topolino Libretto Vintage 81

    Colleziona un intero Anno di Topolino

    Un’ottima alternativa per stabilire un legame emotivo con la storia editoriale di Topolino può essere quella di collezionare un intero anno di uscite. 52 numeri dell’anno al quale sei legato – magari l’anno di cui avevi tanti numeri da bambino o l’anno in cui sei nato!

    Tieni traccia della tua Collezione

    Per ultimo ma non meno importante: tieni traccia della tua collezione. Se entri nel mondo del collezionismo ti capiterà più spesso di quanto tu creda di imbatterti in un numero che potresti non ricordare di avere, quindi un rapido check ti aiuterà a capire se l’esemplare che stai consultando di manca o è in condizioni migliori di quello che hai a casa. Avere a portata di mano la tua libreria digitale è fondamentale!

    Voglio ringraziarti per essere arrivato sin qui. Se sei interessato a seguire le mie pubblicazioni su collezionismo e fumetti, non dimenticarti di iscriverti al sito per rimanere sempre aggiornato sugli articoli pubblicati e alla Newsletter dove pubblicherò contenuti periodici extra. 

  • Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Recensione Topolino 3657: é tempo di festeggiamenti!

    Acquistare -o ricevere con abbonamento- il proprio numero di Topolino é sempre un’occasione speciale. E se questo accade il 24 Dicembre, la Vigilia di Natale, il tutto é ancora più magico. In questa Recensione del Topolino 3657 andiamo a celebrare le festività grazie a cinque storie di cui quattro a tema Natalizio. Un numero, aperto dal consueto editoriale di Alex Bertani, il cui intento è sicuramente quello di far divertire ma anche scaldare i cuori per un momento dell’anno davvero unico. Nell’articolo non accenneremo all’ultima storia, Paperhon il Navigatore, per due principali motivazioni: é l’unica trama non a tema Natalizio. Inoltre, é il primo di due episodi -la seconda parte uscirà con il numero 3658 di fine anno-.

    Analisi della Copertina 

    Paperino vestito da Babbo Natale é arrivato a destinazione dopo il viaggio sulla slitta in questo Topolino 3657 e sta festeggiando con i nipotini Qui Quo e Qua. La Copertina di questo libretto mantiene lo stile di Andrea Freccero già dal numero precedente del -trovate qui la recensione del Topolino 3656– per un effetto di continuità narrativa. Al centro della composizione troviamo la renna, che traspone il concetto di albero di Natale con i regali raccolti attorno a sé e le campanelle suonate dai nostri personaggi amati.

    Copertina di Topolino 3657 (Credits: Panini Comics)

    Nel complesso questa copertina risulta piacevole considerata a sé stante. Forse rimarranno a bocca asciutta i collezionisti e i fan di questa testata Disney, che vedranno una soluzione “di comodo” ereditata da una variant appena uscita. Ad ogni modo questa soluzione permette di accontentare un pubblico di acquirenti occasionali e non con una grafica davvero di effetto. Una prima di copertina da avere sicuramente in libreria!

    Doppio colpo quasi riuscito per Tito Faraci, tra Paperino e Paperoga

    Tito Faraci contribuisce a ben due storie di questo numero, la prima e la terza. In Quell’Ultimo Pacco a Paperino viene affidato il compito di consegnare un pacco mai recapitato da Babbo Natale, ora socio di Zio Paperone. Come scoprirà Paperino stesso, la sfida si rivelerà più ardua di quanto si pensi, a causa del fare burbero del vecchio che respinge -solo in apparenza- l’atmosfera delle feste. Una trama con qualche buco e di bassa intensità, che racconta in 22 pagine molto poco, perdendosi in atmosfere statiche e di scarso impatto. Un esempio é la mancanza del ritorno a casa dell’eroe, tipica di ogni conclusione degna di un racconto. Paperone e Babbo Natale non tornano a fine narrazione, lasciando al lettore solo immaginare un vero finale al netto della redenzione del vecchio.  

