Categoria: Viaggi

  • In Business Class verso gli USA: la mia esperienza tra Lufthansa, Air Dolomiti e United Polaris

    In Business Class verso gli USA: la mia esperienza tra Lufthansa, Air Dolomiti e United Polaris

    Ed eccomi quattro anni dopo a raccontare di nuovo un modo diverso di affrontare un viaggio intercontinentale: la Business Class.
    Dopo la mia esperienza con Air Canada nel 2022, quest’anno il viaggio di Agosto verso il gli Stati Uniti mi ha permesso di provare tre prodotti molto diversi tra loro all’interno dello stesso itinerario: la Business Class di Air Dolomiti tra Milano Malpensa e Francoforte, la United Polaris Business Class sul lungo raggio verso Denver e, al ritorno, la Business Class Lufthansa a bordo dell’Airbus A350.
    Tre compagnie, quattro tratte e modi piuttosto diversi di intendere un viaggio premium.
    Tra lounge, sedili, catering, Wi-Fi, amenities e qualche sorpresa non sempre positiva, in questo articolo vi racconto l’intera esperienza e provo soprattutto a rispondere a una domanda: quanto cambia davvero un viaggio intercontinentale quando si vola in Business Class?
    Fasten your seatbelts. Cominciamo.

    Il viaggio comincia prima del volo: app Lufthansa e Wi-Fi

    L’esperienza in Business comincia giorni prima del decollo. Nei giorni precedenti alla partenza utilizzo l’app Lufthansa per preparare il viaggio e, il giorno prima, effettuo il check-in.
    L’app permette di tenere a portata di mano la prenotazione e di consultare informazioni e servizi disponibili per i propri voli, dagli e-Journals al menù di bordo. Nel mio caso riesco a visualizzare in anticipo il menù della tratta di ritorno operata da Lufthansa: un piccolo dettaglio, ma quando si vuole provare l’esperienza completa anche queste cose fanno piacere.
    Mi interesso anche alla connessione a bordo e acquisto un voucher FlyNet da 25 euro. Qui, però, occorre distinguere il servizio Lufthansa da quello dei voli operati da altre compagnie: avere un biglietto Lufthansa non significa trovare lo stesso Wi-Fi su tutte le tratte.
    Sui voli Lufthansa, FlyNet distingue la messaggistica dalla navigazione più completa. Il messaging gratuito per gli iscritti Travel ID e Miles & More consente di usare le app di messaggistica; per navigare e utilizzare altri servizi occorre acquistare i pacchetti disponibili in funzione della tratta.

    Schermata App Flynet con Voucher Wi-Fi

    La lounge Lufthansa a Malpensa: partire con il piede giusto

    Il viaggio verso gli Stati Uniti comincia alle quattro del mattino, al Terminal 1 degli scali internazionali di Milano Malpensa. Superati i controlli, attraverso i corridoi dei negozi, molti ancora chiusi, alla ricerca della lounge Lufthansa per una colazione decisamente anticipata.
    L’apertura della Lounge è prevista alle 4:30 e arrivo con cinque minuti di anticipo. Per una volta posso dire di essere il primo cliente! Ne approfitto per fotografare gli ambienti ancora vuoti, prima che inizi il movimento della giornata.
    La prima impressione è molto positiva. La parete con gli orologi dei diversi fusi orari e la libreria retroilluminata rendono l’atmosfera elegante, senza farla sembrare fredda o impersonale.

    Scelgo un cappuccino e un pain au chocolat, poi apro il computer e lavoro all’articolo sul ritorno di Macchia Nera su Topolino. Rimango in lounge per circa un’ora e mezza: abbastanza per fare colazione con calma e iniziare il viaggio senza la sensazione di essere già in ritardo.
    Una nota di merito va all’angolo dedicato alle letture e all’intrattenimento dei più piccoli. Da quando sono papà presto più attenzione a questi dettagli: quando si viaggia con bambini, possono fare la differenza.
    Brava Lufthansa!

    Air Dolomiti Business Class: un piccolo piacere tra Malpensa e Francoforte

    È il momento di imbarcarmi sul volo EN8817, operato da Air Dolomiti, con partenza prevista alle 6:30 e arrivo previsto a Francoforte alle 7:50.

    Sedile e spazio a bordo

    Su questo Embraer 190 la Business occupa la parte anteriore della cabina. Nella disposizione a due sedili per lato, il posto accanto viene lasciato libero: si viaggia quindi in due per fila, pur avendo quattro sedili fisici.
    Chi immagina una poltrona trasformabile in letto deve però ridimensionare le aspettative. Qui il comfort deriva soprattutto dal posto adiacente libero e dal servizio. Nel mio caso, la prima fila offre anche uno spazio per le gambe che rende la tratta particolarmente comoda.

    Colazione e servizio

    Appena si sale a bordo vengono distribuite salviette rinfrescanti; durante il servizio arrivano anche acqua naturale e un dolce siciliano firmato Carollo.
    Circa venti minuti dopo il decollo viene servita la colazione, con frutta e formaggio. Da bere scelgo un tè: un bel modo di accompagnare la vista delle Alpi illuminate dalle prime luci del mattino.

    Il servizio è semplice, ma attento ed efficiente. Su un volo così breve non mi aspetto una lunga sequenza di portate: mi basta che tutto arrivi con i tempi giusti e che l’equipaggio faccia sentire il passeggero seguito. In questo caso succede, e il ricordo della tratta è decisamente positivo.

