Tag: Astronomia

  • Eventi Astronomici del Mese: il Cielo di Dicembre 2024

    Eventi Astronomici del Mese: il Cielo di Dicembre 2024

    Siamo ormai giunti all’ultimo mese di questo 2024, ma il cielo ha ancora qualche carta da giocarsi per stupirci. Andiamo quindi a vedere cosa ha in serbo per noi la volta celeste e quali saranno i principali eventi astronomici del mese. Ma prima, partiamo dal mese di Novembre che si è appena concluso!

    La Superluna del Castoro ha fatto faville

    Tra tutti gli eventi del mese appena trascorso che si sono susseguiti, certamente la Superluna del Castoro è quella che ha lasciato a bocca aperta il numero maggiore di spettatori. Ultima superluna dell’anno, la sua osservazione è stata resa possibile grazie al bel tempo che si è reso complice lo scorso 15 Novembre. Vi riporto quindi la mia Superluna, catturata dai cieli di Varese.

    Superluna del Castoro, 15 Novembre 2024
    Superluna del Castoro, Canon EF-S 18-135 f/3.5-5.6 IS USM su Canon EOS 80D

    Negli ultimi giorni di Novembre il pianeta Venere si è mostrato in tutto il suo splendore, apparendo brillante nelle prime ore della sera e regalando molte emozioni.

    Venere al Tramonto
    Venere al tramonto, Canon EF 50 f/1.8 su Canon EOS 80D

    Dicembre mostra i denti: ecco i prossimi Eventi Astronomici

    Andiamo quindi a vedere cosa ci dobbiamo aspettare dal mese di Dicembre:

    La Luna batte il tempo: Dicembre 2024 Racchiuso in un ciclo Lunare

    Il mese di Dicembre avrà due Lune Nuove, rispettivamente il 1 Dicembre e il 30 Dicembre. Il nostro satellite naturale andrà quindi a contornare il mese un po’ come la cornice di un quadro, mostrandosi in tutta la sua pienezza giorno 15 Novembre con la Luna Piena. Durante tutto il mese poi vedremo il nostro satellite avvicinarsi a pianeti, stelle e costellazioni notevoli di un cielo autunnale che sta lasciando spazio definitivamente alla stagione invernale.

    Congiunzioni Luna – Pianeti

    • Mercoledì 4 Dicembre vedremo la Luna vicino a Venere in direzione Sud-Ovest e molto basse nel cielo
    Congiunzione Luna - Venere
    Congiunzione Luna – Venere. Credit: Stellarium
    • Domenica 8 Dicembre sarà la volta di Saturno, che accompagnerà la Luna nel suo Primo Quarto (illuminazione al 25%);
    Congiunzione Luna - Saturno
    Congiunzione Luna – Saturno. Credit: Stellarium
    • Mercoledì 18 Dicembre tocca al Dio della Guerra, il Pianeta Marte, farsi vedere;
    Congiunzione Luna - Marte
    • Domenica 19 Dicembre infine Mercurio si eleverà in cielo nelle prime ore del mattino, e avremo la possibilità di vederlo verso Est solo in caso di assenza di ostacoli all’orizzonte;
    Congiunzione Luna - Mercurio
    Congiunzione Luna – Mercurio. Credit: Stellarium

    Congiunzioni Luna – Stelle

    Avremo cinque principali Congiunzioni fra la Luna e gli astri notevoli del Cielo di Dicembre 2024, di seguito elencate:

    • Venerdì 13 Dicembre avvicinamento alle Pleiadi, costellazione nota per le famose Sette Sorelle, principali stelle che la compongono. In questa occasione avremo anche vicinanza con il pianeta Urano;
    Luna vicino a Pleiadi
    Luna vicino a Pleiadi. Credit: Stellarium
    • Martedì 17 Dicembre avvicinamento a Polluce, la stella più luminosa della costellazione dei Gemelli con una magnitudine di +1,5;
    Luna vicino a Polluce
    Luna vicino a Polluce. Credit: Stellarium
    • Venerdì 20 Dicembre avvicinamento a Regolo, stella più brillante della costellazione del Leone;
    Luna vicino a Regolo. Credit: Stellarium
    • Martedì 24 Dicembre avvicinamento a Spica, stella più brillante della costellazione della Vergine;
    Luna vicino a Spica. Credit: Stellarium
    • Sabato 28 Dicembre avvicinamento ad Antares, la stella più luminosa della costellazione dello Scorpione;
    Luna vicino ad Antares. Credit: Stellarium

    Le costellazioni e gli oggetti più interessanti

    Le Costellazioni di Dicembre 2024.
    Le Costellazioni di Dicembre 2024. Credit: Stellarium

    A Dicembre le principali costellazioni visibili saranno Orione, Toro, Perseo e Ariete,

    La costellazione di Orione è sempre più protagonista del nostro cielo invernale, regalandoci uno spettacolo che durerà fino a Maggio. Vicino all’asterismo composto dalle stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka potremo trovare la bellissima M42, nebulosa facilmente fotografabile con macchina e treppiede. Per una foto che possa catturare l’intera costellazione, il mio consiglio è di utilizzare un obiettivo con focale non maggiore a 35mm, in modo da includere anche le stelle Betelgeuse, Bellatrix, Saiph e Rigel ed esaltarne i colori (Betelgeuse risulterà di un arancione vivo, dal momento che è una Supergigante Rossa).

    333P/Linear al Perigeo

    Per gli amanti delle comete dotati di montatura astronomica per lunghe esposizioni, segnalo il passaggio al perielio della cometa 333P/Linear, cometa periodica che tornerà solo nel 2068. il 9 Dicembre il nucleo si troverà al perigeo, ovvero alla minima distanza dal nostro pianeta.
    Per seguire l’evoluzione della luminosità di questo oggetto appartenente alla famiglia delle halleidi, rimando al sito aerith.net

    Sciami di meteoriti: Geminidi ed Ursidi

    Nel mese di Dicembre lo sciame delle Geminidi vedrà il suo picco nelle notti del 13 e 14 Dicembre. Purtroppo la Luna, come abbiamo detto, vedrà la sua massima fase a metà mese, ostacolando l’osservazione di questo fenomeno che può portare all’avvistamento di fino a 150 meteoriti all’ora. Nonostante le condizioni di difficile visibilità, il consiglio è quello di identificare la costellazione dei Gemelli con le due stelle Castore e Polluce, per trovare il punto di propagazione dello sciame.

    Lo sciame delle Ursidi raggiungerà il suo picco il 22 Dicembre, e sarà più fortunato di quello delle Geminidi, nonostante abbia una frequenza notevolmente più bassa. Per la sua osservazione, sfrutta le prime ore serali prima che sorga la Luna, che si leverà in cielo intorno alla mezzanotte. Per osservare questo sciame, identifica la costellazione dell’Orsa Minore, Sempre alta nel cielo poiché la Polare ne fa parte.