    Paperoga Notte in Bianco invece è una formula più che azzeccata, con la complicità dei disegni di Nico Picone, che mi hanno riportato ad ambientazioni oniriche dal sapore di X-Mickey. A ricordarle é il pupazzo di neve di Paperoga che, stanco di sciogliersi ed essere riformato ogni anno, vuole scappare in luoghi freddi. Ad aiutarlo sarà lo stesso Paperoga, accompagnandolo verso il famoso Monte Orso per scappare dai Controllori -gli elfi di Babbo Natale- . Ma sarà proprio nel rifugio offerto da un vecchio signore che il pupazzo capirà la bellezza di poter continuare ad essere sè stesso con i suoi limiti. 

    Paperoga Notte in Bianco (Credits: Panini Comics)

    La magia di questa storia trova fondamenta nella dimensione onirica i cui si colloca. La prima pagina, con il risveglio di Paperoga in piena notte, si chiude con l’invito del suo amico di avventura ad andare a dormire e a concludere il suo sogno. Sì perche questa storia che ha del fantastico é espressamente frutto dell’immaginazione e della capacità di sognare di Paperoga, che per sua stessa ammissione crede nei sogni. Un doppio invito quindi, rivolto anche al lettore, che rimane anch’egli appeso al mondo del fantastico. Un piccolo capolavoro, non c’è che dire! 

    Topolinia Christmas Carol

    E passiamo alla storia Topolinia Christmas Carol, in cui vediamo Topolino, Minni e i suoi amici ritrovarsi nella villa di un famoso attore durante un doppio furto. Il titolo della trama prende il nome dalla tradizione dei Canti Natalizi che proprio la comitiva dei protagonisti porta avanti per scaldare i cuori degli abitanti di Topolinia durante la Vigilia. L’espediente usato da Marco Bosco, accompagnato da Ottavio Panaro ai disegni, rimane a mio avviso un motore debole per la storia che manca del giusto dinamismo. Nel complesso i colori rimangono piacevoli, ma del luogo dell’azione si apprezza ben poco, troppo intenti a scaldare un Pippo raffreddato dalla neve. Menzione speciale va alla presenza di Clarabella e Orazio, figure spalla che non appaiono spesso sulla testata.

    Topolinia Christmas Carol (Credits: Panini Comics)

    Tornano gli Spiriti 

    Si sa che la tradizione natalizia Disneyana è ormai permea di richiami a Dickens e le sue storie di fantasmi. É il caso di Paperino e gli Spiriti del Natale, storia scritta da Knut Nærum per i disegni di Arild Midthun. Incorniciata nelle classiche pagine gialle che indicano pubblicazioni estere, questa storia Egmont é davvero un piccolo capolavoro. I fantasmi ai quali Lonesome Ghosts -cortometraggio del 1937- ci ha affezionato tornano, e sono annoiati. Per dare una svolta al loro tempo decidono di attrarre visitatori nella loro casa infestata facendola sembrare abitata. Sarà proprio Paperino, alla ricerca di donazioni per i cuccioli abbandonati, a cercare di incontrare i proprietari di casa spiritosi , riuscendo a farsi elargire il tesoro del precedente proprietario della dimora, rinominata per l’occasione in Villa Host -da Ghost-. 

    Paperino e gli Spiriti del Natale (Credits: Egmont)

    3656 e 3657: due Numeri da avere in Collezione?

    In conclusione, Topolino 3656 e 3657 sono una degna celebrazione del Natale, che sarebbe potuta essere ancora più speciale se alcune storie fossero state selezionate meglio. Nel totale fra i due numeri ci sono delle perle che meritano l’acquisto di entrambi i libretti, ma che non rendono nessuna delle due uscite iconica da ricordare negli anni a venire della testata. Le copertine rimangono gli elementi centrali attorno ai quali ruotano queste uscite: la redazione di Topolino, grazie ai suoi artisti, riesce a tirar fuori il meglio di sé in prossimità delle feste.

  • Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    Recensione Topolino 3656: Natale Vintage in casa Disney

    È in edicola da Mercoledì 17 Dicembre l’ultimo numero di Topolino Magazine, che con il numero  3656 dà ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie del 2025 in casa Disney!

    numero di Topolino si presenta come un libretto dedicato al Natale, composto da cinque storie a tema festivo, ognuna caratterizzata da uno stile narrativo e da un’atmosfera diversa. Un mix riuscito di emozioni, avventura e spirito natalizio che rende l’albo davvero interessante.