    Lo scalo a Francoforte: Lounge Lufthansa, ma solo nel nome

    Il volo per Denver è previsto alle 11:30, quindi ho circa tre ore e mezza per lo scalo. Provo a raggiungere la Panorama Lounge, ma il personale mi indirizza verso i controlli passaporti e l’area non Schengen.
    Le lounge che trovo dopo i controlli sono molto affollate. Quella in cui entro, nell’area B, presenta anche elementi dedicati al centenario di Lufthansa, ma l’esperienza non ha la stessa piacevolezza di Malpensa.

    A pesare sul giudizio sono soprattutto le condizioni dei bagni, che durante la mia visita non mi sembrano all’altezza di uno spazio Business. L’affollamento può aver inciso, ma resta un aspetto sul quale mi sarei aspettato maggiore attenzione.
    È un’impressione riferita a quella visita, non a tutte le lounge di Francoforte; non ho provato la Senator Lounge per ovvie ragioni e non posso valutarla. Nell’attesa riesco comunque a continuare a scrivere e a leggere uno dei quotidiani messi a disposizione dei passeggeri.

    United Polaris Business Class: comoda la postazione, deludente il servizio

    Dopo un ulteriore controllo del passaporto al gate, procedo all’imbarco per Denver. Una breve tratta in navetta ci porta fino all’aereo e, una volta entrato nella cabina Business, la prima impressione torna positiva.

    La postazione e l’intrattenimento

    La seduta a bordo di questo Boeing 787-9 è confortevole. Il pannello laterale ospita una luce da lettura e uno scomparto dove riporre piccoli oggetti; qui trovo anche le cuffie, da collegare al sistema di intrattenimento tramite la doppia presa jack. Il tavolino esce dal bracciolo ed è regolabile nella distanza dal sedile.
    La luce da lettura è utile quando l’illuminazione della cabina viene abbassata, mentre la lampada della postazione aggiunge un tocco elegante. Il divisorio regolabile tra i due posti centrali offre un po’ di separazione, ma nella posizione in cui viaggio non mi dà la sensazione di una privacy completa.

    Lo schermo si controlla con il touch oppure con il telecomando. Quando sono seduto preferisco toccare direttamente il display, che trovo più immediato; da reclinato, invece, il telecomando diventa necessario per evitare di rialzarmi ogni volta.
    La selezione comprende film internazionali e contenuti musicali, incluse playlist Spotify dedicate ai diversi generi. Su quelle che provo non riesco a saltare liberamente da un brano all’altro. Mancano anche i classici minigiochi, non essenziali ma comunque piacevoli in un viaggio di lunga durata.
    Il problema principale riguarda però la mappa del volo: sulla mia postazione procede a scatti, rendendo poco piacevole seguire la rotta. Guardando gli schermi vicini non noto lo stesso comportamento, perciò potrebbe trattarsi di un malfunzionamento dell’unità della mia unità.
    Il bagno mi sembra leggermente più piccolo di quello provato sul volo per Montréal nel 2022, ma lo trovo pulito e ben fornito.

    Amenity kit e dotazione per il riposo

    La trousse distribuita a bordo è firmata Brooks Brothers. A questa si aggiunge la dotazione tessile per il riposo: utilizzo un elemento per rendere più morbida la seduta e l’altro come coperta.
    Ne approfitto per lanciare una proposta alle compagnie aeree: nelle future cabine Business vorrei vedere spazi più pratici per riporre queste dotazioni quando non servono. Tra coperte, cuffie e oggetti personali, anche una postazione ampia può diventare ingombra, soprattutto nelle fasi in cui bisogna sistemare tutto per il decollo o l’atterraggio.

    Il pasto e le disattenzioni dell’equipaggio

    Prima della partenza arriva il drink di benvenuto, insieme al menù. Scelgo acqua frizzante. Il pasto principale comprende un antipasto a base di gamberi, pollo con purè di patate e gelato per concludere.
    Il cibo è complessivamente adeguato. Il pollo si accompagna bene al purè, decisamente ricco di burro: una combinazione che apprezzo.
    È sul servizio che l’esperienza perde punti.
    Durante il volo chiedo un cappuccino, senza aver controllato che non fosse disponibile. Il personale me lo fa presente e ripiego su un caffè. Fin qui nessun problema: quello che mi lascia perplesso è il tono dello scambio, che percepisco come poco disponibile. È una sensazione personale, ma mi ha lasciato un po’ spiazzato.
    L’episodio peggiore però arriva con il pasto prima dell’atterraggio: il mio posto viene saltato. Sono sveglio e non sto guardando un film, ma il servizio prosegue senza che mi venga offerto nulla.
    Richiamo l’assistente, che mi porta il piatto senza chiedermi che cosa desideri bere. Devo quindi richiamare nuovamente l’equipaggio per avere una bevanda: non benissimo.
    Un errore può capitare, intendiamoci. In business class però mi aspetto che venga recuperato con un minimo di attenzione, senza dover inseguire ogni parte del servizio. Peccato, perché la postazione mi aveva convinto molto più dell’esperienza con l’equipaggio.

    Il ritorno con Lufthansa: il valore del letto, i limiti della privacy

    Sul lungo raggio di ritorno provo una Business Lufthansa a bordo dell’A350-900. Un layout tradizionale, con disposizione 1-2-1. La differenza più evidente rispetto alla postazione dell’andata è la minore separazione dal passeggero accanto.
    È utile precisare che non ho volato con la nuova Allegris, introdotta da Lufthansa nel 2024 e presente su una parte della flotta. Il nome della compagnia, da solo, non identifica la cabina che si troverà a bordo: il prodotto effettivo va verificato per il singolo volo. Lufthansa Group: Allegris.

