È in edicola da Mercoledì 17 Dicembre l’ultimo numero di Topolino Magazine, che con il numero 3656 dà ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie del 2025 in casa Disney!
numero di Topolino si presenta come un libretto dedicato al Natale, composto da cinque storie a tema festivo, ognuna caratterizzata da uno stile narrativo e da un’atmosfera diversa. Un mix riuscito di emozioni, avventura e spirito natalizio che rende l’albo davvero interessante.
In questa recensione di Topolino 3656 analizziamo nel dettaglio i contenuti del numero, soffermandoci sugli elementi che lo rendono un’uscita speciale e consigliata, sia per i lettori storici sia per chi vuole avvicinarsi al mondo Disney durante il periodo natalizio. Pronti? Cominciamo.
Una Cover Festosa: Stitch arriva in copertina
Partiamo dalla copertina, che con le sue tonalità di blu regala un insieme con un primo impatto davvero magico. A comunicarcelo è proprio lo strillo Libera la Meraviglia, sovrastante un Paperino vestito da Babbo Natale che tutto si aspetta fuorché che Stitch esca dal camino. Una composizione azzeccata, che vede il ritorno di un personaggio Disney alternativo agli ormai habitué paperi e topi. Un richiamo al passato senza dubbio, quando i protagonisti dell’universo Disney a tutto tondo trovavano posto nelle copertine di Topolino per l’uscita di un film al cinema o un evento promozionale.

Personalmente ho amato questa copertina, che rispetto alla bozza annunciata sui canali ufficiali settimane fa vede l’aggiunta di stelle e un gradiente di luce che parte proprio dal nostro amato alieno. Il logo dorato con finitura lucida impreziosisce questo 3656, dandogli un connotato diverso dalle uscite regular dell’anno. Unica nota dissonante è lo strillo, che con la ripetizione del trademark Disney a mio avviso ha sporcato la resa finale di una cover che sarebbe potuta essere perfetta. Come si legge a pagina 6, lo slogan lancia una campagna retail per le feste, ma se l’intento deve essere spiegato credo decreti già il mancato effetto.
Topolino e il Caso della Slitta Slittata
Una delle due storie che più mi sono piaciute é Topolino e il Caso della Slitta Slittata. Scritta da Tito Faraci e con i disegni di Giuseppe Zironi, ci proietta in una Topolinia innevata la vigilia di Natale. Grazie all’aiuto di Pietro Gambadilegno Topolino, l’ispettore Manetta e i suoi colleghi aiuteranno il vero Babbo Natale a recuperare la sua slitta che si rivelerà non rubata ma semplicemente rimossa. Una storia spensierata, che ci trasporta nell’atmosfera notturna di attesa del Natale grazie anche alle vignette mute con l’effetto bokeh della città illuminata sullo sfondo. Approvata!

La fortuna di essere sé stessi: Paperino e la Fortuna Rubata
E veniamo alla storia che più di tutte mi ha incantato, ovvero Paperino e la Fortuna Rubata. Una storia con un semplice espediente, ma di una resa davvero d’impatto, complice la sceneggiatura di Giovanni Eccher e i disegni di Blasco Pisapia. La trama in due righe é la seguente: Paperino attraversa un personaggio misterioso ad attraversare la strada, e riceve in cambio una moneta che gli porterà fortuna finì a quando la porterà con sé. Ecco come lo quattrinato nipote di Paperone vedrà la dea bendata giocare in suo favore, a discapito però di quella che vedrà abbandonare la vita del cugino Gastone, noto per i suoi colpi di fortuna. A fare emozionare è una commistione di elementi che concorrono ad un risultato davvero egregio. La costruzione della trama, unita ai valori trasmessi, rendono questa storia degna di essere ricordata. Qui vi riporto i due elementi. La prima, che ci viene raccontato, è l’incapacità di Gastone, che ha poggiato la sua stessa esistenza sulla fortuna, di vivere in autonomia quando si trova a dover fare i conti con il destino avverso.
Il secondo punto va invece ricercato in un parallelismo nascosto che vale quanto un tesoro del Klondike. Verso la fine della storia, vediamo Paperino gettare la moneta della fortuna dal ponte dopo essersi dichiarato meritevole di fortuna. Lo splash della moneta nel mare e quel Bah esclamativo ci catapulta ad un altro momento chiave della narrazione dei paperi, ad opera di Don Rosa. Io ci ho visto un chiaro riferimento al finale de Il leggendario Papero del deserto d’Australia (Dreamtime Duck of the Never Never), del 1993. Nel settimo capitolo della Saga di Paperon de Paperoni vediamo infatti Scrooge McDuck lasciare , con le stesse dinamiche del nipote anni dopo, l’opale sacro nella grotta dopo essersi domandato il valore di una ricchezza ricevuta e non guadagnata con sacrificio.

Tale zio, tale nipote verrebbe da dire. Una cosa però é certa: nel mare delle storie recenti si possono ancora trovare gemme capaci di trasmettere valori che superano la prova del tempo.
Altra menzione va fatta a Archimede, Nonna Papera e l’Aiutante Robot. Questa storia interamente realizzata da Arild Mithun, famoso cartoonist Norvegese noto per i suoi lavori con Egmont. Una storia breve dai sapori classici ed i tratti definiti e sottili che adoro, perché mi riportano ad un passato nostalgico in cui amo sempre perdermi.

Una variant Cover per un Numero speciale
Quest’anno Topolino ha abbandonato la formula delle copertine componibili che siamo soliti vedere da 2 anni -un trittico nel 2023 e un dittico nel 2024- . Questa iniziativa é stata molto apprezzata dal pubblico, perché permetteva di godere di un’illustrazione estesa risultato di un intero periodo Natalizio. Quest’anno invece Panini ci ha regalato non solo la regular , ma anche una variant, anch’essa dai toni vintage. L’illustrazione, realizzata dal Maestro Andrea Freccero, gira oltre la prima di copertina per terminare sul retro, andando a racchiudere il volumetto in una coperta argentata per un effetto holo dai toni decisamente suggestivi. I disegni riprendono un biglietto di auguri di Natale firmato da Walt Disney! Come potete vedere sotto, nella composizione originale manca Paperino che cavalca la renna.
Sarà interessante comparare la variant – l’ho preordinata a inizio Dicembre sul sito ma la devo ancora ricevere – con prossimo Topolino 3657, la cui illustrazione si preannuncia essere simile. Ve ne parlerò nella recensione del prossimo numero, il 3657, in uscita il prossimo 24 Dicembre.