    In questa recensione di Topolino 3656 analizziamo nel dettaglio i contenuti del numero, soffermandoci sugli elementi che lo rendono un’uscita speciale e consigliata, sia per i lettori storici sia per chi vuole avvicinarsi al mondo Disney durante il periodo natalizio. Pronti? Cominciamo.

    Una Cover Festosa: Stitch arriva in copertina

    Partiamo dalla copertina, che con le sue tonalità di blu regala un insieme con un primo impatto davvero magico. A comunicarcelo è proprio lo strillo Libera la Meraviglia, sovrastante un Paperino vestito da Babbo Natale che tutto si aspetta fuorché che Stitch esca dal camino. Una composizione azzeccata, che vede il ritorno di un personaggio Disney alternativo agli ormai habitué paperi e topi. Un richiamo al passato senza dubbio, quando i protagonisti dell’universo Disney a tutto tondo trovavano posto nelle copertine di Topolino per l’uscita di un film al cinema o un evento promozionale.

    Copertina Topolino 3646

    Personalmente ho amato questa copertina, che rispetto alla bozza annunciata sui canali ufficiali settimane fa vede l’aggiunta di stelle e un gradiente di luce che parte proprio dal nostro amato alieno. Il logo dorato con finitura lucida impreziosisce questo 3656, dandogli un connotato diverso dalle uscite regular dell’anno. Unica nota dissonante è lo strillo, che con la ripetizione del trademark Disney a mio avviso ha sporcato la resa finale di una cover che sarebbe potuta essere perfetta. Come si legge a pagina 6, lo slogan lancia una campagna retail per le feste, ma se l’intento deve essere spiegato credo decreti già il mancato effetto.

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata

    Una delle due storie che più mi sono piaciute é Topolino e il Caso della Slitta Slittata. Scritta da Tito Faraci e con i disegni di Giuseppe Zironi, ci proietta in una Topolinia innevata la vigilia di Natale. Grazie all’aiuto di Pietro Gambadilegno Topolino, l’ispettore Manetta e i suoi colleghi aiuteranno il vero Babbo Natale a recuperare la sua slitta che si rivelerà non rubata ma semplicemente rimossa. Una storia spensierata, che ci trasporta nell’atmosfera notturna di attesa del Natale grazie anche alle vignette mute con l’effetto bokeh della città illuminata sullo sfondo. Approvata!

    Topolino e il Caso della Slitta Slittata (Credits: Panini Comics)

    La fortuna di essere sé stessi: Paperino e la Fortuna Rubata

    E veniamo alla storia che più di tutte mi ha incantato, ovvero Paperino e la Fortuna Rubata. Una storia con un semplice espediente, ma di una resa davvero d’impatto, complice la sceneggiatura di Giovanni Eccher e i disegni di Blasco Pisapia. La trama in due righe é la seguente: Paperino attraversa un personaggio misterioso ad attraversare la strada, e riceve in cambio una moneta che gli porterà fortuna finì a quando la porterà con sé. Ecco come lo quattrinato nipote di Paperone vedrà la dea bendata giocare in suo favore, a discapito però di quella che vedrà abbandonare la vita del cugino Gastone, noto per i suoi colpi di fortuna. A fare emozionare è una commistione di elementi che concorrono ad un risultato davvero egregio. La costruzione della trama, unita ai valori trasmessi, rendono questa storia degna di essere ricordata. Qui vi riporto i due elementi. La prima, che ci viene raccontato, è l’incapacità di Gastone, che ha poggiato la sua stessa esistenza sulla fortuna, di vivere in autonomia quando si trova a dover fare i conti con il destino avverso.