    Sedile e intrattenimento

    La possibilità di sdraiarsi resta il vantaggio principale, soprattutto su una tratta notturna. A convincermi meno è la privacy: nella mia postazione manca un divisorio che mi faccia sentire separato dal vicino, e durante la notte la vicinanza si avverte. Nel mio caso, anche perché il passeggero accanto russa.
    Lo schermo può essere orientato lateralmente, ma i riflessi ne rendono meno piacevole la visione. La scelta di contenuti mi sembra comparabile a quella dell’andata; questa volta, almeno, la mappa del volo funziona senza problemi.
    Il sedile dispone di posizioni preimpostate e di comandi per regolarne le singole sezioni. Per muoverlo bisogna tenere premuti i pulsanti: una soluzione che trovo poco immediata quando voglio fare diverse piccole regolazioni. Anche qui il tavolino è a scomparsa nel bracciolo.

    Dotazioni e servizio

    A bordo viene distribuita una trousse Lufthansa, che considero un complemento piacevole all’esperienza. Su un volo notturno, però, il mio giudizio dipende soprattutto da quanto riesco a riposare e da come vengono gestiti i tempi del servizio.
    Prima del decollo arrivano il menù e il drink di benvenuto; seguono uno snack e la raccolta delle ordinazioni per la cena. Il servizio è nel complesso corretto e più lineare rispetto a quello dell’andata.
    Al risveglio viene servita la colazione che avevo scelto la sera precedente. Poco prima dell’atterraggio ricevo anche una scatolina Lufthansa con della pasticceria: un piccolo gesto che lascia un buon ricordo dell’ultima parte del volo.
    Brava Lufthansa: sono attenzioni semplici, ma funzionano.

    Francoforte–Malpensa con Lufthansa: l’ultima tratta verso casa

    La stanchezza si fa sentire e la voglia di tornare a casa è tanta. Manca soltanto il collegamento da Francoforte a Malpensa, con partenza alle 16:40 e arrivo alle 18:00.

    La Business europea, tra spazio e servizio

    Sull’A320 ritrovo una Business di corto raggio: sedili tradizionali e posto centrale libero. Nella disposizione 3-3 si viaggia quindi al massimo in quattro per fila nella sezione Business.
    Il sedile è sostanzialmente quello dell’Economy. Il vantaggio percepito sta nel maggiore agio e nel servizio, non in una poltrona paragonabile a quelle del lungo raggio. Per un’ora e venti di volo è una sistemazione piacevole, anche se non mi trasmette lo stesso entusiasmo della prima tratta con Air Dolomiti.

    Il pasto a bordo

    Alla partenza viene distribuita una salvietta per le mani. Il menù è piccolo, pieghevole ed essenziale; il piatto freddo comprende roast beef con salsa barbecue, cavolo cappuccio e ananas grigliato, accompagnato da pane e burro. Per dessert arriva una tartelletta al limone.
    La selezione di bevande comprende acqua, bibite, birra, tè e liquori.

    È una conclusione gradevole del viaggio. Guardando di nuovo le Alpi, questa volta sulla strada di casa, al piacere del volo si mescolano la stanchezza e quella nostalgia che accompagna la fine di una trasferta.

    Miles & More: miglia premio e punti status sono due cose diverse

    In fase di prenotazione associo i voli al mio numero socio Miles & More. Nel resoconto del viaggio risultano 18.764 miglia premio, che si aggiungono alle possibilità offerte dal programma fedeltà.
    Qui vale la pena distinguere due meccanismi: le miglia premio si possono utilizzare per i premi disponibili nel programma, mentre Points e Qualifying Points servono per lo status. Inoltre, i voli delle compagnie Star Alliance non danno tutti diritto agli stessi tipi di punti: conta anche il vettore che opera la tratta. Le regole sono descritte nella pagina ufficiale Miles & More.
    Attraverso il catalogo utilizzo poi delle miglia per ottenere buoni per un totale di 65 euro, ricevuti via e-mail.

    Air Dolomiti, Lufthansa e United Polaris: la mia classifica

    Dopo quattro tratte, mi accorgo che il ricordo migliore non coincide necessariamente con il sedile più sofisticato. Per me contano anche l’atmosfera e la sensazione di essere seguito.
    Questa è quindi una classifica delle esperienze vissute, rapportate alla durata e al tipo di volo, non una graduatoria assoluta dei prodotti delle tre compagnie.

    PosizioneTrattaChe cosa mi è rimasto
    1Air Dolomiti, Malpensa–FrancoforteServizio attento, prima fila comoda e colazione sulle Alpi: la partenza migliore che potessi desiderare.
    2Lufthansa, Denver–FrancoforteLa possibilità di dormire sdraiato e un servizio corretto, pur con una privacy poco convincente.
    3Lufthansa, Francoforte–MalpensaUna tratta piacevole, con un buon pasto, ma un salto di comfort limitato rispetto all’Economy.
    4United Polaris, Francoforte–DenverUna postazione confortevole penalizzata dalle disattenzioni del servizio.

    La Business europea e quella intercontinentale rispondono a esigenze diverse. Quella sull’A320 resta una Business di corto raggio, non comparabile le lunghe tratte. Mi aspetto però qualcosa di più di una Premium Economy, se si associa la parola “Business” soltanto ai letti e alle cabine dei voli intercontinentali.
    Quanto a United, spero di avere l’occasione di ricredermi, ma per ora non ci siamo proprio. Una singola esperienza non descrive tutta una compagnia, ma gli episodi di questo volo hanno pesato molto sul mio giudizio.

    Vale la pena volare in Business Class nel 2026?

