Nel primo articolo di questa Guida alla Post Produzione in Fotografia ti ho spiegato come una buona organizzazione e gestione dei tuoi file sia alla base di un processo di editing efficace. In questo seconda parte ti porterò nel cuore del processo di post produzione, analizzando i passaggi fondamentali per la manipolazione dei tuoi scatti a partire dal dato sorgente per arrivare al risultato finale, pronto per essere salvato e condiviso.
Premessa: ho scritto questo articolo non riferendomi a softwares in particolare perché quello che voglio passarti sono concetti base che non dipendono da un programma. Se fatte tue, queste nozioni possono aiutarti ad avere una visione d’insieme chiara del processo di post produzione. La loro applicazione quindi sarà una naturale conseguenza. Cominciamo!
Sperimenta, ma con consapevolezza
Quando premi l’otturatore della tua macchina fotografica o del tuo smartphone, vuoi catturare un momento. Se stai leggendo questo articolo è perché probabilmente sei interessato a capire come raggiungere un risultato, un’idea di fotografia che hai immaginato. Lo so, sarai subito tentato di entrare nel software che hai scelto per provare a modificare la foto ed in parte è vero, non c’è cosa migliore che sperimentare sul campo mettendo le mani in pasta.
Io stesso ho appreso le basi della post produzione passando le ore e gli anni a provare e riprovare, talvolta non soddisfatto del risultato ottenuto. E quello che ho subito notato è che ogni volta che provavo ad editare lo stesso scatto da zero ottenevo un risultato diverso nonostante nella mia testa la direzione verso la quale volevo dirigermi fosse nota. Questo accade perché ogni volta che si modifica una fotografia intervengono fattori esterni ed interni che alterano il processo in maniera definitiva. Uno schermo con una calibrazione del colore differente, il nostro mood, la sequenza delle azioni di editing invertita: insomma, ogni ingrediente fa sì che, a meno che non usi un preset, il risultato finale sia diverso.
Cerca quindi di apprendere le basi e soffermati sul significato di quello che ti andrò a spiegare in questo articolo, in modo che tu possa elaborare queste informazioni e avere un’idea chiara di dove stai andando.
Gli step per una Post Produzione Completa
To ho riassunto di seguito gli step principali di post produzione che molti software di editing fotografico permettono:

Import dello Scatto Sorgente
Il primo passaggio è il caricamento dell’immagine nel software di editing fotografico. Se hai seguito l’articolo precedente, non dovresti avere problemi e ti basterà caricare il file nel tuo software di editing. Al momento ne utilizzo principalmente due: Adobe Camera RAW collegato ad Adobe Photoshop per editing sul computer, e Snapseed di Google per quando sono in mobilità con iPhone o iPad.
Correzione del Profilo Lente
Questa correzione geometrica punta a correggere il campo di distorsione e la vignettatura generata in fase di scatto dall’ottica della lente. Ogni obiettivo, in ogni sua focale ammissibile, produrrà un campo di immagine che avrà una distorsione rispetto alla realtà. Con questo semplice passaggio si andrà quindi a correggere la distorsione andando a ricreare un campo per quanto più possibile.
Attenzione: l’applicazione del profilo lente non è sempre valido per tutte le tecniche fotografiche, specialmente quelle che vedono la combinazione di più scatti insieme in cui fra il soggetto ripreso e la macchina fotografica vi è movimento relativo (ad esempio: Startrails).
Crop, Orientamento e Trasformazione
A questo punto, quello che ti consiglio di fare è andare ad accertarti che il campo inquadrato comprenda ciò che vuoi mostrare, nel modo in cui tu lo vuoi mostrare.
Negli anni ho letto opinioni contrastanti sul ritaglio e la trasformazione geometrica dell’immagine. C’è chi preferisce andare a ritagliare la fotografia solo a valle dell’intero processo di post produzione. Io sono della scuola “prepara la tela, e dopo dipingi”. Ovvero, prima andiamo a isolare la composizione, aiutandoci con le griglie per andare a disporre gli elementi compositivi secondo le regole intenzionalmente scelte, e solo dopo iniziamo a processare la fotografia.
Gli strumenti più noti per andare a fare questo sono il Ritaglio dell’immagine (crop) e l’Orientamento, che il più delle volte costituisce la messa in bolla dell’orizzonte. Altre volte però, soprattutto nel caso di scatti effettuati con prospettiche che comprendono diversi elementi e scenari complessi, sorge la necessità di allineare fra loro le linee di composizione verticali ed orizzontali. In questo caso i software di editing professionali come Adobe Camera RAW o Adobe Lightroom ci vengono incontro permettendoti di selezionare le linee notevoli per poi andare a trasformare opportunamente l’intera immagine. Il mio consiglio è di evitare in prima approssimazione questo step, e di riservarlo solo dopo che avrai acquisito esperienza nella post produzione per non incorrere in effetti non desiderati.
Color Correction e Color Grading: chiariamo I dubbi
La differenza tra Color Correction e Color Grading causa da sempre molta confusione tra i fotografi amatoriali.
Lo scopo della Color Correction, o Correzione del Colore, è quella di avvicinare quello che vediamo dello scatto su schermo a quello che i nostri occhi hanno visto mentre scattavano la foto. In questa fase dell’editing fotografico quindi lo scopo è di riportarsi alle stesse condizioni di luminosità e, tinta e saturazione di cui abbiamo fatto esperienza quando abbiamo deciso di ritrarre il nostro soggetto.
Della Color Correction fanno parte operazioni come il Bilanciamento del Bianco (White Balance, WB) e l’aggiustamento delle curve tonali.
Ricorda: Per il Il White Balance, conviene sempre settare il valore più rappresentativo, espresso in Kelvin, durante lo scatto da macchina. Ma non ti preoccupare: il bilanciamento del bianco è un’operazione che può essere sempre rimandata all’editing
Il Color Grading è un processo in più, che punta ad una regolazione dell’immagine tale da suscitare nello spettatore un sentimento. Con il Color Grading in sostanza hai modo di andare a variare il look stilistico della tua immagine, giocando con i singoli colori e andando a imprimere nello scatto il mood che più desideri.
Ricorda: alla fase di Color Correction non è necessario seguire con una fase di Color Grading. Ma la fase di Color Grading deve basarsi su una fase di Color Correction adeguatamente eseguita.
Modifiche Base: Regolazione Base dell’Immagine
A questo punto sei pronto per la regolazione base del tuo scatto. Il formato RAW possiede in sè tutte le informazioni, senza degradazione. Se hai fatto buon uso dell’istogramma, avrai ottenuto un’immagine correttamente esposta. A questo punto, devi metterti nei panni di uno scultore e pian piano tirare fuori i dettagli, facendo uso delle regolazioni come Esposizione, Contrasto, Luci ed Ombre, Bianchi e Neri.
Ognuno di questi parametri agisce in maniera diversa sull’istogramma o su parti di esso. Vediamo insieme le loro principali caratteristiche:
- Esposizione: aumenta la Luminosità di ogni sezione dell’istogramma. Come risultato, vedrai l’intera distribuzione di pixels traslare a seconda del valore di esposizione che andrai a settare;