    Il secondo punto va invece ricercato in un parallelismo nascosto che vale quanto un tesoro del Klondike. Verso la fine della storia, vediamo Paperino gettare la moneta della fortuna dal ponte dopo essersi dichiarato meritevole di fortuna. Lo splash della moneta nel mare e quel Bah esclamativo ci catapulta ad un altro momento chiave della narrazione dei paperi, ad opera di Don Rosa. Io ci ho visto un chiaro riferimento al finale de Il leggendario Papero del deserto d’Australia (Dreamtime Duck of the Never Never), del 1993. Nel settimo capitolo della Saga di Paperon de Paperoni vediamo infatti Scrooge McDuck lasciare , con le stesse dinamiche del nipote anni dopo, l’opale sacro nella grotta dopo essersi domandato il valore di una ricchezza ricevuta e non guadagnata con sacrificio.

    Parallelismo tra Paperino e Paperone

    Tale zio, tale nipote verrebbe da dire. Una cosa però é certa: nel mare delle storie recenti si possono ancora trovare gemme capaci di trasmettere valori che superano la prova del tempo.

    Altra menzione va fatta a Archimede, Nonna Papera e l’Aiutante Robot. Questa storia interamente realizzata da Arild Mithun, famoso cartoonist Norvegese noto per i suoi lavori con Egmont. Una storia breve dai sapori classici ed i tratti definiti e sottili che adoro, perché mi riportano ad un passato nostalgico in cui amo sempre perdermi.

    Estratto da Archimede, Nonna Papera e l’Aiutate Robot (Credits: Panini Comics)

    Una variant Cover per un Numero speciale

    Quest’anno Topolino ha abbandonato la formula delle copertine componibili che siamo soliti vedere da 2 anni -un trittico nel 2023 e un dittico nel 2024- . Questa iniziativa é stata molto apprezzata dal pubblico, perché permetteva di godere di un’illustrazione estesa risultato di un intero periodo Natalizio. Quest’anno invece Panini ci ha regalato non solo la regular , ma anche una variant, anch’essa dai toni vintage. L’illustrazione, realizzata dal Maestro Andrea Freccero, gira oltre la prima di copertina per terminare sul retro, andando a racchiudere il volumetto in una coperta argentata per un effetto holo dai toni decisamente suggestivi. I disegni riprendono un biglietto di auguri di Natale firmato da Walt Disney! Come potete vedere sotto, nella composizione originale manca Paperino che cavalca la renna.

    Sarà interessante comparare la variant – l’ho preordinata a inizio Dicembre sul sito ma la devo ancora ricevere – con prossimo Topolino 3657, la cui illustrazione si preannuncia essere simile. Ve ne parlerò nella recensione del prossimo numero, il 3657, in uscita il prossimo 24 Dicembre.

  • Il Destino di Paperone: recensione di una Saga Paperoniana Perfetta (no spoiler)

    Il Destino di Paperone: recensione di una Saga Paperoniana Perfetta (no spoiler)

    Nuovo articolo, e parliamo sempre di fumetti. Dopo il mio ultimo pezzo su Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca, parliamo ancora del Papero più ricco del mondo, alias Scrooge McDuck. Di tutti i personaggi che costellano l’universo Disneyano, in pochi hanno ricevuto una così grande attenzione sull’evoluzione del loro personaggio quanto “Lo Zione”, che sin dalla sua prima apparizione nel Four Color numero 178 del 15 Dicembre 1947 ad opera del leggendario Carl Barks ha visto approfondire e rinnovare il suo spettro di emozioni pur mantenendo salda l’iconografia della sua figura. Da Il Natale di Paperino sul Monte Orso di acqua ne è passata sotto i ponti si sono avvicendate storie, dalle più semplici alle più complesse, che hanno delineato una struttura complessa del personaggio che lo rende tra i più affascinanti dell’universo fumettistico mondiale. In questo articolo voglio recensire -senza svelarvi la trama- il Destino di Paperone, che lo scorso mese è entrato nella mia collezione personale e che da subito ha occupato un posto speciale in libreria.