    Da questo viaggio torno con un’idea più precisa di ciò che cerco in una classe Business. Dopo l’esperienza del 2022, provare altri vettori mi ha aiutato a distinguere l’entusiasmo per la novità dai vantaggi che contano davvero.
    Sul lungo raggio, per me, il beneficio principale è poter riposare sdraiato. Quando si viaggia per lavoro e all’arrivo aspettano riunioni o giornate impegnative, avere più spazio e la possibilità di dormire può rendere il trasferimento meno faticoso. Viaggiare in Business Class non elimina il jet lag e non garantisce una notte perfetta, ma cambia il modo di affrontare molte ore in aereo.
    Questo, però, non basta a dire che la Business convenga a qualsiasi prezzo. Senza confrontare il costo effettivo con quello delle alternative, non si può preferire la Business all’Economy sempre e comunque.
    Per un viaggio di piacere valuterei soprattutto durata del volo, orario, cabina prevista e sovrapprezzo. A meno di viaggi di lunga tratta, e soprattutto per viaggi insieme ad altre persone, continuerei a scegliere l’Economy per viaggi di piacere.

    Esiste però un’alternativ: la vera Premium Economy, come la Premium Economy Lufthansa o la United Premium Plus: entrambe offrono sedili e spazio superiori all’Economy, mancando comunque dell’esperienza di un letto Business. Non le ho provate durante questo itinerario ma le prenderei come opzioni intermedie da considerare prima di acquistare il biglietto.
    Quando si viaggia in famiglia, poi, il sovrapprezzo si moltiplica per il numero dei passeggeri. Personalmente confronterei quella spesa con ciò che potrebbe offrire una volta arrivati: più giorni di vacanza, un alloggio migliore o un’esperienza da fare insieme.
    La Business mi piace ancora, ma oggi la valuto con aspettative più precise. Il letto conta, il servizio conta e il nome sulla carta d’imbarco, da solo, non basta. Da questo viaggio mi porto a casa soprattutto questo: il lusso che apprezzo di più è arrivare meno stanco e sentirmi seguito, anche nei piccoli dettagli.

    E voi? Per un volo intercontinentale investireste in una Business Class oppure preferireste dedicare quella parte del budget al viaggio una volta a destinazione? Fatemelo sapere nei commenti sotto a questo articolo!
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  • Abbiamo preso il Treno del Foliage 2025: come è andata

    Abbiamo preso il Treno del Foliage 2025: come è andata


    Non è la destinazione, ma il viaggio quello che conta

    E talvolta è proprio così. Lo scorso weekend abbiamo deciso di concederci una gita in famiglia, in un modo un po’ diverso dal solito. Arrivo Locarno, nel Cantone Ticino, Svizzera.
    Protagonista di questa giornata, però, non era la città sulla sponda nord del Lago Maggiore, ma il percorso che ci ha portati fin lì. Questa volta, infatti, non ci siamo mossi su strada, ma sui vagoni di un treno.


    Il Treno del Foliage 2025

    Da quando ho ascoltato Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie su Audible, la mia mente ha cominciato a fantasticare sui viaggi in treno e sulle avventure che il trasporto su rotaia può offrire.
    Da habitué dei viaggi in macchina e in aereo, a partire dai primi anni di università ho diminuito drasticamente (se non eliminato) i viaggi seduto su un vagone mentre leggo un libro o studio per il prossimo esame.

    Questa volta, però, niente appunti, perché il treno che abbiamo preso chiede al viaggiatore di tenere lo sguardo fisso oltre i suoi grandi finestrini. Sto parlando del CentoValli, conosciuto come Treno del Foliage per la bellezza naturalistica che offre a cavallo fra i mesi autunnali di ottobre e novembre.

    In un recente articolo del New York Times questo viaggio è stato definito tra i migliori cinque percorsi autunnali in Europa per rapporto bellezza/costo, facendo esplodere – come ogni anno – l’interesse per questa esperienza magica.

    Questa linea, inaugurata il 25 novembre 1923 per connettere, con i suoi 52 km di percorso, Domodossola (Italia) con Locarno (Svizzera), risulta essere un ponte su binari che attraversa la Val Vigezzo e le Centovalli svizzere.
    La tratta è gestita dalle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART), che nell’estate di quest’anno ha rinnovato la sua flotta con i nuovi convogli prodotti da Stadler, aumentando il numero di passeggeri per treno da 109 a 142.

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    Convoglio FART dalla stazione di Locarno

    Si tratta di un viaggio pensato per godere delle bellezze che si incontrano lungo il percorso. La velocità media di 30 km/h consente di apprezzare l’esperienza senza i classici rumori assordanti delle rotaie, e rimuovendo quel dondolio che a tratti culla e a tratti può stancare il viaggiatore.


    Tratta Domodossola – Locarno (mattino)

    Il nostro viaggio comincia alla stazione di Domodossola, dove il treno ci aspetta al binario di partenza.
    Accanto alla stazione c’è un parcheggio con molti posti auto, e il biglietto a 6 euro per la sosta di un’intera giornata è decisamente conveniente.

    Con una puntualità direi svizzera, siamo partiti alle 10:27 (appena un minuto di ritardo rispetto alle 10:26 previste) e subito ci siamo addentrati fra i borghi vicino Domodossola, dove è possibile notare orti, animali al pascolo e i confini dei boschi, man mano che la quota aumenta verso le montagne.

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    Animali lungo il percorso

    Sia per l’andata che per il ritorno abbiamo scelto il Panoramico Plus, che con le sue nuove carrozze garantisce un buon comfort per tutta la tratta di quasi due ore. I sedili sono dotati di luce per la lettura e, tra due posti, sono disponibili prese Shuko per ricaricare i dispositivi mobili e due prese USB-A. Ogni convoglio è dotato di un bagno e vi è la possibilità di spostarsi tra un vagone e l’altro durante il viaggio.

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    Dettaglio Carrozza prima classe

    A pochi minuti dalla partenza un operatore passa per prendere ordini per il servizio bar, comodo per chi non si è portato dietro nulla da mangiare, ma il più delle volte superfluo, considerando la durata limitata della tratta e la natura del viaggio, solitamente fatto da famiglie con zaini imbottiti di snack.