    Buona Luce 
    Emanuele

  • Eppur si Muove: Guida all’utilizzo della Regola del 500 in Astrofotografia

    Eppur si Muove: Guida all’utilizzo della Regola del 500 in Astrofotografia

    In questo articolo affrontiamo la Regola del 500, forse la formula più famosa tra gli appassionati in ambito astrofotografico. 
    Questo calcolo matematico e ti permetterà di ottenere foto nitide con stelle puntiformi, per una resa migliore delle tue composizioni astrofotografiche.
    La formula è di per sé molto semplice, ma nasconde delle implicazioni non ovvie a chi magari si imbatte per la prima volta nel suo utilizzo. Per questo voglio accompagnarti nel confronto tra le diverse formule con esempi pratici, in modo che tu possa avere un’idea ancor prima di ritrovarti sul campo a sperimentare.

    Cominciamo!

    Regola del 500: A cosa serve

    Partiamo col dire che non ci si imbatte nella Regola del 500 (R500) per causalità. Chi viene a conoscenza di questo rapporto è alla ricerca di un valore tempo di esposizione t in secondi adeguato a far apparire le stelle nella fotografia puntiformi. Avere stelle senza strisce è fondamentale in tutte quelle composizioni astrofotografiche che vogliono fermare un istante nel tempo (al contrario di tecniche come gli Startrails). La Regola del 500 inoltre si applica quando non si fa uso di una montatura con inseguitore, perché in quel caso l’inseguimento garantito da un buon allineamento alla polare e alle stelle garantisce astri puntiformi nel risultato finale.

    Regola del 500: come si applica

    Vediamo adesso la formulazione più popolare e approssimativa della formula del 500:

    R500: t = \frac{500}{l}

    L’equazione di dice quindi di dividere il valore 500 per la lunghezza focale del nostro obiettivo (fisso o tele) in millimetri. in modo da ottenere il valore di t in secondi.
    Esempio: se scatti con un obiettivo a 24mm , qualsiasi tempo uguale o inferiore a 500/24 = 20,83 secondi. Arrotonda all’intero inferiore e ottieni 20 come valore di riferimento da impostare sulla tua macchina fotografica, al di sopra del quale non devi salire.

    Regola del 500 vs Regola del 600

    Sul web sentirete spesso parlare della Regola del 600 (R600). In realtà queste due regole sono le stesse, ma cambia il numeratore. Si usa più frequentemente la R500 perchè è più restrittiva ed accorcia i tempi con risultati migliori ma, ve lo anticipo, entrambe le varianti producono risultati adeguati solo in prima approssimazione. Riporto comunque per completezza la Regola del 600, R600, che come avrai capito è data dalla seguente:

    R500: t = \frac{600}{l}

    Regola del 500 e fattore di crop

    Fin qui tutto semplice dirai. Beh, le cose non stanno proprio così, ma per proseguire nella nostra analisi introduciamo il concetto di crop factor cf.
    Il fattore di crop è un valore che fornisce, se moltiplicato per la lunghezza focale dell’obiettivo, il valore di lunghezza focale equivalente a quello che si avrebbe su un corpo macchina con sensore full frame. 

    Un po’ contorto, quindi andiamo passo dopo passo.

    In fotografia il sensore full frame (36mm x 24mm) viene considerato uno standard, e le dimensioni di sensori differenti vengono sempre referenziate ad esso.Montare un obiettivo da 50mm su un sensore APS-C non equivarrà a montare la stessa lente su una EOS 6D ad esempio con sensore a formato pieno. Per sapere a quanto corrisponderebbe, dobbiamo infatti moltiplicare la lunghezza focale per il fattore di crop del sensore. Per semplicità, ti elenco sotto i principali sensori con i relativi valori di crop factor associati

    Tipo di SensoreFattore di Crop cf
    Full Frame1,0
    APS-H (Canon)1,3
    APS-C (Nikon DX, Pentax, Sony)1,5
    APS-C (Canon)1,6
    Foveon (Sigma)1,7
    Four Third2
    Valori di Fattore di Crop (Cf) per tipo di Sensore

    Esempio: 50mm su APS-C Canon corrispondono a 50×1,6 = 80 mm nativi su full frame.

    Ti risulterà quindi chiaro che la Regola del 500 e la Regola del 600 possano essere modificate per considerare questo ulteriore fattore (R500-cf e R600-cf). Le formule modificate saranno quindi:

    R500(cf): t = \frac{500}{lc_{f}}
    R600(cf): t = \frac{600}{lc_{f}}

    Regola del 500-cf: è sufficiente? 

    A questo punto forse ti starai chiedendo se la formulazione appena riportata sia utile per la tua sessione di fotografia. La risposta sommaria è si: la regola del 500 è applicabile se vuoi ottenere risultati non professionali e non hai necessità di ritagliare la tua immagine finale (questo lo puoi fare se studi bene la composizione prima dello scatto!). 

    Nonostante questo, è stata prodotta una formulazione accurata che prende in considerazione ulteriori parametri per un calcolo del tempo di esposizione preciso e che fornisca un risultato adatto a chi fa un uso.
    Pensa a chi vuole sommare attraverso la tecnica dello stacking più scatti singoli in un un’unica immagine finale che vada ad integrare la somma dei singoli tempi di esposizione. è logico pensare che tutte le stelle che vogliamo andare a sovrapporre debbano essere puntiformi, altrimenti potremmo cadere in errori durante l’allineamento manuale o tramite software.
    La formula considerata dagli addetti ai lavori come defintiva per il calcolo del tempo di esposizione prende il nome di Regola NPF:

    NPF: t = \frac{35f+30P}{l}

    Con f il valore di apertura focale dell’obiettivo e P il valore di pixel pitch. Vediamo il significato di questa formula:

    • la lunghezza focale l rimane al denominatore, quindi più vogliamo avvicinarci al soggetto, minore dovrà essere il tempo di esposizione perché la stella attraverserà il nostro sensore con una velocità apparente più alta. Ovviamente anche in questo caso, correggendo il valore di lunghezza focale attraverso il fattore di crop, otterremo un denominatore ancor più grande per sensori dal formato non standard (ci riferiremo in questo caso alla NPF-cf):
    NPF(cf): t = \frac{35f+30P}{lc_{f}}
    • Il parametro f è inversamente proporzionale al tempo di esposizione che si ottiene. Perchè dico inversamente? Nell’articolo sul triangolo dell’esposizione ti ho spiegato che a valori alti di f corrisponde una chiusura maggiore del diaframma e viceversa;
    • Il pixel pitch, tradotto dall’inglese “passo dei pixel”, è un rapporto che si ottiene dividendo la larghezza del sensore del tuo corpo macchina in mm per il numero di pixels del sensore sul lato lungo. 

