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  • Recensione Topolino 3653:  Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Recensione Topolino 3653: Topolino Giramondo e il ritorno del Paperone di Jason Aaron

    Partenze e ritorni in questo nuovo Topolino 3653 uscito il 26 Novembre scorso, che con la sua flip cover vede i due principali protagonisti di questo numero contendersi la prima e la quarta di copertina. Ad accompagnare il celebre logo della testata troviamo infatti un Topolino in pieno mood da viaggiatore con un motorino carico di bagagli e lo sguardo sognante. I toni del blu ricordano l’atmosfera nordica e dell’avventura, confermata dal cartello indicante l’indicazione per la punta settentrionale del continente europeo, North Cape.

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    Copertina del Topolino 3653

    Topolino a Capo Nord

    L’illustrazione di copertina con il disegno di Davide Cesarello che richiama la prima storia di questa uscita: Topolino e la Promessa Ripromessa. Il racconto grafico fa parte del ciclo di storie Topolino Giramondo, basate sul viaggio e la ricerca di storie. Questa volta Topolino, inviato dal suo direttore per catturare le aurore boreali, si dirigerà verso alte latitudini. La destinazione è Capo Nord, ma nel suo percorso il nostro giornalista rimarrà “bloccato” nel paese di Snippo Snappo dove aiuterà il sindaco a far luce sulla storia del vecchio motorino recuperato dalle acque e a restituirlo al suo legittimo proprietario per permettergli concludere una promessa da mantenere dopo quaranta anni. Una trama sul viaggio, sulla curiosità ma anche sul valore della condivisione dei momenti con le persone che amiamo. Un pezzo davvero riuscito, completamente disegnato e scritto da Giuseppe Zironi che merita la storia principale. Complimenti.

    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3
    Topolino e la Promessa Ripromessa: Estratto pp 2-3. Credits Panini Comics

    Il Ritorno di Jason Aaron: Earth’s Mightiest Duck

    E veniamo al vero motivo del mio acquisto, ovvero Zio Paperone Il Papero più Potente della Terra. A circa un anno e mezzo dalla sua uscita in Italia con Zio paperone e il Decino dell’Infinito nel Topolino 3579, Jason Aaron torna con una nuova saga dedicata al papero più ricco della terra. La sua precedente opera sullo zione ha ricevuto apprezzamenti e critiche. Venti contrastanti, dovuti forse alla brevità della storia e alla sua scarsa articolazione nel tentativo di comprimere una trama complessa e molto valida in poche pagine. Le giuste premesse, con il mancato Natale su Monte Orso di Carl Barks che noi tutti conosciamo, c’erano eccome. Su questa storia centrata a metà poggiano le fondamenta di un nuovo ritorno di Aaron, che promette una saga più strutturata in quattro parti. In questo numero vediamo Prologo e Parte Prima. Ma andiamo con ordine.

    Una copertina stellare

    La quarta di copertina di questo numero del settimanale Disney è, come molti altri numeri prima di questo in occasione di crossover con Marvel, una copertina secondaria a tutti gli effetti. Troviamo raffigurato un Zio Paperone accerchiato da malvagi robot, mentre cerca di difendere un Paperino che sembra essere stato congelato nella carbonato in pieno stile Han Solo, il leggendario contrabbandiere di Guerre Stellari. Lo stile pittorico di Gabrielle dell’Otto coglie appieno la drammaticità di questo incipit di saga, proiettata in un futuro apocalittico per mano di una specie proveniente dallo spazio.

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    Cover Variant Gabriele dell’Otto. Credits: Marvel

    Parte Prima – L’Inizio della Fine

    La Paperopoli che conosciamo non esiste più. La razza aliena, anch’essa col becco, conosciuta con il nome di Gli Intenditori, ha depredato i beni culturali del mondo dei paperi. Tutto è stato razziato e imbustato per la conservazione – che Aaron voglia alludere ai collezionisti con una critica al mondo odierno e alla Bubble of everything? – . Solo un bene manca all’appello, e sembra introvabile: le monete del deposito di Zio Paperone. Sparite nel nulla, gli alieni le cercano in ogni angolo del globo, persino nella testa di Scrooge McDuck, che si ritrova collegato ad un macchinario in pieno stile Matrix mentre gli invasori cercano di estogliere ogni indizio possibile sulla collocazione del tesoro. Una guerra che si combatte fuori e dentro la mente dello Zione, che però non è solo. Là fuori, Le Giovani Marmotte lottano per liberare un Paperino imprigionato e pronto per essere sacrificato nel tentativo di recuperare l’oro dello zio da un vulcano attivo. Un Donald, per quel poco che compare, con il giusto timbro comico che mi ha ricordato Pikappa.

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    Estratto tavole 14-15. Credits: Panini Comics

    La catarsi emozionale vede l’incontro del Paperone della timeline principale con sé stesso da piccolo lustrascarpe di Glasgow. Un incontro assurdo, intenso proprio nella sua tradizionale impossibilità. Due linee temporali dello stesso personaggio che si ricongiungono, con il vecchio Zio che mette in salvo il sé stesso bambino come un quinto nipote per preservare il suo ricordo.

    Che sia la volta buona?

