Categoria: Cultura

  • World Press Photo 2017 Turin

    Si è aperta il 3 Novembre nel cuore della città l’esibizione della World Press Photo Foundation, organizzazione no-profit con sede ad Amsterdam che per la prima volta sbarca a Torino per mostrare le fotografie dei vincitori della 60esima edizione del World Press Photo Contest. Le immagini scelte sono state premiate fra le 80,408 presentate da 5,034 fotografi provenienti da 126 paesi diversi. Sarà possibile vederla presso il Mastio della Cittadella, angolo C.so Galileo Ferraris/Via Cernaia, fino al 26 Novembre.

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    Ingresso dell’Esposizione, Mastio della Cittadella, Torino

    Nata nel  1955 da un gruppo di fotografi olandesi al fine di scambiare le esperienze che la fotografia sola può raccontare, negli anni la fondazione ha preso forza promuovendo eventi in tutto il mondo. E le mostre fotografiche, in aggiunta al settore educational, sono il mezzo più efficace per raggiungere e sensibilizzare il pubblico: oltre 100 le città toccate in 45 paesi, per un totale di 4 milioni di visitatori ogni anno.  Trasferimento delle conoscenze,  promozione del fotogiornalismo e scambio libero e senza restrizioni di informazioni costituiscono il perno attorno al quale si sviluppa il lavoro dello Staff.

    Molteplici i temi di attualità toccati. Storie di imprese, come quelle raccontate dal fotografo americano Jay L. Clendedin nel ritrarre gli atleti olimpionici nelle settimane precedenti i Giochi Olimpici di Rio 2016…

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    Jay L. Clendedin, atleti olimpionici

    ma anche di tutela delle specie e dell’ambiente, come ci mostra Francis Pèrez in uno scatto a Tenerife

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    Francis Pèrez , Canon EOS 5D Mark III, 1/125sec, F9.0, 15.0mm, ISO 200

    L’allestimento racchiude in uno spazio espositivo limitato un gran numero di storie, capaci di trascinare l’osservatore nei luoghi e tempi rappresentati: da quelle che hanno scosso l’opinione pubblica, come i grandi movimenti migratori e l’omicidio dell’ambasciatore russo in Turchia Andrey Karlov (World Press Photo of the Year), alle scene di vita quotidiana portate in luce da fotografi come Francesco Comello che nel suo ultimo lavoro L’Isola della Salvezza racconta di una piccola comunità russa immersa in una sorta di utopia ottocentesca.

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    Francesco Comello presenta il suo ultimo lavoro, L’Isola della Salvezza

    Una exhibition tutta da vivere quindi, che apre ampi spazi di riflessione dentro di sé.

    Buona settimana a tutti

  • Autumn Notes IV

    C’è una considerazione che viene fuori ogni volta che due persone parlano di Torino: è una città ordinata. Una verità sempre attuale e mai scontata. La città della Mole non lascia spazio ad interpretazioni personali. Ti chiude, e come una pallina in un gioco labirintico ti costringe a seguirla nelle vie del centro, da Porta Susa a Piazza Castello, da Piazza Statuto per via Garibaldi, seguendo Via Po e fino a Piazza Vittorio. A volte, come su un piano inclinato, si prende velocità ed ogni passo si allunga: la metà è l’università, il luogo di appuntamento, l’ufficio di lavoro. Altre volte invece si pensa di potersi concedere una breve evasione da quel fiume di persone che scorre sotto i portici di una città in autunno inoltrato. Ti fermi ad una vetrina, volgi lo sguardo alla strada e..

    I fili elettrici della linea del tram il bagliore prodotto al loro contatto con il pantografo . Una ragazza che assorta nel suo telefonino attraversa la strada, non curante di quello che accade attorno a lei. Il rumore delle rotaie, le urla dei bambini in lontananza ed il profumo del negozio di fiori all’angolo che invade il marciapiede.

    “Torino è una città che invita al rigore, alla linearità, allo stile. Invita alla logica, e attraverso la logica apre alla follia”
    Italo Calvino

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    Torino, Via Pietro Micca
  • Autumn Notes III

    La Mole riempie la vetrata del lucernaio, che le fa da cornice: come un quadro, ma che cambia istante dopo istante.

    Un giorno con il bel tempo, un altro sotto la pioggia, una sera con le stelle ed un’altra avvolta dalle nuvole che riflettono i lampioni delle luci di una città che non sembra voler dormire.

    Eppure Lei rimane sempre immobile, punta verso il cielo. Certo ama cambiare vestito di tanto in tanto, e se passando per le vie del centro ci si ricorda di alzare gli occhi al cielo la si può vedere illuminata da colori sempre nuovi in occasione di qualche ricorrenza od evento cittadino. Proprio come una ragazza, che indossa l’abito più bello del suo guardaroba per le sere di festa.

    Questo non è che uno degli infiniti punti di vista. Eppure ogni angolazione meriterebbe di essere osservata, vissuta ed impressa nella memoria.

    Come una fotocamera, con le lenti al posto degli occhi.

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    Torino, Mole Antonelliana
  • Teatro e Scienza al Politecnico di Torino

    Teatro e Scienza al Politecnico di Torino

    Serata dedicata alla storia dell’astronomia e alle donne quella di ieri sera nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, al n.24 di Corso Duca degli Abruzzi.