- Neri, Ombre, Luci, Bianchi: questi parametri non agiscono su tutto l’istrogramma ma su alcune regioni di esso;

Attenzione: una variazione brusca di questi parametri, a partire da un’immagine non correttamente esposta, potrebbe comportare una saturazione delle luci o delle ombre con conseguente perdita delle informazioni.
Modifiche Base: Bilanciamento Tonale e Curve di Contrasto
Sebbene non sia considerato puramente come aggiustamento base all’immagine, l’uso delle Curve Tonali puoi considerarla come una tecnica base. Ma con una dovuta precisazione: i parametri base nel paragrafo precedente agiscono sui dati sorgente dell’immagine, mentre le curve di contrasto agiscono su dati già elaborati. Devi quindi considerare le Curve di Contrasto come un ulteriore step di regolazione base che ti permette di agire in maniera dedicata su aree già lavorate in precedenza.
Regolazione del Colore: HSL e Color Grading
Come già spiegato nella sezione precedente di questo articolo, puoi saltare questo step se sei alle prime armi per non incorrere in aberrazioni non volute. Ho intenzione di affrontare la tematica del Color Grading in un articolo dedicato, perchè è un argomento complesso e richiedere il giusto spazio per essere trattato.
Vignettatura, Grana e Dettagli
A questo punto, sei pronto per gli ultimi ritocchi. Se vuoi dare ad esempio un look vintage aggiungendo artefatti come grana o graffi, cornici, oppure un effetto di vignettatura artificiale, questo è il momento giusto. Io non sono solito introdurre questi elementi, ma sperimentare non fa mai male!
Esporta la tua Immagine
Fatto. La tua immagine è finalmente pronta per essere condivisa. Adesso disponi di una mappa che ti permette di orientarti nei vari step di post processing in campo fotografico. Sarai contento di sapere che, se un giorno vorrai passare ad editing video, molti di questi concetti potranno essere ereditati.
Il consiglio che con cui voglio lasciarti è di applicare questa mappa mentale sperimentando su alcune delle fotografie che hai scattato o che scatterai, in modo da renderti conto in prima persona non solo del processo ma delle tue preferenze in fase di editing. Quello che più importa infatti sul medio e lungo termine è sviluppare un gusto ed un senso dello stile personale, che ti contraddistingua e che ti rappresenti appieno nel tuo percorso fotografico.
Buona Luce
Emanuele