    Il Destino di Paperone: breve storia editoriale

    E veniamo a Il Destino di Paperone, opera -preferisco questo termine a saga- in quattro capitoli più prologo iniziale pensata e disegnata dal Maestro Fabio Celoni e uscita in più parti sui numeri di Topolino dal 3499 al 3503. Vediamo insieme una carrellata delle principali pubblicazioni di questa storia: 

    • Prima pubblicazione Prologo: Topolino 3599 del 14 Dicebre 2022;
    • Pubblicazione Prima Parte: Topolino 3500 del 21 Dicembre 2022;
    • Pubblicazione Seconda Parte: Topolino 3501 del 28 Dicembre 2022;
    • Pubblicazione Terza Parte: Topolino 3502 del 4 Gennaio 2023;
    • Pubblicazione Quarta Parte: Topolino 3503 dell’11 Gennaio 2023;
    • Pubblicazione della versione Deluxe: 25 Maggio 2023;
    • Pubblicazione della versione Storyboard Edition: 15 Maggio 2025
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    Editoriale a fondo volume

    Un viaggio dentro il viaggio

    Ho avuto il piacere di recuperare in quest’opera solo recentemente, ma avevo già letto online ottime recensioni che parlavano di questo prodotto come di altissima qualità. La sua fruizione sul formato cartonato della Deluxe Edition sicuramente ha contribuito alle sensazioni che vi sto per descrivere. Tutto, a partire dalle copertine rigide con finitura soft touch e disegno di un Paperone ormai caduto in disgrazia che elemosina monete suonando il banjo fino alle pagine di cortesia di un rosso scuro che invitano il lettore ad accomodarsi nel salotto della dimensione onirica della storia, rende l’esperienza immersiva convincente. La stampa su carta spessa e di più alta qualità rispetto al tradizionale topolino libretto, con le pagine di dimensione 18.3×24.5 cm  che permettono di godere a pieno dei disegni e dei colori di Luca Merli, fanno scorrere queste ben 216 di racconto più editoriale davvero in fretta, seguendo le vicende del vecchio taccagno, accompagnato dai suoi nipoti Paperino e Qui, Quo e Qua per le peripezie. Ed è proprio in ognuna di queste quattro avventure che compongono i quattro capitoli principali della storia che Zio Paperone dovrà compiere un viaggio interiore, non solo fisico, alla riconquista di sé stesso e dei suoi averi. Come si apprende dal prologo e a più riprese all’incipit di ogni capitolo infatti il fantasma del Destino di presenta a Zio Paperone dopo che egli si ritrova confinato in spazi limitati concessi dalla Banda Bassotti a seguito della perdita di tutti i suoi averi per la scommessa sulle Lenticchie di Babilonia. La storia quindi si presenta come un sequel What If del racconto di Paperino e le Lenticchie di Babilonia ad opera di Romano Scarpa, uscito per la prima volta su Topolino libretto 250-251 nel settembre del 1960. Le ultime vignette di questa storia lasciavano un gancio che fino al 2022 nessuno aveva preso in considerazione di afferrare. Celoni ce ha raccolto la sfida, ipotizzando un futuro in cui Paperone si ritrova a dover ricominciare da zero. 

    Il fantasma del Destino e i canoni Dickensiani

    Per chi conosce Il Canto di Natale di Charles Dickens, il riferimento a quest’opera non può che balzare alla mente nel momento in cui il fantasma del Destino di presenta al cospetto del vecchio Zio ormai giù di morale per la sua pecuniaria. Se nella favola di Dickens il vecchio Scrooge – da cui proprio Scrooge McDuck prende il nome! – veniva visitato dai fantasmi dei natali Passati, presente e futuri, qui il fantasma del Destino non gli lancia un monito, bensì lo sfida a recuperare tutti i suoi averi in un mese. Se Paperone non dovesse riuscire a provare di essere l’intrepido papero di un tempo, non solo sarebbe rimasto senza soldi, ma il fantasma gli avrebbe sottratto anche quanto ha di più caro: i ricordi delle sue avventure e di ciò che lo ha portato fin qui.

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    Una scommessa con il Destino (credits: Panini Comics)

    Il motore quindi narrativo nasce da una scommessa, che come si scoprirà alla conclusione dell’arco narrativo porterà a Paperone a vincere non tanto dal punto di vista materiale, quando personale. Il fantasma del destino si scoprirà infatti essere Paperone stesso, con tutte le sue paure di non farcela ed i suoi incubi. Ecco quindi che il vecchio rinnovato sconfiggerà i suo timori, rendendoli sempre più piccoli fino a farli scomparire del tutto. 