    Il susseguirsi di curve e gallerie ci porta verso le montagne, dove il foliage, caratteristico di questo periodo, si fa più intenso. Complice anche il bel tempo che ha accompagnato l’intera giornata, siamo riusciti a godere di scorci mozzafiato e ad ammirare il contrasto del sole ancora alto che filtrava attraverso la fitta boscaglia ingiallita.

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    Foliage visto dal treno

    Durante l’acquisto dei biglietti non ci siamo posti il problema di quale lato fosse migliore per godere delle bellezze dei paesaggi autunnali. Essendo in tre, abbiamo preso all’andata un’intera fila di posti che includeva l’affaccio sia sul lato sinistro che destro del treno, mentre al rientro da Locarno eravamo sul lato sinistro

    Con partenza dall’Italia, una buona prima parte della tratta offre una bellissima vista sulla sinistra. All’ultima stazione prima di oltrepassare il confine italo-svizzero, Re, il treno cambia lato della valle, passando sul crinale opposto e permettendo ai viaggiatori sul lato destro di godere delle strette vallate attraversate dal torrente Melezzo fino al raggiungimento della destinazione.

    Lago alpino visto dal treno

    Arrivati a Locarno, il mio consiglio è di non catapultarvi subito verso l’uscita della stazione: fermatevi a fondo binario, dove potrete vedere i vecchi vagoni ancora in deposito.

    Stazione di Locarno, Svizzera

    Tratta Locarno – Domodossola (pomeriggio)

    Il rientro è lo specchio dell’andata e offre le stesse bellezze già viste al mattino, ma sotto una luce completamente diversa.
    I riflessi del sole al tramonto fanno virare i colori verso un arancione intenso, e i paesi montani, verso l’ora blu, vengono avvolti da un’atmosfera davvero suggestiva.

    Foliage al tramonto

    Poter attraversare questi luoghi nella prima metà di ottobre significa, tempo permettendo, poter sfruttare ancora minuti di luce preziosi prima del cambio all’ora solare del 26 ottobre. Dopo tale data, infatti, il consiglio è di prenotare il rientro anticipato di un paio d’ore per non perdere la bellezza di questi momenti.

    Paesi al tramonto

    Il Treno del Foliage è un viaggio assolutamente consigliato per chi vuole immergersi nella bellezza dell’autunno alpino.
    Per chi desidera, c’è la possibilità di prenotare una delle fermate intermedie e visitare borghi ricchi di fascino e di storia. Noi abbiamo preferito arrivare fino al capolinea, ma se dovessimo mai ripetere l’esperienza, proveremmo a sostare durante il percorso.


    Treno del Foliage: consigli per fotografare

    Chi ha letto qualche articolo su questo mio spazio online sa che amo catturare momenti con una macchina fotografica o uno smartphone.

    Se volete scattare fotografie sul Treno del Foliage, sappiate che, a differenza di altri treni panoramici famosi, non vi è la possibilità di abbassare i finestrini per sporgersi.
    Il consiglio è quindi quello di usare ottiche grandangolari nelle curve, magari spostandovi tra le carrozze per riprendere la porzione più ampia del convoglio.

    Per scattare foto degli scorci, invece, aumentate la lunghezza focale, così da rendere più facile la messa a fuoco oltre il vetro e rimuovere dalle inquadrature i led interni delle cabine (che rimangono accesi per tutto il tragitto).

    Per ottenere una resa che trasmetta l’idea di essere a bordo di un treno in movimento, provate a regolare il tempo di esposizione a un valore tale da lasciare un leggero effetto mosso nei vostri scatti: otterrete così un risultato davvero suggestivo.

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    Scorci in movimento

    Il treno del Foliage vi aspetta fino alla metà di Novembre. Un appuntamento da non perdere!

  • Recensione Business Class Air Canada. Ecco come è andata

    Recensione Business Class Air Canada. Ecco come è andata

    Il mercato lo sappiamo, offre diversi modi di viaggiare, dai più economici alle soluzioni di lusso. Lo scorso 31 Ottobre ho avuto la possibilità di vivere per la prima volta l’esperienza di un volo in Business Class per una tratta di lunga durata. Destinazione Montreal, Quebec.
    Partenza: Air Canada AC895 con tratta MXP-YUL. Partenza stimata 11:45 per un arrivo all’Aeroporto Internazionale di Montréal-Pierre Elliott Trudeau alle 15:00 circa di Lunedì 31 Ottobre ora locale. Tempo totale di volo: 8h 45m.
    Ritorno: Air Canada AC894 con tratta YUL-MXP. Partenza stimata 20:45 per un arrivo a Milano Malpensa alle 09:50 di Venerdì 4 Novembre ora locale. Tempo totale di volo: 7h 55m

    Premetto che è la prima volta che mi cimento in una recensione di un servizio, impresa ben più ardua a mio avviso della descrizione delle funzionalità e delle performance di un oggetto. Sappiate quindi che questo articolo descrive quella che è stata la mia personale esperienza a bordo di Air Canada per queste 16 ore di volo circa, raccontata con la massima trasparenza possibile. Salite a bordo con me.

    Check in

    L’esperienza di un volo si sa, comincia ben prima dell’imbarco per concludersi con lo sbarco dall’aeromobile. Nel mio caso, essendo arrivato con le canoniche due ore di anticipo in aeroporto e dovendo imbarcare il bagaglio, mi sono diretto subito alla Check-In Area dove tramite la corsia Priority ho lasciato il bagaglio sul nastro senza intoppi. Il personale di terra ha avuto la premura di stampare una copia del biglietto di volo in formato cartaceo (nonostante Apple Wallet per me sia diventato uno standard da qualche anno a questa parte) e mi ha indicato la Lounge. Fin qui direi tutto ok.

