Partenze e ritorni in questo nuovo Topolino 3653 uscito il 26 Novembre scorso, che con la sua flip cover vede i due principali protagonisti di questo numero contendersi la prima e la quarta di copertina. Ad accompagnare il celebre logo della testata troviamo infatti un Topolino in pieno mood da viaggiatore con un motorino carico di bagagli e lo sguardo sognante. I toni del blu ricordano l’atmosfera nordica e dell’avventura, confermata dal cartello indicante l’indicazione per la punta settentrionale del continente europeo, North Cape.

Topolino a Capo Nord
L’illustrazione di copertina con il disegno di Davide Cesarello che richiama la prima storia di questa uscita: Topolino e la Promessa Ripromessa. Il racconto grafico fa parte del ciclo di storie Topolino Giramondo, basate sul viaggio e la ricerca di storie. Questa volta Topolino, inviato dal suo direttore per catturare le aurore boreali, si dirigerà verso alte latitudini. La destinazione è Capo Nord, ma nel suo percorso il nostro giornalista rimarrà “bloccato” nel paese di Snippo Snappo dove aiuterà il sindaco a far luce sulla storia del vecchio motorino recuperato dalle acque e a restituirlo al suo legittimo proprietario per permettergli concludere una promessa da mantenere dopo quaranta anni. Una trama sul viaggio, sulla curiosità ma anche sul valore della condivisione dei momenti con le persone che amiamo. Un pezzo davvero riuscito, completamente disegnato e scritto da Giuseppe Zironi che merita la storia principale. Complimenti.

Il Ritorno di Jason Aaron: Earth’s Mightiest Duck
E veniamo al vero motivo del mio acquisto, ovvero Zio Paperone Il Papero più Potente della Terra. A circa un anno e mezzo dalla sua uscita in Italia con Zio paperone e il Decino dell’Infinito nel Topolino 3579, Jason Aaron torna con una nuova saga dedicata al papero più ricco della terra. La sua precedente opera sullo zione ha ricevuto apprezzamenti e critiche. Venti contrastanti, dovuti forse alla brevità della storia e alla sua scarsa articolazione nel tentativo di comprimere una trama complessa e molto valida in poche pagine. Le giuste premesse, con il mancato Natale su Monte Orso di Carl Barks che noi tutti conosciamo, c’erano eccome. Su questa storia centrata a metà poggiano le fondamenta di un nuovo ritorno di Aaron, che promette una saga più strutturata in quattro parti. In questo numero vediamo Prologo e Parte Prima. Ma andiamo con ordine.
Una copertina stellare
La quarta di copertina di questo numero del settimanale Disney è, come molti altri numeri prima di questo in occasione di crossover con Marvel, una copertina secondaria a tutti gli effetti. Troviamo raffigurato un Zio Paperone accerchiato da malvagi robot, mentre cerca di difendere un Paperino che sembra essere stato congelato nella carbonato in pieno stile Han Solo, il leggendario contrabbandiere di Guerre Stellari. Lo stile pittorico di Gabrielle dell’Otto coglie appieno la drammaticità di questo incipit di saga, proiettata in un futuro apocalittico per mano di una specie proveniente dallo spazio.

Parte Prima – L’Inizio della Fine
La Paperopoli che conosciamo non esiste più. La razza aliena, anch’essa col becco, conosciuta con il nome di Gli Intenditori, ha depredato i beni culturali del mondo dei paperi. Tutto è stato razziato e imbustato per la conservazione – che Aaron voglia alludere ai collezionisti con una critica al mondo odierno e alla Bubble of everything? – . Solo un bene manca all’appello, e sembra introvabile: le monete del deposito di Zio Paperone. Sparite nel nulla, gli alieni le cercano in ogni angolo del globo, persino nella testa di Scrooge McDuck, che si ritrova collegato ad un macchinario in pieno stile Matrix mentre gli invasori cercano di estogliere ogni indizio possibile sulla collocazione del tesoro. Una guerra che si combatte fuori e dentro la mente dello Zione, che però non è solo. Là fuori, Le Giovani Marmotte lottano per liberare un Paperino imprigionato e pronto per essere sacrificato nel tentativo di recuperare l’oro dello zio da un vulcano attivo. Un Donald, per quel poco che compare, con il giusto timbro comico che mi ha ricordato Pikappa.

La catarsi emozionale vede l’incontro del Paperone della timeline principale con sé stesso da piccolo lustrascarpe di Glasgow. Un incontro assurdo, intenso proprio nella sua tradizionale impossibilità. Due linee temporali dello stesso personaggio che si ricongiungono, con il vecchio Zio che mette in salvo il sé stesso bambino come un quinto nipote per preservare il suo ricordo.
Che sia la volta buona?
Attendiamo gli sviluppi di questa saga, che vede ben 5 disegnatori condividere le matite per una prova di forza complessiva che inizia con uno stile draft e spigoloso con Mamhud Asrar per le tavole 1-7, seguendo con lo stile quasi pikappiano della timeline principale con Ciro Giancalosi nei blocchi 8-17 e 24-25 e per concludere con un richiamo al passato, grazie al tratteggio Donrosiano viene ritrovato nelle tavole 18-23 ad opera di Giuseppe Camuncoli e Daniele Orlandini.
Una nuova promessa, quella di Aaron, che punta a lasciare definitivamente il segno nella storia di Paperon de Paperoni. Che sia la volta buona? Dalle premesse, potremmo esserci.
Ps: Il Topolino 3653 è disponibile anche nella variant cover presentata alla Milano Games Week 2025 e realizzata da Fraffrog. Un numero che vale la pena possedere in qualsiasi delle due versioni, e da leggere tutto d’un fiato: lo trovate in edicola e sul sito Panini.it!