    Con riferimento alla mia EOS 80D e all’obiettivo EF-S 18-135 f/3.5-5.6 IS USM, ho ricavato quindi i seguenti valori: 

    • Risoluzione Sensore: APS-C, 22.3 x 15 mm 
    • Fattore di Crop: 1,6
    • Pixel Pitch: 22,3/6000 = 0,000371 mm = 3.71 μm

    Ho quindi ricavato una tabella di questo tipo, in modo da avere sempre un riferimento pronto per quando sono sul campo e voglio sapere quali valori di tempo di esposizione utilizzare in base alle impostazioni di scatto:

    Tabella dei valori di tempo di esposizione ottenuta applicando la regola NPF per la lente Canon EF-S 18-135 f/3.5-5.6 USM
    Regola NPF: Tabella per Canon EF-S 18-135 f/3.5-5.6 IS USM

    Regola del 500: Test e considerazioni finali

    Facendo uso del nifty-fifty  EF 50 f/1.8 STM, che ho recensito in questo articolo, ho calcolato i valori di t per ognuna delle formule sopra citate, ed ho impostato il valore su corpo macchina che più si avvicinasse a quello ottenuto. Riporto quindi il risultato del test comparativo:

    Formula ApplicataValore t ottenuto [s]Valore t scatto [s]
    R6001213
    R5001010
    R500-cf6,256
    NPF1,751,6
    NPF-cf1,11
    Regola del 600: tempo di esposizione 13s
    Regola del 600: tempo di esposizione 13s
    Regola del 500: tempo di esposizione 10s
    Regola del 500: tempo di esposizione 10s
    Regola del 500cf: tempo di esposizione 6s
    Regola del 500cf: tempo di esposizione 6s
    Regola NPF: tempo di esposizione 1,6s
    Regola NPF: tempo di esposizione 1,6s
    Regola NPF-cf: tempo di esposizione 1s
    Regola NPF-cf: tempo di esposizione 1s

    Come puoi vedere dalle foto di test che ti riporto, il movimento delle stelle viene evitato solo con tempi di esposizione ben più bassi rispetto a quelli calcolati con la R500 o la R500-cf. Per un risultato preciso, occorrerà diminuire il valore di t a quello che si ottiene con la NPF-cf.
    Ora sei pronto per calcolare i tuoi valori di tempo di esposizione, a seconda della tua strumentazione, che ti permetteranno di ottenere risultati straordinari.

    Buona Luce
    Emanuele

  • Eventi Astronomici del Mese: il Cielo di Novembre 2024

    Eventi Astronomici del Mese: il Cielo di Novembre 2024

    Questo articolo inaugura un nuovo ciclo di post sul blog in cui, mese dopo mese, voglio accompagnarti nella lettura del nostro cielo e degli eventi astronomici che ci attendono per il mese di Novembre 2024. Voglio strutturarlo come se fosse un bollettino che potrai leggere ad inizio mese, ed ho in progetto di strutturarlo meglio nei mesi a venire.

    Di seguito la struttura che intendo mantenere: 

    • Riassunto del mese precedente, con i fatti astronomici salienti.
    • Posizione relativa della Luna e dei Pianeti durante l’arco del mese
    • Costellazioni ed oggetti più interessanti del mese

    Cercherò di condire questo genere di articoli con consigli per le osservazioni, quindi rimani sintonizzato perchè durante l’arco del mese espanderò l’articolo con nuove informazioni e consigli pratici!

    Addio C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS!

    Questo Ottobre la cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS ha solcato i nostri cieli regalandoci momenti memorabili. Al momento la cometa trova la sua posizione in corrispondenza della costellazione dell’Ofiuco, e sta diventando sempre meno visibile. Il consiglio è quindi di armarsi di macchina fotografica e teleobiettivo per provare a fotografarla in questi ultimi giorni di fioca luminosità nel cielo. 

    C/2023 A3 catturata il 30 Ottobre 2024 dai cieli di Varese

    C/2024 S1, la Cometa di Halloween, non ce l’ha fatta

    E partiamo parlando di un’altra cometa, la C/2024 S1. Scoperta lo scorso 27 Settembre, ha affiancato le cronache della sorella C/2023 lasciando presagire un altro spettacolo per gli occhi degli appassionati di astronomia. L’emozione è però durata poco, perché il corpo celeste che era già stato soprannominato “la cometa di Halloween” non sarà purtroppo visibile. Il nucleo della cometa ha mostrato i primi segni di disintegrazione intorno al 9 Ottobre, per bruciarsi completamente a fine mese di Ottobre.

    Novembre, una danza di Pianeti

    Il mese di Novembre si preannuncia ricco di avvicinamenti planetari al nostro satellite naturale, la Luna. Eccoli di seguito elencati:

    • Lunedì 4 Novembre vedremo la Luna vicino a Venere in direzione Sud-Ovest e molto basse nel cielo;
    Luna vicino a Venere. Credit: Stellarium
    • Lunedì 11 Novembre sarà la volta di Saturno, che subirà un bellissimo effetto di occultazione lunare visibile solo però dalle Americhe. Dalla nostra penisola sarà comunque possibile osservare il pianeta vicino alla Luna e scattare largo campo d’effetto;
    Luna e Saturno. Credit: Stellarium
    • Venerdì 15 Novembre sarà luna piena, ed in particolare questa sarà anche una Superluna, apparendo quindi più grande e più luminosa data la prossimità con il nostro pianeta Terra (perigeo di xxx km)
    Superluna del Castoro. Credit: Stellarium
    • Sabato 16 Novembre Mercurio si troverà alla sua massima elongazione est. Questa posizione relativa del pianeta rispetto al Sole per come osservato dalla terra lo rende favorevole per l’osservazione. La sua collocazione troppo bassa sull’orizzonte lo renderà però visibile solo per pochissimo tempo in direzione Ovest. Per poterlo avvistare consiglio quindi l’utilizzo di un telescopio o un binocolo;
    Mercurio a massima elongazione. Credit: Stellarium
    • Domenica 17 Novembre vedremo lo scatenarsi di tre eventi molto interessanti. La luna si troverà vicino a Giove, Urano si troverà in opposizione e lo sciame di Leonidi raggiungerà il suo picco. 
    Sciame di Leonidi. Credit: Stellarium
    • Venerdì 20 Novembre troveremo invece una mezzaluna vicino al pianeta Rosso;
    Luna e Marte. Credit: Stellarium

    Le costellazioni e gli oggetti più interessanti

    Costellazioni di Novembre 2024. Credit: Stellarium

    La costellazione dell’Aquila che ci ha accompagnati per il mese di Ottobre tramonterà sempre prima la sera, lasciando lo spazio da protagonista ad altre costellazioni prettamente autunnali-invernali. È il caso della costellazione di Perseo, con la sua stella più luminosa Mirphak (𝝰 Persei). Anche le costellazioni di Cassiopea con la sua caratteristica W e Andromeda saranno presenti alte nel cielo notturno, permettendoci di scattare splendide composizioni e l’osservazione con un binocolo luminoso della Galassia omonima, nota come M31 (catalogo Messier). 