    Lounge

    Passati i controlli per il rientro, mi sono diretto alla Maple Leaf Lounge – Transborder Lounge per attendere il volo. A Milano Malpensa Air Canada invece si appoggia, come altre compagnie, alla Lounge Montale. Lo spazio riservato alle attese pre volo era abbastanza affollato, ma siamo comunque riusciti a trovare un divanetto dove mangiare qualcosa prima del volo.

    Il Posto a sedere

    Credo che il termine semi-cuccetta esprima al meglio quello che troverete su un volo Business Class della Air Canada.

    Il sedile è reclinabile e l’inclinazione può essere comandata distinguendo fra schienale e porzione bassa del corpo; è inoltre possibile attivare la funzione massaggio per la regione lombare. Tutti gli input alla vostra postazione sono accessibili tramite mini touch pad integrato nel pannello laterale, in aggiunta a tasti integrati di azione rapida per richiedere l’assistenza del personale di bordo, cambiare la lingua (francese ed inglese), accendere o spegnere la luce principale ed inserire la modalità non disturbare.

    Tralasciando la cappelliera, la postazione dispone di tre scompartimenti accessibili al passeggero. Il primo è dedicato al telecomando per gestire il sistema di infotainment (ci arriviamo subito). Il secondo, dalla capacità massima di 1,36kg, vi permetterà di collegare i vostri dispositivi elettronici tramite una porta USB, una USB type C ed una presa americana alimentata a 110V. Il terzo ed ultimo scompartimento è invece annegato all’interno del bracciolo, che può essere regolato in altezza per permettere l’uscita verso il corridoio. Le finiture dei braccioli e del pannello laterale sono in materiale sintetico che ricrea una texture simil pelle; effetto legno invece per tavolino estraibile e pannello laterale.
    Sia all’andata che al ritorno sono state fornite una coperta ed un materassino da disporre sul sedile per renderlo più morbido la notte, ma è solo al rientro da Montreal che ho trovato una trousse contenente prodotti quali mascherina per la notte, calze e kit dentale da viaggio.

    Il servizio

    Volo di andata. Sono le 12:50 e stiamo sorvolando la Francia quando viene offerto il primo drink. Ispirato dal sorvolo sulla nazione dei vini, richiedo un White wine da gustare, e lo Stuart mi fa scegliere fra un fermo ed un bolle; accompagnano mandorle salate roasted. Dopo qualche minuto arrivano le portate principali:
    Salmone, spaghetti agli ortaggi, senape al miele, maionese

    Filetto di pesce halibut, salsa livornese, riso alle erbe aromatiche, broccoli, peperoni rossi

    Verso le 3 PM ora italiana, dopo aver lavorato un po’, decido di provare il servizio on call, chiamando l’hostess tramite l’apposito pulsante di assistenza. Il cappuccino da me richiesto arriva in un lampo. Un bel modo di viaggiare, non c’è che dire. Poco prima di cominciare la discesa verso Montreal passano con il Pasto Leggero:
    Insalata di farro con ortaggi alla griglia, prosciutto toscano, salame Napoli, pomodoro ciliegino arrostito, pesto alla genovese. Per contorno invece Macedonia di frutta, pane, cioccolato

    Volo di ritorno. Dal momento che ho già cenato in Lounge, al passaggio dell’ hostess per le richieste del menù le comunico che avrei saltato la cena. Mi viene comunque chiesto se volessi essere svegliato in mattinata prima dell’atterraggio per la colazione. Al mattino seguente, la colazione prevede frutta, croissant e succo d’arancia.

    Sistema di Infotainment

    La piattaforma di contenuti multimediali consiste nel classico schermo non touch dalla diagonale di 33cm abbastanza luminoso: nel mio caso, essendo seduto con finestrino rivolto a Sud, ho comunque dovuto abbassare il finestrino anteriore per evitare il riflesso della luce.
    L’applicazione di gestione offre contenuti audio e video multilingua, con una selezione di film per diversi genere. Le playlist audio messe a disposizione sono divise per genere (servizio Stingray Music). Ho particolarmente apprezzato la proposta di film a tema Halloween, decisamente azzeccata visto l’occorrenza.

    Le cuffie over-ear in dotazione risultano avvolgenti, pur rimanendo un prodotto destinato all’uso limitato per l’esperienza. Non hanno riduzione del rumore, anche se su un aeromobile di questo calibro il rumore è l’ultimo dei problemi. Non è inoltre presente la possibilità di connettere le proprie cuffie tramite tecnologia Bluetooth. Da appassionato di musica, avrei voluto poter settare il livello di alti, medi e bassi tramite un equalizzatore che però manca sulla piattaforma. Altro particolare abbastanza fastidioso: quando esci dalla playlist, la riproduzione si interrompe.

    Volare in Business: ha davvero senso?

    La Business Class si propone come alternativa decisamente più confortevole rispetto all’Economy. Se il prezzo vale il biglietto, a mio avviso dipende dalle ore di volo. Ho avuto modo di provare la Business Class di altre compagnie aeree per tratte “standard” come KLM e devo dire in quel caso “Business” non è sempre sinonimo di confort. Se pagare in più significa avere un pasto freddo e lo stesso spazio frontale per le gambe del vostro vicino due file più indietro beh, capirete anche voi che non ne vale la pena. D’altronde qualcuno direbbe che “In turistica atterri esattamente nello stesso momento della Prima Classe”. Il mio consiglio è quindi di valutare considerando il volo come una parte del vostro viaggio. Se avete necessità di riposare durante la notte o se avete bisogno di concentrazione per sfruttare al massimo le ore a disposizione, l’ugrade al servizio Business è la risposta. Contrariamente, se il vostro volo ha una durata inferiore alle quattro ore, il confine fra servizio premium e basic tenderà ad assottigliarsi.
    Qualsiasi sia la vostra scelta, godetevi il viaggio!

