Non è la destinazione, ma il viaggio quello che conta
E talvolta è proprio così. Lo scorso weekend abbiamo deciso di concederci una gita in famiglia, in un modo un po’ diverso dal solito. Arrivo Locarno, nel Cantone Ticino, Svizzera.
Protagonista di questa giornata, però, non era la città sulla sponda nord del Lago Maggiore, ma il percorso che ci ha portati fin lì. Questa volta, infatti, non ci siamo mossi su strada, ma sui vagoni di un treno.
Il Treno del Foliage 2025
Da quando ho ascoltato Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie su Audible, la mia mente ha cominciato a fantasticare sui viaggi in treno e sulle avventure che il trasporto su rotaia può offrire.
Da habitué dei viaggi in macchina e in aereo, a partire dai primi anni di università ho diminuito drasticamente (se non eliminato) i viaggi seduto su un vagone mentre leggo un libro o studio per il prossimo esame.
Questa volta, però, niente appunti, perché il treno che abbiamo preso chiede al viaggiatore di tenere lo sguardo fisso oltre i suoi grandi finestrini. Sto parlando del CentoValli, conosciuto come Treno del Foliage per la bellezza naturalistica che offre a cavallo fra i mesi autunnali di ottobre e novembre.
In un recente articolo del New York Times questo viaggio è stato definito tra i migliori cinque percorsi autunnali in Europa per rapporto bellezza/costo, facendo esplodere – come ogni anno – l’interesse per questa esperienza magica.
Questa linea, inaugurata il 25 novembre 1923 per connettere, con i suoi 52 km di percorso, Domodossola (Italia) con Locarno (Svizzera), risulta essere un ponte su binari che attraversa la Val Vigezzo e le Centovalli svizzere.
La tratta è gestita dalle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART), che nell’estate di quest’anno ha rinnovato la sua flotta con i nuovi convogli prodotti da Stadler, aumentando il numero di passeggeri per treno da 109 a 142.

Si tratta di un viaggio pensato per godere delle bellezze che si incontrano lungo il percorso. La velocità media di 30 km/h consente di apprezzare l’esperienza senza i classici rumori assordanti delle rotaie, e rimuovendo quel dondolio che a tratti culla e a tratti può stancare il viaggiatore.
Tratta Domodossola – Locarno (mattino)
Il nostro viaggio comincia alla stazione di Domodossola, dove il treno ci aspetta al binario di partenza.
Accanto alla stazione c’è un parcheggio con molti posti auto, e il biglietto a 6 euro per la sosta di un’intera giornata è decisamente conveniente.
Con una puntualità direi svizzera, siamo partiti alle 10:27 (appena un minuto di ritardo rispetto alle 10:26 previste) e subito ci siamo addentrati fra i borghi vicino Domodossola, dove è possibile notare orti, animali al pascolo e i confini dei boschi, man mano che la quota aumenta verso le montagne.

Sia per l’andata che per il ritorno abbiamo scelto il Panoramico Plus, che con le sue nuove carrozze garantisce un buon comfort per tutta la tratta di quasi due ore. I sedili sono dotati di luce per la lettura e, tra due posti, sono disponibili prese Shuko per ricaricare i dispositivi mobili e due prese USB-A. Ogni convoglio è dotato di un bagno e vi è la possibilità di spostarsi tra un vagone e l’altro durante il viaggio.

A pochi minuti dalla partenza un operatore passa per prendere ordini per il servizio bar, comodo per chi non si è portato dietro nulla da mangiare, ma il più delle volte superfluo, considerando la durata limitata della tratta e la natura del viaggio, solitamente fatto da famiglie con zaini imbottiti di snack.
Il susseguirsi di curve e gallerie ci porta verso le montagne, dove il foliage, caratteristico di questo periodo, si fa più intenso. Complice anche il bel tempo che ha accompagnato l’intera giornata, siamo riusciti a godere di scorci mozzafiato e ad ammirare il contrasto del sole ancora alto che filtrava attraverso la fitta boscaglia ingiallita.

Durante l’acquisto dei biglietti non ci siamo posti il problema di quale lato fosse migliore per godere delle bellezze dei paesaggi autunnali. Essendo in tre, abbiamo preso all’andata un’intera fila di posti che includeva l’affaccio sia sul lato sinistro che destro del treno, mentre al rientro da Locarno eravamo sul lato sinistro
Con partenza dall’Italia, una buona prima parte della tratta offre una bellissima vista sulla sinistra. All’ultima stazione prima di oltrepassare il confine italo-svizzero, Re, il treno cambia lato della valle, passando sul crinale opposto e permettendo ai viaggiatori sul lato destro di godere delle strette vallate attraversate dal torrente Melezzo fino al raggiungimento della destinazione.

Arrivati a Locarno, il mio consiglio è di non catapultarvi subito verso l’uscita della stazione: fermatevi a fondo binario, dove potrete vedere i vecchi vagoni ancora in deposito.

Tratta Locarno – Domodossola (pomeriggio)
Il rientro è lo specchio dell’andata e offre le stesse bellezze già viste al mattino, ma sotto una luce completamente diversa.
I riflessi del sole al tramonto fanno virare i colori verso un arancione intenso, e i paesi montani, verso l’ora blu, vengono avvolti da un’atmosfera davvero suggestiva.

Poter attraversare questi luoghi nella prima metà di ottobre significa, tempo permettendo, poter sfruttare ancora minuti di luce preziosi prima del cambio all’ora solare del 26 ottobre. Dopo tale data, infatti, il consiglio è di prenotare il rientro anticipato di un paio d’ore per non perdere la bellezza di questi momenti.

Il Treno del Foliage è un viaggio assolutamente consigliato per chi vuole immergersi nella bellezza dell’autunno alpino.
Per chi desidera, c’è la possibilità di prenotare una delle fermate intermedie e visitare borghi ricchi di fascino e di storia. Noi abbiamo preferito arrivare fino al capolinea, ma se dovessimo mai ripetere l’esperienza, proveremmo a sostare durante il percorso.
Treno del Foliage: consigli per fotografare
Chi ha letto qualche articolo su questo mio spazio online sa che amo catturare momenti con una macchina fotografica o uno smartphone.
Se volete scattare fotografie sul Treno del Foliage, sappiate che, a differenza di altri treni panoramici famosi, non vi è la possibilità di abbassare i finestrini per sporgersi.
Il consiglio è quindi quello di usare ottiche grandangolari nelle curve, magari spostandovi tra le carrozze per riprendere la porzione più ampia del convoglio.
Per scattare foto degli scorci, invece, aumentate la lunghezza focale, così da rendere più facile la messa a fuoco oltre il vetro e rimuovere dalle inquadrature i led interni delle cabine (che rimangono accesi per tutto il tragitto).
Per ottenere una resa che trasmetta l’idea di essere a bordo di un treno in movimento, provate a regolare il tempo di esposizione a un valore tale da lasciare un leggero effetto mosso nei vostri scatti: otterrete così un risultato davvero suggestivo.

Il treno del Foliage vi aspetta fino alla metà di Novembre. Un appuntamento da non perdere!