    Attendiamo gli sviluppi di questa saga, che vede ben 5 disegnatori condividere le matite per una prova di forza complessiva che inizia con uno stile draft e spigoloso con Mamhud Asrar per le tavole 1-7, seguendo con lo stile quasi pikappiano della timeline principale con Ciro Giancalosi nei blocchi 8-17 e 24-25 e per concludere con un richiamo al passato, grazie al tratteggio Donrosiano viene ritrovato nelle tavole 18-23 ad opera di Giuseppe Camuncoli e Daniele Orlandini.
    Una nuova promessa, quella di Aaron, che punta a lasciare definitivamente il segno nella storia di Paperon de Paperoni. Che sia la volta buona? Dalle premesse, potremmo esserci.

    Ps: Il Topolino 3653 è disponibile anche nella variant cover presentata alla Milano Games Week 2025 e realizzata da Fraffrog. Un numero che vale la pena possedere in qualsiasi delle due versioni, e da leggere tutto d’un fiato: lo trovate in edicola e sul sito Panini.it!

  • Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca: il ritorno del Klondike che ci commuove

    Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca: il ritorno del Klondike che ci commuove

    Ci sono storie destinate a lasciare un segno nella storia delle pubblicazioni Disney, e Zio Paperone e le Ultime Lune dell’Agonia Bianca è senza dubbio una di queste. Il numero 3650 di Topolino, uscito lo scorso 5 novembre 2025, ci ha regalato una storia in due puntate che vede il Papero più ricco del mondo tornare ancora una volta nel Klondike, la terra che ha forgiato la sua fortuna. Questa volta, però, l’intrepido Zione non è alla ricerca di nuovi tesori: è deciso a chiudere i conti con un passato che da troppo tempo lo trattiene nel vortice della nostalgia.

    Passaggio della storia Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca in cui si racconta l'intraprendenza di Paperone e la sua decisione del tornare nel Klondike
    Credit: Panini Comics

    Per gustare appieno questa avventura servono due ingredienti imprescindibili. Il primo è la conoscenza de “L’Argonauta del Fosso dell’Agonia Bianca”, ottavo capitolo della Saga di Paperon de’ Paperoni di Don Rosa. Se non l’avete ancora letta — la storia e la saga — vi consiglio caldamente di recuperarla. Il secondo punto di partenza lo si trova a pagina 3, con l’editoriale di Alex Bertani, che cita il passato definendolo “una terra straniera”. E in effetti è così: nei luoghi che ci hanno cresciuti e plasmato ritroviamo frammenti di noi stessi, ma se non li affrontiamo con uno spirito rinnovato rischiamo di perderci, annegando nei ricordi e nelle visioni distorte di un passato che vorremmo riafferrare anche solo per un istante.

    A rendere questa storia speciale è il modo in cui disegni, scrittura e sceneggiatura convivono in perfetta armonia. La storia, ad opera di Marco Gervasio e Marco Nucci, ci regala tavole classiche alternate a sezioni ben più immersive grazie alla maestria di Ivan Bigarella, dove le vignette si fondono in veri e propri quadri d’atmosfera, con sfondi dipinti che amplificano l’impatto emotivo della scena. La sceneggiatura sostiene egregiamente il ritmo di entrambi gli episodi, con un’apertura misteriosa che troverà suo compimento solo alla fine dell’intreccio.

    Un’eredità spirituale

    Il lascito del Fosso dell’Agonia Bianca al nipote distratto rappresenta più che un semplice gesto di affetto da parte del vecchio taccagno. È un passaggio fondamentale nell’evoluzione di un personaggio che molti ritenevano ormai “concluso”, incapace di offrire nuove sfumature per via della sua età e della sua storia consolidata. Don Rosa aveva esplorato il suo passato, mostrandoci come Paperone fosse diventato se stesso. Il team di Gervasio & Co ci regala invece un passo in avanti: un Scrooge McDuck inedito, capace di introspezione senza perdere la sua forza. Un papero al quale non mancano i dollari, ma che sa concedersi il lusso di ascoltare la vita — come accade nel bellissimo passaggio a pagina 25 che vi riporto sotto, in cui si ferma a contemplare la luna e a lasciarsi accarezzare dal vento del nord.

    passaggio del racconto Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca in cui Paperone si lascia sopraffare dalla nostalgia
    Credit: Panini Comics

    Il risveglio di Doretta Doremì

    L’evoluzione di Paperone diventa anche il motore per la rinascita di un altro personaggio chiave dell’universo barksiano e donrosiano: Doretta Doremì. L’impavida barista del Saloon appare ormai lontana dalla giovane donna intraprendente dei tempi della Corsa all’Oro. Ha perso la sua verve, e con essa il legame con la musica che un tempo animava le notti gelide del Klondike. Ma è proprio quel legame interrotto con il pianoforte a chiudere il cerchio del racconto: un ritorno simbolico alle origini, un atto di riconciliazione con se stessa che fa da eco al percorso di Paperone.

    Un viaggio dentro di noi

    In queste 46 pagine il lettore viene trascinato in un viaggio che va ben oltre le distese ghiacciate dell’Alaska. È un percorso interiore, che ci costringe — proprio come i protagonisti — a fare i conti con le nostre nostalgie e con ciò che abbiamo lasciato indietro. Le Ultime Lune dell’Agonia Bianca non è solo una grande storia di Paperone: è un racconto sul tempo, sulla memoria e sulla capacità di perdonarsi.

    Prima pagina della storia Zio Paperone e le Ultime Lune dell'Agonia Bianca, con i ricordi di Doretta Doremi
    Credit: Panini Comics