  • Parigi in Autunno: 3 giorni nella città più romantica d’Europa

    Parigi in Autunno: 3 giorni nella città più romantica d’Europa

    Ah l’autunno! La stagione dei colori e dei tramonti rossastri. E quale momento migliore per una ‘tre giorni’ fuori porta? Magari nella capitale Europea romantica per eccellenza. In questo articolo troverete qualche consiglio per godervi al meglio 3 giorni a Parigi. La capitale francese, con i suoi 2,1 milioni di abitanti, vi lascerà a bocca aperta facendovi sentire attori in un film.

    Primo Giorno

    Cominciamo con il volo: i prezzi non sono mai troppo economici per questa meta in questo periodo dell’anno, ma con qualche settimana di anticipo potrete portarvi a casa i biglietti ad un buon compromesso. Nel nostro caso, l’aeroporto di partenza è Milano Malpensa (MXP) e con poco più di un’ora di viaggio siamo atterrati a Charles de Gaulle (CDG) alle 8:00 del mattino. Il volo al mattino presto vi permetterà di sfruttare l’intera giornata. Il collegamento con il centro cittadino è davvero facile: vi basterà prendere la Rer B dal terminal di arrivo e scendere in una delle tante fermate centrali.

    Prezzo Rer-B: 10,30€ a persona

    Noi abbiamo deciso di prendere un Hotel nel quartiere di Montparnasse, luogo ricco di locali con specialità Francesi e vie incantevoli per una passeggiata dopo cena. Una volta effettuato il check in e lasciate le valigie in albergo, ci siamo subito lanciati alla scoperta della capitale francese. Sebbene ogni punto della città sia raggiungibile con i mezzi pubblici, il modo migliore di godere del foliage parigino è sicuramente quello di percorrere la capitale a piedi, perdendovi nei suoi viali alberati. Ci dirigiamo verso Champs de Mars. Il piatto forte del menù di questo primo giorno è la Tour Eiffel, per la quale vi raccomandiamo di prenotare i biglietti in anticipo sul sito ufficiale al fine di non allungare i tempi in coda e di riuscire ad accaparrarvi uno dei turni per arrivare in cima ai suoi 300 metri.

    Prezzo biglietti: 26,80€ a persona
    Consiglio: Prenotare in anticipo

    Dopo un pranzo veloce in una delle tante boulangerie ed una passeggiata lungo la Senna è tempo di salire sul monumento simbolo della cultura francese in tutto il mondo. L’osservatorio sulla sommità, raggiungibile tramite due ascensori, vi garantisce una vista a 360 gradi sulla città da dove potrete scorgere ed apprezzarne i luoghi chiave. Al ritorno dalla sommità vi consigliamo di prendere le scale che vi porteranno dal primo piano a terra: avrete modo di apprezzare le travi di ferro e la complessità di questa opera architettonica. Una volta scesi, abbiamo approfittato della luce del tramonto che filtrava attraverso le vie cittadine per fare qualche scatto.

    Secondo Giorno

    Il secondo giorno si apre con la più classica delle colazioni francesi: pain au chocolat, spremuta e cappuccino. Parigi è piena di boulangeries che fanno anche pasticceria; il prezzo medio di una colazione è di 4€ circa a testa. Prendiamo la Metro direzione Île de la Cité dove possiamo apprezzare il gotico celebre della cattedrale di Notre Dame. Purtroppo, a seguito dell’incendio del 2019, la chiesa è visibile solo dall’esterno. Per entrarvi bisognerà attendere il completamento dei lavori di restauro, previsti nel 2024.
    Tappa che invece raccomandiamo è la visita alla Sainte-Chapelle, adiacente al Palazzo di Giustizia, dove rimarrete affascinati ed avvolti dalle vetrate che ricoprono l’intera struttura.

    Prezzo biglietti: 11,50€ a persona
    Consiglio: Non conviene comprare il biglietto online ma mettersi subito nella fila senza prenotazione. La coda è abbastanza scorrevole e in mezz’ora vi troverete ad accedere al complesso.

    Verso ora di pranzo potrete dirigervi al quartiere di Montmartre, celebre per la basilica del Sacré-Cœur con una vista mozzafiato sulla belle ville ed i negozi degli artisti. L’accesso alla basilica, posta sulla sommità della collina, è gratuito e vi si giunge salendo le scalinate del colle o tramite la funivia. Noi abbiamo scelto la prima opzione per effettuare qualche scatto. Altro luogo consigliato se siete in dolce compagnia è il muro del Je t’aime, dove potrete scattare qualche foto romantica davanti al Ti Amo in tutte le lingue del mondo. Una volta esplorato il quartiere, ricco di stoffe e di scorci suggestivi, potrete scendere dal colle ed incamminarvi verso il IX Arrondissement. Avendo ancora un po’ di tempo prima dell’ora blu, noi abbiamo deciso di immergersi nel mondo dello sfarzo e della moda con un piccolo tour alle Gallerie Lafayette: qui gli amanti del lusso non rimarranno delusi. Infine, si procede passando affianco all’Opéra national de Paris per giungere a Place de la Concorde in tempo utile per godere dell’ora blu. La transizione dal giorno alla notte rende magica l’atmosfera, quindi approfittatene!

    Terzo giorno

    La parola chiave del terzo ed ultimo giorno a Parigi è Arte. E quale luogo migliore se non il Museo del Louvre?