    Quattro Viaggi, dalla Terra al Cielo

    Il viaggio che percorre la comitiva di Zio Paperone e parenti spazia dal centro della terra allo spazio, passando per città sopra le nuvole e torri della discordia. Quello che però scopriranno lungo il cammino vale molto di più del valore della fortuna accumulata dall’intrepido Zione in passato. Un tesoro fatto di legami con le persone che amiamo e di fiducia in sé stessi, la vera base delle ricchezze di Paperone de Paperoni.

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    Il Destino di Paperone: un finale coraggioso (credits: Panini Comics)

    Un Destino compiuto? Zio Paperone in Atlantide

    Per gli amanti delle saghe di Paperone, le novità non sono finite. Al Lucca Comics & Games 2025 di questo Novembre Fabio Celoni e Panini hanno annunciato il ritorno del suo Paperone per una nuova, imperdibile avventura. Questa volta la destinazione sarà Atlantide! Il prologo di questa nuova storia sarà disponibile questa settimana fino al 12 Dicembre nelle fumetterie aderenti all’iniziativa Free Comics Book Week

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    Paperone in Atlantide, preview (Credits: Panini Comics)

    Paperone in Atlantide uscirà sui Topolino 3660 e 3661 a Gennaio 2026. Non ci resta che attendere questo nuovo capitolo della fantastica vita del Papero più ricco del mondo.
    Nel frattempo, vi consiglio caldamente di recuperare questo tesoro fumettistico nella versione Deluxe. State certi che la vostra attesa verrà ripagata.

  • Recensione Topolino 3653:  Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Recensione Topolino 3653: Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Partenze e ritorni in questo nuovo Topolino 3653 uscito il 26 Novembre scorso, che con la sua flip cover vede i due principali protagonisti di questo numero contendersi la prima e la quarta di copertina. Ad accompagnare il celebre logo della testata troviamo infatti un Topolino in pieno mood da viaggiatore con un motorino carico di bagagli e lo sguardo sognante. I toni del blu ricordano l’atmosfera nordica e dell’avventura, confermata dal cartello indicante l’indicazione per la punta settentrionale del continente europeo, North Cape.

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    Copertina del Topolino 3653

    Topolino a Capo Nord

    L’illustrazione di copertina con il disegno di Davide Cesarello che richiama la prima storia di questa uscita: Topolino e la Promessa Ripromessa. Il racconto grafico fa parte del ciclo di storie Topolino Giramondo, basate sul viaggio e la ricerca di storie. Questa volta Topolino, inviato dal suo direttore per catturare le aurore boreali, si dirigerà verso alte latitudini. La destinazione è Capo Nord, ma nel suo percorso il nostro giornalista rimarrà “bloccato” nel paese di Snippo Snappo dove aiuterà il sindaco a far luce sulla storia del vecchio motorino recuperato dalle acque e a restituirlo al suo legittimo proprietario per permettergli concludere una promessa da mantenere dopo quaranta anni. Una trama sul viaggio, sulla curiosità ma anche sul valore della condivisione dei momenti con le persone che amiamo. Un pezzo davvero riuscito, completamente disegnato e scritto da Giuseppe Zironi che merita la storia principale. Complimenti.

    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3
    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3. Credits Panini Comics

    Il Ritorno di Jason Aaron: Earth’s Mightiest Duck

    E veniamo al vero motivo del mio acquisto, ovvero Zio Paperone Il Papero più Potente della Terra. A circa un anno e mezzo dalla sua uscita in Italia con Zio paperone e il Decino dell’Infinito nel Topolino 3579, Jason Aaron torna con una nuova saga dedicata al papero più ricco della terra. La sua precedente opera sullo zione ha ricevuto apprezzamenti e critiche. Venti contrastanti, dovuti forse alla brevità della storia e alla sua scarsa articolazione nel tentativo di comprimere una trama complessa e molto valida in poche pagine. Le giuste premesse, con il mancato Natale su Monte Orso di Carl Barks che noi tutti conosciamo, c’erano eccome. Su questa storia centrata a metà poggiano le fondamenta di un nuovo ritorno di Aaron, che promette una saga più strutturata in quattro parti. In questo numero vediamo Prologo e Parte Prima. Ma andiamo con ordine.