    M31 Galassia di Andromeda. Credit: Stellarium

    La costellazione di Orione arriverà sempre più verso la fine del mese, con la sua magnifica cintura, regalandoci uno spettacolo che durerà fino a Maggio. Vicino all’asterismo composto dalle stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka potremo trovare la bellissima M42, nebulosa facilmente fotografabile con macchina e treppiede. Per una foto che possa catturare l’intera costellazione, il mio consiglio è di utilizzare un obiettivo con focale non maggiore a 35mm, in modo da includere anche le stelle Betelgeuse, Bellatrix, Saiph e Rigel ed esaltarne i colori (Betelgeuse risulterà di un arancione vivo, dal momento che è una Supergigante Rossa).

    Costellazione di Orione. Credit: Stellarium

    333P/Linear al Perielio

    Infine, per quanti di voi fossero dotati di montatura astronomica per lunghe esposizioni, segnalo il passaggio al perielio della cometa 333P/Linear, cometa periodica che tornerà solo nel 2068. Venerdì 29 Novembre il nucleo si troverà al perielio, e da previsioni si stima una Magnitudine massima di 9,8 (molto debole, non visibile ad occhio nudo).
    Per seguire l’evoluzione della luminosità di questo oggetto appartenente alla famiglia delle halleidi, rimando al sito aerith.net

    Buona Luce 
    Emanuele

  • Il Triangolo dell’Esposizione in Astrofotografia

    Il Triangolo dell’Esposizione in Astrofotografia

    Hai deciso di avvicinarti al mondo dell’astrofotografia? Congratulazioni, prendere una scelta ti mette già nel mindset giusto. 
    Prima di catturare le tue prime foto però, fermati un secondo a pensare e fatti queste domande: 

    Ho tutto il necessario per cominciare? Quali strumenti potrebbero venire utili?

    Sull’attrezza e i softwares necessari per iniziare a scattare ho scritto due articoli, quindi se non li hai letti ti consiglio di recuperarli qui.

    Credimi, scattare di notte in condizioni di buio completo per poi accorgersi che non si sa come mettere mano ai settaggi base della fotografia, sia essa analogica o digitale, rischia di creare molta frustrazione. Per questo facciamo un passo indietro in questo articolo e riscopriamo il triangolo delle esposizioni e come applicarlo in astrofotografia.

    Che cos’è il triangolo delle esposizioni?

    Il triangolo delle esposizioni è uno degli schemi più famosi in campo fotografico e videografico, e mette in relazione i 3 parametri base che ci permettono di controllare il nostro scatto. Questi 3 elementi sono

    • ISO, ovvero la sensibilità del nostro sensore alla luce
    • t , ovvero il tempo di esposizione 
    • f/ , ovvero l’apertura del diaframma della lente durante lo scatto, regolata tramite il valore di f-stop
    Il triangolo delle esposizioni

    Il Sensore: la retina della nostra Fotocamera

    I tre elementi del triangolo dell’esposizione mescolati insieme determinano la quantità di luce che lasceremo passare al sensore per imprimere il nostro scatto. Per capire meglio l’impatto di questi settaggi sul risultato finale, fate sempre riferimento ad un’analogia base ma di forte effetto, che paragona il sensore delle macchine fotografiche all’occhio umano. 

    • Tempo di Esposizione Quando premiamo il pulsante di scatto, l’otturatore si apre permettendo alla luce di passare. Stiamo aprendo il nostro occhio, raccogliendo informazioni. La differenza è una sola: il sensore integra nel tempo durante il quale rimane aperto la luce, andando a “sommare” l’effetto della luce istante dopo istante.
    • La funzione dell’apertura del diaframma è svolto in natura dall’iride. Se ci pensate, quando il nostro occhio entra in un ambiente con scarsa illuminazione, la nostra iride agisce da diaframma muscolare e allarga il diametro: minore è il flusso di fotoni nell’unità di tempo, maggiore deve essere la sezione per raccoglierne quanti più possibile.
    • I’ISO rappresenta, come detto, la sensibilità alla luce. Un concetto vago se ci pensate, ogni sensore di ogni macchina digitale avrà una risposta dinamica all’impostazione dell’ISO diversa. Per cominciare, vi serve sapere che l’ISO consiste in una progressione aritmetica di valori ai quali corrisponde una determinata sensibilità alla luce per il vostro sensore. Più alzate il valore di ISO (e.g: 100, 400, 800, etc..), più aumentate la sensibilità a parità di condizioni di luce esterne del vostro sensore di catturare quella luce.

    Parametri del triangolo: utilizzo e compromessi

    A questo punto penserai quindi che per raccogliere quanti più fotoni possibile ed avere immagini spettacolari basti alzare a manetta queste tre impostazioni no?

    Beh, non è così facile…

    Ci sono alcuni aspetti da considerare, e devono essere messi in relazione con il tipo di risultato finale che vogliamo ottenere: 

    • La regolazione dell’ISO infatti porta con sé due problemi. Da un lato, se l’ISO viene portata a valori troppo alti porterà ad un rumore molto alto. Laddove non è possibile ridurre l’ISO al fine di mantenere contenuto il tempo di scatto, bisognerà combinare insieme più immagini tramite la tecnica definita stacking al fine di ridurre il più possibile il rapporto tra segnale acquisito e rumore generato, conosciuto come signal to noise ratio (S/N). Ti riporto di seguito l’effetto del rumore generato per valore di ISO crescenti.
    • La regolazione dell’apertura focale f/ impatta sulla profondità di messa a fuoco. Più stringiamo il diaframma (chiusura che corrisponde ad un aumento dei valori di f-stop), meno luce facciamo entrare ma maggiore sarà la profondità di messa a fuoco. Questo significa che il piano focale sarà più profondo e riusciremo a mettere a fuoco una maggiore porzione del nostro scatto. Al contrario, diminuendo il valore di f-stop avremo quindi minore profondità di campo. In astrofotografia si sceglie solitamente di aumentare l’f-stop il più possibile, ma se si vuole effettuare uno scatto di un paesaggio notturno che includa altri elementi oltre il cielo stellato sarà conveniente effettuare più scatti andando a mettere a fuoco piani diversi, per poi combinare il tutto in un unico scatto. Questa tecnica prende il nome di focus stacking. Si può inoltre sfruttare l’ampia apertura di alcuni obiettivi per ottenere l’effetto bokeh, nel quale le sorgenti luminose nello sfondo della nostra fotografia appariranno soffuse e di grande effetto.
    • La regolazione del tempo di esposizione t incide molto sul risultato finale, ed il suo settaggio è fortemente influenzato dal fine che si vuole perseguire e dalla disponibilità di strumenti che possano consentire il suo utilizzo. Se il vostro intento è quello di andare a realizzare uno startrail, potrete permettervi di impostare tempi di esposizione anche molto alti su un treppiedi fisso. Se il vostro obiettivo è invece quello di andare a catturare delle immagini di nebulose o altri oggetti deboli, ecco allora che per mantenere l’occhio della vostra fotocamera quanto più aperto possibile dovrete andare a compensare il moto di rotazione terrestre con l’impiego di una montatura astronomica che compensi questo movimento. se non avete a disposizione una montatura astronomica ma volete ottenere stelle puntiformi, dovrete ricorrere all’utilizzo della Regola del 500.