    Chiariamolo subito, a meno che non siate appassionati e studiosi della materia, il mio consiglio è quello di consultare in anticipo il catalogo delle opere esposte e selezionare quelle che avete intenzione di vedere. Il passaggio successivo è quindi quello di capire in quali sale le opere sono collocate. In questo modo ottimizzerete il tempo e non rischierete di vagare a caso rimanendo delusi. Considerate comunque almeno 4 ore per una visita delle maggiori opere.

    Prezzo biglietti per Museo del Louvre: 17€ a persona

    Noi siamo entrati alle 9:30 (mezz’ora di coda per l’ingresso) e siamo usciti verso le 4 del pomeriggio con pausa pranzo al Café Mollien che troverete all’interno del museo. Per acquistare Souvenirs, evitate lo store dentro il museo e preferite invece quello all’uscita del tour: comprende anche una libreria d’arte, stampe e repliche delle opere in scala. All’uscita, dirigetevi verso l’Arco di Trionfo. Se avrete abbastanza tempo a disposizione, godetevi una bella passeggiata lungo l’Avenue des Champs Élysées fino al monumento.

    Parigi vestita d’autunno vi aspetta!

  • Escursione al Parco Nazionale del Gran Paradiso: Pian dell’Azaria

    Escursione al Parco Nazionale del Gran Paradiso: Pian dell’Azaria

    Il weekend è finalmente arrivato e avete deciso di evadere dal caos della città? Se abitate in Piemonte, Lombardia o Valle D’Aosta il Parco Nazionale del Gran Paradiso è il posto giusto per una gita fuori porta in giornata. Questo Parco, famoso per la fauna e la flora che ospita, si estende attorno all’omonimo massiccio, regalando a chi lo esplora panorami mozzafiato!
    Per la nostra escursione di un giorno abbiamo scelto una meta con difficoltà entry level, ottima per far godere la montagna ai principianti e a chi ha già avuto esperienze pregresse: il Pian dell’Azaria. Situato in Alta Valsoana, questa distesa alpina ha lasciato lasciato è rimasta impressa nel cuore dei suoi visitatori, compreso lo scritto Mario Rigoni Stern che di lei ha scritto:

    “Nel mio girovagare per monti, non ho mai incontrato una montagna così bella come quella dell’Azaria. La sognavo a occhi aperti, con i suoi prati dolcissimi, la sua acqua, i suoi fiori, i suoi animali……”

    Come Arrivare a Pian dell’Azaria

    Il vostro percorso comincerà da Campiglia Soana, frazione montana di Valprato Soana dove potrete lasciare il vostro mezzo nella piazzetta con il Monumento dei Caduti. Per raggiungere il vostro punto di partenza, seguite le indicazioni per Castellamonte. Da lì proseguite verso Pont Canavese passando per SP58 ed SP460. Il secondo tratto di strada per giungere a Valprato Soana sarà in salita fra i tornanti della SP47. Una volta giunti in paese, le indicazioni vi porteranno alla frazione in 6 minuti di auto circa.

    Il percorso

    Il primo tratto di percorso si articola in una salita che attraversa un bosco tipico alpino. Attraverserete la natura con le sue conifere dove potrete vedere diverse specie di insetti e farfalle pronte a farsi fotografare. Una volta che il bosco avrà lasciato spazio alla prateria alpina, godrete della vista incorniciata dai versanti rocciosi dove con un po’ di fortuna potrete avvistare camosci al pascolo. Il tempo di percorrenza da Campiglia Soana fino a destinazione è di circa un’ora a piedi, ma il mio consiglio è di rallentare per entrare a contatto con la natura e godere dei profumi e dei suoni che questo paesaggio ha da offrire. Con i suoi 300 metri di dislivello, la strada sterrata vi porterà da una quota iniziale di 1350m alla destinazione situata 1650m s.l.m.

    Cosa Portare

    • Scarpe da Montagna: Il primo consiglio che mi sento di darvi è di munirvi di scarpe da montagna. Sebbene i sentieri siano battuti, calzature che abbiano una suola con impronta atta a fornire la giusta aderenza con il terreno sono essenziali per evitare storte e cadute accidentali.
    • Impermeabile: Il meteo in montagna varia molto velocemente. Non è rato ritrovarsi nel bel mezzo dell’escursione in condizioni meteorologiche diverse da quelle di partenza. Un impermeabile eviterà che vi inzuppiate!
    • Occorrente per Pranzare: Nella frazione di Campiglia Soana ci sono bar dove potrete mangiare e dissetarvi, ma per godere appieno della giornata nella natura vi consiglio di portare con voi l’occorrente per pranzare all’aria aperta ed acqua a sufficienza, dal momento che le fontane con acqua potabile non saranno presenti lungo il percorso
    • Binocolo: Il posto è certamente magico, ma si estende in lungo ed in largo: in questi casi un binocolo per scrutare il paesaggio e scoprire tutti i dettagli che la natura ha da offrire è utilissimo. Personalmente porto sempre con me in occasioni come questa il mio Olympus, binocolo di cui potete leggere la recensione in questo articolo.
    • Attrezzatura Fotografica: Per chi di voi fosse appassionato di fotografia, questo è il luogo giusto per immortalare le montagne e le cascate che coronano la vasta prateria alpina. Un obiettivo grandangolare ed un teleobiettivo (almeno 100mm di lunghezza focale) sono le lenti perfette per un’avventura come questa.

    Ultima nota non meno importante, che dovrebbe essere una best practice quando si va in montagna: ricordatevi che non appena si intraprende il sentiero la rete cellulare viene a mancare! Se decidete di intraprendere un’escursione in solitaria avvisate sempre un amico o un familiare comunicando preventivamente le vostre intenzioni ed il percorso che farete, nonché l’orario di ritorno previsto.

    Buona Avventura!