    Una copertina stellare

    La quarta di copertina di questo numero del settimanale Disney è, come molti altri numeri prima di questo in occasione di crossover con Marvel, una copertina secondaria a tutti gli effetti. Troviamo raffigurato un Zio Paperone accerchiato da malvagi robot, mentre cerca di difendere un Paperino che sembra essere stato congelato nella carbonato in pieno stile Han Solo, il leggendario contrabbandiere di Guerre Stellari. Lo stile pittorico di Gabrielle dell’Otto coglie appieno la drammaticità di questo incipit di saga, proiettata in un futuro apocalittico per mano di una specie proveniente dallo spazio.

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    Cover Variant Gabriele dell’Otto. Credits: Marvel

    Parte Prima – L’Inizio della Fine

    La Paperopoli che conosciamo non esiste più. La razza aliena, anch’essa col becco, conosciuta con il nome di Gli Intenditori, ha depredato i beni culturali del mondo dei paperi. Tutto è stato razziato e imbustato per la conservazione – che Aaron voglia alludere ai collezionisti con una critica al mondo odierno e alla Bubble of everything? – . Solo un bene manca all’appello, e sembra introvabile: le monete del deposito di Zio Paperone. Sparite nel nulla, gli alieni le cercano in ogni angolo del globo, persino nella testa di Scrooge McDuck, che si ritrova collegato ad un macchinario in pieno stile Matrix mentre gli invasori cercano di estogliere ogni indizio possibile sulla collocazione del tesoro. Una guerra che si combatte fuori e dentro la mente dello Zione, che però non è solo. Là fuori, Le Giovani Marmotte lottano per liberare un Paperino imprigionato e pronto per essere sacrificato nel tentativo di recuperare l’oro dello zio da un vulcano attivo. Un Donald, per quel poco che compare, con il giusto timbro comico che mi ha ricordato Pikappa.

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    Estratto tavole 14-15. Credits: Panini Comics

    La catarsi emozionale vede l’incontro del Paperone della timeline principale con sé stesso da piccolo lustrascarpe di Glasgow. Un incontro assurdo, intenso proprio nella sua tradizionale impossibilità. Due linee temporali dello stesso personaggio che si ricongiungono, con il vecchio Zio che mette in salvo il sé stesso bambino come un quinto nipote per preservare il suo ricordo.

    Che sia la volta buona?

    Attendiamo gli sviluppi di questa saga, che vede ben 5 disegnatori condividere le matite per una prova di forza complessiva che inizia con uno stile draft e spigoloso con Mamhud Asrar per le tavole 1-7, seguendo con lo stile quasi pikappiano della timeline principale con Ciro Giancalosi nei blocchi 8-17 e 24-25 e per concludere con un richiamo al passato, grazie al tratteggio Donrosiano viene ritrovato nelle tavole 18-23 ad opera di Giuseppe Camuncoli e Daniele Orlandini.
    Una nuova promessa, quella di Aaron, che punta a lasciare definitivamente il segno nella storia di Paperon de Paperoni. Che sia la volta buona? Dalle premesse, potremmo esserci.

    Ps: Il Topolino 3653 è disponibile anche nella variant cover presentata alla Milano Games Week 2025 e realizzata da Fraffrog. Un numero che vale la pena possedere in qualsiasi delle due versioni, e da leggere tutto d’un fiato: lo trovate in edicola e sul sito Panini.it!

  • Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca: il ritorno del Klondike che ci commuove

    Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca: il ritorno del Klondike che ci commuove

    Ci sono storie destinate a lasciare un segno nella storia delle pubblicazioni Disney, e Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca è senza dubbio una di queste. Il numero 3650 di Topolino, uscito lo scorso 5 novembre 2025, ci ha regalato una storia in due puntate che vede il Papero più ricco del mondo tornare ancora una volta nel Klondike, la terra che ha forgiato la sua fortuna. Questa volta, però, l’intrepido Zione non è alla ricerca di nuovi tesori: è deciso a chiudere i conti con un passato che da troppo tempo lo trattiene nel vortice della nostalgia.

    Passaggio della storia Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca in cui si racconta l'intraprendenza di Paperone e la sua decisione del tornare nel Klondike
    Credit: Panini Comics

    Per gustare appieno questa avventura servono due ingredienti imprescindibili. Il primo è la conoscenza de “L’Argonauta del Fosso dell’Agonia Bianca”, ottavo capitolo della Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa. Se non l’avete ancora letta — la storia e la saga — vi consiglio caldamente di recuperarla. Il secondo punto di partenza lo si trova a pagina 3, con l’editoriale di Alex Bertani, che cita il passato definendolo “una terra straniera”. E in effetti è così: nei luoghi che ci hanno cresciuti e plasmato ritroviamo frammenti di noi stessi, ma se non li affrontiamo con uno spirito rinnovato rischiamo di perderci, annegando nei ricordi e nelle visioni distorte di un passato che vorremmo riafferrare anche solo per un istante.

    A rendere questa storia speciale è il modo in cui disegni, scrittura e sceneggiatura convivono in perfetta armonia. La storia, ad opera di Marco Gervasio e Marco Nucci, ci regala tavole classiche alternate a sezioni ben più immersive grazie alla maestria di Ivan Bigarella, dove le vignette si fondono in veri e propri quadri d’atmosfera, con sfondi dipinti che amplificano l’impatto emotivo della scena. La sceneggiatura sostiene egregiamente il ritmo di entrambi gli episodi, con un’apertura misteriosa che troverà suo compimento solo alla fine dell’intreccio.

    Un’eredità spirituale

    Il lascito del Fosso dell’Agonia Bianca al nipote distratto rappresenta più che un semplice gesto di affetto da parte del vecchio taccagno. È un passaggio fondamentale nell’evoluzione di un personaggio che molti ritenevano ormai “concluso”, incapace di offrire nuove sfumature per via della sua età e della sua storia consolidata. Don Rosa aveva esplorato il suo passato, mostrandoci come Paperone fosse diventato se stesso. Il team di Gervasio & Co ci regala invece un passo in avanti: un Scrooge McDuck inedito, capace di introspezione senza perdere la sua forza. Un papero al quale non mancano i dollari, ma che sa concedersi il lusso di ascoltare la vita — come accade nel bellissimo passaggio a pagina 25 che vi riporto sotto, in cui si ferma a contemplare la luna e a lasciarsi accarezzare dal vento del nord.

    passaggio del racconto Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca in cui Paperone si lascia sopraffare dalla nostalgia
    Credit: Panini Comics

    Il risveglio di Doretta Doremì

    L’evoluzione di Paperone diventa anche il motore per la rinascita di un altro personaggio chiave dell’universo barksiano e donrosiano: Doretta Doremì. L’impavida barista del Saloon appare ormai lontana dalla giovane donna intraprendente dei tempi della Corsa all’Oro. Ha perso la sua verve, e con essa il legame con la musica che un tempo animava le notti gelide del Klondike. Ma è proprio quel legame interrotto con il pianoforte a chiudere il cerchio del racconto: un ritorno simbolico alle origini, un atto di riconciliazione con se stessa che fa da eco al percorso di Paperone.

    Un viaggio dentro di noi

    In queste 46 pagine il lettore viene trascinato in un viaggio che va ben oltre le distese ghiacciate dell’Alaska. È un percorso interiore, che ci costringe — proprio come i protagonisti — a fare i conti con le nostre nostalgie e con ciò che abbiamo lasciato indietro. Le Ultime Lune dell’Agonia Bianca non è solo una grande storia di Paperone: è un racconto sul tempo, sulla memoria e sulla capacità di perdonarsi.

    Prima pagina della storia Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca, con i ricordi di Doretta Doremi
    Credit: Panini Comics