    Ora che hai capito il triangolo delle esposizioni e gli effetti di ciascuno dei parametri che vanno a comporlo, il mio consiglio è di cominciare a sperimentare, giocando con i vari settaggi per cominciare a catturare le bellezze del nostro cielo!

    Buona Luce

    Emanuele

  • Startrails: La Guida Definitiva per Scattare Foto di Scie Stellari

    Startrails: La Guida Definitiva per Scattare Foto di Scie Stellari

    L’astrofotografia è un’arte che affascina molti appassionati di fotografia. In questo contesto, realizzare Startrails (scie stellari) è una tecnica che permette di catturare il movimento delle stelle, creando immagini suggestive e spettacolari. In questa guida, ti spiegherò come fotografare uno startrail passo dopo passo, condividendo consigli pratici e strumenti utili per ottenere il massimo dai tuoi scatti.

    Cos’è uno Startrail e Come si Forma?

    Facciamo un passo indietro. In astrofotografia, l’elemento chiave è la luce. Più luce catturiamo, più dettagli possiamo imprimere nelle nostre immagini. Una delle tecniche più efficaci per raccogliere luce è quella di avvalersi di lunghe esposizioni. Durante una lunga esposizione, il sensore della fotocamera raccoglie luce per un periodo prolungato, registrando il movimento delle stelle causato dalla rotazione terrestre. Questo crea le iconiche scie stellari o “startrails”.

    Quando non si utilizza un sistema di compensazione del movimento del cielo, il risultato sarà un effetto ad arco, dove le stelle tracciano percorsi circolari attorno al Polo Nord Celeste, che si trova in posizione pressocchè coincidente alla Stella Polare. La lunghezza delle scie dipende dalla durata dell’esposizione: più a lungo fotografiamo, più lunghe saranno le scie prodotte.

    Cosa Serve per Fotografare uno Startrail?

    Per creare uno startrail, non servono attrezzature complesse. Ecco cosa ti occorre:

    • Macchina fotografica (o smartphone con una fotocamera di qualità e modalità low light).
    • Treppiedi stabile per evitare vibrazioni durante le lunghe esposizioni.
    • Telecomando di scatto remoto (opzionale ma consigliato per evitare di toccare la fotocamera).

    Se sei interessato ad approfondire il tema della strumentazione, questo articolo farà a caso tuo.

    5 Consigli per Ottenere Startrails Perfetti

    Sebbene lo startrail sia una tecnica abbastanza semplice, ci sono alcune sfumature che si apprendono solo dopo vari tentativi e fallimenti. Voglio quindi fornirti alcuni consigli perchè ti possa mettere nelle condizioni migliori per realizzare uno scatto finale del quale siate soffisfatti. Considera quindi quanto segue:

    • Valorizza il soggetto: Non lasciare che lo startrail sia l’unico protagonista. Integra un soggetto interessante, come una montagna, un albero o un edificio, per creare un contrasto tra il cielo in movimento e il paesaggio statico.
    • Scie Stellari Uniformi: Per evitare scie “interrotte”, assicurati che non ci sia un ritardo significativo tra uno scatto e l’altro. Disattiva le funzioni automatiche della fotocamera, come la riduzione del rumore o la visualizzazione della preview, che possono rallentare il processo e creare intervalli visibili nelle scie. Ti riporto di seguito uno startrail che ho effettuato in cui questo problema è evidente.
    • Disabilita la stabilizzazione: Se stai utilizzando un obiettivo con stabilizzazione ottica, disattivala. Anche il minimo movimento del sistema di stabilizzazione potrebbe compromettere la nitidezza delle scie stellari.
    • Impostazioni per Startrail: Utilizza la modalità Manuale (M) o la Priorità di Tempo (Tv) per controllare il tempo di esposizione. La modalità Bulb è utile per esposizioni molto lunghe, ma attento a non sovraesporre l’immagine. Fai sempre uno scatto di prova per controllare l’esposizione e regola l’ISO in base alla luminosità del cielo.
    • Prova diverse tecniche: Esplora vari stili di startrail, come l’effetto fade-in/fade-out o l’effetto intervallato, per aggiungere un tocco personale ai tuoi scatti.

    Tipi di Startrails: Dalle Scie Classiche agli Effetti Creativi

    Non tutti gli startrails sono uguali. Possono differire per il modo in cui i singoli scatti vengono combinati fra di loro. L’ingrediente è uno, ma il modo di mescolare i singoli scatti produrrà effetti molto diversi tra loro.

    • Effetto Classico: Lunghe esposizioni continue che creano scie stellari uniformi;
    • Effetto Star Morse: Combina scatti puntiformi con esposizioni lunghe per creare un effetto “punto-linea”, simile all’alfabeto Morse. L’effetto che otterrete sarà come la foto sotto
    • Effetto Stella Cadente: Con l’ausilio dello stacking di più immagini e una modifica graduale dell’opacità, puoi simulare scie di stelle cadenti, creando effetti suggestivi di fade-in o fade-out. Anche per questo effetto vi riporto sotto uno scatto che ho effettuato centrando la Polare.
    • Effetto Intervallato: Unisci diverse sessioni di startrail in un’unica immagine, creando un effetto visivo intervallato. Anche se meno comune, può dare risultati creativi.

    Editing di uno Startrail: Come Ottimizzare i Tuoi Scatti

    Dopo aver scattato, è il momento di post-produrre le immagini. Il software che personalmente uso di più per tecniche come il photo stacking è Adobe Photoshop, ma puoi anche optare per alternative gratuite come Startrails, un programma sviluppato appositamente per combinare gli scatti per ottenere le scie. 

    Di seguito vi sintetizzo come fare lo stacking in Photoshop:

    1. Importa tutti gli scatti come livelli separati in un unico progetto.
    2. Seleziona tutti i livelli e imposta il metodo di fusione su Schiarisci o Sovrapponi.
    3. Aggiungi eventuali ritocchi, come la regolazione dei colori o la riduzione del rumore.