    L’evento si è aperto alle ore 19:00 con un intervento di Angelo Tartaglia, Docente Associato di Fisica presso l’Ateneo torinese dal titolo “E Luce fu”: il breve racconto percorre migliaia di anni di storia per mostrare come la natura della radiazione luminosa sia stata da sempre uno dei più grandi interrogativi dell’uomo. Partenza dalla visione primordiale data nel grande Racconto Biblico, passando per le civiltà Egizia e Greca, fino al grande dibattito sul dualismo onda-corpuscolo nato nel XVII secolo e confermatosi solo all’inizio dello scorso secolo; un viaggio fra scienza ed arte, quello che ha proposto il Professor Tartaglia, capace di fornire all’ascoltatore uno spunto di riflessione sulla società di oggi in riferimento alla luce dell’umanità in quanto capacità di provare passione e compassione in contrasto con la brutalità delle tenebre che solo la natura umana può concepire.

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    W.Turner, Didone costruisce Cartagine (1815), Londra, National Gallery

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    “la luce splende nelle tenebre,

    ma le tenebre non l’hanno accolta.”

    Alle ore 19:20 è iniziato l’omonimo recital multimediale, incentrato sulle figure di sei donne straordinarie che hanno rivoluzionato il mondo dell’astronomia e che, proprio per la loro natura femminile, spesso sono state messe in secondo piano, all’ombra dei loro promotori, mariti e tutori.

    La chiarezza espositiva delle presentatrici, accompagnata dall’utilizzo di immagini tratte da uno strumento Software open source immediato quale Stellarium, ha permesso al pubblico di familiarizzare con i concetti di Quasar e Pulsar, con la classificazione delle stelle in base al loro spettro di emissione ed i cataloghi utilizzati ancora oggi nella comunità astronomica (Il New General Catalogue NGC ne è un esempio). L’intento, quello di portare tutti i presenti ad avvicinarsi alle figure di queste scienziate e di aprire gli occhi ad un sottobosco di menti geniali dal quale sono emerse nei secoli per ragioni storico-sociali solo figure maschili, è riuscito a pieno. Una dedica conclusiva, quella fatta dall’autrice ed attrice Maria Eugenia d’Aquino e da Ilaria Arosio, astrofisica e divulgatrice dell’Osservatorio Astronomico di Brera, nei confronti di tutti coloro che cambiano il mondo inseguendo la loro passione; non per i premi, ma per il Fine più alto.

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    William Herschel (1738-1822) che scopre Urano nel 1781. Sua sorella Caroline che prende appunti.

    Per concludere, ecco l’elenco delle donne protagoniste:

    Gabrielle Émilie du Châtelet (1706 – 1749): Matematica, fisica e letterata francese.

    Caroline Lucretia Herschel (1750 – 1848): Astronoma, matematica e cantante lirica britannica di origine tedesca.

    Annie Jump Cannon ( 1863 – 1941): Astronoma statunitense.

    Cecilia Helena Payne Gaposchkin (1900 – 1979): Astronoma inglese naturalizzata statunitense.

    Margaret Burbidge (1919): Astrofisica inglese naturalizzata statunitense.

    Jocelyn Bell Burnell (1943): Astrofisica britannica, scopritrice.

  • Autumn Notes II

    Via Po

    Mi dirigo verso la fermata più vicina dell’autobus. Prenderò una linea che mi porti verso Porta Susa. Poca gente sotto i portici, solo qualche gruppo di ragazzi vestiti per far serata: sembra strano, di Lunedì sera. Ma si sa che quando si è in compagnia, basta poi poco per far festa.

    Un brivido mi corre lungo la schiena; comincia a far freddo, e la sola camicia sotto il giubbotto di pelle non basta più. Il mio sguardo viene attirato dalle  Luci d’Artista che ogni anno in questo periodo riempiono le vie centrali di Torino. Stelle e pianeti. Passione, più che deformazione professionale.

    Mi avvicino alla ringhiera metallica. Un settaggio alla buona alla fotocamera del telefonino e riesco appena in tempo a catturare le scie lasciate dai fanali del 56, prima di salirci al volo. Direzione casa.

    Buona Luce 

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    Torino, Via Po
  • VoloIperbolico su Marte!

    Per celebrare il neonato blog ho pensato di aderire all’iniziativa che la Nasa aveva già lanciato con Orion EFT-1 per diffondere l’interesse nei confronti delle le missioni spaziali. Mi piace credere quindi che il nome del blog verrà caricato a bordo di un piccolo chip installato sul Lander InSight. La partenza verso il Pianeta Rosso è prevista per Maggio 2018.

    Un brindisi quindi ad InSight e VoloIperbolico!

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  • Autumn Notes I

    Il sole freddo del mattino illumina trasversalmente l’ingresso della stazione ferroviaria Porta Nuova, a Torino. Passanti che vanno a lavoro, studenti che aspettano il bus per andare all’università e turisti che si avviano verso Via Roma per fare compere. La luce proietta le ombre che si allungano sul marciapiede. E’ una città assopita, che deve ancora trovare la strada verso quella che si prospetta essere una lunga giornata.

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    Torino, Stazione Ferroviaria Porta Nuova
  • Prologo

    Nuovo blog. Nuovo progetto

    Nuovo blog. Prima esperienza. Da dove cominciare?

    Mi sono ripromesso di non prendermi troppo sul serio in questo luogo virtuale. Nessun argomento specifico: foto, audio, post su tutto ciò che attrae il mio occhio e la mia immaginazione.

    Così ho pensato di partire con un piccolo progetto amatoriale: AutumnNotes…

    AutumnNotes è una raccolta di quattro immagini scattate in quattro momenti differenti. Tecnica B/N, strano a dirsi nella stagione dei colori accesi. Tratto caratteristico: istantanee catturate con il cellulare. Niente strumentazione professionale quindi,  reflex o mirrorless che sia. Espressione a portata di mano. Non voglio curare la qualità, la tecnica. Il soggetto è l’istante, ciò che si prova: lo si può percepire ma non lo si vede nello scatto. Un’immagine ogni settimana, quattro in totale. Ogni immagine accompagnata da una breve descrizione. Il resto, aggiungetelo voi all’immagine.

    Amen