A due anni di distanza da Il Destino di Paperone, storia uscita in quattro puntate su Topolino in occasione della celebrazione dei 75 anni di Zio Paperone, Fabio Celoni torna alle matite e alla sceneggiatura di una nuova storia, Paperone in Atlantide, che promette di espandere il canone disneyano con un nuovo -l’ennesimo- capolavoro del Maestro. In questo articolo andiamo ad analizzare il Prologo e della Prima Parte, cercando di comprendere le basi quello che sarà lo sviluppo della storia nelle prossime settimane.

Paperone in Atlantide: un’opera annunciata
La nuova avventura del Papero più ricco del mondo è stata annunciata a fine 2025 su Topolino 3658 e 3659 con due pubblicità dedicate. I lettori più affamati hanno potuto inoltre leggere in anteprima il prologo della storia in occasione della Free Comics Week 2025, ritirando nelle fumetterie e nelle edicole aderenti il mini-libretto con le prime tavole abbozzate. La versione sketch è stata riproposta poi la scorsa settimana su Topolino 3660 a fondo libretto, preceduto da un editoriale-intervista di quattro pagine al Maestro Celoni e al suo rapporto con la storia e il mito di Atlantide.

Le grandi idee richiedono tempo
Come ci racconta Fabio Celoni nell’editoriale di Topolino 3660, l’idea per Paperone in Atlantide nasce proprio sotto la superficie dell’acqua. Per la precisione a Castro Marina, quando l’autore guardando verso il fondale ha avuto l’idea per quella che sarebbe stata, venticinque anni dopo, la storia che abbiamo il piacere di leggere. A pensarci, un quarto di secolo è un lasso di tempo davvero lungo comparato alla vita umana. Le idee che ci accompagnano crescono con noi, maturano e a volte le vediamo sgretolarsi sotto la loro fragilità. Per dar loro consistenza, sentiamo la necessitò di portarle in vita, di renderle materia. E dopo l’uscita de Il Destino di Paperone, il direttore Alex Bertani non ha perso tempo chiedendo a Celoni di rimettersi a lavoro su una nuova, grande avventura degna della grande narrazione disneyana. A raccontarlo è lo stesso Bertani, nell’editoriale di questo 3661 quasi interamente dedicato all’opera. Due anni di lavoro intenso che hanno portato a oggi, e che poggia le sue basi su opere come l’Odissea e Moby Dick -di cui la Disney ha creato l’adattamento a fumetti grazie ai disegni di Paolo Mottura-.
Un prologo che tiene in apnea
Se è proprio vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, questo vale per il Prologo di Paperone in Atlantide. Undici pagine e nessun balloon. Il richiamo all’ascoltare con gli occhi non è solo evidente, ma reso necessario in questo susseguirsi di vignette dai toni drammatici. In un mare in tempesta, a bordo della sua nave Il Tallero, Paperone tiene saldo il timone per mantenere una rotta ormai smarrita, mentre le acque agitate si abbattono sul fianco dell’imbarcazione. Tutto sembra rivolgere al peggio, ma il più duro dei duri non sembra aver intenzione di mollare, volgendo Lo sguardo sicuro davanti a sé bucando il foglio di carta, raggiungendo il lettore. Quattro sono le lettere in tutto il prologo. ROAR, il ruggito di un’onda che come un maelström inghiotte il nostro eroe e quel che resta della barca dall’albero spezzato. Tutto sembra perduto, ma nel suo lasciarsi andare nell’oscurità Paperone scorge i resti di un’antica civiltà perduta; è Atlantide, un luogo fra mistero ed immaginazione che da sempre è rimasto al centro di speculazioni e teorie sulla sua collocazione.

Su Topolino 3660 abbiamo potuto godere della versione draft della storia. Ai colori della versione finale invece vediamo Alessandra Amorotti, designata come colorista di questa saga. Ad aiutarla in questo arduo compito è Luca Merli, ai colori de Il Destino di Paperone che ha saputo tradurre le emozioni di quell’appassionante avventura tramite un uso abile dei toni. Nel prologo possiamo notare un uso delle tonalità di giallo blu rosso, con un mix di luci ed ombre a creare una dimensione onirica in questa prima fase della scoperta.
Primo Atto
Ora lo so!
Conosco finalmente il punto esatto!
Ciò che per millenni è rimasto un mito per tutta l’umanità sarà presto nelle mie mani,
con i suoi tesori e le sue leggendarie ricchezze!
Le sue strade mi aspettano…le strade d’oro di Atlantide!
Zio Paperone
Il primo atto si apre con la notizia della scomparsa del magnate del Klondike da parte del telegiornale di Paperopoli. Ad apprenderne la notizia in diretta sono Qui, Quo, Qua e Paperino che corrono subito da Battista, già al corrente di tutto. Come si avrà modo di scoprire, Zio Paperone è andato alla ricerca di Atlantide, riuscendo a decifrare la posizione esatta dell’antica civiltà perduta a partire da appunti portati da un misterioso visitatore, la cui identità rimane ci rimane nascosta. Nel tentativo di andare in soccorso dello Zione, l’improvvisata ciurma capitanata da Paperino salpa a bordo di Carabattola -nome d’ironia a suggerire il pessimo stato dell’imbarcazione- . I nostri eroi si troveranno presto in balia della stessa burrasca che ha volto di sorpresa Paperone, finendo anche loro ingoiati da Atlantide.
Questo primo atto ci fa fare un tuffo nel passato della produzione dell’artista. I tratti curvilinei dei suoi disegni e le composizioni ricche in ogni foglio sono ormai diventate un segno distintivo delle sue produzioni, da Dracula di Bram Topker a Lo strano caso del Dottor Ratkyll e di Mr. Hyde. Ogni pagina, se presa a sé stante, può essere separata dalla storia e vista come opera d’arte a sé stante. Gli ambienti, ricchi di dettagli come nel caso della raffigurazione dello studio di Paperone, portano il lettore a soffermarsi alla ricerca di indizi, tra carte nautiche e appunti scritti a penna, su dove possa essere andato il temerario cercatore d’oro del Klondike.

In questa capacità rendere le raffigurazioni espressive, Fabio Celoni riesce a dare profondità a momenti apparentemente tranquilli ma di grande impatto grazie nell’espressività donata ai personaggi. Un caso su tutti è il passaggio a pagina 16 in cui Paperino, affranto dal ritrovamento del pezzo di chiglia recante il nome della barca di Paperone, si rivolge allo zio nella notte stellata chiedendosi che fine abbia fatto.

In queste sei vignette c’è racchiuso un rapporto, quello tra Paperino e Paperone, che non solo Celoni ma tutti i disegnatori Disney hanno saputo creare ed approfondire in anni ed anni di narrazione. Ed è in questi momenti che lo spettatore riconosce in Paperino tutto l’affetto che ha sempre provato per suo Zio, una guida spirituale nonostante la scorza dura.
I membri dell’equipaggio però non sono soli. Uno misterioso avventuriero li insegue con la sua barca, rimanendo anche lui travolto nel mare in tempesta.
“Non ce l’ho fatta, Zio Paperone…Atlantide ci ha rapiti tutti…“
Paperino
Un inizio di storia emozionante. Non resta che aspettare i prossimi numeri di Topolino per leggere le prossime puntate e per capire che fine ha fatto quel grande avventuriero di Paperon de Paperoni!
E tu? cosa pensi di questo inizio di Paperone in Atlantide? Fammelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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