    Conclusione

    Realizzare Startrails è una delle tecniche più affascinanti dell’astrofotografia, capace di trasformare una notte stellata in una scena mozzafiato. Con i giusti accorgimenti tecnici e un po’ di creatività, potrai ottenere scatti unici e spettacolari. Segui questi consigli, sperimenta e scopri nuove varianti per rendere i tuoi startrails davvero indimenticabili.

    Buona Luce
    Emanuele

  • C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS: Come ho fotografato la “Cometa del Secolo”

    C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS: Come ho fotografato la “Cometa del Secolo”

    Le Comete sono tra gli oggetti celesti più affascinanti e imprevedibili che possiamo osservare nel nostro cielo. Con traiettorie imprevedibili e passaggi spesso non annunciati con largo anticipo, suscitano da sempre grande interesse tra astronomi e appassionati di fotografia astronomica. Come disse l’astronomo David Levy:

    “Le comete sono come i gatti, hanno la coda e fanno quel che vogliono.”

    Tra le scoperte più recenti e promettenti vi è la Cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS, individuata nei primi mesi del 2023 dall’Osservatorio di Tsuchinshan (Cina) e dal sistema di monitoraggio ATLAS e che in questi giorni sta facendo molto parlare di sé. E a ben vedere.

    La cometa C/2023 A3: Una possibile “Grande Cometa”

    Fin dai primi calcoli orbitali, C/2023 A3 si è dimostrata una cometa molto promettente, tanto da essere candidata a diventare una Grande Cometa. Gli astronomi prevedevano che la cometa sarebbe stata visibile ad occhio nudo nell’Ottobre 2024, con una magnitudine stimata attorno allo 0. Per confronto, la celebre cometa di Halley (1P/Halley), nell’ultimo passaggio del 1986, raggiunse una magnitudine di +2,1.

    Tuttavia, come spesso accade con le comete, le previsioni sono sempre da prendere con cautela. Esiste la possibilità che una cometa si disintegri o esaurisca il proprio potenziale prima di regalare lo spettacolo atteso. Nonostante ciò, C/2023 A3 ha superato le aspettative, raggiungendo una magnitudine di -4,0, rendendola un oggetto perfettamente osservabile ad occhio nudo, tempo permettendo.

    Preparativi per fotografare la cometa C/2023 A3

    Da appassionato di fotografia astronomica, ho seguito attentamente l’evoluzione della cometa nei mesi scorsi, pianificando il momento giusto per immortalarla. La prima opportunità per osservare la cometa nel cielo serale sarebbe stata da giorno 10 Ottobre circa, subito dopo il tramoneto, pur essendo molto vicina al Sole. Nei giorni successivi, la cometa si sarebbe allontanata dal Sole, migliorando le condizioni di osservazione. Per arrivare preparato all’evento, ho consultato come sempre Stellarium, software disponibile per PC e mobile. L’evoluzione di C/2023 A3, così come quella di molte altre comete, è disponibile al sito aerith.net che consiglio per la sua utilità.

    Tentativi di fotografare C/2023 A3

    Il mio primo tentativo di fotografare la Cometa C/2023 A3 è avvenuto l’11 ottobre 2024. Mi sono recato al belvedere di Taino, una località che offre una splendida vista verso ovest, con il massiccio del Monte Rosa a fare da sfondo. Purtroppo, le condizioni meteo non sono state favorevoli: le nuvole hanno impedito di ottenere gli scatti desiderati e la cometa era ancora troppo vicina al Sole.

    Nonostante l’insuccesso, ho deciso di ritentare il 13 ottobre 2024, sempre dallo stesso punto di osservazione. Anche in questo caso, il cielo nuvoloso non ha collaborato, ma ho potuto approfittare del tramonto per catturare splendide immagini delle montagne.

    La cattura della cometa

    Non volendo arrendermi, ho deciso di tentare nuovamente il 14 ottobre 2024, questa volta dal terrazzo di casa a Sesto Calende. Per questa sessione fotografica, ho optato per un Canon EF 50mm f/1.8 STM, un obiettivo semplice ma molto luminoso (ve lo racconto qui). Tuttavia, trovandomi in città, ho preferito usare il teleobiettivo EF-S 18-135mm f/3.5-5.6 IS USM per evitare di includere elementi artificiali nelle foto.

    Dopo aver regolato la messa a fuoco e scansionato il cielo, finalmente ho intravisto la cometa tra le nuvole.

    Anche se la luce del Sole non permetteva ancora di osservarla ad occhio nudo, la C/2023 A3 era perfetta per essere fotografata. Ho aumentato la lunghezza focale per evitare ostacoli come i pali della luce e i tetti delle case, riuscendo a catturare una sequenza di immagini che ho successivamente combinato per evidenziare la Coda della Cometa.

    Un’opportunità da non perdere

    Il 15 ottobre 2024, ho provato nuovamente a fotografare la cometa, ma questa volta un velo di nuvole ha impedito di distinguere chiaramente la sua scia nel cielo. Tuttavia, C/2023 A3 continuerà a salire nel cielo serale, quindi ci saranno ancora opportunità per osservarla nei prossimi giorni.

    Per chiunque voglia approfittare di questa occasione unica, il momento giusto per ammirare la “Cometa del Secolo” è adesso! Non perdetevi lo spettacolo.

    Buona Luce,
    Emanuele

  • Astrofotografia: un processo non lineare

    Astrofotografia: un processo non lineare

    Avete deciso che questa sera vi dedicherete ad una sessione astrofotografica. Cominciate a pregustare il momento, immaginando come vi sentirete mentre effettuerete gli scatti. Coltivate i dettagli nella vostra mente, lasciando crescere di pari passo le ambizioni. Vi vedete già vincitori della prossima Astronomy Picture Of the Day. E quando il sole cala, cominciate a controllare il tempo dalla finestra, sperando che le nuvole non facciano il loro ingresso a tradimento nella scena nonostante il meteo preannunci notti limpide. È tutto pronto, portate fuori la strumentazione, siete nel mood giusto e cominciate a scattare. Vi godete il momento, alternando il focus tra la fotocamera ed il cielo stellato. Quando pensate di essere soddisfatti delle vostre esposizioni, rientrate in casa (il più delle volte irrigiditi dal freddo, lo sappiamo bene), rimuovete subito la SD card dallo slot per controllare gli scatti sul computer e…Vi siete appena resi conto di aver buttato un’intera sessione di astrofotografia! Le riprese sono di pessima qualità, le stelle mosse e sapete che qualsiasi tentativo di correzione in post-produzione sarà inutile.

