Recensione Squier by FenderStratocaster: Un’Analisi Approfondita di un Classico Accessibile

Ci sono pezzi che scrivo per sfogo quando mi sento ispirato, altri per condividere quello che mi piace e che merita di essere raccontato. Questo pezzo ha un sapore diverso. Vuole essere un omaggio ad uno strumento che da 15 anni fa parte della mia vita e continua in maniera più o meno diretta ad influenzarla.
Sto parlando della mia Stratocaster Squier by Fender.
Lo so, forse alcuni di voi si staranno chiedendo il senso di scrivere di una chitarra entry level, dopotutto non stiamo mica parlando di una Custom Shop. Quindi la prima domanda da porsi è:

Perché una Squier?

Beh, prima di tutto Squier Stratocaster è stata la mia prima chitarra elettrica, e la seconda chitarra che abbia mai posseduto. Ha sancito il mio approdo al mondo dell’amplificazione sonora due anni dopo che ho preso in braccio la mia prima chitarra, una Yamaha acustica nel 2007. Ricordo ancora la sensazione al rientro dal negozio di strumenti musicali Merula nel possedere finalmente uno strumento rock!

Ma non ero il solo…

La Squier ha rappresentato per molti il primo passo nel mondo musicale. Nelle loro varie declinazioni, queste chitarre entry level e mid range rappresentano ancora oggi una soluzione per chi vuole avvicinarsi ad un’architettura Fender senza spendere cifre importanti. Un po’ come avviene per chi acquista Epiphone guardando sempre all’olimpo di Gibson, lo stesso si può dire di Squier per il mondo Fender. Dei tanti modelli prodotti dalla casa di Scottdale, Arizona, ce n’è uno che trasuda rock ‘n roll da ogni fibra dei suoi legni. 

Se vi dico Hendrix, Blackmoore, Clapton e chi più ne ha più ne metta in lista, cosa vi viene in mente?

Con il suo profilo che ricorda una fiamma, la Stratocaster è dalla metà degli anni ‘50 sinonimo di leggenda nel mondo musicale. I tre pickups ed il selettore a 5 posizioni offrono un ventaglio di cromie sonore che permettono di spaziale dal blue al metal più pesante. Oggetto di desiderio da parte di molti, ha trovato il suo ingresso nel mercato delle chitarre affordable tramite Squier, diventata parte del gruppo fender alla fine degli anni sessanta.

Veniamo quindi a questa Stratocaster Standard, che ho scoperto solo recentemente essere stata prodotta due anni prima dell’acquisto.
Spulciando sul web infatti è possibile tracciare l’anno e il luogo di produzione di qualsiasi Squier a partire dal seriale riportato dietro la paletta. Secondo il sito squierwiki.comil codice alfanumerico del serial number indica che questa Stratocaster è stata assemblata in Indonesia nel 2007. 
I primi due caratteri indicano il luogo e lo stabilimento di provenienza. I sta per Indonesia, C per Cor-Tek (Cort). La Cort Guitars è un’azienda coreana con sede a Seoul che produce strumenti musicali per altre marche sotto licenza. Aperto nel 1995, lo stabilimento della P.T Cort conta più di 2000 dipendenti con un volume di produzione di unità che supera il milione per anno.

Entriamo quindi nei dettagli di questa perla direttamente dal Mar di Giava.

Il Body

Il corpo è in Agathis, un legno morbido e usato in Indonesia per la produzione di strumenti di entry-level. Ora, questo materiale si è trovato al centro di discussioni riguardo la sua natura e qualità. Considerato il fratello povero del Mogano, gli viene imputata una conseguente mancanza di sustain per gli strumenti che lo utilizzano. Questo certamente ha un fondo di verità, se si pensa al fatto che un legno morbido rispetto ad uno duro e denso assorbe le vibrazioni sottraendole alle corde. La finitura è la cosiddetta Antique Burst, con un color grading che vira dal nero ai bordi al rosso scuro verso il centro del corpo.

Il ponte con Tremolo Sincronizzato a 2-punti permette l’inserimento della leva tramite avvitamento nella filettatura predisposta. Sarà che non ho mai approfondito il suo utilizzo, o che il tremolo mi fa troppo effetto Gilmour con smorfia, ma non l’ho mai sfruttato a dovere. Per mio stile anche sulla Fender Stratocaster Deluxe quando voglio dare un effetto tremolo sugli open chords non mi affido alla leva ma alla uso dell parte esterna del palmo.

Il Manico

Il manico ha un profilo a “C” ed è in acero come la tastiera di 22 tasti taglia medium-jumbo. Ecco, il manico è forse l’elemento costruttivo di questo strumento che più ho imparato ad amare negli anni, proprio perché con il tempo è migliorato. L’attacco delle corde inziale era più alto di quello attuale c’è da dire, ed il lavoro di liuteria ha ridotto abbastanza questa distanza. Al tatto, il manico della Squier nuova era costituito da molte venature e micro pori che rendevano il manico tutto fuorché veloce. Questo limite si supera a mio avviso solo con l’utilizzo nel tempo: una volta levigata dalle dita la tastiera permetterà una migliore presa e regalando molte emozioni.

La paletta in stile ’60 presenta il logo Squier con la decalcomania STRATOCASTER grande e ricurva, mentre nello sbuffo è indicata la serie. Per risolvere inoltre il ronzio delle corde in posizione aperta, è stato aggiunto un ulteriore string tree a quello in dotazione.

Devo dire che le meccaniche mi hanno sempre stupito. Pressofuse, mantengono l’accordatura di questo strumento in maniera più che dignitosa, ma non sono in grado ad oggi di dire se sono stato fortunato io a trovare una chitarra ben stabilizzata tra le tante di produzione.

I Pickups

E veniamo ai trasduttori, che possiamo considerare come le corde vocali della chitarra. Questa stratocaster in configurazione SSS possiede 3 pickups Single Coil con magnete in alnico. Ad alti valori di gain sono molto rumorosi, ma quando si è in clean risultano forniscono quel suono ciccione pur non essendo ceramici. Per aumentare la performance in overdrive e distorsione, una buona opzione potrebbe essere quella di sostituire al ponte il single coil con un humbucker, ma anche lì dipende dallo stile musicale che più sentite vostro.

Il selettore è quello che possiamo trovare sulle Stratocaster tradizionali: 5 posizioni, ognuna che attiva una combinazione differente di pickup come da tabella che riporto sotto. La manopola del master volume e le due dei toni accompagnano la parte inferiore del battipenna tartarugato a 4 strati offrendo le variazioni di sonorità essenziali e senza pretese per un chitarrista che vive la musica.

Squier: una buona scelta per iniziare?

In definitva, sappiamo con certezza che costruttiva degli strumenti di fascia medio-bassa si è alzata e di parecchio negli ultimi anni. Ad oggi, da chitarrista amatore, posso affermare che le strumenti come le Squier Affinity e Deluxe sono un’ottima scelta per iniziare ad approcciarsi al mondo della chitarra elettrica. Con poco più di 200 euro vi portate a casa uno strumento versatile, e potrete sempre effettuare le opportune regolazioni per adattare la configurazione al vostro modo di suonare la chitarra. Da notare che ho volutamente tralasciato le Bullet perché sebbene siano le entry level di casa Squier, rischiano di sacrificare troppo prezzo a discapito della qualità globale del prodotto. Per chi volesse invece spingersi nella fascia più alta senza oltrepassare la frontiera Fender, vi rimando a questo link per una recensione completa delle Classic Vibe.

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