Fine Giugno 2015. Apple annuncia la nascita di Apple Beats1 come parte integrante del suo servizio Apple Music mandando in onda un adv dal nome “Always On”. Uno statement di libertà di espressione, sulle note di Freedom di Pharrell Williams. This is Zane Lowe on Beats1 attacca il DJ e curatore scelto dalla casa di Cupertino Zane Lowe per tirare le fila del neonato prodotto. Il rimanente minuto è un susseguirsi di scene girate come solo i creativi della mela sanno fare, con spaccati di vita in cui i protagonisti sono solo l’uomo e la musica. Ricordo bene quando mi connessi alla stazione radio nel giorno di lancio; sono subito entrato in un vortice di suoni, conversazioni e ottima cultura musicale. Prima canzone che correva in radio quando mi sono sintonizzato? Lost Ones, dall’album The Miseducation of Lauryn Hill. Ero talmente in hype che ho voluto condividere il mio entusiasmo sul mio account Twitter

Ne sono successe di cose da allora; l’azienda diretta da Tim Cook sembra aver definitivamente abbandonato l’iPod in favore del melafonino e ha dato nuovo volto a Beats1 rinominandola lo scorso anno Apple Music 1. Programmi radio, backstage, interviste: la quantità e soprattutto la qualità dei contenuti mantiene le aspettative e addirittura le supera. Un esempio su tutti le serie di interviste del The Zane Lowe Interview Series che rivelano gli antri più intimi degli artisti in salotto o connessi grazie all’empatia dell’host Neozelandese. Foo Fighters, Bruce Springsteen, Shawn Mendes; retroscena ma soprattutto toccanti confessioni. E se la musica è emozione, in questo medium-lenght format fa da cornice ad un’esplorazione dei testi, delle ritmiche e delle intonazioni di chi le crea. Il New York Times lo definisce il terapista non ufficiale del Pop, e basta avviare la puntata in un in macchina verso casa o seduti sul divano del vostro per ritrovarvi in una sessione di psicoanalisi con lui. Merito della capacità di Lowe di muoversi fra i temi in maniera coerente ma anche di giocare con i silenzi ed il ritmo di voce. Un consiglio. Scaricate iTunes dal vostro PC o entrate nell’app Podcast da un qualsiasi dispositivo Apple e dedicatevi del tempo per ascoltare queste storie. Parole pronunciate da gente famosa, ma che potrebbero rivelarsi inaspettatamente vostre.
E per il servizio di musica streaming? Puro godimento con la Lossless Quality in formato ALAC per tutta la sua libreria (ormai a 70 milioni di canzoni) e lo Spatial Audio per un numero di brani destinato a crescere. Vi lascio immaginare il lancio di un iPod per il ventennale dall’uscita, che ricorre quest’anno, con tutte le potenzialità offerte agli audiofili dalla piattaforma californiana e perché no, magari con il vostro paio di Airpods Pro. Un sogno? Attendiamo il prossimo Apple Event per scoprirlo. Ma cosa contraddistingue davvero Apple Music da qualsiasi altro competitor? In fondo non é differente da Spotify o Amazon Music. O forse sì, è la risposta la so ritrova nel nome stesso. Per un artista o performer promuovere il suo album su questa piattaforma vuol dire poter sfruttare un canale don un alto tasso d’influenza su utenti da tutto il mondo, che condividono il cuore dell’ideologia ereditata da Jobs. Un attenzione ai dettagli, a cosa si prova quando di crea, quando si produce un progetto sia esso musicale o di altro tipo.