    L’astrofotografia non è un processo lineare. Ci sono così tante variabili da tenere in considerazioni che spesso diventa difficile capire quali assumono più importanza in funzione dello scatto e quali passaggi, se non effettuati correttamente, pregiudicheranno il risultato finale. Ma esiste un metodo per evitare di gettare al vento un’intera serata di scatti? In questo articolo voglio condividere con voi 3 consigli base per diminuire il rischio di errore. Niente tecnicismi, quelli li riserviamo per articoli futuri. Solo comune buon senso a volte sottovalutato presi dall’emozione dell’attesa e dalla concentrazione del risultato. Cominciamo.

    1. Pianificare lo scatto

    Che decidiate di fotografare nel giardino di casa o dal Deserto di Atacama, ogni vostro scatto ben riuscito sarà frutto di un’attenta pianificazione. E qui c’è da fare una precisazione: quando dico pianificare, intendo preparare alcuni elementi chiave, senza lasciarsi ossessionare da procedure e dettagli. Non bisogna cadere infatti nel fenomeno denominato over-planning, che rischia di snaturare quella che dovrebbe essere prima di tutto una passione. Lo scopo è di prevedere il prevedibile e ridurre il consumo di tempo, fondamentale nella fotografia astronomica. Un esempio fra tutti? Un’eclissi di Sole: l’evento durerà pochi minuti, e avrete una sola possibilità per la riuscita dell’impresa. Per approfondire l’argomento, vi rimando a questo articolo dell’astrofotografo britannico Alyn Wallace.

    2. Lavorare sul proprio workflow

    Ogni scatto è diverso, e in ogni composizione e soggetto possiamo mettere del nostro. Per arrivare al risultato però, può essere utile una bussola che ci aiuti a trovare la direzione. Man mano che vi alternerete fra ripresa ed elaborazione, imparerete a riconoscere dei pattern principali, e creerete il vostro flusso di lavoro personalizzato. Questa mappa, o workflow, non solo costituirà il vostro metodo ma definirà nel lungo termine la vostra identità come astrofotografi. Sul web trovare decine di tutorial di ogni genere, come il mio articolo su come riprendere la Stazione Spaziale Internazionale: possono sembrare pochi passaggi, ma non fatevi ingannare…ore a provare e riprovare sono state tante!

    3. Non aver paura di chiedere

    Nonostante i primi due punti, capiterà sicuramente di rimanere impantanati in un punto nel quale non si riesce a progredire. In questi casi, soprattutto per i più orgogliosi, il mio consiglio è quello di spogliarsi dall’eccesso di zelo e di rivolgersi ai molti blog e gruppi social sull’argomento: internet non è una vetrina per la competizione, ma uno strumento in cui esperti e principianti possono condividere la loro storia ed apportare un contributo significativo alla community. È in questo che risiede la forza di un gruppo di appassionati: dall’errore del singolo ne deriva la forza di molti. Nelle varie sezioni di Forum Astrofili Italiani o nel più internazionale Astrobin potrete trovare centinaia di appassionati, proprio come voi, pronti a rispondere ai dubbi che vi tengono svegli la notte; per scattare, ma soprattutto per migliorare.

    Buona Luce e Cieli Sereni

    Emanuele

  • Come fotografare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS): guida completa

    Come fotografare la Stazione Spaziale Internazionale (ISS): guida completa

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    Composizione con Luna, Orione e passaggio della ISS

    Prepara la strumentazione

    Di seguito la strumentazione che ritengo Necessaria (N) e Opzionale (O) per realizzare questo scatto:

    • Treppiede (N): Al fine di evitare che lo scatto venga mosso, soprattutto quando si scatta con lunghi tempi di esposizione, un treppiede risulta necessario.
    • Macchina fotografica o Smartphone (N): Per effettuare il vostro scatto, potrete avvalervi di una macchina fotografica o di uno smartphone di ultima generazione. L’importante qui è essere sicuri di poter modificare i parametri principali di scatto (ISO, shutter speed, f-stop). Se per chi possiede una camera basterà selezionare modalità manuale (M), per chi ha solo il telefonino dovrà avvalersi di una delle molte app reperibili per IOS e Android al fine di sbloccare queste funzionalità.
    • Telecomando per Controllo Remoto / Intervallometro (O): Bisogna evitare che la foto venga mossa. Per questo bisogna cercare di evitare il più possibile il contatto di interazione con la camera. Qui i propongo due alternative: o settate un timer per lo scatto (2s almeno per permettere alle vibrazioni di smorzarsi prima dello scatto), oppure vi avvalete di un telecomando per lo scatto remoto.

    Pianifica il prossimo passaggio della ISS

    • Data del passaggio;
    • Magnitudine;
    • Azimuth, Elevation e Ora rispettive per determinare l’arco che il nostro oggetto compirà durante il suo passaggio sul nostro cielo.
    Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è img_0796.jpg
    ISS: dettagli passaggi

    Preparati a scattare

    Conoscendo i dati del passaggio, potrete orientare il vostro dispositivo verso la porzione di cielo di vostro interesse. Per orientare in azimuth ed elevation la camera, consiglio di avvalervi del vostro telefonino: sono reperibili app come Bussola o Metro per IOS (equivalenti disponibili su Android) per aiutarvi con l’orientamento spaziale.

    Per la messa a fuoco, considerate sempre che scattando la sera la scarsità di luce impedirà a molti dei sensori in commercio di gestire correttamente il fuoco automatico (AF). Verificate sempre quindi di aver selezionato su fuoco manuale (MF) e di aver messo a fuoco una luce in lontananza, come un lampione o una stella (avvalendovi della modalità Live View).

    Per realizzare il mio scatto, essendo la luna visibile nel cielo, ho aperto la focale mantenendo ISO basso (100) e aumentando il tempo di esposizione a 25’.

    Goditi il momento!

    Ultimo punto e fondamentale. Non limitatevi a controllare il display del vostro device, che sia esso il telefono o la macchina fotografica. Per intenderci, sarebbe come entrare in un museo e scattare foto non dedicando il giusto tempo ad osservare le opere di arte. Tornereste a casa con un sacco di dati, ma zero emozioni!

    Per realizzare questo scatto ho effettuato più riprese che ho successivamente elaborato in Adobe Photoshop per comporre l’immagine finale. Troverete spiegati i passaggi di elaborazione nel prossimo articolo.

    La fase di editing con Adobe Photoshop

    In questa seconda parte, ci concentreremo su come elaborare gli scatti effettuati. Di seguito le singole esposizioni:

    Sequenza di scatti effettuati a: 25′, ISO100, f/5.6, 18mm

    A questo punto, possiamo passare alla fase di editing.

