Autumn Notes IV

C’è una considerazione che viene fuori ogni volta che due persone parlano di Torino: è una città ordinata. Una verità sempre attuale e mai scontata. La città della Mole non lascia spazio ad interpretazioni personali. Ti chiude, e come una pallina in un gioco labirintico ti costringe a seguirla nelle vie del centro, da Porta Susa a Piazza Castello, da Piazza Statuto per via Garibaldi, seguendo Via Po e fino a Piazza Vittorio. A volte, come su un piano inclinato, si prende velocità ed ogni passo si allunga: la metà è l’università, il luogo di appuntamento, l’ufficio di lavoro. Altre volte invece si pensa di potersi concedere una breve evasione da quel fiume di persone che scorre sotto i portici di una città in autunno inoltrato. Ti fermi ad una vetrina, volgi lo sguardo alla strada e..

I fili elettrici della linea del tram il bagliore prodotto al loro contatto con il pantografo . Una ragazza che assorta nel suo telefonino attraversa la strada, non curante di quello che accade attorno a lei. Il rumore delle rotaie, le urla dei bambini in lontananza ed il profumo del negozio di fiori all’angolo che invade il marciapiede.

“Torino è una città che invita al rigore, alla linearità, allo stile. Invita alla logica, e attraverso la logica apre alla follia”
Italo Calvino

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Torino, Via Pietro Micca

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