    Per effettuare prossimi passaggi ci vengono in aiuto molti software utili: per citarne due, il software gratis Gimp ed il famoso Adobe Photoshop in una delle sue tante versioni disponibili. Per le operazioni effettuate, andrà bene anche una versione non recente dell’editor in quanto le funzionalità necessarie saranno:

    • Regolazioni di base dello scatto
    • Gestione dei livelli
    • Utilizzo della maschera di livello

    Di seguito i passaggi:

    Carica i files in serie

    Primo passaggio è quello di andare a caricare tutti gli scatti effettuati ed importarli come livelli differenti di un unico file in Photoshop. Per fare questo, all’apertura di Photoshop (Ps) andate su:

     File > Script > Carica file in serie…

    Effettuando questa scelta apparirà la finestra denominata Carica Livelli nella quale verranno listate le vostre fotografie una volta selezionate. Per trovarle, cliccate su Sfoglia… ed andate nel loro percorso. Una volta selezionate tutte, cliccate su Apri e la lista verrà riempita nella finestra in Ps.

    Caricamento file in serie

    Unisci gli scatti

    A questo punto potrete selezionare i livelli e scegliere come metodo di fusione “Schiarisci”. Come risultato, otterrete uno scatto in cui le luci subiscono un’operazione di blending.

    Metodo di fusione Schiarisci

    Ed ecco comparire sulla foto la traiettoria della ISS! Personalmente, volevo ottenere un risultato in cui vi fosse il passaggio della stazione spaziale senza che le stelle e la luna risultassero mosse. A tal fine quindi conviene scegliere lo scatto, fra quelli importati, qualitativamente più valido e portarlo dietro tutti, magari bloccandolo e rinominandolo per identificarlo univocamente.

    Le maschere di livello, il cuore della composizione!

    Pensate ai livelli come dei fogli disposti uno sopra l’altro. Vogliamo rivelare l’ultimo foglio, che per noi è lo sfondo selezionato al punto precedente, conservando per ogni foglio sovrastante la porzione con la ISS in movimento. Dovremo quindi “ritagliare” ogni foglio eliminando la porzione superflua: per far questo utilizzeremo le maschere di livello. Il mio consiglio è di rendere invisibili tutti i livelli sopra lo sfondo, e lavorare sommando ogni volta il livello superiore. L’operazione sarà quindi iterativa e composta dalle seguenti azioni:

    Rendere Visibile livello / Creare Maschera / Applicare Maschera/..

    Per creare la maschera di livello, una volta selezionato il livello di interesse cliccate sul logo composto da un cerchio inscritto in un rettangolo nel menù in basso della finestra Livelli.

    Crea maschera di livello

    Tenete a mente questo: per “bucare” il foglio, bisogna usare colori scuri, per mantenerlo occorrono colori chiari. La maschera alla sua creazione sarà completamente bianca, quindi cancellate tutta la porzione di fotografia non interessata con l’utilizzo di un pennello il cui colore è settato su nero e opacità al 100%.

    Applicazione della maschera di livello

    Una volta che avrete effettuato il procedimento per tutti i livelli importati, potrete unirli e regolare la vostra fotografia per ottenere il risultato finale.

    Un suggerimento…sperimentate! Ci sono diversi modi nel mondo della fotografia per arrivare ad un risultato desiderato, ognuno con le sue difficoltà e soddisfazioni. Con il tempo riuscirete a trovare il vostro flusso di lavoro ed esprimere la vostra tecnica e la vostra creatività.

    Buona Luce
    Emanuele

  • Teatro e Scienza al Politecnico di Torino

    Teatro e Scienza al Politecnico di Torino

    Serata dedicata alla storia dell’astronomia e alle donne quella di ieri sera nell’Aula Magna del Politecnico di Torino, al n.24 di Corso Duca degli Abruzzi.

    L’evento si è aperto alle ore 19:00 con un intervento di Angelo Tartaglia, Docente Associato di Fisica presso l’Ateneo torinese dal titolo “E Luce fu”: il breve racconto percorre migliaia di anni di storia per mostrare come la natura della radiazione luminosa sia stata da sempre uno dei più grandi interrogativi dell’uomo. Partenza dalla visione primordiale data nel grande Racconto Biblico, passando per le civiltà Egizia e Greca, fino al grande dibattito sul dualismo onda-corpuscolo nato nel XVII secolo e confermatosi solo all’inizio dello scorso secolo; un viaggio fra scienza ed arte, quello che ha proposto il Professor Tartaglia, capace di fornire all’ascoltatore uno spunto di riflessione sulla società di oggi in riferimento alla luce dell’umanità in quanto capacità di provare passione e compassione in contrasto con la brutalità delle tenebre che solo la natura umana può concepire.

    turner
    W.Turner, Didone costruisce Cartagine (1815), Londra, National Gallery

    Gv 1,5

    “la luce splende nelle tenebre,

    ma le tenebre non l’hanno accolta.”

    Alle ore 19:20 è iniziato l’omonimo recital multimediale, incentrato sulle figure di sei donne straordinarie che hanno rivoluzionato il mondo dell’astronomia e che, proprio per la loro natura femminile, spesso sono state messe in secondo piano, all’ombra dei loro promotori, mariti e tutori.

    La chiarezza espositiva delle presentatrici, accompagnata dall’utilizzo di immagini tratte da uno strumento Software open source immediato quale Stellarium, ha permesso al pubblico di familiarizzare con i concetti di Quasar e Pulsar, con la classificazione delle stelle in base al loro spettro di emissione ed i cataloghi utilizzati ancora oggi nella comunità astronomica (Il New General Catalogue NGC ne è un esempio). L’intento, quello di portare tutti i presenti ad avvicinarsi alle figure di queste scienziate e di aprire gli occhi ad un sottobosco di menti geniali dal quale sono emerse nei secoli per ragioni storico-sociali solo figure maschili, è riuscito a pieno. Una dedica conclusiva, quella fatta dall’autrice ed attrice Maria Eugenia d’Aquino e da Ilaria Arosio, astrofisica e divulgatrice dell’Osservatorio Astronomico di Brera, nei confronti di tutti coloro che cambiano il mondo inseguendo la loro passione; non per i premi, ma per il Fine più alto.

    Herschel Print
    William Herschel (1738-1822) che scopre Urano nel 1781. Sua sorella Caroline che prende appunti.

    Per concludere, ecco l’elenco delle donne protagoniste:

    Gabrielle Émilie du Châtelet (1706 – 1749): Matematica, fisica e letterata francese.

    Caroline Lucretia Herschel (1750 – 1848): Astronoma, matematica e cantante lirica britannica di origine tedesca.

    Annie Jump Cannon ( 1863 – 1941): Astronoma statunitense.

    Cecilia Helena Payne Gaposchkin (1900 – 1979): Astronoma inglese naturalizzata statunitense.

    Margaret Burbidge (1919): Astrofisica inglese naturalizzata statunitense.

    Jocelyn Bell Burnell (1943): Astrofisica britannica, scopritrice.